Due modi completamente differenti di interpretare la città


A Milano nei giorni scorsi c’è stata l’inaugurazione del Palazzo del Cinema Anteo, un’opera di riqualificazione e ristrutturazione urbana eseguita in collaborazione tra pubblico e privato. E’ un intervento in controtendenza, in un momento in cui diverse sale cinematografiche chiudono i battenti, infatti, si è investito nella ideazione e costruzione di una multisala avveniristica, assolutamente all’avanguardia (vedi articolo de “Il Giorno”).

L’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli era all’inaugurazione in qualità di presidente dell’ANICA e ha postato questo tweet.

A Roma, purtroppo, c’è una situazione analoga che è ben lontana dall’essere risolta. Stiamo parlando dell’ex cinema teatro Apollo a via Giolitti ora proprietà del Comune di Roma. All’iniziale mancanza di idee e programmazione si sono aggiunti negli ultimi anni seri problemi giudiziari per ritardi, omissioni e accuse reciproche tra le parti in causa. Il risultato è che l’immobile è ora sottoposto a sequestro giudiziario e che il protrarsi dello stato di abbandono (da ben  17 anni!) lo ha reso pericolante tanto che nell’ultimo anno ben due volte i vigil urbani sono stati costretti a transennarlo. Ecco come è ridotto dopo l’ultimo crollo a inizio settembre.

E’ una situazione a dir poco imbarazzante: possibile che non si riesca a trovare qualche interlocutore serio per portare a termine un’operazione simile a quella di Milano? Possibile che molte aziende stiano scappando da Roma e che nessuno voglia investire in questa città? Certo che, nel caso di via Gioitti, se anche dei tesori di inestimabile valore come il cd. Tempio di Minerva Medica o la chiesa di Santa Bibiana di G.L. Bernini sono o chiusi da oltre un secolo o tenuti nascosti e segregati per colpa di una ferrovia obsoleta e anacronistica c’è ben poco da sperare che qualcuno sia disposto a rischiare capitali per restaurare e ridare nuova vita all’ex cinema Apollo.

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