Un piccolo regalo di Pasqua per tutti coloro che ci seguono. L’Esquilino offre anche un ciclo pittorico dedicato alla Resurrezione e alla Trasfigurazine del Signore. E’ opera del cosiddetto “Cavalier D’Arpino” al secolo Giuseppe Cesari (1568 – 1640) e si trova nella Cappella degli Olgiati presso la basilica di Santa Prassede. Gli affreschi sono stati realizzati tra il 1593 e il 1595. Il filmato seguente è una delle rarissime testimonianze esistenti sul web di questa notevole ma poco conosciuta opera pittorica.
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Dall’11 al 17/4/25 “En plein air” mostra di Marco Carloni al Medina Art Gallery
Dall’11 al 17 aprile 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4 – 6
En plein air
Mostra di
Marco Carloni
La pittura di Marco Carloni è un viaggio nella luce e nel colore, un’osservazione attenta del mondo che si traduce in pennellate rapide e incisive.
Dipingere all’aperto, per l’artista, non è solo una scelta tecnica ma un’esigenza: significa entrare in dialogo diretto con il paesaggio e affrontare la pittura con l’urgenza di catturare un momento preciso, consapevole della rapida mutevolezza della luce che impone sintesi immediata.
Questa mostra raccoglie una selezione delle sue opere ad olio più significative, testimonianza di un percorso artistico intenso. Ogni dipinto di Carloni è un frammento di luce e di vita, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, con la stessa passione e lo stesso stupore che hanno sempre guidato il suo sguardo.
Dall’11 al 17/4/25 “Ettore Giaccari – Cattedrali della conoscenza” mostra al Medina Art Gallery
Dall’11 al 17 aprile 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Ettore Giaccari
Cattedrali della conoscenza
Testo curatoriale e presentazione di Giada Gasparotti
Un vero e proprio vocabolario per immagini, in cui perdersi per ritrovarsi. Sì, perché l’arte del Maestro umbro Ettore Giaccari, narratore appassionato, apre infinite riflessioni su ciò che era e ciò che sarà. Lo fa attraverso uno sguardo attento, che trasla su tela il vissuto attraverso il suo tocco materico e strabordante, specifico del suo “fare arte”, tramite una narrazione non solo pittorica. Narrazione che emerge da una orchestrale tavolozza che gioca con varie e ripetute tonalità: dal bianco candido- etereo al blu Oltremare, dal giallo al rosso sanguigno.
La sua pittura a tratti “scultorea”, che rivive “tra pensieri filosofici di aristotelica memoria, storiche citazioni e platonici riferimenti”, diviene in “Cattedrali della conoscenza ” – questo il titolo della sua prima personale romana – un viaggio che si perde nei meandri delle dottrine, tra “l’amore del sapere”, in un linguaggio che trova spazio vitale nel “piacere della domanda”.
Durante le mie conversazioni nello studio del Maestro Giaccari…
…circondati da quello che è a tutti gli effetti un “Metaverso” di materia e di colore, ho spesso sostenuto che il grande merito di questo artista è quello di provocare pensiero. Lo dimostra ancora una volta in questa esposizione. 15 le tele esposte che accompagnano lo sguardo alla scoperta della conoscenza, in questa mostra in cui arte e filosofia si uniscono. In 7 di questi dipinti di ultima produzione, i simboli disseminati sui supporti, che necessitano di uno sguardo attento per essere apprezzati nella loro totalità narrativa, emergono da uno sfondo nebuloso su cui si stagliano le “Cattedrali della conoscenza”.
È un viaggio nel tempo e nella storia in cui l’artista, ripercorrendo alcuni tra i più conosciuti archetipi filosofici, da Talete ad Aristotele, passando per Empedocle, ci e si interroga sul concetto di felicità, di trascendenza e spiritualità. E quello che a prima vista può sembrare un mero cammino tra le pietre miliari della filosofia è in realtà una ricerca personale di crescita e consapevolezza. Un cerchio che inizia nel VII sec. e si conclude nel IV sec. a.C.
Ed è proprio sulla fine che mi voglio concentrare ora.
Eudaimonia, (“eu” buono, “daimon” genio) questo il titolo della tela che chiude la prima serie pittorica di Giaccari dedicata alla teoretica, è termine che richiama la felicità come fondamento dell’etica. Un concetto antico che, partendo dai presocratici ha attraversato la filosofia e che in Giaccari rivive in chiave Aristotelica come l’insieme delle virtù che, attraverso la conoscenza del sé e la giusta misura, portano l’uomo alla propria piena realizzazione.
In quest’olio su tela, una sorta di racconto autobiografico in cui il messaggio è già interamente insito nei simboli, l’artista raggruppa molti degli elementi cari alla sua poetica: corpi senza identità, cavalli sospinti da nobile sentimento, soffici piume, cicatrici, “porte-soglia” e al centro della composizione il drappo sacro-pagano. Su di un “palcoscenico” dalla velata resa prospettica, l’artista pone se stesso sotto forma di una silhouette antropomorfa dal “volto-senza volto”. Dietro di lui si staglia una grande vetrata gotica, il cui candore illumina l’intera composizione. La scena è “abitata” da altri fondamentali elementi che rendono l’opera un vero e proprio “testo”, di lettura non banale.
In una sorta di testamento visivo…
…l’artista sembra palesare la sua personale Eudaimonia. Lo fa attraverso la raffigurazione della piuma, simbolo di conoscenza e parola, lo fa attraverso il verbo, altro elemento alla base della sua grammatica. Nella parte inferiore della tela, sulla destra, compaiono rivelatrici queste parole: “Cosa porti sulle labbra socchiuse? La piuma della parola che anela conoscenza. Quale parola fra le labbra socchiuse? Eudaimonia perché la piuma vola alta.”
Questi i versi che il Maestro Ettore Giaccari imprime sulla tela, svelando il suo Daimon.
E il vostro qual è?
Dal 4 al 10/4/25 “Yulia Gladkaya in arte Birò: THE WALL” al Medina Art Gallery
Dal 4 al 10 alrile 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Yulia Gladkaya in arte Birò: THE WALL
Gladkaya in arte Birò nel testo critico a cura di Grazia Mocci
La mostra personale di Birò si configura come un’avventura ai confini tra organico e artificiale. E invita il visitatore ad immergersi in un universo ibrido in cui creature cibernetiche prendono forma attraverso il tratto essenziale e incisivo della penna a sfera. L’artista, con ritmo morbido e ventoso, trasforma lo strumento d’uso quotidiano in un mezzo d’indagine visiva che interroga il rapporto tra umanità e tecnologia, tra corpo e macchina.
Nata a San Pietroburgo e laureata all’Accademia di Brera, Birò traduce nelle sue opere un intreccio tra memoria personale e immaginario globale, in cui le sue radici culturali emergono come una traccia sottile ma persistente. Ogni opera nasce dall’ascolto di una canzone, prevalentemente rock, che diviene per l’artista una musa ispiratrice capace di tradurre le vibrazioni sonore in segni visivi. Questa connessione con la musica non è soltanto la prima tappa del processo creativo, ma anche un ponte emotivo che incita il pubblico ad entrare nell’opera e navigare con la propria mente. Nel concept dell’artista, proprio il pubblico dovrebbe lasciarsi trasportare aldilà della superficie del disegno, per agevolare la propria creatività ed esplorare liberamente il proprio immaginario. Come un extraterrestre che osserva per la prima volta la terra, con comportamenti e movimenti umani, cambiando di volta in volta angolatura.
Al centro dell’esposizione si erge un’installazione che s’ispira al “The Wall” dei Pink Floyd: una parete costruita come un mosaico di circa cinquanta opere, che si fondono in un’unica struttura visiva. Come un mattone, ogni disegno contribuisce alla costruzione di un muro che non separa, ma apre porte. Questa composizione stratificata è una sorta di concept-album artistico di Birò, una banca della memoria personale con tutti i suoi file, dove l’artista riflette sull’identità contemporanea e sulla permeabilità dei confini tra reale e virtuale. Le figure cibernetiche e mitologiche che abitano il percorso espositivo sembrano provenire da una realtà distopica, ma racchiudono in sé un’umanità fragile e necessaria. I corpi ibridi, privi di equilibrio, evocano un dialogo costante tra evoluzione e perdita, tra il tentativo di trascendere i limiti dell’uomo e la nostalgia per ciò che resta irrimediabilmente umano. L’adozione della Bic e del formato A4 accentuano il contrasto tra la complessità delle forme e l’umiltà del mezzo, mettendo in luce un’intenzione quasi artigianale in un contesto che esplora l’oltre-umano. L’artista, che intende sfidare la rapidità dell’era digitale, invita a una profonda e meditativa riflessione dove ogni linea diviene resistenza, memoria e interrogazione.
Questa mostra non è soltanto esplorazione estetica, ma anche indagine sulle tensioni della realtà attuale. Il muro di disegni è concepito come una metafora di barriere visibili e invisibili: quelle tra l’uomo e la macchina, tra l’individuo e la collettività, tra il sé e le proprie ombre. Eppure, ogni mattone sembra voler aprire una breccia, invitando a gettare lo sguardo altrove, a interrogarsi su cosa significhi essere umani e sulla natura della propria individualità nell’epoca della tecnologia pervasiva.
Dal 3 al 17/4/25 “La Musica delle Immagini” Mostra di Matteo Montanari al Gatsby Cafè
Dal 3 al 17 aprile 2025
GATSBY CAFE’
La Musica delle Immagini
Mostra di
Matteo Montanari
Ogni scatto è una melodia, ogni fotografia una nota che racconta una storia.“La Musica delle Immagini” è un viaggio che celebra l’anima della musica attraverso gli occhi di chi la crea, catturando l’intensità e l’emozione dei musicisti in performance.Le immagini, pur nella loro apparente staticità, vibrano di energia. Ogni strumento racconta una sinfonia, ogni espressione un frammento di una composizione in divenire.La musica diventa visibile, con fotografie che uniscono ciò che si ascolta a ciò che si vede, unendo suono e immagine.In questo processo emerge la sinestesia: percepire i suoni come forme e contrasti.Le immagini in bianco e nero, attraverso luci, ombre e texture, raccontano l’intensità della musica senza bisogno di colori.Questa serie è dedicata a chi vive la musica con gli occhi, cercando un’armonia che va oltre le note.Benvenuti nel mio racconto visivo, un tributo ai musicisti e alla loro capacità di trasformare il mondo in un’onda sonora.***La mia passione per la fotografia nasce da un’ansia: quella di fermare il tempo. Da ragazzo facevo ritratti a tutti i miei amici. Più tardi matura e si trasforma in una grande e meravigliosa storia d’amore. La passione per i ritratti però è rimasta, anzi è cresciuta.
Quando più tardi iniziai lo studio della musica (il sassofono tenore in particolare) l’incontro tra le mie due amanti è avvenuto in modo del tutto spontaneo e naturale.Ho provato a fare quello che sapevo fare meglio: i ritratti. Così ho cercato di fotografare la musica attraverso i suoi interpreti. Le due arti si fondono. Il musicista racconta una storia (la sua). Con il suo strumento anche lui scatta dei ritratti. Ed io con la mia reflex ho provato a ritrarre la musica…IG: @montanaresimo***le mostre del Gatsby sono a cura di Séverine Queyras
Dal 29/3 al 6/7/25 “Nelle tue mani” Mostra di Matteo Pugliese al Palazzo Merulana
Dal 29 marzo al 6 luglio 2025
PALAZZO MERULANA
Nelle tue mani
Gesto, arte, materia
Mosta di
Matteo Pugliese
Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare Nelle tue mani, mostra personale dello scultore Matteo Pugliese, a cura di Carmen Sabbatini.
L’esposizione è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale e con il contributo di Zurich Bank, sponsor ufficiale.
Per l’occasione, l’opera che dà il titolo al progetto, Nelle tue Mani, sarà presentata per la prima volta in Italia, nell’anno giubilare in corso.
Lo scultore, già presente nella collezione permanente con Gravitas, è protagonista di un progetto espositivo ricco e articolato di circa 50 opere che, attraverso 4 sezioni, analizza un tema molto a cuore per la ricerca creativa dell’artista: il rapporto decisivo tra sacralità e immanenza.
Le opere di Matteo Pugliese si collocano infatti in una dimensione che trascende il puro dato materiale per dialogare con le strutture universali del sacro.Le sezioni si distribuiranno nei vari piani espositivi del museo, innescando un proficuo scambio e dialogo con la collezione permanente, cominciando con Extra Moenia. Contemporaneo, quindi antico; proseguendo con I Custodi. Guardiani della memoria; andando avanti con gli Scarabei, Custodi della gioia e concludendo con Pachamama. La grande Madre e la Sacralità del femminile.
L’artista, con le sue iconiche figure che emergono dalla materia, con le ieratiche rappresentazioni di spiriti tutelari a protezione dello spazio sacro e con i solari coleotteri guardiani della memoria, compie un gesto che richiama l’eterno conflitto tra immanenza e trascendenza, tra corpo e spirito, tra oblio ed eternità. Pugliese, in particolare, reinterpreta uno dei più grandi capolavori dell’arte universale, Il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, che rievoca uno dei momenti più sacri del cristianesimo, “L’ultima cena” di Cristo con i suoi discepoli nell’installazione che dà il titolo alla mostra, Nelle tue mani. L’artista elabora la scena sotto forma di scultura e fa dialogare gli apostoli e Cristo, con le loro mani, nel momento in cui lui pronuncia le parole: “In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. L’opera, realizzata in chiave scultoria con le stesse dimensioni del Cenacolo leonardesco, è stata presentata in precedenza in occasione della grande mostra sul genio italiano a Hong Kong, Leonardo da Vinci, Art & Science – Then and Now, e a Lugano, in Svizzera, presso la Galleria Imago Art Gallery.
L’ Italia e Roma, nell’anno del Giubileo e nel periodo attorno alla Pasqua, diventano così il contesto perfetto per esporre l’opera.
L’obiettivo è quello di riflettere in senso universale sul significato di un’installazione contemporanea che trascende il materiale per dialogare con il sacro e con la storia dell’arte.Palazzo Merulana si trova nel cuore del rione Esquilino in via Merulana, posizionandosi strategicamente sulla via del pellegrinaggio delle Sette Chiese, nel cammino giubilare, in particolare fra la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, in cui si trovano le reliquie delle teste dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
La mostra si configura quindi come un percorso non soltanto storico-artistico, denso di contenuti e ricerca espressiva dello scultore Matteo Pugliese, ma anche come tappa di un ideale cammino di pellegrinaggio sui temi del sacro che il pubblico potrà compiere, attraverso il portale spirituale che le arti possono dispiegare e su cui innestare una riflessione universale.
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)APERTURA STRAORDINARIA: lunedì 21 aprile 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Dal 28/3 al 10/4/25 “Clorofilla e Salicornia” Mostra di Federica Bartoli allo Hyunnart Studio
Dal 28 marzo al 10 aprile 2025
HYUNNART STUDIO
Clorofilla e Salicornia
mostra di
Federica Bartoli
Venerdì 28 marzo 2025, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Federica Bartoli, dal titolo “Clorofilla e Salicornia”, con un testo critico di Valeria De Siero.
In mostra una selezione di opere su carta realizzate con tecnica mista e sculture in terracotta smaltata e legno, che denotano nell’artista un’oscillazione tra astrazione e concretezza.
Dal 28/3 al 3/4/25 “Nick Elliot – The Italian Job” al Medina Art Gallery
Dal 28 marzo al 3 aprile 2025
MEDINA ART GALLERY
Nick Elliot
The Italian Job
Testo a cura di Raffaella Clementi
Nick Elliott, celebre fotografo di rock art, in questa mostra “The Italian Job”, presenta 25 scatti originali ed inediti, mescolando dark art concettuale e fotografia rock. Ha lavorato con icone della musica mondiale come Metallica, Iron Maiden, Ozzy Osbourne, Blondie e ZZ Top. E’ oggi un ricercatissimo operatore dell’industria musicale, con un seguito straordinario internazionale nell’ambito della Fotografia Contemporanea.
La collezione della mostra esplora l’espressione umana, invitando il pubblico a confrontarsi con i paesaggi emotivi rappresentati. Il lavoro di Nick evoca emozioni forti attraverso immagini vivide, approfondendo i temi dell’esperienza umana e del mondo naturale. Ogni fotografia racconta una storia, offrendo uno sguardo intimo sull’esplorazione della bellezza e dell’oscurità. La mostra incoraggia gli spettatori a riflettere sulle proprie connessioni con questi temi, offrendo un’esperienza coinvolgente.
Nel 2023, la collezione di dark art di Nick è stata esposta alla Gabriel Fine Arts di Mayfair e Piccadilly a Londra, consolidando il suo posizionamento di settore, anche con il favore dalla critica, che ha sottolineato la capacità di Elliott di evocare profonde risposte emotive attraverso la sua narrazione visiva. La mostra di Roma promette di superare i confini della sua espressione creativa, offrendo nuove prospettive che sfidano le convenzioni dell’arte rock e concettuale.
Negli ultimi sette anni, Nick ha curato una collezione esclusiva esplorando i temi dell’isolamento, dell’identità, del dolore, della perdita, dell’esistenzialismo e delle sfaccettature più oscure della psiche umana. Innescando un dialogo sulle verità emotive più profonde. Con approccio introspettivo ed avvincente, si distingue per audacia e provocazione.
La storia del ritrovamento della Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Un gran numero di persone sa che esiste a Porta Maggiore una splendida basililica sotterranea, monumento più unico che raro anche in una città così ricca di tesori archeologici come Roma. Ma pochi conoscono la storia del ritrovamento avvenuto per caso nel 1917.
Ecco un articolo, dettagliato e corredato da numerose immagini dal sito info.roma.it che descrive le fasi e gli artefici del ritrovamento oltre che una minuziosa ricostruzione storica e architettonica del monumento.
https://www.info.roma.it/monumenti_dettaglio.asp?ID_schede=667

Dall’11/3 all’ 11/4/25 “Supermostra ’25_Roma” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura
Dall’11 marzo all’11 aprile 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Supermostra ’25_Roma
“Le mostre di architettura si inaugurano, rimangono aperte per un certo periodo di tempo e, a volte, girano. Alla fine si esauriscono e di loro non rimane che un ricordo e un catalogo. Supermostra opera, invece, sul versante della continuità e, quindi, della crescita nel tempo. Non un evento una tantum ma un insieme di attività che si svilupperanno per almeno un decennio e con diversi media”.
Dopo due puntate in cui sono stati presentati progetti realizzati su gran parte del territorio italiano, Supermostra continua il suo viaggio e torna a Roma, arricchita da una nuova selezione di architetti che operano sul territorio romano, nell’anno in cui la città ospita il Giubileo e attraversa un momento di rinnovamento che potrebbe rappresentare il punto di partenza per una nuova visione urbana. Supermostra’25_Roma, in continuità con gli allestimenti precedenti, presenta opere realizzate da talenti più giovani e meno noti del panorama romano, analizzando il loro approccio progettuale, evitando le barriere di genere, con l’intenzione di individuare, attraverso sensori selezionati nel panorama architettonico, cosa sta covando sotto la cenere.
a cura di Ilaria Olivieri e Luigi Prestinenza Puglisi
mostra
monitor P
lun–sab ore 10–19
ingresso libero







