Archivi tag: Via Merulana

2/5/24 “Performante Live Tour 2024” al Teatro Brancaccio

 2 maggio 2024

TEATRO BRANCACCIO

Edoardo Ferrario

Performante Live Tour 2024

Edoardo Ferrario torna a teatro con PERFORMANTE, il suo nuovo spettacolo di stand up comedy.

Tempi duri per i pigri e i poco mondani: non è più tollerata alcuna forma di ozio o di privacy, e oggi anche l’elettrauto sotto casa deve fare show business. Quindi manteniamo la calma e confrontiamoci con i temi che tediano le nostre pause pranzo: crisi climatica, iper-esposizione mediatica, ex compagni delle elementari riesumati come venditori di NFT, valutare se intraprendere la professione di neurologo o quella di streamer, la nostalgia di epoche vissute l’altro ieri, la suscettibilità estrema e il lavoro non retribuito dell’offeso telematico, la casa in campagna come unica possibilità residenziale, la motivazione dei guru disperati, la necessità di sentirsi un eroe e poi la speranza che, nonostante tutto, l’intelligenza artificiale possa risolvere tutti i nostri problemi, compreso quello della sua esistenza. Le certezze sono sempre meno ma, in un’epoca in cui siamo tutti chiamati a essere performanti, l’unico lusso al quale ambire è il tempo perso.

Palazzo Brancaccio: la storia

La storia del Palazzo Brancaccio, per decenni sede del Museo di Arte Orientale ed oggi sede di importanti mostre di arte contemporanea e di un raffinato ristorante,  in due interessanti articolo di Michela Foianesi e Filippo Neri pubblicati sull’account Facebook “Memorie di Roma” che raccontano le fasi e gli aneddoti che hanno portato alla costruzione di questo splendido edificio, il tutto corredato da diverse immagini d’epoca.

Dal 26/4 al 2/5/24 “Cuore mio” Mostra personale di Berrak Ipek Tatbul al Medina Art Gallery

Dal 26 aprile al 2 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Cuore mio

Mostra persnale di

Berrak Ipek Tatbul

Ogni pezzo, nato dal profondo delle sue emozioni, cerca di connetterci attraverso vulnerabilità e trionfi condivisi.

Un’immersione nei “sentimenti comuni” per esplorare il caleidoscopio dei nostri mondi interiori.

Un tocco acuto, un cuore ferito: riflessioni su emozioni e arte.

“Le tue spine sono affilate e ti importa poco del mio dolore”, disse una volta qualcuno. Hai mai sentito quel formicolio dentro, una vulnerabilità che protegge e ferisce allo stesso tempo? Come una rosa, bellezza e pericolo si intrecciano.

La tua passione ti ha mai lasciato bruciato, consumato, forse addirittura schiacciato? Comprendi il dolore di tali emozioni, il desiderio di scomparire semplicemente nell’abbraccio di un altro?

Il tuo mondo si è mai sentito eclissato, avvolto nell’oscurità dove un tempo splendeva la tua luce? Ma il sole è sorto di nuovo, illuminando un sentiero che pensavi perduto per sempre?

Puoi amare l’intero tuo spettro emotivo, anche le spine e le ombre, sapendo che sono unicamente tue?

Se è così, non sei solo. Unisciti a noi nel celebrare il tessuto dell’esperienza umana attraverso l’arte di Berrak İpek Tatbul.

28/4/24 “Il pianoforte di Chopin – Marco Arcieri” concerto presso la chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino

28 aprile 2024 ore 20:00

CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO

Il pianoforte di Chopin

Marco Arcieri
Quarto appuntamento é dedicato tutto a Chopin,
“il poeta del pianoforte”.
Per descrivere Chopin con le sue stesse parole: “Bach è un astronomo che ha scoperto le stelle più belle. Beethoven si misura con l’universo. Io cerco solo di esprimere il cuore e l’anima dell’uomo”. Robert Shumman descrisse la musica di Chopin con l’emblematica immagine dei “cannoni sepolti da fiori”.
Domenica ascolteremo alcune tra le sue composizioni più celebri.
Il primo brano, l’Improvviso Fantasia, fu composto nel 1835: si narra che Chopin, dopo aver ascoltato un Improvviso di Ignaz Moscheles, rimase impressionato da questo tipo di composizione e quando la Baronessa d’Este, sua allieva, gli chiese un’opera da tenere esclusivamente per sé, pensò di comporre un improvviso che scrisse, senza titolo, direttamente sull’album della giovane con la scritta “Composé pour M.me la Baronesse d’Este” e, come data, solo “Venerdì 1835”. L’opera fu pubblicata postuma probabilmente perché l’autore non volle divulgarla trattandosi di una dedica esclusiva.
Tra le composizioni più conosciute vi sono poi gli Études, di cui la prima serie è l’op. 10, pubblicata nel 1833 quando Chopin aveva ventitré anni ed era già famoso come compositore e pianista nei salotti di Parigi, dove fece la conoscenza di Franz Liszt. Successivamente, Chopin dedicò l’intera Opera 10 “à mon ami Franz Liszt” (al mio amico Franz Liszt). In particolare, lo Studio op. 10 n. 12 in Do minore, conosciuto anche con i titoli apocrifi La caduta di Varsavia o Rivoluzionario (appellativo datogli proprio da Franz Liszt), si narra che venne scritto da Chopin di getto, nel settembre 1831, mentre il compositore si trovava a Stoccarda nel momento in cui venne a conoscenza del fallimento dell’insurrezione polacca stroncata dalle truppe russe.
Ascolteremo poi due Notturni, composizioni che hanno accompagnato Chopin per tutto il periodo della sua vita. Ne scrisse complessivamente venti: il primo Notturno in do minore quando aveva solo 17 anni; i due Notturni op. 62 tre anni prima di morire. Quasi tutti i Notturni furono da lui stesso pubblicati, forse perché a lui più congeniali adattandosi alla sua indole sognante e romantica, sono le sue opere più note e amate. In particolare, i tre Notturni op. 15 rappresentano un momento di svolta nella poetica di Chopin, esprimono un maggior livello di maturità e complessità rispetto alle sue precedenti creazioni: il Notturno op. 15 n. 1, che ascolteremo, si caratterizza per i forti richiami ai canti popolari polacchi; seguirà il Notturno op. 72 n.1 in Mi minore, il primo notturno scritto da Chopin, molto probabilmente quando aveva solo 17 anni nel 1827 quando era da poco entrato come alunno alla Scuola Superiore di Musica presso l’ Università di Varsavia.
Lo Scherzo è probabilmente l’opera in cui l’intensità drammatica è spinta al limite estremo, descritto da Liszt come “Sorde collere, ire soffocate, […] un’esasperazione condensata e dominata da una disperazione talvolta ironica, talaltra altezzosa. Queste cupe apostrofi della sua musa sono passate più inosservate e sono state meno comprese delle sue poesie di colorito più tenero”. In particolare, lo Scherzo n. 3 op. 39, fu composto nel monastero di Valldemossa nell’isola di Maiorca, dove il musicista soggiornò, fra la fine del 1838 e l’inizio del 1839 (con la compagna George Sand) nella speranza di trovare un clima mite per la sua fragile salute essendo malato di tisi fin dalla giovinezza. Proprio dalle rovine della Certosa di Valldemosa pare abbia trovato ispirazione per questa composizione, che Chopin dedicò al suo allievo prediletto, Adolphe Gutmann di Heidelberg che si narra sarebbe stato uno dei pochi interpreti dell’epoca in grado di eseguire – grazie alla grandezza delle mani – l’ampio accordo della sesta battuta; allievo stimato da Chopin anche per le sue capacità culinarie (pare sapesse preparare una buonissima cioccolata).
Ascolteremo poi il Gran Valzer brillante. Il valzer, danza di origine tedesca, non aveva in Polonia una grande tradizione e Chopin lo considerò sempre un po’ estraneo alla propria cultura. Il Gran Valzer brillante fu scritto quasi certamente nel periodo trascorso a Vienna nel 1831 dove invece il valzer, con le opere di Strauss e padre e Joseph Lannrer, imperversava.
Nella vasta produzione chopiniana, riveste poi un ruolo fondamentale la composizione delle Polacche, che ha scritto per tutta la sua vita. La Polonaise op. 53 è una delle composizioni più conosciute ed eseguite, composta nel 1842 e pubblicata l’anno successivo. Le fu attribuito per la prima volta il nome “héroïque”, eroica, dalla scrittrice francese George Sand che si riferiva al carattere ispirato e vigoroso del brano, adatto secondo lei a divenire simbolo della rivoluzione sociale e politica vissuta nel 1848 in Francia e nel resto d’Europa.
Il concerto si chiuderà con La Ballata per pianoforte n. 1 in Sol minore, Op. 23, la prima delle sue quattro ballate per pianoforte che rappresenta una delle opere più significative dell’intero Romanticismo musicale. Nell’ottocento la ballata era, oltre che un testo letterario, un brano vocale, al tempo lirico ed epico, solitamente composto su argomento popolare. La ballata come brano esclusivamente strumentale è stata un’ideazione di Chopin: il musicista stesso confessò una volta a Schumann che questa composizione gli era stata suggerita da alcuni poemi di Adam Mickiewicz poeta e scrittore polacco.

26 e 27/4/24 “Choros Ballet – Vita da ballerini” al Teatro Brancaccio

26 e 27 aprile 2024

TEATRO BRANCACCIO

Choros Ballett

Vita da ballerini

 

CON Tiziano Casu, Shinhai Ventura, Tim Stodieck

“Vita da Ballerini”, ideato e messo in scena dai Choros Ballet, racconta con affettuosa ironia situazioni assurde che ogni ballerin* ha dovuto sopportare nel corso della sua carriera, sia amatoriale che professionale. Grazie ad un susseguirsi ritmato di danza, comicità, acrobatica e interazione con il pubblico, gli spettatori vengono trasportati in un viaggio di risate e forti emozioni, che sa coinvolgere sia chi conosce bene il mondo della danza, che chi ne è completamente estraneo.

Per la prima volta su un palcoscenico la vita dei ballerini fa da protagonista, svelando le dinamiche che possono nascondersi dietro le quinte e nelle aule di danza, nel rapporto con gli insegnanti, con i genitori e durante le audizioni. Partendo, infatti, dai loro maggiori successi video su YouTube, che contano centinaia di migliaia di visualizzazioni, i Choros Ballet hanno saputo creare una versione teatrale ancora più esilarante.”

Chi sono i Choros Ballet?

Tiziano Casu, Shinhai Ventura e Tim Stodieck sono 3 ballerini professionisti, che hanno deciso di portare la loro vita sui social, dando vita dal 2016 al gruppo “Choros Ballet” presente sui canali YouTube, Instagram, Facebook, Tik Tok e Twitch. Una community molto attiva, che spazia dalla danza al fitness, dall‘alimentazione al lifestyle e all’intrattenimento puro.
La danza e il mondo dello spettacolo vengono declinati nei modi più diversi, con format sempre nuovi ed innovativi. Rendendo questo mondo accessibile a tutti. Moltissime persone vedono nei Choros Ballet un esempio di artisti da imitare, da cui traggono motivazione e consigli tecnici e di stile di vita.
Fuori dai social la carriera dei tre ballerini prosegue sia a livello televisivo, con partecipazioni a programmi come Italia‘s Got Talent, sia a livello teatrale.

Dal 22 al 24/4/24 “Performante Live Tour 2024” al Teatro Brancaccio

Dal 22 al 24 aprile 2024

TEATRO BRANCACCIO

Edoardo Ferrario

Performante Live Tour 2024

Edoardo Ferrario torna a teatro con PERFORMANTE, il suo nuovo spettacolo di stand up comedy.

Tempi duri per i pigri e i poco mondani: non è più tollerata alcuna forma di ozio o di privacy, e oggi anche l’elettrauto sotto casa deve fare show business. Quindi manteniamo la calma e confrontiamoci con i temi che tediano le nostre pause pranzo: crisi climatica, iper-esposizione mediatica, ex compagni delle elementari riesumati come venditori di NFT, valutare se intraprendere la professione di neurologo o quella di streamer, la nostalgia di epoche vissute l’altro ieri, la suscettibilità estrema e il lavoro non retribuito dell’offeso telematico, la casa in campagna come unica possibilità residenziale, la motivazione dei guru disperati, la necessità di sentirsi un eroe e poi la speranza che, nonostante tutto, l’intelligenza artificiale possa risolvere tutti i nostri problemi, compreso quello della sua esistenza. Le certezze sono sempre meno ma, in un’epoca in cui siamo tutti chiamati a essere performanti, l’unico lusso al quale ambire è il tempo perso.

21/4/24 “Vento di primavera” Duo pianistico Alessandro Drago e Simonetta Basta presso la chiesa di Sant’Alfonso

21 aprile 2024 ore 20:00

CHIESA DI SANT’ALFONSO

In occasione della rassegna

Armonie sotto le stelle di Sant’Afonso

Vento di Primavera

Duo pianistico Alessandro Drago Simonetta Basta

 
Domenica 21 aprile, ore 20,00, si esibiranno due pianisti eccezionali che eseguiranno un programma di pianoforte a quattro mani, con capolavori del repertorio per duo pianistico.
Il primo brano di Brahms è uno dei più belli in assoluto scritti per pianoforte a quattro mani. Vale la pena di venire al concerto anche soltanto per ascoltare questo brano! L’altro capolavoro è Ma Mère l’Oye di Ravel, opera originariamente scritta per quattro mani e poi trascritta per Orchestra, che comprende cinque pezzi ispirati a fiabe per bambini. Si potrà ascoltare poi “La Valse” che invece è una strabiliante trascrizione dall’orchestra a pianoforte di Ravel. Per finire si va in Sudamerica con la musica di Milhaud che chiuderà il concerto con le danze tipiche di questo continente: il titolo dell’ opera è “Le beouf sur le toit” che prende il nome dal locale di cabaret parigino, luogo di ritrovo per l’ambiente artistico d’avanguardia, dove si riunivano oltre a Milhaud anche tutti gli artisti più importanti dell’epoca, da Picasso a Ravel, Hemingway Cocteau, Chaplin, Camus.

19/4/24 “L’infinito in musica – Viaggio nella musica barocca” al Palazzo Merulana

19 aprile 2024 ore 20;:00

PALAZZO MERULANA

L’infinito in musica

Viaggio nella musica barocca

Il museo, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare la lezione/spettacolo dal titolo “Perché ascoltare la musica classica? L’infinito in musica: viaggio nella musica barocca” di Francesco Di Fortunato e non solo…

Lo spettacolo fa parte della rassegna “IN TUTTI I SENSI. Teatro e musica a Palazzo Merulana”.

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla musica classica, ma non avete mai osato chiedere.

Una serie di spettacoli divulgativi e multimediali dedicati alla musica classica.

Un viaggio tra suoni, immagini e narrazione alla scoperta dei più grandi autori della storia della musica: la storia della musica come non l’avete mai sentita.

Nel quarto appuntamento Francesco Di Fortunato ci racconterà come l’uomo ha rappresentato l’infinito attraverso le note, dalla musica medievale fino a Bach.

In questo viaggio, che toccherà anche il Miserere di Allegri, Palestrina e tante altre tappe, saremo accompagnati dalla musica dal vivo eseguita da Giulia Polidori (cantus), Ilaria de Bortoli (altus), Francesco Di Fortunato (tenor), Marzio Montebello (bassus).

Le lezioni/spettacolo sono ispirate ai video del canale YouTube Musica Antica (for dummies).

A Palazzo Merulana è disponibile una tecnologia che permetterà alle persone ipoudenti di fruire di tutti gli spettacoli in cartellone con sistemi di ascolto assistito.

Il progetto “In tutti i sensi” è vincitore dell’Avviso Pubblico “Raccolta di Proposte progettuali per la realizzazione di eventi, manifestazioni, iniziative e progetti di interesse per l’Amministrazione capitolina di rilevanza cittadina” promosso da Roma Capitale in collaborazione Zètema Progetto Cultura.

Evento gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.
Prenotazione consigliata al numero 0662288768 (numero attivo dal mercoledì alla domenica dalle 9.00 alle 20.00).

Dal 12 al 18/4/24 “Gennaro Monfregola, la mostra personale” al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY –  VIA MERULANA, 220

Gennaro Monfregola, la mostra personale

Chi era Gennaro Monfregola?

Nato a Napoli nel 1924 da una famiglia di industriali, Gennaro Monfregola si arruolò giovanissimo nella Marina Militare. Il destino volle che durante una spedizione in mare si trovasse coinvolto, suo malgrado, nelle battaglie della Seconda guerra mondiale.  Infatti, il giorno dopo l’armistizio dell’esercito italiano, il 9 settembre 1943, Monfregola fu fatto prigioniero dai tedeschi durante una battaglia sulle coste di Durazzo, in Albania, e venne deportato a Kongsberg nella Prussia orientale dove fu schedato con la matricola numero 22902. In seguito, venne deportato nel lager di Buchenwald dove soffrì il freddo, la fame, le torture e i lavori forzati.  Riuscì ad uscire vivo dal campo di concentramento di Buchenwald nel 1945, riportando però dei traumi indelebili. Ferite dell’anima che saranno evidenti nella pittura caratterizzata da tristezza e solitudine. Nel corso della sua vita fu decorato con il distintivo d’onore per i patrioti “Volontari della Libertà” e con la Croce al merito di guerra nel 2009.  Dopo la guerra, tornò inizialmente nella sua terra natia, Napoli, ma poi scelse di trasferirsi a Roma dove venne assunto come operaio ACEA.  Da questo momento in poi incominciò a dedicarsi con maggiore continuità alla sua grande passione, la pittura.

La “natura morta” di Gennaro Monfregola…

Gran parte delle sue prime opere rappresentano fiori, animali, oggetti di vita quotidiana. Dipinge con grande attenzione per il vero, il suo stile richiama quel genere pittorico definito dalla critica d’arte “natura morta”, mezzo popolare per esprimere tematiche politiche ed emotive ma anche tematiche religiose, morali e sociali. I suoi quadri si distinguono per i colori vivaci, dettagli minuziosi e qualità pittoriche accurate, le composizioni sono organizzate secondo schemi geometrici ben definiti che riflettono l’ordine della natura. Gennaro Monfregola è molto efficace nel trasmettere allo spettatore quei sentimenti di tristezza e disperazione che lo hanno accompagnato lungo il corso della sua vita, ma allo stesso tempo vuole esprimere la bellezza della natura. E’ questo un modo per catturare momenti unici e immortalarli. Per sempre. Si cimentò anche nella realizzazione di alcuni nudi che vedevano come protagonista la moglie Anita.

La  produzione artistica più matura

La parte più significativa della sua produzione iniziò nel 1989, anno in cui andò in pensione. Un anno dopo lasciò definitivamente Roma e si trasferì in provincia di Avellino. E da questo momento inizia una produzione artistica volta a raccontare le tappe più significative della sua vita che si concluderà nel 2015. Questi dipinti parlano di lui, della sua prigionia e del dolore che hanno provato quei pochi fortunati che sono riusciti a tornare a casa dopo la guerra. In particolare, uno dei temi più ricorrenti nelle sue ultime opere riguarda Dio, l’unico che gli ha sempre dato la forza per andare avanti. Dipinse, oltre al suo volto apparso in sogno, diverse figure sacre come quella di Padre Pio. Gennaro Monfregola era e rimarrà un artista straordinario, capace di appagare lo spettatore con la bellezza delle sue opere, che si realizzano essenzialmente nell’autenticità di un sentimento che si manifesta intimamente.

Martina Luffarelli 

Dal 16 al 21/4/24 “Vlad Dracula il musical” al Teatro Brancaccio

Dal 16 al 21 aprile 2024

TEATRO BRANCACCIO

Vlad Dracula il musical

scritto da Ario Avecone e Manuela Scotto Pagliara
canzoni di Ario Avecone, Simone Martino e Manuela Scotto Pagliara
colonna sonora di Ario Avecone
con Antonio Melissa | Valentina Naselli | Paolo Gatti | Jacopo Siccardi | Dario Guidi

produzione Workinmusical

Regia di ARIO AVECONE

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