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Dal 25 al 30/11/25 “Rocky Horror Show” al Teatro Brancaccio

Dal 25 al 30 novembre 2025

TEATRO BRANCACCIO

Rocky Horror Show

con Stephen Webb (Frank-N-Furter) | Haley Flaherty (Janet) | James Bisp (Brad)
Ryan Carter-Wilson (Riff Raff) | Laura Bird (Magenta/Usherette) | Daisy Steere (Columbia)
Morgan Jackson (Rocky) | Edward Bullingham (Eddie / Dr. Scott) | Nathan Zach Johnson (Phantom)
Jesse Chidera (Phantom) | Tyla Dee Nurden (Phantom) | Bethany Amber Perrins (Phantom)
Lucy Aiston (Swing / Assistant Dance Captain) | David Peter-Brown (Swing / Dance Captain Captain)

produzione Alveare Produzioni in collaborazione con Trafalgar Theatre Productions
organizzazione Ventidieci | Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale

regia di CHRISTOPHER LUSCOMBE

Maggiori informazioni

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Dal 21 al 27/11/25 “Vanessa Litardi – Luna” al Medina Art Gallery

Dal 21 al 27 novembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34

Vanessa Litardi

Luna 

Solo Photo Exhibit

Si parte così per l’infinito. Vanessa Litardi sa benissimo cosa significhi essere un ponte, un medium d’eccezione in grado di condurci verso una dimensione nuova, straordinaria, laddove la realtà scivola fra le lenzuola del sogno.

L’opera dell’artista romana non si pone come mera narrazione. Di norma la fotografia fonda la sua ragion d’essere su due elementi, ovvero l’esigenza legata al ricordo, che non di rado si affida alle logiche della documentazione, e la più libera scelta autoriale, che eleva l’obiettivo della camera al modus agendi dell’occhio che vede e riconosce. È chiaro che nel momento in cui la realtà si fa visione, la fotografia diviene arte. Grandi maestri del calibro di Salgado, McCurry, Ray o Erwitt, non si sono limitati a mostrare il mondo, lo hanno trasfigurato. E il senso della bellezza sta proprio in questo, nella capacità di rileggere la nostra esistenza in un modo diverso, alternativo, assolutamente personale.

Litardi persegue un suo preciso progetto estetico. Le sue immagini confondono lo spettatore, lo catturano e lo inebriano, traghettandolo, scatto dopo scatto, sulle rive di un’isola sospesa, ambigua, spesso destabilizzante. L’artista desidera che siano gli occhi della mente a schiudersi dinanzi alle sue fotografie.

Sono ritratti apparentemente statuari…

…cristallizzati, che emergono fra decisi contrappunti di luci e ombre, sono primi piani, in cui l’intensità dello sguardo penetrante o la danza inscenata dalle mani creano un dramma visivo ed esistenziale. Una sapiente orchestrazione compositiva lascia emergere, con grazia e allusione, quel dettaglio simbolicamente efficace per il riconoscimento del soggetto.

Non si tratta di scatti da guardare distrattamente, ma di quadri lirici da sviscerare e comprendere. Sono le leggi della poesia a dettare le regole, specialmente se teniamo bene a mente l’origine del termine: la parola “poesia” viene dal verbo greco ‘poiéo’ che significa sia ‘compongo in versi, versifico’, sia ‘com-prendo, abbraccio le cose nella loro totalità’. Un aspetto, l’ultimo, che rimanda subito all’idea dell’arte che sa porsi come soluzione e lettura del mondo.

Gli scatti di Litardi agiscono alla stessa maniera. Anzitutto il buio della scena finisce per rivelare allo spettatore ciò che la luce si limita a mostrare. L’artista non ferma più il tempo, lo sovverte, lo cattura per trasfigurarlo in una linea infinita e trasognata. L’aspetto quotidiano, ordinario, del ritratto si fa allora mito.

Ciascuno dei soggetti veleggia sulle rive di quell’isola sovrannaturale…

…in cui l’antica mitologia classica, ricca di suggestioni e riferimenti, si fa ancora metafora di vita. Appare allora un uomo dalla folta barba e dallo sguardo ineluttabile, fra le cui dita è custodito l’anello con le ceneri della madre defunta. Costui è ora Ade, il dio degli Inferi, il custode della morte. I piercing di una donna dai lineamenti decisi sono ora gli ornamenti tribali di Demetra, dea della terra e della fecondità, o ancora la mano che copre metà volto di una ragazza evoca l’immagine della Luna, che ci rimanda alla Grande Madre, alla Musa ispiratrice o al lato oscuro dell’essere che esiste in ciascuno di noi.

Litardi, in guisa di regista e scenografa, dà origine a un pantheon moderno, in cui gli attori che recitano sul palcoscenico vengono stravolti e reinterpretati dal suo sguardo poetico e sorprendente, laddove l’impressione cede il passo all’intuizione. È l’adagio di Salustio: “queste cose non avvennero mai ma sono sempre”.

Bio

Vanessa Litardi, nata a Roma il 29 maggio 1972, ha intrapreso un percorso artistico che unisce moda, design e fotografia in un linguaggio visivo personale e riconoscibile. Dopo gli studi all’Accademia di Moda e Costume di Roma, nel 1994 ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda, ricoprendo ruoli di Head Designer e Creative Director per diverse maisons, tra cui il Laura Biagiotti Group. In quegli anni ha affinato il suo occhio per il dettaglio e la composizione, sperimentando l’integrazione tra fotografia e design e ponendo le basi di una ricerca estetica originale.

La sua formazione fotografica si è consolidata presso lo studio di Andrea Lando, dove ha approfondito vari ambiti della disciplina, dalle tecniche di scatto alla post-produzione avanzata. Nel 2020 ha scelto di intraprendere la strada della fotografia freelance, specializzandosi nel ritratto e nella fotografia di scena, campi in cui la sua sensibilità artistica trova piena espressione. Per lei, ogni ritratto è “un’anima in posa, dove il nero diventa confine tra grembo e abisso”.

Parallelamente alla carriera professionale, ha sviluppato diversi progetti indipendenti, tra cui il marchio e progetto artistico Cartoon Prettyugly e l’iniziativa L’uccellino fa miao. Ha inoltre curato shooting e styling per la copertina del brano Senza Stelle e Senza Luna (Maqueta Records) del cantautore Mauro Di Maggio, pubblicata nel 2022. Il suo lavoro è stato presentato anche in contesti espositivi: l’11 maggio 2025 presso la Galleria Dantebus Margutta, il 27 giugno alla Galleria Studio 57 di Napoli e il 19 giugno 2025 ha ricevuto l’attestato di merito del Premio Giotto a Palazzo Borghese.

Le influenze personali…

…hanno sempre avuto un ruolo centrale nel suo linguaggio artistico: l’astrologia archetipica applicata alla psicologia, la pittura e la danza orientale nutrono la sua ricerca visiva, rendendo ogni scatto un crocevia di esperienze e suggestioni. In questo intreccio di passioni, Vanessa Litardi ha costruito un’identità fotografica unica, capace di trasformare l’immagine in un viaggio interiore.

23/11/25 Rassegna “In tutti i sensi” “To love or not to love” al Palazzo Merulana

23 novembre 2025 ore 20:00

PALAZZO MERULANA

Settimo appuntamento della Rassegna

In tutti i sensi

To love or not to love

Cettina Donato Quartet

Palazzo Merulana è lieto di ospitare To love or not to love, Cettina Donato Quartet, ottavo appuntamento della rassegna IN TUTTI I SENSI – II edizione.

La forma amletica del titolo è suggerita dall’incontro con i testi di Moravia, in cui amare è verbo ma anche aggettivo perché amare sono le storie intessute di degrado morale, fallimenti umani, sconfitte interiori.

Questo lato ombroso del sentimento, più prossimo alla distruzione di Thanatos che alla pulsione di Eros, si traduce nelle note di una non storia d’amore, o forse una storia di non amore, i cui protagonisti si piacciono ma non si comprendono, si attraggono ma non si sfiorano, incapaci di uscire dal proprio individualismo, di trascendersi e fondere la propria metà in un amore intero.

Vittime di un narcisismo ipermetrope e di un manierismo sociale ipocrita, i non amanti si feriscono, soffrono, ma soffrono a salve, perché difettosi non solo di amore per l’altro ma d’amore proprio. E quando si manca a sé stessi, tutto manca. La parabola della relazione, sospinta da inganni e illusioni, è segnata: si leva come una bolla di sapone, scoppia come una bomba. Si torna quindi al dilemma iniziale, tra l’ostinata necessità di amare e l’amara convenienza dell’astensione.

La musica non dà risposte definite, non può, non vuole, cerca equilibrio al pentagramma della contraddizione: coltiva i semi della speranza, annaffia i fiori tra le macerie.

Cettina Donato è una pianista, compositrice e direttrice d’orchestra tra le più visionarie della scena jazz contemporanea.

Con Cettina Donato al pianoforte, la voce di Michela Lombardi, Vito Di Modugno al basso elettrico, Mimmo Campanale alla batteria e Dario Cecchini ai sassofoni.

Il progetto In tutti i sensi – II edizione è vincitore dell’Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte progettuali per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione capitolina in occasione del Giubileo 2025, promosso da Roma Capitale in collaborazione Zètema Progetto Cultura.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili; prenotazione fortemente consigliata QUI 

22/11/25 Corteo da piazza della Repubblica a Piazza di Porta San Giovanni. Il percorso, i divieti e le deviazioni dei mezzi pubblici

Dal sito muoversi a Roma

“Non Una Di Meno contro la violenza di genere”. Attese almeno 50mila persone

Oggi, sabato 22 novembre, il movimento “Non Una Di Meno” tornerà in piazza per manifestare contro la violenza sulle donne.
Un corteo dalle 14 alle 20 sfilerà da piazza della Repubblica a San Giovanni, percorrendo viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore e via Merulana. 

Attese almeno 50mila persone. Divieti di sosta e chiusure lungo l’itinerario. Deviazioni, anche per le linee del trasporto pubblico.

Entro le 10 di sabato sono previsti sgombero e successivi divieti di sosta su piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto da via Ludovico di Savoia a piazza di Porta San Giovanni, viale Carlo Felice da piazza di Porta San Giovanni a via Conte Rosso, piazza della Repubblica, viale Enrico De Nicola e via Einaudi.

Previste modifiche per le linee 3Bus, 5Bus, 14Bus, 16, 40, 51, 60, 64,66, 70, 71 ,75, 81, 82, 85, 87, 92, 105, 117, 170, 223, 360, 590, 649, 714, 792, 910, H, C2, C3.

21,22,23/11/25 “I cioccolatini di Olga” al Teatro Basilica

21, 22, 23 novembre 2025

TEATRO BASILICA

I cioccolatini di Olga

 

Descrizione

Se la formazione e i più generali caratteri culturali di Philip Roth fanno riferimento al Nord Est di quell’America della quale fin dall’infanzia lui assume in proprio i tratti, le consuetudini, le passioni giovanili proprie di certa popolazione immigrata di più o meno recente generazione -proficuamente insediata in quel contesto d’America – è anche vero che il richiamo delle radici resta forte, e insiste sulle scelte di vita e letterarie dell’autore, e non di rado nell’ampio peregrinare della scrittura lo riporta  indietro, in un andare a ritroso  attraverso le generazioni.

L’orgia di Praga, apparentemente un’operina, pulsa del desiderio d’appartenenza e condivisione.

C’è il riconoscimento di una distanza avvertita e sofferta dal soggetto scrivente, per caso portato dagli eventi in quella terra della sua antica origine, al tempo ancora oppressa dalla violenza della dominazione sovietica.

Le figure, faticosamente, stentatamente si aggirano sulla scena dell’opera, quasi fantasmi nella nebbia offuscante di un diritto di sopravvivenza tanto reclamato quanto  negato, e pure si stagliano per la nettezza della rappresentazione, e si fanno elementi di configurazione di un più ampio spaccato umano che può facilmente essere assunto a segno di una mortificante conduzione di vita, quasi negazione della vita stessa.

La scelta   di trarre un’idea di messinscena dagli umori de L’orgia di Praga si lega idealmente alla già consumata esperienza – da parte dell’autrice/regista-  che fu nella traslazione teatrale del romanzo “Le braci”di Sandor Marai felicemente portata alla scena, e al desiderio ancora una volta presente di appuntare lo sguardo su quell’ampio versante d’Europa drammaticamente segnato da espropriazioni di territori e caratteri, di culture, di logos; un’ulteriore occasione di riflessione che pure nel mutato contesto storico-politico degli ultimi decenni cerca di cogliere, nelle leggibili contraddizioni del presente, le tracce di un passato la cui drammaticità non è ancora affidata alla polvere del tempo.

Date

21 e 22 novembre 2025, ore 21:00
23 novembre 2025, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

 
 
Crediti Artistici

liberamente ispirato a L’orgia di Praga di Philip Roth

drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Alessandra d’Elia e Antonio Marfella

scena Rosario Squillace

disegno luci Cesare Accetta

21/11/25 “Incontro con i poeti a braccio” presso il Polo Civico Esquilino

21 novembre 2025 ore 19:00

POLO CIVICO ESQUILINO  VIA GALILEI 57

“I venerdì del polo”

Incontro con i poeti a braccio

I Venerdì del Polo tornano il 21 novembre con i poeti a braccio. Ospiti della serata: Pietro e Donato De Acutis e Giampiero Giamogante.
Portate organetti, tamburelli e tutto ciò che serve a fare festa!
A fine serata ceneremo insieme, condividendo un momento di convivialità.

Dal 19 al 30/11/25 “Anfitrione” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 19 al 30 novembre 2025

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Emilio Solfrizzi

in

Anfitrione

di

Plauto

 

con
GIANCARLO RATTI
IVANO FALCO

VIVIANA ALTIERI
CRISTIANO DESSÌ
BEATRICE COPPOLINO
e con
ROSARIO COPPOLINO

Regia
EMILIO SOLFRIZZI

Scene FABIANA DI MARCO
luci MIRKO OTERI
costumi ALESSANDRA BENADUCE

Anfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto.
La trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia Giove, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione, Alcmena, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo il vero Anfitrione ignaro, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.
Insomma, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno?
Questo ormai  accade tanto nella vita vera, quella di tutti i giorni, quanto (se non soprattutto) in quella digitale, quella dei social.

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 19, giovedì 20, sabato 22, martedì 25, venerdì 28, sabato 29 novembre ore 21:00
  • venerdì 21, mercoledì 26, giovedì 27 novembre ore 19:30
  • sabato 22 novembre ore 16:30
  • domenica 23 e domenica 30 novembre ore 17:00

 

16/11/25 “Esquilibri” Portici di Piazza Vittorio

16 novembre 2025 dalle ore 9:00 alle ore 19:00

PORTICI DI PIAZZA VITTORIO 

Esquilibri

Mostra del libro usato e d’antiquariato

Libri usati, rari, curiosi, fotografie, cartoline,  manifesti, disegni, grafica e altre opere su carta
Roma, sotto i portici di Piazza Vittorio
 
 
 
 
 

14 e 15/11/25 “Jazz Trio: Caracci Galeano Mortillaro / Paternostro Zizza Mortillaro” al Gatsby Cafè

14 e 15 novembre 2025 ore 21:00

GATSBY CAFE’

Jazz Trio: Caracci Galeano Mortillaro / Paternostro Zizza Mortillaro

 

TWO Classy Jazz Nights!
Line-up venerdì 14:
Giuseppe Caracci • organo hammond
Enrico Galeano • chitarra
Pietro Mortillaro • batteria
Line-up sabato 15:
Andrea Paternostro • sassofono
Pierpaolo Zizza • contrabbasso
Pietro Mortillaro • batteria voce

14/11/25 Rassegna “In tutti i sensi” “La tana” al Palazzo Merulana

14 novembre 2025 ore 20:00

PALAZZO MERULANA

Sesto appuntamento della Rassegna

In tutti i sensi

La tana

di

Francesca Caprioli
 

Palazzo Merulana è lieto di ospitare “La tana” di Francesca Caprioli, performance di Marco Paparella con Piero Delle Monache, in una installazione di Sara Dias, settimo appuntamento della rassegna IN TUTTI I SENSI – II edizione.

La tanauna performance per attore solo e ambiente sonoro. Con Marco Paparella e Piero Delle Monache al sax ed elettroniche, testo di Francesca Caprioli (da La tana di Franz Kafka), installazione di Sara Dias.

 Un uomo (o animale?) seguendo il suo istinto di protezione dal ruolo che il mondo sembra imporgli, stanco e affannato, si costruisce una tana, un mondo personale che possa controllare in ogni momento, nel quale trovare la sua pace, il suo silenzio, la sua sopravvivenza. Ma non può certo dimenticarsi che fuori dalla sua tana la vita continua a scorrere. Ne percepisce i suoni, le voci, i respiri, il raspare degli artigli. Ne sente (o gli sembra di sentire?) lo sguardo ossessivamente concentrato su di sé, sul suo prezioso riparo.

Una volta isolato, nella sua percezione da internato volontario l’esistenza esterna alla sua fortezza diventa ancora più pressante, ostile, pronta ad invadere la sua quiete. Pronta a distruggerlo. Eppure scopre di sentirsene allo stesso tempo spaventato ed attratto. La tana, quindi, ci protegge dagli altri o da noi stessi? È rifugio o prigione?

Marco Paparella è attore, regista, videomaker, studioso delle problematiche dello spettacolo e formatore teatrale in diverse realtà di fragilità e disagio sociale.

Piero Delle Monache è stato definito da GQ Magazine “uno dei dieci jazzisti del futuro”.

L’installazione “In nessun modo ad altri. Le voragini”, che ospita la performance, è opera di Sara Dias. Creata per questa performance a Palazzo Merulana, l’opera prosegue il percorso di ricerca artistica della scultrice nel “temporaneo affettivo”, che indaga i fenomeni di permanenza e temporalità con particolare riguardo alle dinamiche relazionali tra soggetti.

Il progetto In tutti i sensi – II edizione è vincitore dell’Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte progettuali per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione capitolina in occasione del Giubileo 2025, promosso da Roma Capitale in collaborazione Zètema Progetto Cultura.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili; prenotazione fortemente consigliata.

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