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5 novembre 2019 “Sole” all’Apollo 11


presenta

martedì 5 novembre ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

Italia/Polonia 2019, 102 min.

al termine della proiezione
incontro con

il regista
CARLO SIRONI

il produttore
GIOVANNI POMPILI

Ermanno è un ragazzo che passa i suoi giorni fra slot machine e piccoli furti; Lena ha la sua stessa età, è appena arrivata dalla Polonia per vendere la bambina che porta in grembo e poter iniziare così una nuova vita. Ermanno deve fingere di essere il padre per permettere a suo zio e alla moglie, che non possono avere figli, di ottenere l’affidamento attraverso un’adozione tra parenti. Alla nascita di Sole, però, tutto cambia: mentre Lena cerca di negare il legame con sua figlia, Ermanno inizia a prendersene cura come se fosse il vero padre e tra i due ragazzi cresce un legame inatteso.
Sole è stato presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto tra gli altri il Premio FEDIC e il Premio NUOVOIMAIE Talent Award al miglior attore emergente, e ha partecipato nella sezione Discovery al Toronto International Film Festival.

Regia: Carlo Sironi – Sceneggiatura: Giulia Moriggi, Carlo Sironi, Antonio Manca – Produttori: Giovanni Pompili – Suono: Stefano Sabatini – Montaggio: Andrea Maguolo – Scenografia: Ilaria Sadun – Fotografia: Gergely Poharnok – Cast: Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Bruno Buzzi, Barbara Ronchi, Vitaliano Trevisan – Distribuzione: Officine Ubu.

Il trailer

Due eventi da ricordare in questo ottobre 2019

Abbiamo voluto condividere con delle immagini le sensazioni provate per due eventi che si sono svolti nel nostro Rione nelle ultime settimane: l’apertura straordinaria del cd. Tempio di Minerva Medica il 18 ottobre con la visita di tanti bambini e la performance artistica “Fermati, parliamo” a Piazza Vittorio il 26 ottobre con la partecipazione attiva di moltissime persone.

Sono due esempi che testimoniano come il Rione Esquilino nonostante tutti i problemi che lo assillano (che non sono nè pochi nè lievi) sia una realtà viva e tutt’altro che rassegnata e che il futuro non solo non faccia paura ma c’è la volontà e la determinazione di affrontarlo in prima persona partecipando attivamente alle trasformazioni in atto che cambieranno radicalmente il nostro Rione nel prossimo futuro.

E “Quando i bambini fanno ooh” e lo hanno fatto veramente guardando la maestosità e la bellezza del cd. Tempio di Minerva Medica è nostro dovere non deluderli!

18 ottobre 2019 Apertura straordinaria del cd. Tempio di Minerva Medica

26 otttobre 2019 performance artistica “Fermati, parliamo” a Piazza Vittorio

 

 

3 – 16 novembre 2019 Mostra d’arte “Lucilla Monardi. L’assenza del corpo è la sua essenza” al Gatsby Cafè

3 – 16 novembre 2019

Mostra d’arte personale

Gatsby Cafè

Lucilla Monardi

L’assenza del corpo è la sua essenza

Di Lucilla Monardi.
Cosa accade se si inverte il concetto di “nuda vita”? Lucilla Monardi risponde con un percorso innovativo del fare artistico che prevede l’utilizzo e la rappresentazione di stoffe, tessuti, panni e delle diverse tecniche per realizzarne la superficie. Raso, cotone, seta, organza, taffetà, tulle, merletto… Avvolge il corpo femminile non con l’idea di “nuda vita” ma con quello di “vita vestita”, partendo dalla considerazione che sia stato un ambito creativo poco frequentato. Il corpo della donna non è mai del tutto “nudo” come nel caso del corpo maschile, è più opaco, segreto, schivo. Nell’opera “Incompleta” è mostrato un corsetto cui tende a svanire una coppa come a dire che la sua completezza è una pretesa tutta maschile che la intrappola nel concetto banale di perfezione. Nell’opera “Le costrizioni che noi stesse ci imponiamo”, i lacci stringono ma tendono alla sparizione, quel “noi stesse” s’impone a una coscienza femminile presa sempre nel suo doppio.
L’Altro da sé e dentro di sé libera da qualsiasi tentativo di reale imposizione. Il corsetto è una gabbia metaforica e non. Ancora un corsetto, infatti, nell’opera “Rose nello spirito e nessuna spina
nel cuore”, ancora una volta la donna salva sé stessa evitando che il fiore spinato arrivi al corpo, al suo cuore, al suo mondo emozionale e permettendo che, tuttavia, arrivi al suo “spirito”, senza colpo
ferire. Arriviamo, dunque, all’opera “Gli affetti mai sentiti e non vissuti”, in cui la “vita vestita” porta la “bella giornata” regredendo all’infanzia e aprendo al “momento” in cui l’esistenza si è divaricata, potendo riprendere la via che si era abbandonata per l’altra, in fondo viviamo sempre con una sorta di nostro gemello accanto che è la sequenza delle scelte non avvenute. Se le prime quattro opere sono un percorso sulla “vita vestita”, le altre quattro sono un percorso sui tessuti stessi che si aggrovigliano, attorcigliano, piegano. Se “la piega” è sinonimo in filosofia di Barocco, nella ricerca artistica di Monardi la piega è sinonimo di incantesimo, nel senso più genuino di un’arte chemette in discussione la soggettività e si supera attraverso una continua attenzione alle armonie casuali. La “nuda vita” rovesciata in “vita vestita” non fa che incessantemente produrre pieghe nei tessuti. Sia che si tratti di corsetti metaforici che delle pieghe più casuali e libere l’assenza del corpo femminile non è assenza della donna, ma anzi affermazione del suo passaggio e della sua forza.
Luther Blissett – APR –

 

3 novembre 2019 #Domenicalmuseo musei statali gratis per tutti

Domenica 3 novembre Torna l’appuntamento “Domenica al Museo”, iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei, monumenti e parchi archeologici statali, ogni prima domenica del mese.

L’elenco dei luoghi aperti gratuitamente domenica 6 Ottobre 2019 è in costante aggiornamento, su: http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo2019

Per le modalità di accesso e per preparare al meglio la visita si consiglia di consultare anche i siti web dei singoli istituti: http://musei.beniculturali.it/musei

Sempre domenica 3 novembre

Ingresso gratuito* nei Musei Civici per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana per la prima domenica del mese di novembre.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Il programma completo vedi

 

*Sono esclusi dalle gratuità gli spazi espositivi del Museo dell’Ara Pacis e del Museo di Roma a Palazzo Braschi

2 – 11 novembre 2019 mostra fotografica “Sicilians. Fotografi siciliani sparsi nel mondo” al Palazzo Merulana

2 – 11 novembre 2019

Palazzo Merulana

“Sicilians. Fotografi siciliani sparsi nel mondo”

mostra personale di Roberto Strano

Palazzo Merulana è lieto di presentare la mostra fotografica Sicilians. Fotografi siciliani sparsi nel mondo del fotoreporter caltagironese Roberto Strano, uno dei maggiori protagonisti della scena contemporanea locale e internazionale.
Il progetto espositivo, che si inaugurerà venerdì 1 novembre alle ore 19.00, sarà aperto al pubblico fino a lunedì 11 novembre 2019.
Durante l’inaugurazione sarà anche presentata la recente pubblicazione dello stesso autore Compagni di viaggio. Fotografi siciliani sparsi nel mondo (PostCart, 2019) alla presenza di Roberto Strano, Gaetano Savatteri (scrittore e giornalista), Toni Gentile (fotografo), Claudio Corrivetti (Editore PostCart), Giuseppe Tornatore (regista), Ferdinando Scianna (fotografo).

La mostra è visitabile dal 2 all’ 11 novembre 2019 con biglietto d’ingresso di Palazzo Merulana
Inaugurazione e presentazione
della pubblicazione venerdì 1 novembre ore 19,00 a partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti disponibili

Info allo 0639967800
info@palazzomerulana.it

Maggiori informazioni

2 novembre 2019 “Dixie Flyer Passengers – Swing and Traditional American Song” al Gatsby Cafè

2 novembre 2019 – ore 22,00

Gatsby Cafè

Dixie Flyer Passengers – Swing and Traditional American Song

Il Dixie Flyer era un treno che, nei primi anni del ‘900, attraversava gli Stati Uniti, da Chicago alla Florida, toccando le città che più sono state significative nella storia del jazz.
Il gruppo è composto da Cecilia Panichelli alla voce e washboard, Lorenzo Soriano alla tromba, Luca Costantini alla chitarra.
Il repertorio va dal jazz tradizionale allo swing, dallo spiritual al blues degli anni ’20 interpretato dalle grandi blueswomen quali Bessie Smith, Sippie Wallace, Victoria Spivey.
Il gruppo vi invita a salire a bordo di questo treno per rivivere da passeggeri le atmosfere festose e più malinconiche di questo lungo viaggio sui binari dell’America dello scorso secolo.

Cecilia Panichelli voce e washboard
Lorenzo Soriano tromba
Luca Costantini chitarra

Apollo 11 I film del Week End 1-3 novembre 2019


presenta

I FILM DEL WEEKEND

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

USA, 2019, 85 min.

Versione Originale sottotitolata in Italiano

John Turturro torna a vestire i panni di Jesus Quintana in una commedia irriverente in cui un trio di disadattati (John Turturro, Bobby Cannavale e Audrey Tautou) si troverà a fare i conti con un parrucchiere armato di pistola. Il loro viaggio si trasformerà presto in una fuga continua – dal folle parrucchiere, dalla legge e dalla società – durante la quale si svilupperà una particolare dinamica, che da amicizia accidentale evolverà in una storia d’amore fuori dagli stereotipi convenzionali…

Regia: John Turturro – Sceneggiatura: Bertrand Blier, Philippe Dumarcay – Produttori: Sidney Kimmel, John Penotti, Fernando Sulichin, Paul-Dominique Vacharasinthu, Robert Salerno – Suono: Konstantinos Koukoulios – Montaggio: Simona Paggi – Suono: Émilie Simon – Scenografia: Lester Cohen – Cast: John Turturro, Bobby Cannavale, Susan Sarandon, Audrey Tautou – Distribuzione: Euro Pictures.

*****

Italia, 2019, 83 min.

Cesare Maltoni è stato uno dei pionieri della ricerca sul cancro in Italia e nel mondo. Tuttavia Maltoni era anche un uomo politico, che lottava per i diritti civili, comunista e omosessuale convinto. Questo documentario costruisce l’immagine di Maltoni, l’eroe dell’uomo medio, pioniere di scienza e moderno pensatore.

Scritto e diretto da: Michele Mellara, Alessandro Rossi – Raccontato da: Luigi Dadina – Voce di Paolo: Beppe Tranquillino Minerva – Voce di Franco: Stefano Pesce – Testimonianze: Fiorella Belpoggi, Morando Soffritti, Donata Carretti, Pasquale Chieco, Philip J. Landrigan – Ricerche d’archivio: Ciro Gatto, Marco Cavalli, Serena Oddo, Laura Dinelli, Irene Gallina – Direttore della Fotografia: Marco Mensa – Suono di presa diretta: Alessandro Rossi – Montaggio: Corrado Iuvara (a.m.c.) – Creazioni sonore, Montaggio del suono e Mix: Massimo Carozzi – Scenografia e Costumi: Gloria Dardari, Marco Garuti – Grafiche e animazioni: K2: Niccolò Manzoiini, Lorenzo Burlando, Costanza Degli Abbati, Axel Zani – Prodotto da: Ilaria Malagutti – Produzione: Mammut Film con il supporto di Istituto Ramazzini in collaborazione con RAI Cinema, I Wonder e con il contributo MIBACT (Direzione generale Cinema), Fondo Audiovisivo della Regione Emilia Romagna – Distribuzione: I Wonder.

 

*****

Miglior Film sezione Orizzonti
della 75ª Mostra Int.le del Cinema di Venezia

Francia/Italia, 2019, 78 min.

La storia di Manta Ray comincia in una foresta vicino a un villaggio costiero: un giovane pescatore dal biondo capello ossigenato (Wanlop Rungkamjad) s’imbatte in un uomo ferito e privo di sensi (Aphisit Hama: per questo fashion stylist e DJ è primo ruolo al cinema) e decide di prestare immediatamente soccorso, portandolo al sicuro in casa propria. Lo sconosciuto però non proferisce parola, forse è muto oppure troppo scosso dal proprio viaggio per riprendere a parlare. Il pescatore decide quindi di assegnargli il nome di una pop star thailandese, Thongchai. Da lì a poco s’instaura un forte legame tra i due, fino a quando una mattina il pescatore scomparirà in mare (ma è una vera scomparsa? O solo il preludio di un ritorno inaspettato?). Thongchai lentamente, e quasi inesorabilmente, si ritroverà a prendere il suo posto, abitando nella sua casa, vivendo del suo lavoro e convivendo con la sua ex moglie (Rasmee Wayrana: è il primo ruolo al cinema di quest’amata cantante thailandese).
Come è noto, migliaia di rifugiati Rohingya ogni anno sono costretti ad abbandonare la Birmania, ufficialmente Repubblica dell’Unione del Myanmar, perché perseguitati, e avventurarsi per mare alla ricerca di una terra più sicura che possa accettarli. Un viaggio che spesso porta alla morte, con il rinvenimento dei cadaveri annegati anche sulle spiagge thailandesi.

Manta Ray, primo lungometraggio di Phuttiphong Aroonpheng e “Miglior film” alla sezione Orizzonti della 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è distribuito da Mariposa Cinematografica. Il regista tailandese così lo presenta: “il film evoca e racconta i corpi sconosciuti che annegano nel mare della Thailandia e vengono sepolti nelle profondità della terra: sono i corpi dei rifugiati Rohingya, la cui voce rimane inascoltata. Al contrario, questa voce non deve scomparire, né venire dimenticata. Io l’ho registrata, perché voglio che continui a esistere, nel mio film”.

Del resto, ai Rohingya è dedicato in apertura Manta Ray, ma questo dramma della cronaca e della storia dei nostri anni nel film va oltre il cinema del reale e concede spazio anche ad una narrazione che accarezza il surreale, l’inconscio, dove l’immagine supera il contenuto e lo scaraventa nel territorio visionario dell’onirico.

Regia: Phuttiphong Aroonpheng – Cast: Wanlop Rungkumjad, Aphisit Hama, Rasmee Wayrana – Sceneggiatura: Phuttiphong Aroonpheng – Fotografia:Nawarophaat Rungphiboonsophit – Montaggio: Lee Chatametikool, Harin Paesongthai – Musica: Christine Ott, Mathieu Gabry – SNOWDROPS – Produzione: Mai Meksawan, Jakrawal Nilthamrong – Distribuzione: Mariposa Cinematografica.

Guarda il trailer e l’evento facebook

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Italia, 2019, 94 min.

Modella iconica negli anni ’60, Benedetta Barzini è stata musa di Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon. Divenuta femminista militante e madre sola di quattro figli, negli anni ’70 è scrittrice e docente acuta e controcorrente di Antropologia della Moda, in eterna lotta con un sistema che per lei significa sfruttamento del femminile. A 75 anni, stanca dei ruoli – e degli stereotipi – in cui la vita l’ha costretta, desidera lasciare tutto, per raggiungere un luogo lontano, dove scomparire. Turbato da questo progetto – radicale quanto indefinito – suo figlio Beniamino comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria. Il progetto si trasforma in un’intensa battaglia per il controllo della sua immagine, uno scontro personale e politico insieme tra opposte concezioni del reale e della rappresentazione di sé, ma anche un dialogo intimo, struggente, in cui madre e figlio scrivono insieme le ipotesi di una separazione, difficile da accettare e forse impossibile da raffigurare.

Regia: Beniamino Barrese – Interpreti: Benedetta Barzini, Beniamino Barrese – Montaggio: Valentina Cigogna – Fotografia: Beniamino Barrese, Brian Fawcett – Musiche: Aaron Cupples, Miguel Miranda & Jose Miguel Tobar – Sound Design: Massimo Mariani – Produttori Esecutivi: Beniamino Barrese, Giovanni Storti, Lorenzo Garzella, Hayley Pappas, Matt Ippolito, Bryn Mooser – Produttori Delegati: Paolo Borraccetti, Andrea Maria Lehner, Giulio Luciani – Produttore: Filippo Macelloni – Produzione: Nanof in collaborazione con Rai Cinema e Ryot Films e realizzato con il supporto del Mibac – Direzione Generale Cinema nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema – Distribuzione: Reading Bloom, Rodaggio.

Vedi il programma completo con gli orari

 

27 ottobre 30 novembre 2019 allo Spazio Field del Palazzo Brancaccio “Anton Yelchin – Provocative Beauty”

Riapre il Palazzo Brancaccio con una mostra fotografica inserita nel programma della manifestazione VIDEOCITTA’

Sarà visitabile sino al 30 novembre 2019, presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio, la prima mostra europea di Anton Yelchin, attore cinematografico e fotografo americano.

1 novembre 2019 “Jazz by Gatsby – Klain, Crinelli, Scarpato” al Gatsby Cafè

1 novembre 2019 ore 21,30

Garsby Cafè

Jazz by Gatsby – Klain, Crinelli, Scarpato

Laura Klain – batteria
Piersimone Crinelli 江月 – sax baritono
Giulio Scarpato – contrabbasso

31 ottobre 2019 “Vivere che rischio” all’Apollo 11


in collaborazione con


presenta
in anteprima romana

la coraggiosa storia del pioniere della ricerca scientifica:
CESARE MALTONI

giovedì 31 ottobre ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

Italia, 2019, 83 min.

al termine della proiezione

i registi
MICHELE MELLARA
ALESSANDRO ROSSI

incontreranno il pubblico

Cesare Maltoni è stato uno dei pionieri della ricerca sul cancro in Italia e nel mondo. Tuttavia Maltoni era anche un uomo politico, che lottava per i diritti civili, comunista e omosessuale convinto. Questo documentario costruisce l’immagine di Maltoni, l’eroe dell’uomo medio, pioniere di scienza e moderno pensatore.

Scritto e diretto da: Michele Mellara, Alessandro Rossi – Raccontato da: Luigi Dadina – Voce di Paolo: Beppe Tranquillino Minerva – Voce di Franco: Stefano Pesce – Testimonianze: Fiorella Belpoggi, Morando Soffritti, Donata Carretti, Pasquale Chieco, Philip J. Landrigan – Ricerche d’archivio: Ciro Gatto, Marco Cavalli, Serena Oddo, Laura Dinelli, Irene Gallina – Direttore della Fotografia: Marco Mensa – Suono di presa diretta: Alessandro Rossi – Montaggio: Corrado Iuvara (a.m.c.) – Creazioni sonore, Montaggio del suono e Mix: Massimo Carozzi – Scenografia e Costumi: Gloria Dardari, Marco Garuti – Grafiche e animazioni: K2: Niccolò Manzoiini, Lorenzo Burlando, Costanza Degli Abbati, Axel Zani – Prodotto da: Ilaria Malagutti – Produzione: Mammut Film con il supporto di Istituto Ramazzini in collaborazione con RAI Cinema, I Wonder e con il contributo MIBACT (Direzione generale Cinema), Fondo Audiovisivo della Regione Emilia Romagna – Distribuzione: I Wonder.

Il trailer