Da decenni stiamo dicendo che a via Giolitti trema tutto quando passa il trenino della linea Laziali – Centocelle, ma, anche ora, nonostante gli inequivocabili documenti dell’ENEA al riguardo (vedi nostro post del 17/07/18) che attestano senza ombra di dubbio quale sia la causa di queste vibrazioni, da parte delle istituzioni interessate, non solo c’è un assordante silenzio ma si continua pervicacemente a prospettare soluzioni come l’ammodernamento della linea e il suo prolungamento alla Stazione Termini come se nulla fosse.
Però se trema per il traffico di mezzi pesanti un palazzo istituzionale (Municipio XIV) e la causa non è riconducibile a un mezzo su rotaie allora partono richieste di verifiche, articoli sui quotidiani nazionali (vedi articolo da “Il Messaggero” dell’ 1/08/18) e preoccupazioni (giuste) per chi lavora all’interno.
Tutto questo però non vale per via Giolitti, le vibrazioni dovute al treno (tram, metrotram, chiamatelo come vi pare) sembrano un problema secondario o addirittura inesistente anzi, per qualcuno sono solo delle allucinazioni dei residenti perchè, secondo queste persone, un veicolo su rotaia non le può produrre.
Poi, bisogna far credere alla gente che il prolungamento della Laziali Giardinetti verso la Stazione Termini da una parte e Tor Vergata dall’altra sia il toccasana della mobilità pubblica romana quando è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo degli autobus che si incendiano, le attese di ore alle fermate (vedi articolo de La Repubblica del 06/08/18), le metropolitane (poche) che funzionano male se non malissimo. Peccato che chi vive giornalmente i disagi che provoca questo mezzo sa benissimo che le vetture del “trenino” (con una frequenza mostruosamente elevata per la città di Roma) viaggino quasi sempre semivuote (altro che 55.000 passeggeri al giorno!) quando molti altri mezzi pubblici assomigliano a carri bestiame, che ci vorrebbe Diogene per trovare qualcuno che paga il biglietto e che udite, udite esiste una linea ferroviaria che collega Termini a Tor Vergata, la FL6, che con opportuni (ed economici) investimenti garantirebbe un tragitto più comodo, più veloce e meno impattante.
Il fatto poi che il cd. Tempio di Minerva Medica sia chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia, che abbia rischiato di crollare, che si stiano spendendo milioni di euro di fondi pubblici per un restauro conservativo e ricostruttivo che rischia di rimanere fine a se stesso se non riapre, a chi può interessare? Il fatto che i pedoni siano costretti a camminare sulle rotaie perchè non possono fare altrimenti per mancanza di spazio, alla faccia della mobilità sostenibile, cosa importa? Che la chiesa di Santa Bibiana autentico gioiello del Barocco Romano opera di Gian Lorenzo Bernini che in ogni parte del mondo sarebbe adeguatamente valorizzata e pubblicizzata sia nascosta, svilita e oltraggiata da massicciate, binari, respingenti e tralicci peggio della più misera stazioncina di campagna non è nulla di fronte all’importanza strategica di tale ferrovia.
In altri ambiti e con altre culture dove non esiste solo una mera e cieca ragione ideologica si costruiscono da decenni strade ferrate in tutt’altra maniera: guardate questa realizzazione statunitense per far passare un treno tra alcuni edifici in un ambiente urbano cercando da preservarli da pericolose vibrazioni
E parliamo di strutture di edifici in cemento armato e/o acciaio di scarso valore architettonico e non di una costruzione in laterizio di 18 secoli fa (unica al mondo e patrimonio dell’Umanità) come il cd. Tempio di Minerva Medica! Ecco qual’è la risposta a via Giolitti
E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?Notare quanti viaggiatori sono presenti sulla vettura. Ed è così per quasi tutto il giorno: in pratica il 90% delle corse
Badate bene questa situazione rimarrebbe inalterata anche con i cento e passa milioni di euro che ci vorrebbero per rimodernare la linea
Ma senza andare troppo lontano anche in Italia ci sono dei seri professionisti che studiano i problemi dovuti alle vibrazioni superficiali e sotterranee causati da mezzi su rotaia senza preconcetti ma con il dovuto rigore e la dovuta serietà
A via Giolitti, ci sembra che si vada avanti a forza di postulati e dogmi: non si può discutere nè tantomeno criticare un mezzo su rotaia, non si può prendere in considerazione nessuna alternativa, la ferrovia deve continuare a passare lì costi quel che costi.
Abbiamo sempre sostenuto che l’Esquilino possieda delle potenzialità enormi e ci siamo sempre rammaricati che, negli anni passati, pochi se ne avvedessero lasciandolo sprofondare in uno stato di abbandono se non addirittura di degrado. Fortunatamente sembra che le cose stiano finalmente cambiando e che, grazie a iniziative sia pubbliche che private, finalmente sia arrivata l’alba di un nuovo rinascimento. Tante le cose da fare ma tanti i progetti in fase di conclusione o in fase di avvio, che nel medio termine cambieranno letteralmente la faccia a questo splendido Rione.
Ecco l’elenco dei progetti terminati, in via di completamento o prossimi all’avvio di cui si hanno notizie certe. Nelle prossime settimane pubblicheremo dei post specifici su ognuno di essi. Nel frattempo speriamo che si materializzino anche nuove opportunità.
Villa Altieri: Progetto terminato e già fruibile
Museo della Scuola Romana e del primo novecento a via Merulana : Fondazione Cerasi, in fase di completamento e ormai prossimo all’apertura
Giardino di Piazza Dante. Creazione di una teca per l’esposizione al pubblico del monumento archeologico soprannominato Aula Gatti situato originariamente nei sotterranei del Palazzo Depositi e Prestiti: progetto in fase di definizione
Museo sotterraneo presso la sede Enpam a Piazza Vittorio. Esposizione al pubblico della Domus Romana rinvenuta durante gli scavi per la costruzione della nuova sede: Progetto in fase di definizione
cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti: progetto per il restauro conservativo e ricostruttivo del monumento ormai giunto alle ultime fasi di completamento
Museo della Zecca Romana: Partito l’iter ufficiale per la progettazione, la ristrutturazione e la riqualificazione dello storico edificio a via Principe Umberto. Spazi per il Museo, mostre, la scuola d’incisione, laboratori didattici, e spazi commerciali di pregio.
Statua di Santa Bibiana: Restauro e riposizionamento della statua della Santa opera di G.L. Bernini nella chiesa omonima. Lavori in fase di completamento
Numerose sono le iniziative a sfondo socio culturale che animano la vita del nostro Rione e il Centro Sociale Anziani dell’Esquilino si distingue per promuoverne sempre di nuove ed interessanti. L’eco di una di queste, la lettura a voce alt(r)a , è arrivato fin alla RAI che, per il TG3 Regionale, ha realizzato questo servizio che andato in onda il 27 marzo alle ore 7,30. Complimenti al Centro Sociale Anziani Esquilino per la sua attività e le sue iniziative.
Due splendide immagini del cd. Tempio di Minerva Medica scattate alla fine dell’ottocento. La prima ci mostra il monumento quando ancora non esisteva l’attuale via Giolitti, la seconda alla fine del XIX secolo quando non era stata ancora creata la ferrovia Roma Fiuggi.
Ed ecco come questo monumento è ridotto oggi: forse l’unico di Roma Antica nel mondo con dei tralicci arrugginiti addossati direttamente sui muri.
E non è che la situazione di Santa Bibiana, opera di G.L. Bernini, sia migliore: ecco uno scorcio della facciata con in primo piano la massicciata della ferrovia Laziali Centocelle con tralicci, pali, scambi e binari che non sarebbero accettati neanche in una stazioncina di un paese sperduto. Invece siamo nel pieno centro di Roma che molti indicano essere la città più bella del mondo
Il dramma è che ci siamo talmente abituati a tanta bruttezza che non ci facciamo più caso. Ma anche le istituzioni che dovrebbero vigilare sui monumenti di questa splendida città, almeno in questo caso, sembra che se ne siano completamente dimenticate.
Questa bruttezza favorisce anche una grande ignoranza, guardate questo tweet; il Cd. Tempio di Minerva Medica viene soprannominato “coso”, c’è chi sostiene che è il monumento dei pendolari (chissà poi perchè) ed anche chi crede che sia un esempio di archeologia industriale appartenente alla ex Centrale del Latte
Insomma dobbiamo ringraziare chi, un secolo fa, permise che venisse costruita una ferrovia in una via che non poteva ospitarla: se si voleva che dei monumenti ammirati per secoli cadessero nell’oblio e nel degrado, beh, ci sono sicuramente riusciti.
Vi indichiamo una pagina dell’ottimo sito “Roma Ieri ed Oggi” che con elaborazioni grafiche mette ancora di più in risalto la diversità tra le vedute del cd. Tempio di Minerva Medica tra la fine del secolo XIX ed oggi vedi
E per finire il titolo di un convegno che si terrà il 26 marzo presso la sede della Fondazione Exclusiva che ci vede completamente d’accordo
Bellezza, creatività e immaginazione generano salute: medici, architetti, urbanisti, psicologi, politici, comunicatori e cittadini. Lunedì 26 marzo incontro a Roma presso la sede di Fondazione Exclusiva.