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Il testo del DCPM del 9 marzo 2020

Il testo ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 relativo all’estensione a tutto il territorio nazionale delle norme per il contenimento della diffusione del coronavirus

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio dell’8 marzo 2020 e quella del 9 marzo 2020

Pubblichiamo il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relativo alle ultime norme da tenere per contenere i rischi di contagio e propagazione del coronavirus

l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio (che ci riguarda più da vicino) sempre dell’8 marzo 2020 riguardo ad alcune norme comportamentali sull’argomento del coronavirus

ed infine l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 09 marzo 2020 che contiene chiarimenti ed estensioni della precedente

 

I “Nazareni” a Roma. Gli affreschi “letterari” di Villa Massimo, di Francesca Coiro Cecchini

Avatar di marcoonofrioDel cielo stellato

nazareni_inferno

Nei primi anni dell’Ottocento ai romani che passeggiavano nella zona del Pincio poteva capitare di imbattersi in alcuni personaggi a dir poco singolari. Non erano frati ma vivevano in regime di povertà nel convento quasi abbandonato di S. Isidoro. Avevano volti emaciati; vestivano lunghe tuniche e portavano i capelli sciolti sulle spalle secondo la foggia che l’iconografia tradizionale attribuisce a Gesù. Per questo il popolino li chiamava “i Nazareni”. Erano un gruppo di artisti tedeschi che avevano abbandonato l’Accademia di Vienna, dove l’insegnamento di stampo classico e di soggetto pagano si basava sulla copia di statue e monumenti antichi, e si erano trasferiti a Roma. Una scelta che può sembrare un controsenso perché – siamo in età napoleonica – a Roma, come nel resto d’Europa, imperava il neoclassicismo. Ma Roma è anche la sede del Cristianesimo e possiede testimonianze in grado di appagare lo spirito religioso di quei giovani che aspiravano…

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Immagini del 1625: due chiese all’Esquilino che non esistono più

Iconografia della città di Roma – Giovanni Maria Maggi 1625

Due interessanti particolari della mappa prospettica di Roma di Giovanni Maria Maggi del 1625 (in alto nella sua completezza) che si riferiscono a due chiese dell’Esquilno che non esistono più:

1 – San Giuliano all’Esquilino

San Giuliano all’Esquilino

Antonio Tempesta 1593

L’area è quella dell’odierna Piazza Vittorio Emanuele II con i Trofei di Mario e la chiesa di Sant’Eusebio (perfettamente riconoscibile anche nella stampa di Antonio Tempesta qui accanto). Si hanno notizie della chiesa fin dal 1220 e nello Stato Temporale delle Chiese di Roma del 1662 conservato nell’Archivio Segreto Vaticano  si legge quanto segue “La chiesa ha il choro, il campanile con una campana sola e la sagrestia, ha solamente un altare, e detta chiesa serve per cimitero per li religiosi. Il monastero ha un cortile con un giardinetto et un pozzo. Ha un dormitorio con 6 celle per li religiosi. Ha 4 altre camere. Possiede poi vigne, censi etc. per 140 sc.“. Venne demolita nel 1874 per far posto all’odierna Piazza Vittorio Emanuele II. Per maggiori informazioni clicca al seguente link


 

2 – San Matteo in Merulana

San Matteo in Merulana

Chiesa antichissima le cui origini risalgono addirittura al V secolo d.C.. Era situata nella zona riconducibile ai giorni nostri all’incrocio tra via Merulana e via Alfieri. Compare nel Catalogo di Torino del 1320 con questa dicitura ” Hospitale sancti Matthei de Merulana habet priorem et fratres ordinis Cruciferorum VIII“. Dopo varie vicissitudini anche architettoniche venne definitivamente demolita nel 1799, in quanto in stato di abbandono, durante l’occupazione francese di Roma. Per maggiori informazioni clicca al seguente link

Marzo 2020: di nuovo completamente imbrattato il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana

Non sono passati neanche tre mesi da quando è stato ripulito tutto il muro della chiesa di Santa Bibiana a via Giolitti che i vandali imbrattatori sono tornati (impunemente) all’opera insozzando di inguardabili graffiti tutta  la parete esterna del monumento.  Quello che è un gioiello dell’architettura e dell’arte barocca (per i pochi che non lo sapessero opera di G.L. Bernini) non solo non  è adeguatamente valorizzato e salvaguardato ma è alla mercè di questi dementi che si divertono a insozzare tutti i muri che capitano a tiro compresi quelli di monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Possibile che non si possa far nulla? Dobbiamo rassegnarci a vedere tutti i muri e le serrande segnati da questi orrendi segnacci e ingaggiare una guerra infinita tra chi pulisce e chi deturpa sottraendo risorse che potrebbero essere utilizzate per lavori ben più utili. E’ tanto difficile o costoso installare delle telecamere di sorveglianza per smascherare  questi dementi che stanno insozzando tutta Roma? E  non si venga a dire che queste sono espressioni d’arte: sono solo vandalismi compiuti da balordi che sicuri dell’impunità rovinano e deturpano le superfici di beni pubblici e privati solo per il gusto di fare qualcosa di trasgressvo magari per postarlo sui social network.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 con le misure antivirus

In relazione alle ultime disposizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 oltre a numerose indicazioni valide per tutti (contenute nell’allegato) per effetto di queste nuove norme sono stati annullati praticamente tutti gli spettacoli tetrali, cinematografici e sportivi che erano in programma in cinema, teatri e stadi dal 5 marzo 2020  fino alla fine dell’emergenza causata dalla diffusione del  coronavirus

Rimandiamo alle pagine dei siti ufficiali di di alcuni tra cinema, teatri e musei del Rione Esquilino per maggiori informazioni sulla durata di tali interruzioni e sulle date presunte per la ripresa della normale attività:

TEATRO BRANCACCIO

TEATRO AMBRA JOVINELLI

APOLLO 11

PALAZZO MERULANA

Per maggior chiarezza pubblichiamo il testo ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020

4 marzo 2020 “SHOW ME THE PICTURE: THE STORY OF JIM MARSHALL” all’Apollo 11


presenta

Mercoledì 4 marzo alle ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


Regno Unito – 2019 – 90 min.

Versione Italiana

Show the Picture: the story of Jim Marshall ci trasporta nei retroscena della vita del più famoso fotografo del Rock.
Un artista fuori dagli schemi e una vita passata a combattere i propri demoni interiori. Jim si è tracciato il proprio percorso fino a diventare uno dei punti di riferimento della fotografia più anticonformista, che grazie alle sue lenti ci ha permesso di vedere la storia degli anni a cavallo tra i 60 e 70 .
Il suo approccio caparbio e sincero, unito al suo incredibile talento, lo ha portato a stringere amicizia e immortalare alcune delle più importanti icone della storia della musica: Bob Dylan, the Rolling Stones, the Beatles, the Who, fino alla celeberrima immagine di Jimi Hendrix mentre infuoca la sua chitarra, o lo scatto a Johnny Cash al carcere di San Quentin, definito da Jim stesso “la fotografia più rubata della storia del Rock”.

“Io vedo la musica…”. “Quando fotografo le persone non mi piace dare alcuna indicazione. Non ci sono parrucchieri né make-up artist in giro. Sono come un giornalista, solo che uso una macchina fotografica; reagisco ai miei soggetti nel loro ambiente, e se va bene, mi immergo a tal punto nella situazione da diventare un tutt’uno con la mia fotocamera”
JimMarshall

Regia: Alfred George Bailey – Sceneggiatura: Peter Machen – Montaggio: Adam Biskupski – Fotografia: Alfred George Bailey – Musiche: Adam Biskupski – Interpreti: JJim Marshall, Michael Douglas, Galadrielle Allman, Adam Block, Anton Corbijn, Amelia Davis – Distribuzione: Zenit Distribution.

4 – 15 marzo 2020 “Il Nodo” al Teatro Jovinelli – Rinviato

4 – 15 marzo 2020

TEATRO JOVINELLI

Il Nodo

Presentato da Società per attori e Goldenart
Con Ambra Angiolini e Ludovica Modugno
Regia Serena Sinigaglia
Di Johnna Adams
Traduzione di Vincenzo Manna e Edward Fortes
Musiche Mauro Di Maggio e Luna Vincenti
Scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Light Designer Roberta Faiolo

Maggiori informazioni

4 marzo 2020 “Jazz by Gatsby – Peccheneda, Botti, Bax” al Gatby Cafè

4 marzo 2020 ore 21,30

Gatsby Cafè

Jazz by Gatsby – Peccheneda, Botti, Bax

Il trio esplora il repertorio dei grandi compositori del jazz, Duke Ellington, Thelonious Monk, Cole Porter, Benny Golson, elaborando attraverso l’improvvisazione e il gioco dell’interplay una propria chiave di lettura.

Ezio Peccheneda: Chitarra.
Alessandro Botti: Contrabbasso.
Paolo Bax: Batteria.

:: FREE ENTRY ::

3 marzo 2020 “La seconda patria” all’Apollo 11


presenta

Martedì 3 marzo dalle ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


Italia/Canada, 2019 80 min.

introduce

il regista e sceneggiatore
RENATO CHIOCCA

che al termine della proiezione
ne discute con

il regista
PAOLO QUAREGNA

Hanno preso una decisione radicale. Hanno scelto di lasciare la loro “amara terra”, come hanno fatto negli ultimi 100 anni poco meno di 30 milioni di italiani. Hanno fatto valigie e fagotti, attraversato frontiere, varcato l’oceano. Di tutte le terre americane, hanno scelto il Quebec, enclave dal sapore mediterraneo, dove si parla la lingua francese, provincia radicata nella tradizione cattolica, da sempre aperta al meticciato. Sono uomini e donne di grande coraggio e capacità di resilienza, disponibili a fare crescere in sé lo “spirito nomade”: hanno preferito essere padroni del loro tempo piuttosto che battersi, tra fratelli, per difendere uno spazio avaro di risorse. Alcuni di essi, spingendosi nei distretti minerari del gelido nord, hanno scoperto (grazie anche a “contaminazioni” culinarie e musicali) una speciale complicità con i “nativi” Innu, abitanti colà ben prima di ogni ondata migratoria. Il film, seguendo il cammino della famiglia Stea, da Sannicandro di Bari, prima minatori in Belgio nell’immediato dopoguerra, poi lavoratori occasionali a Toronto e a Montreal, infine lavoratori nelle miniere di ferro di Schefferville, nel Grande Nord canadese, offre i ritratti di nove “migranti economici” e dei loro figli che hanno saputo adattarsi a una nuova vita, attivando nuove radici, senza perdere il legame con la loro “italianità”.

Regia: Paolo Quaregna – Interpreti: Johnny Stea, Florent Vollant, Paul Tana, Tony Nardi, Pierre Curzi – Sceneggiatura: Paolo Quaregna – Fotografia: Jacques Desharnais, Katerine Giguère – Montaggio: Paolo Quaregna, Patrizia Penzo – Produttore: Rean Mazzone, Andrea Kerkoc, Paul Cadieux – Produzione: Ilapalma Dreamfilm, Istituto Luce Cinecittà, Avocado Pictures, con il contributo del MiBACT, Canada Media Fund.

Il trailer