Dal 23 al 29 febbraio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Dal 23 al 29 febbraio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
DAl 23 al 29 febbraio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34
Mostra collettiva a cura di
Rita Pascali
Overview di Rita Pascali
Scegliere la meta, chiudersi dietro la porta di casa e andare verso l’ignoto. Il viaggio, un movimento di espansione che ci porta lontano, che ci fa sognare, esplorare, scoprire, che ci sorprende e ci aiuta a liberarci da sovrastrutture, che ci facilita ad entrare in contatto con la nostra vera essenza.
Questo il concept della mostra collettiva di un gruppo di artisti che condividono un percorso creativo. La pittura come il viaggio è un continuo movimento interiore ed esteriore, fatto di esplorazioni, scoperte, sperimentazioni, di cambiamenti. Attraverso la tecnica del disegno, delle forme, del colore, delle luci e delle ombre ci fornisce la capacità di osservare con occhi nuovi, di vedere meglio i dettagli, ma anche di avere una visione d’insieme più ampia.
La maggior parte delle opere all’interno della mostra “Un viaggio che parte da me” sono realizzate con una pittura quasi fotografica, che ci permettono non solo di entrare in contatto visivo con la bellezza di luoghi naturali incontaminati ma anche di immergerci nelle emozioni che l’artista ha voluto condividere. Rappresentano momenti custoditi nel cuore, ricordi indelebili che fanno sognare.
Ci sono poi opere che rappresentano incontri…
…con persone e popoli lontani che hanno usi e costumi diversi, incontri che arricchiscono l’anima. Scorci di città, percorsi di viaggi, ma anche pensieri che viaggiano superando ogni confine, ed il viaggio nella mitologia.
La mostra è arricchita anche dalla pittura informale, un viaggio introspettivo di artisti in continua evoluzione, che li porta a misurarsi e a sperimentare tecniche e materiali diversi.
Le opere sono il risultato di un’accurata ricerca di tecniche pittoriche che spaziano dall’affresco realizzato con pigmenti naturali, alla pittura acrilica su tela , legno e gesso.
Una mostra che fa riflettere e che lascia aperte tante domande:
- cosa mi porto dal viaggio?
- come mi ha cambiato?
- cosa lascio di me nel viaggio?
quale effetto ha avuto il mio passaggio?
Artisti in esposizione nella mostra collettiva: Alessandra Annibali, Hilde Bianchi, Paola Bracaglia, Monica Collini, Roberta Mandara, Caterina Martone, Annamaria Milani, Maria Oddi, Rita Pascali, Carmen Sabelli.
Mini personale di Massimo Santoloci, Antonella Vittorini, Maria Pia Santarelli.
Dal 2 all’8 febbraio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Mostra personale di
FestArt82: l’overview di Martina Raffa
L’artista, classe 1982, nato a Mesagne in provincia di Brindisi, si distingue come un autodidatta nel campo dell’arte, sfidando le convenzioni educative formali. Fin dalla sua infanzia, l’artista ha coltivato una passione innata per l’arte, portandola avanti nel corso degli anni attraverso la partecipazione a mostre come quella di San Camilla, esposizioni personali e collaborazioni con altri artisti in diversi centri culturali. Il suo stile si ispira all’astrattismo del primo Novecento che rifiuta la rappresentazione realistica e figurativa. In contrasto con le forme d’arte più convenzionali, l’esplorazione del linguaggio delle forme, dei colori e delle linee, cerca di superare i limiti del mondo fisico. Con l’obiettivo di creare opere che siano libere da significati predefiniti, consentendo agli artisti di esprimersi attraverso l’intuizione e l’emozione. FestArt82 abbraccia pienamente questa filosofia astratta, utilizzando la tela come un terreno fertile per esprimere le proprie emozioni più profonde.
Le opere…
…create in base alle sensazioni del momento, sono un’invocazione alla libertà creativa, dove ogni pennellata e ogni colore diventano un veicolo per comunicare un mondo interiore. Nell’astrattismo, l’arte non è solo un’imitazione della natura, ma un mezzo attraverso il quale l’artista comunica direttamente con lo spettatore, invitandolo a esplorare senza restrizioni, i propri significati personali nelle forme e nei colori. Nella libertà di espressione, ogni opera diventa un riflesso delle sue emozioni, trasmettendo al pubblico uno spettro di sensazioni. Fra le principali vi è la natura soggettiva che innesca nell’osservatore la ricerca dei propri significati.
Dal 12 gennaio all’1 febbraio 2024
Medina Art Gallery Via A. Poliziano 4 – 6
presenta il progetto “Surrendered Spirit” dell’artista contemporanea statunitense Christalyn Brook
Dal 2 all’8 febbraio 2024
Mostra personale di
Christalyn Brook
Dal 12 Gennaio al 1 Febbraio 2024, Medina Art Gallery presenta il progetto “Surrendered Spirit” dell’artista contemporanea statunitense Christalyn Brooks: nella gallery di Via Angelo Poliziano 4-6 a Roma l’artista sarà impegnata in 3 settimane di Studio e Pittura alle quali seguirà la solo exhibit fino all’8 Febbraio.
Opening Event solo exhibit: Venerdì 2 Febbraio alle ore 18 con la presentazione di Loredana Trestin di Divulgarti.
Dal 12 al 18 gennaiio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Esaltazioni Emotive
Mostra personale
di
Anna Gubellini
Come indica l’Arch. Bruno N. Rapisarda nella sua nota critica, l’artista riversa sulla tela passioni informali senza mediazioni intellettualistiche. Con padronanza del colore, il segno di fa vibrante di trepidazione, incandescente. Ogni gesto non è pensato ma appare necessario.
“L’amore per la pittura mi ha proiettato in un mondo parallelo di assoluta felicità. Mentre dipingo mi sento passionalmente coinvolta nella mia stessa azione pittorica, è così che mi libero da ogni censura logica. La mia opera vuole esprimere questo stato di indefinibile esaltazione emotiva. Il risultato che emerge è un impasto di prospettive cromatiche che addensandosi e diradandosi ritmicamente sono la materia corporea della mia intima essenza… solo in questo mi riconosco”.

Dall’ al 14 dicembre 2023
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32 – 34 e 4 – 6
Sense International Art Fair
Dal 10 al 23 novembre
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34,36
Soile Yli-Mäyry: L’Arte delle Emozioni Astratte
Soile Yli-Mäyry è una pittrice finlandese che si si caratterizza per la propria abilità nell’esprimere emozioni attraverso opere astratte dai colori vivaci e accesi. La sua tecnica spazia fra quadri dalle spatolate sottili, linee di colore e una tecnica mista che conferisce alle tele una peculiare profondità tridimensionale.
Attraverso le sue opere cattura la “fragilità umana”, cercando di superare divisioni e pregiudizi. Dunque, l’ esposizione promette un’immersione nel mondo dell’artista, fatto di colori vivaci e astrazioni che invitano il pubblico a esplorare la complessità dell’umanità e la sua relazione con la natura in un mondo sempre più urbanizzato.
Radici Familiari: Il Contesto di Soile Yli-Mäyry
Soile Yli-Mäyry nasce, vive e lavora a Kuortane, in Finlandia, ma durante l’inverno, quando le temperature diventano polari, espone le sue opere all’estero. Sebbene Soile non ami parlare della sua vita privata, è importante sottolineare che il contesto familiare ha avuto un ruolo significativo nella sua crescita come artista. Cresciuta in una famiglia numerosa, Soile ha vissuto con genitori sordomuti, dove il linguaggio dei segni era la norma. Questa esperienza ha impresso in lei l’importanza dei segni, che si riflettono nelle sue opere. La sua relazione con il padre, per il quale ha agito come interprete, ha svolto un ruolo chiave nel suo percorso.
Un Viaggio di Ispirazione e Impegno
Fin dalla giovane età, l’artista ha sempre manifestato una chiara passione per il disegno e l’arte. Dipingeva i suoi primi quadri in un rifugio antiatomico senza finestre, esprimendo ciò che non poteva vedere con i colori sulla tela. Il punto di svolta nella sua vita e carriera artistica arriva con la scoperta casuale di un quadro di Kokoschka, un momento di ispirazione che l’ha spinta a viaggiare a Vienna per studiare l’arte. Da quel momento, Soile inizia questo viaggio a soli 18 anni, una decisione che avrebbe cambiato il corso della sua vita e che ha dimostrato l’importanza di credere in se stessi e perseverare nelle proprie passioni.
Nel proprio lavoro, Soile Yli-Mäyry si ispira a Beuys, un artista che ha creato una propria teoria artistica e ha influenzato molti campi. Infine, affronta temi come il sogno, la forza della natura, la freneticità del tempo moderno e l’alienazione causata dalla tecnologia.
Dal 10 al 16 novembre 2023
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
mostra fotografica di
Luca Padua
“L’Uomo è una strana questione. Simili e soluzioni” – testo dell’autore Luca Padua
A 14 anni, dopo la contaminazione di mio padre e della sua Contaflex, facevo il mio ingresso nel mondo della fotografia, acquistando la mia prima macchina fotografica, una Pentax MX: una reflex completamente manuale, tutta nera e bellissima, che ha segnato l’inizio della mia passione non negoziabile a catturare il mondo attraverso l’obiettivo. Nel tempo, l’obiettivo è rimasto costante, ma il “mezzo” si è trasformato da analogico a digitale e la camera oscura è “entrata nel computer”. La fisicità della fotocamera, l’occhio, le mani, il dito, lo scatto dovevano trovare in me una nuova lettura del rapporto tra il fisico e il virtuale.
Fotografare è prima di tutto avere una macchina in mano e, nel 2018, una nuova svolta: una fascinazione con una digitale (mirrorless e linea pura). Il battesimo fu un viaggio in Provenza e lì è nato un nuovo connubio; la febbre è progressivamente è risalita: fotografare, fotografare, fotografare.
Il digitale era finalmente arrivato sotto le mie dita…
…e la mia Sony, una leggera compagna, ha cominciato a essere sempre presente, anche quando semplicemente andavo a camminare per Roma.
Per le caratteristiche intrinseche del mezzo, si può fotografare dovunque e tutto, ma inevitabilmente si finisce col prediligere un tipo di fotografia. Rimettendo in ordine gli anni e le fotografie, mi sono accorto che ho sempre avuto un’irrefrenabile curiosità e attrazione per l’Uomo. Da giovane, le foto erano terribilmente coerenti con il mio carattere francamente “pesante”. Ma con il tempo (per fortuna di chi mi sta accanto), ho acquisito una lettura ironica di questa strana questione che è l’Uomo. Ed ho fotografato sempre più spesso anche persone che mettevano in atto variegate soluzioni, fugaci, per vivere a pieno un momento e forse ridurre le sofferenze, che sono sempre simili e spesso tragiche.
Camminando con una macchina fotografica al collo o in tasca…
…ci si accorge di tanti piccoli quadri, frammenti di una vita, che fanno sorridere, scherzi del caso quotidiano; soggetti che diventano attori inconsapevoli di quella scena, per un istante. Allineamenti che ti fanno guardare con avidità quello che ti circonda per apprezzare la Vita e alleggerirla.
La macchina fotografica può accrescere l’empatia per la realtà positiva. La macchina, usata così, porta a una diluizione del dolore che ci circonda. È noto che le brutture calamitano lo sguardo – ci sono studi sull’inevitabilità dello sguardo condotto su un gatto schiacciato sull’asfalto – ma accorgersi dell’ironia costruita dal caso per pochi istanti, è possibile solo se si hanno un mirino e un obiettivo a portata di mano. La macchina fotografica in quei casi è come un cane da cieco che guida su ciò che non si riuscirebbe a vedere.
Forse è qualche segnale del reale…
… – un uomo eccentrico, una camminata atipica, un cane che guarda – che è in grado di mettere in moto i nostri sensi, allertarci del fatto che a breve può accadere qualcosa di singolare, o addirittura eccezionale, tale da dover essere ripetuto in un’immagine che resti anche quando tutto è passato.
Appena avverto quel sentore, freneticamente afferro la macchina, come la pistola in un film western, e devo decidere se ho tempo di fare qualche regolazione. Se l’obiettivo è ancora nel mirino, anche con la macchina precariamente in mano, mi preparo allo scatto, pronto per il duello fatale contro la volatilità del tempo. Se riesco a scattare, ho vinto contro il tempo e vuol dire che la voracità di fissare per sempre quel duecentocinquantesimo di secondo appena passato è soddisfatta.
Riesco a vincere…
…vuol dire che sono entrato in quella frazione di secondo con un occhio nel mirino (e l’altro occhio chiuso); con una visione solitaria, senza intrusi. Per me la foto nasce con la visione di quel limitato rettangolo di mondo e il nero intorno. Non riesco a fotografare bene o, meglio non riesco a vedere la foto che sarà, guardando uno schermo sul dorso della macchina. Mi ricorda il cellulare. È come sussurrare versi d’amore di Montale mentre in una stazione stridono i freni di un treno che arriva.
La fotografia richiede curiosità, sensi in allerta, concentrazione, empatia, libertà, intuito, fortuna e… fidarsi di un dito!
Luca Padua
Dal 31 ottobre al 9 novembre 2023
MEDINA ART GALLERY – VIA MECENATE 32,34,36
Mostra personale di
Con recensione e presentazione del Prof. Ermanno Di Sandro Art & Architecture Critic
L’Artista e la Sua Visione
Come analizzato nel testo di recensione del Prof. Arch. Ermanno di Sandro Art & Architecture Critic, Zoja Sperstad, artista naturalizzata norvegese, è una pittrice orgogliosamente figurativa di caratura internazionale. Caratterizzata da capacità artistico-compositive strabilianti, è ricca di inesauribili risorse creative e di fertili esperienze scaturite dal suo vissuto e dai suoi studi filosofici. Nonché da riflessioni etiche e artistiche sulle sorti del mondo.
Fuoriclasse nei campi che fanno capo al linguaggio iconico-espressivo, Zoja – come adora farsi chiamare – è capace di veicolare con immediatezza il suo armonioso mondo che si fa portavoce di un chiaro messaggio e un’innata visione di libertà e ottimismo. Per fare ciò utilizza un linguaggio molto raffinato, ma che appare al contempo semplice e accattivante, armonioso quanto profondo, bello quanto universale.
Lo Stile e l’Arte di Zoja
L’artista è moderna ma anche contemplativa, saldamente legata al classicismo figurativo, che predilige a discapito del freddo astrattismo. Nelle sue opere ama trasmettere serenità e amore, e non tensioni, perché il suo vastissimo mondo interiore è meraviglioso e sereno; tratto caratteristico è, infatti, la sua anima sognante, ciò che prova e che la fa emozionare, e il suo contatto speciale con la natura. La mission dell’artista è salvare il mondo anche grazie alla bellezza delle sue opere, veri e propri pezzi d’arte che possano aiutare gli eletti e le persone sensibili a vivere in un mondo migliore.
Roma e la Missione dell’Artista
Zoja considera la città di Roma la sua meravigliosa e straordinaria quanto dinamica scena artistica; la città eterna è prestigioso sipario della nostra civiltà e può ancora oggi salvare tutte le culture del mondo, soprattutto quelle del mondo occidentale, che sono attanagliate da una grave crisi di identità e numerosi conflitti.
Nella capitale italiana, nella Medina Art Gallery, esporrà con un vernissage figurativo e di grande impatto, quadri ispirati alla meravigliosa Roma Barocca avente come rappresentanti figure quali Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, grandi papi e importanti famiglie nobiliari. Ma si ispirerà anche alla Roma Imperiale e al classicismo raffinato del sommo Antonio Canova e di Giuseppe Valadier.
Dal 20 al 26 ottobre 2023
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6
Mostra personale
Chiara Gizzi : un’artista poliedrica
Chiara Gizzi è un’artista poliedrica. Ha sperimentato molto nel mondo della pittura, della danza e del teatro. Nata nel 1972 a Roma, ha iniziato il suo percorso formativo presso il liceo artistico di Via Ripetta, e parallelamente ha intrapreso la carriera nel campo dell’animazione, focalizzandosi in particolare sui cartoni animati.
Con il passare degli anni, ha accumulato una vasta gamma di esperienze: da decoratrice d’interni a scenografa per il Teatro dell’Opera di Roma. Fino a contribuire alla creazione in Mediaset, di ambientazioni pittoriche per il programma televisivo “Ciao Darwin” su Canale 5. Inoltre, ha dato vita a scenografie di grande impatto presso gli Studios di Cinecittà.
La carriera artistica
La Gizzi ha sviluppato una dimensione artistica più intima con numerose mostre personali, esponendo le sue opere al Porto Turistico di Roma, alla Casa della Cultura nella capitale, nell’ambito della manifestazione “Lettere in Viaggio” di Ostia, alla galleria Artotek, etc… Inoltre, ha entusiasmato il pubblico con performance di live-painting presso il Roma 70 Village e con la pubblicazione di opere su Le Letterate Magazine.
La “Tools Collection” e la Magia della Luce
Negli ultimi anni si è dedicata alla pittura, attraverso la creazione di una sua “Tools Collection”. Oggetti di uso quotidiano, permeati di una loro anima, entrano in relazione con la pittrice assumendo un valore artistico emozionale e poetico. La sua “Tools Collection” diventa un mezzo per rappresentare ritratti suggestivi di luoghi, persone, momenti ed emozioni che ci accompagnano nel day-by-day. Spesso questi oggetti sono recuperati in strada, fotografati e proiettati sulla tela come metafora di un percorso.
Nella creazione delle sue opere, Chiara Gizzi pone una particolare attenzione sugli effetti della luce: come ombre e riflessi si manifestano sulle diverse superfici. Questo studio consente all’oggetto stesso di riflettere il mondo circostante e di dare vita ad una narrazione all’interno della narrazione. L’artista, come una vera e propria “gazza ladra,” è attratta irresistibilmente da tutto ciò che è lucente.
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