13 febbraio 2025 ore 18:00
MERCATO CENTRALE – SPAZIO FARE
Ceramica in corso
13 febbraio 2025 ore 18:00
MERCATO CENTRALE – SPAZIO FARE
Dal 12 al 16 febbraio 2025
PALAZZO MERULANA
di
Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di ospitare “Artsintesi – Nasce” di Daniela Boccaccini, progetto espositivo ispirato alla storia 12 “Un amore che nasce” dal libro “Terni ferita” di Franco Porchetti.
Quest’anno, all’interno della rassegna Merulove. Palazzo Merulana è una storia d’amore”, anche il progetto espositivo “Artsinstesi – Nasce” dell’artista Daniela Boccaccini per celebrare l’amore in tutte le sue forme e sfaccettature.
Dal 12 al 16 febbraio nella Sala delle Sculture, al piano terra del Museo, sarà esposta “la sintesi e le cancellazioni di un racconto sull’amore e la reinterpretazione di una storia attraverso l’arte”.
Il processo di quest’opera, che si basa appunto sulla cancellazione e ricomposizione della storia 12 di Franco Porchetti, riflette la natura complessa dell’amore, come un sentimento che si evolve, si modifica o si semplifica. Alcuni passaggi vengono eliminati per concentrarsi su aspetti più profondi, simbolici o emozionali del tema, come uno sguardo, un gesto, una parola.
Un percorso che prende il cuore di una storia d’amore e lo presenta in una forma più astratta, ma potente, dove il silenzio e la riduzione diventano veicoli per una comprensione più profonda.
Dal 12 al 14 febbraio, poi, i visitatori e le visitatrici di Palazzo Merulana saranno invitati a condividere frasi e pensieri sul tema dell’amore che daranno spunto all’artista per la produzione dell’ultima opera che sarà completata ed esposta venerdì 14 febbraio alle ore 16.00.
Un art in questo contesto si potrebbe riferire proprio alla riscrittura, alla creazione di qualcosa di nuovo e suggestivo, come un’opera d’arte che cattura l’essenza dell’amore senza bisogno di raccontarne tutti i dettagli.
Daniela Boccaccini nasce nel 1957 a Matelica (MC). Negli anni ’70 si trasferisce a Roma, dove inizia la sua formazione artistica nell’ambito delle arti visive. Maestro d’Arte Applicata in Pittura, Mosaico e Grafica. Frequenta per alcuni anni l’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida del maestro Toti Scialoja (1914-1998).
Parallelamente allo studio delle arti visive si interessa attivamente ai cambiamenti politici e sociali che vedono gli anni ‘70 protagonisti della trasformazione del nostro Paese. Dagli anni ’80 si occupa di grafica, comunicazione, progettazione, scenografie e allestimenti per eventi.
Il suo ruolo di grafica presso la CGIL Nazionale dal 1982 al 2019 ha contribuito a sviluppare una dialettica semplice, essenziale, sintetica, anche nelle sue opere pittoriche. . Il principio cardine UNA PARTE PER IL TUTTO, proprio dell’artista, crea un linguaggio verbale figurato nel quale l’oggetto primario muta la propria riconoscibilità, diventando protagonista nel campo visivo nel quale l’artista lo immette.
– Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, BRESCIA 2013 – Concorso Copertina Catalogo della Biennale Internazionale D’Arte Contemporanea BRESCIA 2013 – Luce Colore Buio ROMA 2012 – Trofeo Tevere Arte, Rassegna di Arti Figurative ROMA
– È presente nella collezione d’Arte della CGIL con l’opera “Di Vittorio” 1982
– È presente nella collezione “Imago Mundi” Italia di Luciano Benetton con il trittico “I vorticizzati II” 2013.
Partecipazione gratuita
Dal 12 al 16 febbraio 2025
TEATRO BRANCACCIO
libretto THOMAS MEEHAN e SYLVESTER STALLONE
dall’omonimo film MGM/United Artists Motion Picture
e con ROBERT EDIOGU | MATTEO MICHELI | GIANCARLO TEODORI | LAURA DI MAURO | FRANCESCO VERRATTI | SIMONE PIERONI | CRISTIAN PERONI | VALERIA COZZOLINO
Regia di LUCIANO CANNITO
Dal 7 al 13 febbraio 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34 ROMA
Il comunicato stampa con l’elenco degli artisti
10 febbraio 2025 ore 18:30
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Incontri d’autore
presentazione del 2° volume della collana Lezione di Design
promossa da SelfHabitat Cultura
introduce
Patrizia Scarzella, architetto e giornalista
intervengono i curatori del libro
Massimo Morisi, policy analist
Claudio Paolini, storico dell’arte
modera per Abitare la casa
Giovanna Talocci, architetto
modera per Abitare la città
Daniela De Leo, urbanista
SINOSSI:
“Abitare – scrivono i curatori Claudio Paolini e Masssimo Morisi -non significa solo, per quanto sia essenziale e imprescindibile, dotarsi di una casa popolare o di un lussuoso attico che aderisca alle urgenze o allo status di chi ne ha la proprietà o il possesso. Ma vuol dire disporre di un luogo in cui costruire, conoscere e esercitare il proprio habitus e la propria habilitas come persona. Cioè, la propria capacità di formarsi e di crescere nella geografia di un dato ambiente territoriale e nel funzionamento di un dato tessuto sociale e degli insiemi di relazioni che ne derivano. Un luogo, insomma, che per gli spazi, le funzioni e i simboli che racchiude ci fa sentire ‘a casa’ e ci aiuta a trovare un senso e un valore alla nostra esistenza e ai legami di cui questa è intessuta”.
L’indice di questo volume prende le mosse dalle logiche in cui, nella modernità ottocentesca fino ai nostri tempi, si sono andati definendo i modi dell’abitare, i suoi presupposti sociali, i parametri culturali e normativi della sua qualità e della sua condivisione di classe. Poi, attraverso una ricognizione antropologica orientata ai diversi obiettivi conoscitivi che l’abitare presuppone, affronta il nodo cruciale di come le forme e le politiche della vita urbana interferiscano con la vita domestica, e con quali implicazioni.
Secondo la formula della Collana Lezioni di Design, il volume “Abitare la casa, abitare la città” è costituito da scritti di vari autori, con specifiche identità e competenze professionali che fanno parte del grande network dei protagonisti delle Lezioni di Design di Firenze del mondo del design, dell’architettura e dell’arte.
BIO:
PATRIZIA SCARZELLA, architetto e giornalista, È consulente per la comunicazione di aziende internazionali del settore design. Autore e curatore di progetti di ricerca, libri e mostre di design, Dal 2010 collabora con Fondazioni Internazionali e UNIDO – United Nations Industrial Development Organization- a progetti di sviluppo in Asia e Africa che utilizzano il design come strumento del processo di sviluppo economico e di empowerment. Dal 2023 cura a Firenze il format Lezioni di Design e la relativa collana editoriale.
MASSIMO MORISI, policy analist, ha insegnato Scienza dell’amministrazione, Scienza politica e Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Firenze e in diversi Atenei stranieri. Coordina con Paolo Caretti il Seminario di studi e ricerche parlamentari “Silvano Tosi” – istituito nel 1967 presso l’Ateneo fiorentino in collaborazione con Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Si è occupato di questioni territoriali e urbane quale membro di numerose commissioni consultive e gruppi di lavoro. Quale Garante regionale per la partecipazione nel governo del territorio, ha collaborato alla formazione del piano paesaggistico della Toscana
CLAUDIO PAOLINI, storico dell’arte, ha lavorto molti anni alla Soprintendenza di Firenze Pistoia e Prato, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area funzionale Patrimonio Storico Artistico per l’intero territorio tutelato. Si è occupato di storia dell’architettura con particolare riferimento all’evoluzione dell’interno abitato e di storia dell’organizzazione degli spazi domestici. Ha al proprio attivo più di cento pubblicazioni specialistiche ed ha tenuto corsi e seminari in Italia e all’estero. Attualmente è direttore della fiorentina Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi.
GIOVANNA TALOCCI, designer, architetto d’interni e art director, ha progettato prodotti per prestigiose aziende del settore design e ricevuto numerosi riconoscimenti. Ha curato molti eventi culturali e condotto trasmissioni televisive sul design. È membro del Comitato di Indirizzo del Premio Nazionale per l’Innovazione “Premio dei Premi” istituito su concessione del Presidente della Repubblica Italiana presso la Fondazione COTEC.
DANIELA DE LEO, urbanista, docente di Tecnica e Pianificazione urbanistica all’Università di Napoli Federico II°. Ha promosso e coordinato numerose ricerche nazionali e internazionali anche collegate a progetti di cooperazione internazionale (Palestina, Libano, Senegal, Costa d’Avorio). Autrice di numerosi saggi e volumi su progetti e politiche urbane, pianificazione dello sviluppo locale, teorie e pratiche nella pianificazione ‘nel disordine’ e ‘nel conflitto’.

Molti si domanderanno cosa c’entri il gioco del lotto e la Fontana di Trevi con la Basilica di San Giovanni in Laterano (in particolare la facciata). Ebbene leggete l’articolo di Mario Cipollone del gruppo Facebook “Memorie di Roma” e vi accorgerete che la relazione tra questi monumenti e il popolarissimo gioco dei 90 numeri è molto stretta.
SAN GIOVANNI IN LATERANO. LA FACCIATAFu lo Spirito Santo a farsi carico dell’annoso e irrisolto problema della facciata. Al conclave del 12 luglio 1730 suggerì ai cardinali riuniti in conclave di eleggere papa Lorenzo Corsini, un collega nato a Firenze, città di banchieri, città ove l’arte di procurarsi soldi s’imparava da piccoli: in famiglia, a scuola, per strada..Lorenzo Corsini, in questo, dimostrò di essere stato particolarmente perspicace perché, il 9 dicembre del 1731, a poco più di un anno della elezione a pontefice col nome di Clemente XII, trovò un modo semplice, efficace e indolore per tosare il suo gregge: LEGALIZZO’ il GIOCO DEL LOTTO.E questo nonostante che, appena tre anni prima, il suo predecessore l’avesse abolito minacciando di scomunica chiunque vi avesse partecipato. Secondo Benedetto XIII, infatti, pugliese di Gravina, il Lotto contraddiceva uno dei primi e più importanti dettati divini. Quello con cui il Padreterno, cacciando Adamo dal Paradiso Terrestre, aveva condannato lui e l’intero genere umano a GUADAGNARSI IL PANE COL SUDORE DELLA FRONTE.Ebbene il Lotto prometteva esattamente il contrario. E siccome qualche volta lo realizzava pure, non smentiva mai le promesse, ma le rinviava di settimana in settimana con ciò perpetuandosi all’infinito. Un vero strumento del diavolo dunque!.A Roma se ne ebbe la prova provata. Una volta introdotto, il Lotto interpretò così bene lo spirito dei tempi che i romani – che avrebbero fatto un quarantotto ante litteram se il papa avesse rialzato di un solo millesimo la tassa sul sale o sul vino – fecero a gara a pagare l’imposta sottostante. Gli introiti furono così abbondanti che Clemente XII, facendo sua l’opinione di Vespasiano circa l’odore del denaro, ci finanziò non solo la costruzione della FACCIATA DEL LATERANO ma anche altre opere, tra cui la famosa FONTANA DI TREVI.***.Al concorso per la facciata, cui parteciparono ben ventisette architetti, sostanzialmente si confrontarono due scuole, due orientamenti, anzi due cardinali: Pietro Ottoboni, nipote di Alessandro VIII, e Neri Corsini, nipote di Clemente XII nonché arciprete della Basilica.Il primo avrebbe voluto riprendere il linguaggio del Borromini, mentre il secondo era favorevole al ritorno al classicismo, lo stile dell’ASSOLUTISMO EUROPEO. Ovviamente prevalse il secondo. A vincere non fu il progetto migliore ma quello di Alessandro Galilei, un fiorentino, un compaesano dei Corsini, un raccomandato, peraltro NIPOTE DEL CELEBRE SCIENZIATO.E fu così che la superficie piana prevalse su quella concavo-convessa, la linea retta e spezzata su quella ondulata e continua. E fu così che la fantasia, il ricamo e la decorazione furono sacrificati al rigore, alla semplicità e all’imponenza, rendendo permanente il contrasto tra la facciata neoclassica e l’interno barocco della chiesa..La Basilica di San Giovanni avrebbe dovuto sfidare la sua eterna rivale, San Pietro, su un altro piano, e invece l’affronta sullo stesso terreno e inevitabilmente perde il confronto.Entrambe le facciate sono in travertino e comprendono un porticato e una loggia sovrastante. Entrambe sostengono un timpano e una balaustra affollata di gigantesche statue con un ordine colossale di paraste e semicolonne corinzie. Ma l’ordine gigante del Galilei non è quello del Maderno. Tanto è caldo e mosso questo, quanto è freddo e impietrito quello. A San Pietro vuoti e pieni si alternano in modo plastico, a San Giovanni invece prevalgono i vuoti e l’edificio mostra muscoli induriti.Quanto ai portici, quello del Maderno assomiglia al ridotto di un teatro e fa impallidire quello concorrente, almeno quanto la porta del Filarete surclassa quella già appartenuta alla Curia Iulia e la moderna statua di Costantino del Bernini supera l’antica..A San Giovanni poi si vede anche nei dettagli che lo spirito del Rinascimento è ormai sepolto. Al centro della trabeazione, per esempio, è inciso il nome del primo titolare della basilica, cioè di Cristo Salvatore, e non quello del papa (Paolo V) e della sua famiglia (Borghese) come accade invece, INCREDIBILMENTE, per un atto di ORGOGLIO INAUDITO, a San Pietro.Non che Lorenzo Corsini si considerasse inferiore o fosse meno presuntuoso di Camillo Borghese: erano solo mutati i tempi. Tant’è che, all’interno della Basilica, fece costruire per sé e per la sua famiglia una cappella mausoleo che poteva competere con quella di Paolo V in Santa Maria Maggiore. Anzi, riprendendo una tradizione del XII secolo, per la sua tomba utilizzò addirittura il SARCOFAGO DI PORFIDO del PANTHEON in cui, secondo alcuni, erano state riposte le ceneri di Marco Agrippa, genero dell’imperatore Augusto e finanziatore di quel tempio..La cappella Corsini è ricca di marmi preziosi, di stucchi, di statue e bassorilievi. Preziosissima la cancellata, e la pala d’altare è la versione musiva di un celebre quadro di Guido Reni. Insomma, come osservò Stendhal nelle sue Passeggiate Romane, NON LE MANCA NULLA SE NON IL GENIO DEGLI ARTISTI.
9 gennaio 2025
TEATRO BRANCACCIO
PAOLO RUFFINI E LA COMPAGNIA MAYOR VON FRINZIUS
Coordinamento artistico RACHELE CASALI | al pianoforteCLAUDIA CAMPOLONGO
Regia di LAMBERTO GIANNINI
9 febbraio 2025 ore 16:30
TEATRO BASILICA
con Gianluigi Tosto
prima dello spettacolo la lectio brevis di
Antonio Calenda
La struttura narrativa dell’Odissea è molto più varia e articolata di quella dell’Iliade e ben diversi sono i toni e le atmosfere che si incontrano seguendo Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni. I suoni e i clamori della guerra di Troia e dei grandi duelli fra eroi lasciano il posto alla malinconia e alla nostalgia della patria, alla delicatezza dell’incontro con Nausicaa, alla festosità dell’accoglienza dei Feaci, al pianto per il racconto di Demodoco, allo stupore, la meraviglia e il terrore degli incontri con Polifemo, Circe, il Regno dei Morti, le Sirene, Eolo, fino alla determinazione nell’affrontare i Proci e alla commozione del riconoscimento con Telemaco e Penelope. Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. La traduzione utilizzata è quella di Vincenzo Monti, di grande comprensibilità riesce a restituire l’atmosfera di un passato arcaico e la magia di un mondo che miscela la realtà dei fatti con l’oniricità della dimensione interiore di chi li vive

8 e 9 febbraio 2025
GIARDINO NICOLA CALIPARI E ALTRI LUOGHI
Dal sito turismoroma.it
I Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio si trasformano in un vibrante teatro di luci, colori e tradizioni, regalando un’esperienza unica per il Capodanno Cinese. Sono pervisti infatti due giorni di festeggiamenti – l’8 e il 9 febbraio – con spettacoli emozionanti, delizie culinarie e attività coinvolgenti per tutti.
L’evento inizia l’8 febbraio con esibizioni culturali e culinarie previste dalle 9:00 alle 21:00 presso i Giardini Nicola Calipari (Piazza Vittorio Emanuele II).
Il 9 febbraio invece segnerà l’apice di questa straordinaria celebrazione, con esibizioni culturali e culinarie previste dalle 9:00 alle 21:00. Alle 10:00, si inizia con una vivace parata di draghi e danze del leone. Alle ore 13:00, l’Ambasciatore Cinese e tutti gli ospiti italiani saranno presenti per l’inizio della cerimonia. Alle 14:00, si terranno i vari spettacoli del “Festival del Capodanno Cinese della Comunità Cinese con la magia di lanterne, uno spettacolare show di luci, divertenti giochi di indovinelli. Alle 15:00 si terrà la premiazione. I partecipanti avranno l’opportunità di gustare piatti cinesi, esplorare i gazebi dedicati alla cultura cinese e connettersi con la comunità cinese di Roma.
La festa del Capodanno, detta anche Festa di primavera, perché segna la chiusura della stagione più fredda in vista della primavera, è organizzata dalla Comunità Cinese a Roma e dà il via all’anno del “Serpente di legno” 2025. Il serpente, nella simbologia cinese, rappresenta la trasformazione, la metamorfosi; al serpente si associano saggezza, riflessione e adattabilità. Il simbolo del serpente infatti, quest’anno viene legato all’elemento del legno che, secondo la tradizione cinese, è un elemento vivo e duttile, capace di cambiare la sua forma.
L’inizio dell’anno nuovo in Cina viene individuato a partire dalla luna: il primo giorno coincide infatti con la prima luna nuova che capita tra il 21 di gennaio e il 20 di febbraio. La data del capodanno e delle altre ricorrenze è quindi diversa ogni anno, come capita nei calendari lunari, diversi rispetto a quello solare che usiamo in Occidente.
Il primo giorno sono previste esibizioni culturali e culinarie, accompagnate dalle suggestive luci delle lanterne e spettacoli, mentre il secondo giorno sono protagoniste la parata dei draghi e le danze del leone a cui fanno seguito saluti istituzionali da parte dell’ambasciatore cinese, degustazioni di piatti tradizionali cinesi e altri spettacoli.
Per tutte le informazioni, consultare il sito ufficiale: www.comunitacinese.it/
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da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
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«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
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All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
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Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
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