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Outdoor cinema at Piazza Vittorio – Rome

Notti di Cinema a Piazza Vittorio interessa anche fuori dall’Esquilino….

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After two years of its absence and semi-absence, I’m so pleased that Notti di cinema a Piazza Vittorio has returned once again.

The two screens, often showing four films outdoor on summer evenings is one of those great Roman traditions for Roman summer. The outdoor films run from 4 July – 10 September.

I’ve been a few times this summer, and I’ll be sure to make it more evenings.

It’s a great tradition on a beautiful square that – sadly – has seen a sharp decline in recent years. Let’s hope cultural initiatives like this can focus more (needed) attention on keeping Roman parks and squares clean and safe to be enjoyed by Romans and visitors alike.

Enjoy the movies on Rome’s Piazza Vittorio this summer!

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Non ci meritiamo nulla…

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pavillon

Può sembrare strana l’affermazione che la resilienza dell’Esquilino è nonostante la stupidità di alcuni suoi abitanti: eppure, questo pomeriggio, ho avuto la riprova pratica di quanto detto. In questi giorni, il locale all’angolo tra via dello Statuto e via Leopardi, dove sino a poco tempo fa vi era un fast food orientale di mediocre qualità, è stato rilevato dai dei ragazzi, che stanno ristrutturando il tutto per renderlo una bar pasticceria, che spero di buon livello.

La notizia si è diffusa sui gruppi Facebook dedicati al Rione: tra i tanti apprezzamenti, parecchie critiche fini a se stesse.

Ne elenco le più peculiari

Oddio, troppi bar

che visto le condizioni del commercio nel Rione, mi pare un poco campata in aria

Faranno di certo caciara...

Un poco di musica, ovviamente non alle quattro di notte, come insegna l’esperienza del Gatsby, aiuta a rendere vivo il Rione e certo combatte il…

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Sorprese su Repubblica

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mamiani

Sin dall’inizio della vicenda del Murale di Mauro Sgarbi, le Danze di Piazza Vittorio hanno tenuto un atteggiamento costruttivo, finalizzato non solo a proteggere l’opera in sé, ma a sfruttare l’occasione per chiedere alla Politica un impegno concreto nel difendere e valorizzare il patrimonio di street art dell’Esquilino, ma soprattutto di avere un approccio meno burocratico al Bello, semplificando l’iter autorizzativo della Public Art nel I Municipio.

Perché il Centro storico di Roma, non è un resort per ricchi o una disneyland per turismo di bassa lega: è un’entità viva, stratificata, in cui eliminare la dimensione dell’arte contemporanea, significa impoverirla e fossilizzarla

In quest’ottica, nei giorni scorsi, come argomento a favore di tale richieste, abbiamo segnalato il caso delle opere di Invader presenti nel Rione Esquilino, la cui scomparse è avvenuta nel disinteresse generale, impoverendo così le comunità presenti e future.

Ora, non ci aspettavamo come tale…

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Tutela

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Martedì sera, alla trasmissione Human Files si è parlato di quell’esperimento del futuro che è il Nuovo Mercato Esquilino: tra le tante cose, si è citato il murale di Mauro Sgarbi, al centro negli ultimi mesi, di tante polemiche.

Sarebbe semplice, da parte mia, sbeffeggiare i consiglieri Cinque Stelle del I Municipio, con il loro tempismo nel volere distruggere un’opera che diventata un simbolo della bellezza e della multiculturalità dell’Esquilino o la loro acutezza tattica, che ha permesso loro di inimicarsi tanti potenziali elettori del Rione.

Preferisco concentrarmi su una piccola riflessione, citando tre exempla, tratti dalla Storia

Il primo è Piero de’ Medici, uno dei principali membri della famiglia di banchieri fiorentini: aveva una biblioteca di testi antichi, ospitata in uno studiolo, chiamato gabinetto delle curiosità, ampio più di venti metri quadrati, con un soffitto a botte, di rosso porfido e verde smeraldo. Sulle pareti, dodici tondi in…

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Caccia al tesoro all’Esquilino ?

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KONRAD_MÄGI_1922-1923_Itaalia_maastik._Rooma

Il prossimo ottobre alla GNAM, si terrà una mostra dedicata all’artista Konrad Mägi, il papà della pittura estone, artista visionario, i cui quadri sono delle esplosioni di colore.

Konrad, proprio per il suo talento, divenne un simbolo del nazionalismo estone e questo fu l’origine della sua sfortuna: nella Seconda Guerra Mondiale, prima i nazisti, poi i sovietici, considerando la sua arte degenerata, ordinarono la rimozione di ogni sua opera dai musei, la  damnatio memoriae e la denigrazione della sua persona e delle sue opere, grazie a critici e artisti al soldo del regime, che si impegnarono a fondo nell’arte della calunnia.

Insomma, un’anticipazione in grande stile di quello che i consiglieri 5 Stelle e i loro scherani vorrebbero compiere ai danni di Mauro Sgarbi…

In ogni caso, sino alla seconda metà degli anni ’50, l’esposizione pubblica e ogni approfondimento sull’arte di Konrad Mägi erano proibite. La messa al bando si…

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Nuova serata con Le Danze di Piazza Vittorio

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Gli ambasciatori di Hans Holbein il Giovane, esposto alla National Gallery di Londra, fu dipinto nella primavera del 1533 per Jean de Dinterville, plenipotenziario del re di Francia Francesco I presso Enrico VIII Tudor, rappresentato accanto al suo amico e spia vaticana Georges de Selve.

Nel quadro sono implicitamente raffigurate tramite metafore legate agli oggetti dipinti alcune questioni legate alle missioni diplomatiche di Jean. Il liuto in primo piano, fuori del suo astuccio, gettato con trascuratezza sotto il tavolo, con una corda spezzata, è un simbolo facilmente riconoscibile di discordia.

Dietro la sua impugnatura, un libro di inni luterani. Ciò precisa come tale discordia sia quella presente tra chiesa cattolica e chiesa luterana, o meglio tra il papa e Anna Bolena, simpatizzante di Martin Lutero. Sotto l’innario, accanto al liuto, giace un gruppo di flauti, pronti a ricostituire l’armonia perduta, simboli del tentativo di mediazione. A sinistra, sullo stesso…

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Proposte sulla Street Art a Roma

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La battaglia per il Murale di Mauro Sgarbi nel Mercato Esquilino, che sono convinto avrà buon esito, dato che i suoi nemici si sono ridotti alle menzogne e ai giochetti da avanspettacolo, può essere però l’occasione per ripensare il ruolo della Street Art a Roma.

Data l’inerzia delle istituzioni, a Roma la Street Art è in una sorta di area grigia, la cui gestione è affidata soprattutto al buonsenso dei singoli e delle istituzioni: quando questo manca, come nel caso del Nuovo Mercato Esquilino o nelle vicende di Pinacci Nostri a Pineta Sacchetti, quando i promotori hanno rischiato una multa di 7200 euro per la mancata presentazione della SCIA, il volere interpretare un intervento artistico come manutenzione ordinaria di un edificio, provoca situazioni paradossali, in cui come per il gruppo consiliare dei 5 Stelle del I Municipio, la politica si pone in contrasto con la volontà popolare, tradendo il suo…

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Loro distruggono, noi costruiamo

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noi

Ieri sera, mi è arrivata questa mail, che mi ha strappato un sorriso amaro

Estonian Night” 21.7 – Street Art estone a Roma

Per celebrare il suo 100 ° anniversario e la Presidenza del Consiglio dell´Unione Europea, l´Estonia fa un regalo ad alcune capitali europee.

Edward von Lõngus realizzerà una sua opera in piazza Bologna a Roma, probabilmente per il 21 luglio (si tratta di un artista misterioso che non crea pubblicamente ma di notte).

Le opere di Edward von Lõngus che combinano arte di strada e tecnologia digitale daranno una nuova vita a una serie di personaggi colorati da 100 anni di storia, costruendo un ponte tra il passato ed il presente.A prima vista potranno sembrare degli osservatori stranieri, che sulle strade inviteranno i passanti a conoscerli meglio utilizzando smartphone e tablet. La realtà aumentata (o realtà mediata dall’elaboratore) porterà i personaggi alla vita.

È un nuovo concetto di…

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La Cappella di San Pietro in vincula e San Michele a Santa Maria Maggiore

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Ogni tanto su Facebook, mi capita di leggere una cosa del genere

A Roma c’è un Piero della Francesca e nessuno lo sa. Quel San Luca lassù, col suo bravo toro, è suo. Ma inspiegabilmente nessuna indicazione o targhetta lo segnala, e la gente ignara ci passa sotto per raggiungere le toilettes.

Premesso che è doveroso invitare a una maggiore valorizzazione di un’importante testimonianza del Quattrocento romano, l’attribuzione di tale opera a Piero della Francesca è ben poco fondata…

Se chi grida ai quattro venti questa cosa non è un addetto ai lavori, passi pure, è una testimonianza di orgoglio civico, ma se a dirlo è un pittore, mi cadono le braccia…

Anche perché dietro quell’affresco vi è una storia tanto complessa, quanto affascinante, il cui principale protagonista, il il cardinale di Rouen Guillaume d’Estouteville, è un personaggio, per dirla all’americana, larger than life.

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Normanno, uomo coltissimo, amico fraterno…

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Murales della scuola Di Donato

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Potrei usare la vicenda dei murales della Di Donato come strumento di polemica contro la Campanini, ma non ne varrebbe la pena… Più che altro posso esprimere la mia preoccupazione sul fatto che non si salvino dalla furia iconoclasta della portavoce Cinque Stelle, il che rende sempre più necessario un intervento del Municipio a favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio della Street Art dell’Esquilino, che, di giorno in giorno, sta diventando sempre più significativo, in termini di qualità e quantità.

Voglio invece complimentarmi con chi ha avuto l’idea, con chi ha promosso l’iniziativa e con tutti i ragazzi che l’hanno realizzata: perché hanno compreso la vera essenza della Street Art, di festa condivisa, che rafforza i legami sociali e rende, con la Bellezza, la vita più degna di essere vissuta.

Solo chi non capisce o teme ciò, può esserne nemico…  Ma questi può distruggere un’opera, non l’idea…

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