Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali continua le sue incursioni pucciniane ospitando il concerto di Federico Paciotti nella sua rivisitazione rock delle opere del compositore lucchese. Domenica 9 giugno, alle ore 17:30 il chitarrista e tenore confermerà la sua straordinaria modernità interpretativa legando il pop, il rock e il melodramma italiano di fine Ottocento – inizio Novecento, attraverso la ripresa delle più celebri arie del repertorio pucciniano. Prima del concerto, alle 15:30, sarà possibile seguire la visita guidata della mostra “Visse d’arte” insieme all’artista Corrado Veneziano. Ricordiamo che l’esposizione, a cura di Francesca Barbi Marinetti,Cinzia Guido e Sonia Martone, è in programma fino al prossimo 23 giugno.
Sat Nam: Simoni, Vigliar, Blintzios, Esposito, Gallo
Il quintetto presenta un repertorio originale, scritto a seguito di anni di maturazione compositiva: ispirato ai grandi classici del songbook americano – con influenze derivanti dal linguaggio moderno newyorkese – ogni brano cerca di adattarsi ed integrarsi alle singole individualità dei musicisti della formazione.
“La lingua dell’inclusione. Accogliere attraverso l’italiano” è il titolo che abbiamo dato all’incontro di questa settimana. In dialogo tra loro, Valeria Della Valle ed Elena Stancanellli rifletteranno sui legami tra lingua e inclusione a partire dal Vocabolario della Lingua Italiana.
Questo incontro è organizzato in collaborazione con Treccani Libri @treccanilibri.
Prendi due cantanti giovani, belle e cattive, un cantante chitarrista con la passione per i bassi, un folle pianista di ragtime e un batterista che suona anche senza batteria. E poi dagli un obiettivo: trovare e suonare lo Swing… anche quando non c’è! Oltre ai classici dello Swing, Ragtime&Jive, musiche e successi di ogni epoca riletti in chiave Swing…
Anastasia Soboleva • Voce Giulia Ratti • Voce Lorenzo Mazzoni • Voce/Chitarra Andrea Marano • Pianoforte Daniele Russo • Batteria
Roma sorge dall’acqua e sull’acqua si è costruita ed aggregata nel corso del tempo. Trame nascoste e sommerse di arterie, fiumi, canali, sorgenti e laghi, si muovono e giacciono sotto il suolo della metropoli contemporanea. L’Acquario Romano è un’architettura simbolo che celebra questo rapporto strettissimo che intercorre tra acqua e città eterna. La mostra ACQUAROMA nasce innanzitutto da qui, dalla volontà di intraprendere uno studio sul dialogo tra archeologia e progetto e sul rapporto particolare che a Roma il tempo instaura, attraverso l’acqua, con l’architettura. ACQUAROMA si costruisce inoltre a partire da poche ma essenziali domande legate alla ricerca che l’autore sta conducendo sull’Architettura oltre la fine del mondo: quale sarà l’immagine di Roma al tempo dell’Antropocene? Quale effetto produrrà sui monumenti della città l’innalzamento del livello dell’acqua dovuto al riscaldamento globale? Possiamo considerare l’emergenza climatica come un’opportunità per dialogare e convivere con il non umano che incombe su di noi?
Architetto e Dottore di ricerca all’Università La Sapienza di Roma, Carlo Prati è professore associato in Composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Ha insegnato presso l’Università Roma Tre, l’Università di Genova e tenuto conferenze in Italia e all’estero. La sua ricerca si concentra sul progetto di architettura interpretato al contempo come pratica operativa, artistica e teorica. I suoi progetti e disegni sono stati selezionati per pubblicazioni, mostre, eventi e premiati in concorsi nazionali ed internazionali. È membro del comitato scientifico della collana editoriale Opera Metrica per Sagep Editori, redattore di “Abitare la Terra” rivista di geoarchitettura fondata da Paolo Portoghesi e socio onorario dell’Associazione culturale Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano. Tra i libri di cui è autore: Elementi e forme dell’architettura svizzera contemporanea (Libria 2024), Architettura oltre la fine del mondo (LetteraVentidue 2022), Iperoggetto periferia (Bordeaux 2021), Lo spazio del vuoto (LetteraVentidue 2020), Il disegno dell’Autonomia (Libria 2018).
in collaborazione con RIF – Museo delle periferie Tevereterno
La Matemusik Band & Crew è un collettivo di musicisti/e e ballerini/e nato nel 2010 alll’interno dello Spazio Giovani e Scuola d’Arte MaTeMù del CIES Onlus
INAUGURATA IL 31 MAGGIO PRESSO LA SEDE DELL’ENPAM LA SECONDA EDIZIONE DELLA PRESTIGIOSA MOSTRA FOTOGRAFICA
La mostra riguarda opere di Medici Chirurghi ed Odontoiatri, che condividono la passione per la Fotografia d’Arte e si potrà visitare fino al 14 giugno, tutti i giorni compresi i festivi. Lo scorso anno con quasi 100 opere esposte, l’evento riscosse grande successo.
Non aveva ottemperato al provvedimento che vietava di proseguire l’attività, il gestore di una struttura ricettiva, sita nella zona della stazione Termini: per tale motivo, ieri mattina, la Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuta ed ha eseguito la chiusura dell’attività, per decadenza del titolo abilitativo ad esercitare, come disposto dalla determinazione dirigenziale rilasciata dalla Direzione Turismo del Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda.
Gli agenti del GSSU ( Gruppo Sicurezza Sociale Urbana ) e del I Gruppo Centro della Polizia Locale hanno proceduto ad apporre i sigilli alla struttura, il cui gestore , cittadino di nazionalità straniera di 51 anni, era già stato sanzionato più volte per irregolarità amministrative varie, come l’aumento della capienza ricettiva, condizioni igienico sanitarie critiche, mancata esposizione della tabella dei prezzi, assenza del percorso anti incendio, oltreché per la mancata comunicazione alla Regione Lazio degli arrivi e delle partenze dei turisti. Ulteriori accertamenti per altri presunti illeciti sono tuttora in fase di svolgimento.
Esattamente 80 anni fa le truppe alleate entravano in Roma liberando la città dall’oppressione nazi-fascista che si era macchiata di orrendi crimini nel periodo dell’occupazione. Le truppe americane al comando del generale Mark Wayne Clark entrano nella città attraverso Porta Maggiore e in seguito si recano in via Tasso per liberare i prigionieri e chiudere definitivamente quello che era diventato non più un semplice carcere ma un antro degli orrori.
Ecco alcune immagini scattate all’Esquilino e scovate nella rete che si riferiscono a quel giorno
La più famosa: le truppe americane entrano a Porta Maggiore
La liberazione di via Tasso
In un post dall’account Facebook del “Museo Storico della Liberazione di Roma” un documento tratto da “L’Archivio racconta”