lunedì 26 novembre ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
Italia, 2018, 73 min.
introduce
FEDERICO POMMIER direttore Molisecinema Film Festival
che al termine della proiezione ne discute con
i registi ILARIA JOVINE ROBERTO MARIOTTI
Partendo da selezionati articoli giornalistici dello scrittore e saggista Francesco Jovine (1902-1950), pubblicati negli anni ’40 e dedicati alla civiltà contadina meridionale, il film indaga la realtà contemporanea, alla ricerca del medesimo legame raccontato dallo scrittore: quello che da sempre lega l’uomo alla terra. Ne viene fuori una favola sospesa tra il presente e il passato, dai toni a volte poetici, a volte amari, che ha come protagonisti, oltre lo scrittore stesso, un giovane coltivatore, un professore di geografia, una mandria di vacche, due fratelli indiani e dei ragazzi afghani accolti in un centro di prima accoglienza, sorto all’interno di in un’azienda agricola.
Regia: Ilaria Jovine, Roberto Mariotti – Voce narrante e interprete canzone finale: Neri Marcorè – Testimonial: Rocco Cirino, Valerio Di Fonso, Singh Opinder Sandhu, Singh Iqbal Sandhu – Soggetto e Sceneggiatura: Ilaria Jovine – Testi voice over: tratti dagli articoli giornalistici di Francesco Jovine (1902-1950) – Musiche originali: Giuseppe Spedino Moffa – Fotografia e riprese: Roberto Mariotti – Montaggio: Ilaria Jovine, Roberto Mariotti – Missaggio Musiche: Primiano Di Biase – Fonico di Mix: Giacomo Vitullo – Produzione: Ilja’Film e Effendemfilm .
Come scritto tante volte, anche nell’antica Roma l’Esquilino era un rione multietnico, confusionario e ricco di religioni, lingue e culture differenti.
A riprova di questo, in zona vi erano due santuari dedicati ad Iside. Il primo, di cui sono rimasti pochi resti nell’omonima piazza, fu costruito per volontà di Quinto Cecilio Metello Pio, generale di parte sillana, nel I secolo a.C.
Questo santuario si articolava scenograficamente con portici e fontane su una serie di terrazze, collegate da rampe e scalinate, secondo un ben noto modello adottato in età ellenistica in santuari dedicati a divinità salutari, come quello della Fortuna Primigenia a Palestrina.
Dagli scavi, eseguiti a spizzichi e bocconi nei secoli, si suppone come il tutto fosse costruito su tre livelli: il primo, costituito da una ninfeo monumentale, con tre nicchie abbellite con vasche a cascata e con statue a tema egizio, il secondo con una piscina lustrale, a forma…
NASTRO D’ARGENTO MIGLIOR DOCUMENTARIO 2018 CINEMA DEL REALE
venerdì 16 marzo ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
LA BOTTA GROSSA
un film di Sandro Baldoni
Italia, 2017, 82 min.
introducono e al termine della proiezione ne discutono
il regista SANDRO BALDONI
il produttore esecutivo GIANFILIPPO PEDOTE
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.
Regia: Sandro Baldoni – Interpreti: Abitanti dei paesi di Umbria e Marche colpiti dal terremoto – Soggetto e Sceneggiatura: Sandro Baldoni – Musiche: Fiorella Mannoia (Brano “Combattente”) – Montaggio: Claudio Borroni – Fotografia: Renato Alfarano, Gianluca Catania – Suono: Alberto Ladduca (Presa Diretta), Agit Utlu (Presa Diretta), Andrea Vaccari (Presa Diretta), Duccio Servi (Montaggio), Giorgio Vita Levi (Mix) – Produttore: Marco Andolfato, Giusi Bonsignore, Francesco Guerrera, Gianluca Catania, Chiara Grandi, Sandro Baldoni – Produttore Esecutivo: Gianfilippo Pedote – Produzione: Acqua su Marte, Rai Cinema – Distributore: Cinecittà Luce – Ufficio Stampa: Ufficio Stampa Cinecittà Luce.
I Blues Trail propongono un repertorio di brani che va dagli anni ’20 agli anni ’50 in perfetto stile Delta Blues e Chicago blues , fino a brani anche più recenti che hanno ovvie contaminazioni blues. Lo spettacolo ha per titolo “Voci e suoni del Delta del Mississippi. Alla riscoperta dei grandi Maestri afroamericani” …oltre ad eseguire le musiche di Robert Johnson, Charlie Patton, Reverend Gary Davis, Blind Blake, Big Bill Broonzy, Muddy Waters, spesso vengono raccontati aneddoti sulle vite di questi leggendari personaggi e sui testi delle canzoni che vengono suonate durante lo spettacolo.
I Blues Trail sono:
Luca Vaglica – voce e armonica
Davide Citrolo – chitarra acustica , back vocals
Sotto certi aspetti, questo fine settimana è stato assai intenso: sono passato da una riunione all’altra, per definire i progetti e proposte di Street Art per il prossimo anno. Le Danze di Piazza Vittorio, a differenza di altre associazioni dell’Esquilino, ne hanno una visione inclusiva e di ampio respiro.
Inclusiva, perché non vogliamo rinchiuderci nel nostro orticello, ma dialogare con esperienze, linguaggi e culture differenti, proponendo progetti che coinvolgano il numero più ampio possibile di associazioni e soggetti del Rione.
Di ampio respiro, perché non le nostre iniziative non sono finalizzate a fare da vetrina a qualche artista, ma a realizzare nel concreto una visione di recupero e valorizzazione del territorio e del suo tessuto sociale. Il sogno è trasformare il nostro rione nell’equivalente romano dell’Art District di Los Angeleso per rimanere più vicini a noi, al Quartiere Porta Genova a Milano: luoghi dover l’arte non diviene…
Fra gli incredibili svarioni, il fatto di aver soppresso un marciapiede per utilizzarlo come pista ciclabile impropria (lato destro del tunnel guardando il filmato sopra), costringendo i pedoni a un lungo giro a piedi. I pedoni, giustamente, continuano ad usare il marciapiede, nonostante adesso sia loro vietato, come indica il cartello a destra del tunnel.
In sintesi:
Il criterio principale seguito dai progettisti sembra essere stato quello di dare il minor fastidio possibile agli automobilisti. Anzi, di non dare loro fastidio affatto.
Non un posto auto è stato tolto. La carreggiata, prima formata da due larghissime corsie, è ora formata da… due corsie larghe.
Ridurre ancora un po’ la carreggiata avrebbe permesso di realizzare un percorso ciclopedonale (soprattutto in direzione Esquilino) di qualità. Diminuire i posti auto in piazza avrebbe permesso di riprogettare…
Stasera, dopo un mese di convalescenza, con Manu andremo a mangiare una pizza: cosa buona e giusta, che così si distrae un attimo e riprova degli enormi progressi fatti in questi giorni. Così, visto questo impegno, utilizzo la pausa pranzo per un breve posto su un altro dei luoghi archeologici dell’Esquilino
Per decenni, gli archeologi si sono interrogati sulla naturale delle terme Eleniane, adiacenti al palazzo Sessoriano: solo negli ultimi anni, grazie alle campagne di scavo connesse al giubileo del 2000, le idee sembrano essersi chiarite.
Si è compreso, grazie ai bolli laterizi e una dedica a Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, che fossero costruite in contemporanea al complesso ad Spem Veterem e che fossero inizialmente a uso pubblico: probabilmente l’imperatore voleva risarcire gli abitanti dell’area per aver sottratto alcuni horti, connessi al santuario, all’uso della cittadinanza. Forse, la loro costruzione sarà stata contemporanea alle cosiddette Terme Severiane…
Ridendo e scherzando, siamo arrivati alla vigilia della visita di controllo per il ginocchio di Manu. Vedendo i progressi che ha fatto, mi sento ottimista, però, per scaramanzia, incrocio le dita: domani sapremo come andato il decorso e i prossimi passi…
Speriamo bene, perché da mercoledì torno a smadonnare al lavoro. E visto che la vita cerca di tornare alla normalità, a quanto pare a settembre si discuterà in I municipio della furia iconoclasta dei 5 stelle contro la Street Art di Mauro Sgarbi, mi limito a raccontare uno dei luoghi “dimenticati” dell’Esquilino, la Basilica di Giunio Annio Basso, dove oggi è il Seminario pontificio di studi orientali in via Napoleone III.
Giunio fu prefetto del pretorio per 13 anni, dal 318 al 331, quando tenne anche il consolato; diverse leggi contenute nel Codice teodosiano sono indirizzate a lui. Dato la spropositata ricchezza raccolta durante quegli anni, si può…
Lezioni di Tango Argentino Domenica 11 giugno alle18,00 allo #SpazioFare. Per prenotare il tuo posto, invia una mail a: latangotecaroma@gmail.com. Ti aspettiamo al Piano Binari, lato via Giolitti.