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11 e 12/10/25 Giornate FAI d’autunno “Casino Giustiniani Massimo al Laterano”

11 e 12 ottobre 2025

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2025

Casino Giustiniani Massmo al Laterano

Ingresso dedicato agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco

Il Casino Giustiniani Massimo si colloca tra il quartiere Esquilino e l’area del Laterano. In epoca Augustea molti ricchi romani costruirono qui le loro ville abbandonate nel medioevo quando la zona si spopolò mantenendo, però, un ruolo religioso con basiliche importanti come Santa Maria Maggiore. Tra il ‘500 e il ‘600 il colle fu protagonista di una nuova riqualificazione. Grazie a ciò tornò ad essere caratterizzato da importanti ville suburbane. Quando Roma divenne capitale, fu uno dei primi quartieri ad essere modificato diventando famoso per il suo stile “piemontese”.

Il Casino Giustiniani Massimo nasce per volere del Marchese Vincenzo Giustiniani banchiere e collezionista e viene costruita tra il 1605 e il 1618 come luogo di otium, impreziosito dal parco decorato con i marmi antichi della sua collezione. La proprietà rimase invariata per circa due secoli, fino al 1802 quando fu acquistata da Carlo Massimo che ne modificò l’interno, commissionando una serie di affreschi tratti da tre capisaldi della letteratura italiana (la Divina Commedia, L’Orlando Furioso e La Gerusalemme Liberata) al gruppo di pittori tedeschi dei “Nazareni”. Nel 1947, quello che restava della proprietà, dopo l’urbanizzazione di fine Ottocento, fu acquistato dalla Delegazione Francescana di Terrasanta, tuttora proprietaria.

L’edificio voluto da Vincenzo Giustiniani è di forma rettangolare e ha due piani principali. E’ stato concepito come casino di delizie con uno stile sobrio e severo, caratteristico del tardo manierismo, con un corpo simmetrico e compatto. La facciata verso via Boiardo è leggermente aggettante, mentre, sul lato opposto, è presente una loggia a tre archi, murata nel XIX secolo. L’architetto non è documentato, ma si pensa al nome di Carlo Lambardi, autore della facciata della Basilica di Santa Francesca Romana. I prospetti erano originariamente sobri e furono impreziositi da Andrea Giustiniani Banca, inserendo busti, fronti di sercofagi e medaglioni ritratto. L’esterno che vediamo oggi è molto diverso da quello originario a causa della perdita di gran parte del parco e della costruzione delle due ali laterali, per rispondere alle esigenze dei nuovi proprietari, la delegazione Francescana di Terrasanta. L’interno è caratterizzato dalle tre sale principali, dedicate a tre grandi capolavori della letteratura italiana: la Divina Commedia, L’Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata. Questi affreschi sono realizzati dai pittori Nazareni, un gruppo di pittori tedeschi che miravano ad un’arte che unisse la purezza di Raffaello , i maestri del Quattrocento e un forte sentimento romantico.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Durante le Giornate FAI porteremo i visitatori alla scoperta di questo luogo poco conosciuto. Inizieremo nel giardino, in cui verrà illustrato il contesto dell’edificio e la sua storia, che inizia con la commissione del grande collezionista Vincenzo Giustiniani e arriva fino ai giorni nostri in un continuum di eventi anche tragici. All’interno visiteremo le sale affrescate dai Nazareni, dedicate alla Divina Commedia, all’Orlando Furioso e alla Gerusalemme Liberata, che fanno di questo luogo un punto di riferimento per la storia dell’arte e della letteratura. Passeremo poi nella saletta pompeiana, per concludere nel Salone in cui sono ancora custodite alcune sculture della collezione Giustiniani. L’apertura è a cura del Gruppo FAI Ponte tra Culture.

Elena Bossoli, Gruppo FAI Ponte tra Culture Roma

Dal 3/10 all’11/11/25 “Latitudine” Mostra di Rosella Restante allo Hyunnart Studio

Dal 3 ottobre all’11 novembre 2025

HYUNNART STUDIO – VIALE MANZONI 85, 87

Latitudine

Mostra di 

Rosella Restante

testi di 

Mimmo Grasso e Marco Palladini

Dal sito “experiences.it

Venerdì 3 ottobre 2025, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Rosella Restante, dal titolo “Latitudine”, con testi poetici di Mimmo Grasso e Marco Palladini.

La mostra si divide in due principali aree tematiche, nelle quali le opere dialogano tra loro secondo un linguaggio analogico.

La prima sezione presenta una serie di disegni su carta Amatruda 70×50, con graffiature e forme geometriche in acrilico. La seconda ospita un’installazione, sulle pareti della galleria, composta da assi orizzontali di legno e un monolite, dipinti entrambi di nero.

In entrambe compare il kapok, una fibra vegetale, più leggera della bambagia e della seta, prodotta dai frutti di una pianta gigantesca alla quale la cultura maya affidava la salita al cielo delle anime dei morti.

Infine saranno esposti anche due libri d’artista pubblicati con Eos Edizioni.

“Le latitudini di ciascuno”, scrive il poeta Mimmo Grasso, “sono molte […] la loro misurazione non tiene conto di meridiani e paralleli ma del nucleo della memoria, dunque delle esperienze. Il vissuto non è comunicabile a terzi se non mediante un contagio emotivo, un mutamento di stato di coscienza che chiamiamo tempo.

Ed ecco allora, ai fini del contagio, carte salmastre come saline di un campo di concentrazione, un salterio di silenzio […] enigma che risalta nel biancore di fogli di carta assorbenti con linee fossili di un pentagramma a rilievo, anch’esso partitura del taciuto”.

La visione della ricerca di Rosella Restante, secondo il poeta Marco Palladini, è “un’arte in levare, declinata secondo un lungo percorso imperniato su una essenzialità, su un’economia di segni visivi che senza pose o maniere trapassano dal micro al macrocosmo. Latitudine allora come coordinata geografica ovvero misura di orientamento in uno spazio atopico che è poi la forma specifica dello spaziotempo caosmico in cui si viene a traslare un immaginario artistico lontano sia dal realismo, sia dal mimetismo”.

Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: pdicapua57@gmail.com

Dal 2/10 al 2/11/25 “Mauro Reggio – Ultrafisica” Mostra al Palazzo Merulana

Dal 2 ottobre al 2 novembre 2025

PALAZZO MERULANA

Ultrafisica

Mostra di 

Mauro Reggio

a cura di

Valeria Rufini Ferranti

Palazzo Merulana presenta la mostra Ultrafisica di Mauro Reggio, a cura di Valeria Rufini Ferranti, con l’organizzazione di Medina Art Gallery e la sponsorship di Marziali Caffè

Importante protagonista della scena contemporanea, negli ultimi anni Mauro Reggio ha seguito un trend continuo di crescita che lo ha portato a consolidare il suo contributo di ricerca e la sua ricca produzione nel settore.

Le sue opere metafisiche si concentrano su paesaggi urbani noti che riesce a trasfigurare e che rievocano le atmosfere del fotorealismo americano, attraverso l’impiego di elementi pop come la scelta dei colori distopici, specialmente per la caratterizzazione dei cieli e degli sfondi. Pittura, scultura e architettura – le tre forme d’arte canoniche – sono intimamente connesse nell’estetica del pittore: in particolare, la prima e l’ultima sono evidentemente complementari, ben oltre le apparenze, a cavallo tra archeologia classica e post-razionalismo.

“Cosa c’è dietro il silenzio assordante di piazze e tangenziali, svuotate sì, ma – analogamente alle iconiche Piazze D’Italia di De Chirico degli anni ‘10 – mai vuote?” , si interroga la curatrice Rufini Ferranti che riconosce, nella poetica dell’artista, echi di un immaginario storico: dal grande architetto Sant’Elia, alle influenze del De Stijl, con le grosse campiture di colori a contrasto sulle facciate delle costruzioni; approdando a Le Corbusier con il suo Modulor e a un’architettura tutta a misura d’uomo. “Ciascuna inquadratura è il fotogramma a volte distopico ma non sempre straniante di una pellicola in cui il regista-pittore sceglie sapientemente angolazioni e prospettive, conscio di possedere una certa capacità visionaria se non addirittura futuristica. […] Nelle tele di Reggio si respira un’avanguardia purissima, che non è ribellione concettuale né ricerca spasmodica di novità, bensì è avanguardia di accostamenti, di orizzonti, di forme”, prosegue Rufini Ferranti.

La direttrice artistica di Medina Art Gallery, Palma Costabile, sottolinea: “La grande tradizione italiana del XX secolo, è innovata sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Un dialogo attualizzato con le opere della Scuola Romana e del Novecento italiano che costituiscono la Collezione Cerasi a Palazzo Merulana.”

 

Nota biografica: classe 1971, romano, Mauro Reggio ha all’attivo mostre personali e collettive in gallerie, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nel 2011 e nel 2015 partecipa alla Biennale di Venezia. E’protagonista di numerosi premi tra i quali ricordiamo il Premio “Eccellenti Pittori” nel 2021 ed il “Premio Cairo” nel 2001. Le sue opere fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.

Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Intero € 12,00
Ridotto € 10,00 (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori carta EBIT Lazio, possessori carta EBTL, possessori tessera Arci,Scuola Romana dei Fumetti,Box Eventi-welfare card, FAI, Studenti e dipendenti IED, Possessori tessera ENAC, possessori card Cinema Lovers, possessori dei biglietti della Casa del Cinema, della Festa del Cinema di Roma e dipendenti  di Fondazione Cinema per Roma, possessori della Tessera Socio Club Medici, studenti e collaboratori del Convitto Lateranense B. Pio IX, possessori card La luna e la Tartaruga, dipendenti LAZIOcrea, possessori Carta Giovani Nazionale, Accademia Moda e Costume, possessori biglietto singolo regionale Trenitalia )
Gratuito (
bambini e ragazzi under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Pass Palazzo Merulana e Pass Palazzo Merulana Young, membri ICOM, guide turistiche con patentino)

27/9/25 FuoriMulti a Palazzo Merulana con la mostra internazionale ECHI DEL TEMPO ZHANG XIAOTAO

27 settembre 2025 dalle ore 16:00

PALAZZO MERULANA

FuoriMulti

ECHI DEL TEMPO ZHANG XIAOTAO

Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e Coopculture, è lieto di ospitare uno degli eventi di FuoriMulti, rassegna all’interno del festival Multi – Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono.

Il Rione Esquilino si prepara ad accogliere, per la terza edizione consecutiva, il Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono, in breve MULTI.
Da giovedì 25 settembre fino a domenica 28 settembre Piazza Vittorio sarà al centro del festival delle culture, nato dalla sinergia tra Slow Food Roma e Lucy – Sulla cultura, che si prefigge di unire in un modo nuovo le culture, letterarie, musicali, coreutiche, e quelle gastronomiche del mondo.

Palazzo Merulana, uno dei poli culturali del rione, accoglierà il popolo di MULTI tra le sue sale mantenendo il dialogo con il festival grazie all’esposizione di un artista internazionale in mostra fino al 28 settembre 2025.

Infatti, la mostra Echi del tempo, personale dell’artista cinese Zhang Xiaotao, sarà visitabile gratuitamente a Palazzo Merulana sabato 27 settembre dalle ore 16.00 alle ore 20.00, proprio in occasione del FuoriMulti, rassegna all’interno del festival Multi – Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono che si tiene al di fuori dei giardini di Piazza Vittorio.

La mostra, a cura dello storico dell’arte Andrea Romoli Barberini presenta delle profonde riflessioni per immagini realizzate da Zhang Xiaotao con le tecniche dell’animazione digitale e della pittura sui concetti di tempo, spazio, natura, spiritualità, condizione umana nella società contemporanea senza escludere anche riferimenti ai traumi, alle paure, alle nevrosi collettive.

Gli Echi del tempo sono pertanto da interpretare come il risuonare nella mente dell’artista delle esperienze condotte in diversi momenti e luoghi, anche lontani, della propria vita che assumono attraverso le immagini significati universali.

La particolare declinazione del recupero del racconto di Zhang Xiaotao si fonda su una memoria in cui fatti, situazioni e luoghi del proprio vissuto risuonano e riaffiorano nelle sue opere a immagine fissa o in movimento, come echi del tempo, per il loro carattere emblematico.

Zhang Xiaotao con la suggestiva e ricercata ambiguità di queste immagini presenta uno stato di fatto dalla valenza personale, collettiva e sostanzialmente planetaria, ma lo fa con una particolare attitudine, quasi con accorta moderazione, senza formulare severi giudizi e inappellabili sentenze.

L’artista si limita, qui, a raccontare discretamente per immagini, a rilevare attraverso il filtro della sua storia, del proprio sguardo e della propria necessità espressiva uno stato di fatto ampiamente condiviso che, garbatamente, interroga e sorprende, seduce e rivela, destabilizza e inquieta. E, serenamente, lascia che ciascuno tragga le proprie conclusioni.

***

Nota Biografica dell’artista

Zhang Xiaotao è nato a Chongqingin Cina, nel 1970.

Si è laureato presso il Dipartimento di Pittura a olio dell’Accademia di belle arti del Sichuan nel 1996. Ha conseguito un dottorato presso l’Accademia Centrale di belle arti di Pechino nel 2016. Professore ospite presso la City University di Hong Kong.

Ha partecipato alla 55a Biennale di Venezia, alla 7a Triennale di arte contemporanea Asia-Pacifico, alla 6a Biennale di Mosca.

Ha inoltre esposto presso la London Saatchi Gallery (UK), il Museo MAXXI di Roma (Italia), l’Aarhus Art Museum (Danimarca), l’Albright Knox Art Museum, New York (USA), Lucerne Art Museum (Svizzera)?

Nel 2008 ha vinto il “Premio Giovane Artista Cinese dell’Anno”

Dal 12 al 18/9/25 “ArtNumber23 Rome Open Art exhibition” al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 settembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 28,32,34,36

Mostra collettivi di artisti internazionali

ArtNumber23 Rome Open Art exhibition

 

Un’ampia selezione di opere d’Arte Contemporanea, che spaziano tra diversi stili e tecniche. Ogni artista, con la propria unicità, offre un’esperienza immersiva che stimola creatività e dialogo culturale.

Artisti in mostra con ArtNumber23:

AKIRANENA (akiraNena) | Morena De Francesco | Efstathia Papageorgopoulou | Ana Marta Araújo (AMA) | Marco Giangolini | Lorenzo Buggio | Maria Ermiliou-m.e.artstudio | Patricia RAIN Gianneschi | Sanad Khoury – Plazuli | Valerio Barbetti | Cristina Ruiz Gomez | Valentina Prünster | Deeya Bhattacharjee | Lucie Guyot | Elena Martínez Ramos | Andreea Bănica | Maria Harris-Sutton | Talea Richards | Elena-Papp Botta | Marija Jankovié | Luana Sallustio | Siham Boubaker | Bela Kali | Steit Slings | Sofia Busquets | Nelli Kamaeva | Elisa Sofia | “Art by the C’” | Kristina Kaspi | Katrin Soul | Patrícia Cardoso | Keyra | Spiridoula Stamati | Angela Cela | Vinia Kontaxaki | Milica Stojakovic | Irina Ciobanu Cociasu | MAR | kameleon | Manuela Strasser | Angela Czaja | Paolo Maschio | Laurentiu STROE | Acacia Diana | Isabel Melluso | Bilge Ugursu | Bruce S. Dilenschneider | Tiziana Menichelli | Myriam Véjus | Marcos Enrique Hernandez Falcone | Andriana Milioti | Venia Voumvaki | Stefan Doppelbauer | Agnes Misurda (Misurdart) | Brankica Vujadinov | Svetla Dzhelepova | Robert Myladoor | lan Wolter | Laura Ecsiova | Anna Nikolaou | Xuamba | Lian Far | Milica Cobanov | Natalia Zghurska | Alessandra Federico | Sophie Olive-Kuipers | Joanna Wojtal-Kalinowska

 

Comunicato stampa

Dal 6/9/25 al 25/1/26 “Gauguin – Il diario di Noa Noa ed altre avventure” Mostra al Museo Storico della Fanteria

Dal 6 settembre 2025 al 25 gennaio 2026

MUSEO STORICO DELLA FANTERIA

Mostra

Gauguin 

Il diario di Noa Noa ed altre avventure

 

Dal sito navgaresrl.com

A Roma, al Museo Storico della Fanteria, la mostra Gauguin – Il diario di Noa Noa e altre avventure, che prende spunto dal diario scritto dall’artista francese, dopo il suo primo viaggio a Tahiti, arricchito da splendide xilografie ad illustrarne i testi. Nel libro viene raccontata la vita nelle isole polinesiane, i miti e le credenze ancestrali.

Tra le varie opere esposte vi è un importante disegno a monotipo, Studio di braccia, mani e piedi, proveniente dalla storica cartella di disegni salvati dal rogo dei suoi averi, ordinato dalle autorità religiose dell’isola. Uno spazio è dedicato alla presentazione di sculture realizzate da Gauguin in quel periodo.

Il racconto prosegue con una serie di stampe litografiche da lui realizzate per il libro “Avant et Après”, suo testamento spirituale. Una piccola chicca è rappresentata dal taccuino personale dell’artista dove, tra schizzi e studi di personaggi e animali, vi è la contabilità dei dipinti venduti, scambiati o regalati e da cui si vede la complessa rete di rapporti e le amicizie tra Gauguin e i personaggi del suo tempo.

 

Il servizio del TG3 Lazio del 5/9/25

Dal Lunedì al Venerdì: dalle ore 09,30 alle ore 19,30.

Sabato e Domenica: dalle ore 09,30 alle ore 20,30.
Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.

Ticket:

  • € 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI
  • € 13,00 Biglietto intero Feriali
  • € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): DA LUNEDÌ A DOMENICA –
    Disabili ed accompagnatori, gruppi oltre 10 persone (solo su prenotazione)
  • € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): DA LUNEDÌ A VENERDÌ –
    Giovani fino a 14 anni, Over 65, Universitari (con tesserino), Convenzioni, Personale delle forze armate (con tesserino), Giornalisti (con tesserino)
  • € 13,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): WEEKEND E FESTIVI –
    Giovani fino a 14 anni, Over 65, Universitari (con tesserino), Convenzioni, Personale delle forze armate (con tesserino), Giornalisti (con tesserino)
  • € 17,00 Biglietto Open Include ingresso salta la fila
  • € 5,00 Scuole
  • Gratuito Bambini fino a 5 anni

18App e bonus docente: biglietto acquistabile solo su ticketone 48 ore prima.

Dal 18/7 al 28/9/25 “Zhang Xiaotao – Echi del tempo” Mostra al Palazzo Merulana

Dal 18 luglio al 28 settembre 2025

PALAZZO MERULANA

Zhang Xiaotao echi del tempo

a cura di Andrea Romoli Barberini.

La mostra Echi nel tempo, personale dell’artista cinese Zhang Xiaotao, si terrà a Palazzo Merulana dal 18 luglio al 28 settembre 2025.

La mostra, a cura dello storico dell’arte Andrea Romoli Barberini, critico e giornalista professionista e docente di Storia dell’Arte di ruolo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, presenta delle profonde riflessioni per immagini realizzate da Zhang Xiaotao con le tecniche dell’animazione digitale e della pittura sui concetti di tempo, spazio, natura, spiritualità, condizione umana nella società contemporanea senza escludere anche riferimenti ai traumi, alle paure, alle nevrosi collettive.

Gli Echi del tempo sono pertanto da interpretare come il risuonare nella mente dell’artista delle esperienze condotte in diversi momenti e luoghi, anche lontani, della propria vita che assumono attraverso le immagini significati universali.

La particolare declinazione del recupero del racconto di Zhang Xiaotao si fonda su una memoria in cui fatti, situazioni e luoghi del proprio vissuto risuonano e riaffiorano nelle sue opere a immagine fissa o in movimento, come echi del tempo, per il loro carattere emblematico. Opere, quindi, che si fondano su una sorta di memoria, di eventi e momenti, decostruita e parcellizzata che, nel tradursi in immagini dalla forte valenza simbolica, può anche rompere drasticamente il vincolo di verosimiglianza con l’esperienza stessa, per assumere, con l’allegoria, sembianze molto differenti. E in tale transito metamorfico delle sue metafore visive, l’artista mantiene sempre chiara la leggibilità formale e la relativa dimensione narrativa di appartenenza del testo visivo, quasi si trattasse di un presupposto necessario anche per la formulazione di possibili connessioni di senso tra le diverse opere.

Fatte queste premesse, si può anche cedere alla tentazione di osservare una mostra di questo maestro e leggerla come un’opera unica e totalizzante data dalla complessità e dall’articolazione di un unico discorso per immagini, fisse e in movimento, prefigurate come elementi visivi, diversi e separati, quindi potenzialmente autonomi, ma assolutamente correlati tra loro in termini di significato.

I singoli elaborati, quindi, in una fitta trama di rimandi e intrecci di contenuti, possono stabilire tra loro rapporti e corrispondenze per creare un discorso unico che realizza la propria coerenza unitaria complessa nella somma e nell’ideale sedimentazione mnemonica di ciascuna immagine pur in assenza di una unità narrativa di tempo e di luogo.

In altre parole, qui linguaggi e significati, pittura e animazione digitale, anche nelle loro differenze disciplinari, e oggettive e oggettuali autonomie, trovano la possibilità di una ricomposizione organica e inedita dell’originaria decostruzione delle memorie e, quindi, finiscono con il sommarsi per raggiungere l’unità come tante tessere svincolate di un mosaico che, nella loro ideale e giustapposta ricomposizione, rivelano una palese forma significante, unica e molteplice.

E’ così che traumi, nevrosi, instabilità e disagi collettivi, frutto della rapidità dei cambiamenti in atto nella società globalizzata si palesano, chiaramente espresse o sottilmente evocate, nei quadri e nelle sequenze video di desolati e disabitati scenari postindustriali e suburbani, nelle aggregazioni e nei tracciati ossessivamente percorsi da colonie di insetti e roditori o, ancora, nell’incontrollata proliferazione e ripetitività delle rotte mercantili che sembrano solcare senza sosta cieli e oceani come colture di cellule immerse in soluzioni chimiche. Talvolta inquietanti, le immagini di questo artista si intervallano, sovente, a sacre presenze che sfidano il tempo e l’eternità, portando a volte ben visibili, ma soltanto nei loro santi simulacri materiali, i segni dello stesso logorio che aggredisce l’uomo e la società.

Zhang Xiaotao con la suggestiva e ricercata ambiguità di queste immagini presenta uno stato di fatto dalla valenza personale, collettiva e sostanzialmente planetaria, ma lo fa con una particolare attitudine, quasi con accorta moderazione, senza formulare severi giudizi e inappellabili sentenze.

L’artista si limita, qui, a raccontare discretamente per immagini, a rilevare attraverso il filtro della sua storia, del proprio sguardo e della propria necessità espressiva uno stato di fatto ampiamente condiviso che, garbatamente, interroga e sorprende, seduce e rivela, destabilizza e inquieta. E, serenamente, lascia che ciascuno tragga le proprie conclusioni.

***

Nota Biografica dell’artista

Zhang Xiaotao è nato a Chongqingin Cina, nel 1970.

Si è laureato presso il Dipartimento di Pittura a olio dell’Accademia di belle arti del Sichuan nel 1996. Ha conseguito un dottorato presso l’Accademia Centrale di belle arti di Pechino nel 2016. Professore ospite presso la City University di Hong Kong, attualmente risiede a Pechino.

Ha partecipato alla 55a Biennale di Venezia, alla 7a Triennale di arte contemporanea Asia-Pacifico, alla 6a Biennale di Mosca, alla 2a Biennale di Praga, alla Triennale di Guangzho, alla Biennale di Chengdu, alla Biennale di Architettura di Shenzhen-Hong Kong, alla Biennale di animazione indipendente di Shenzhen, al Netherlands Animation Painting Film Festival, all’Ottawa International Animation Festival, al Tokyo Animation Festival, all’Asian Animation Competition. Ha inoltre esposto presso la London Saatchi Gallery (UK), il Museo MAXXI di Roma (Italia), l’Aarhus Art Museum (Danimarca), l’Albright Knox Art Museum, New York (USA), Lucerne Art Museum (Svizzera)?Ringling Museum, Sarasota (Florida, USA), Museum di Arte Moderna, Valencia (Spagna), Museo di Arte Contemporanea, Bologna (Italia), Museo ESSL, Vienna (Austria), Centro delle Arti Santa Monica, Barcellona (Spagna), Fondazione 3.14, Bergen (Norvegia),  Museo d’Arte di Seoul (Corea del Sud) e in altre sedi prestigiose.

Nel 2008 ha vinto il “Premio Giovane Artista Cinese dell’Anno”. Nel marzo 2009 è stato intervistato da “FLASH ART”. Nel 2011 e 2012 ha vinto consecutivamente il premio “Asia’s Best Technical Animation Award”. Nel 2015 è stato invitato come giudice internazionale dei CUBE Global Digital Art Awards, nel gennaio 2016 ha accettato un’intervista esclusiva con l’edizione internazionale del “The New York Times”, Nostalgico e surreale, la Cina moderna dell’artista di animazione Zhang Xiaotao. Nel 2018 The Adventures of Volume ha vinto il Premio “China Libo International Animation”. Nel 2019 Three Thousand Worlds·Ephemera è stato selezionato per il “Linz Electronic Art Festival” (Austria). Si sono interessati del suo lavoro autorevoli studiosi, importanti gallerie d’arte, fondazioni, centri d’arte e collezionisti nazionali e internazionali. 

Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Dal 20 al 26/6/25″Per il tutto mutar natura è bella” Mostra personale di Giovanni Bonfiglio al Medina Art Gallery

Dal 20 al 26 giugno 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Per il tutto mutar natura è bella

Mostra personale di 

Giovanni Bonfiglio

“Per il tutto mutar natura è bella” di Giovanni Bonfiglio a cura di Livia Occhigrossi

Nel lavoro pittorico di Giovanni Bonfiglio si avverte il battito costante di una meraviglia antica: quella che nasce dall’osservazione, dalla contemplazione paziente del mondo, dalla curiosità genuina di chi ha passato l’infanzia a smontare vecchie radio per risalire ai segreti della materia. L’artista non si limita a rappresentare: egli interroga, disseziona, riassembla. La sua arte è figlia di un’intelligenza analitica e di una sensibilità estetica coltivata negli anni, nutrita da un’educazione alla tecnica, alla natura e al cosmo.

Fin da giovane, Bonfiglio ha vissuto la realtà come un insieme di misteri affascinanti da decifrare. Che si trattasse di insetti, minerali o costellazioni, il suo sguardo era sempre animato da un desiderio profondo di comprensione, come se ogni elemento dell’universo fosse un tassello di un grande disegno da restituire per immagini. Non stupisce quindi che l’immagine, il linguaggio visivo, sia divenuta il mezzo espressivo privilegiato, capace di sintetizzare ciò che la parola spesso non riesce a dire: il rapporto tra struttura e poesia, tra forma e essenza.

La pittura di Bonfiglio…

…non nasce da un’urgenza decorativa, ma da una ricerca di equilibrio. Un equilibrio che si gioca tra forma, colore e luce, e che mira a suscitare nell’osservatore una reazione intima, un sentimento di pace, di silenziosa approvazione. Non si tratta di imporsi, ma di dialogare. Le sue tele, realizzate con tecnica acrilica su tela o legno, sembrano voler accordare la complessità del mondo alla semplicità dell’esperienza umana.

Lungi dall’essere un gesto improvvisato, l’arte di Giovanni Bonfiglio è un atto disciplinato, fondato su una profonda onestà intellettuale. Ogni opera è il frutto di una riflessione etica ed estetica insieme: un processo di decantazione lenta, in cui l’idea trova forma solo quando ha raggiunto un grado sufficiente di chiarezza e verità. E se da giovane amava copiare fotografie o cartoline per comprendere meglio la realtà, oggi la sua pittura esprime una visione più matura, consapevole, capace di esaltare ciò che per lui è essenziale: la struttura, la luce, l’armonia sottile tra gli elementi.

Nonostante le sue radici liguri…

…e un forte legame con il mare, compagno silenzioso della sua crescita, Bonfiglio ha scelto di non lasciarsi definire dal luogo, ma dall’esperienza. Il suo percorso artistico è stato coerente ma non rigido, segnato da un rispetto profondo per la propria evoluzione personale. E se potesse tornare a parlarsi da giovane, non rinnegherebbe nulla. Anzi, ringrazierebbe quel ragazzo per aver tracciato la rotta.

L’opera di Giovanni Bonfiglio non cerca l’universalità attraverso l’uniformità, ma attraverso la libertà dello sguardo. Ogni osservatore è invitato a trovare la propria lettura, a costruire un significato intimo e personale, come accade con le costellazioni: ciascuna connessa da linee invisibili, tracciate dallo sguardo di chi osserva e sogna.

In fondo, come nella scienza e nella natura, anche nell’arte di Bonfiglio ciò che conta è la tensione verso la comprensione. Una pittura che non offre risposte definitive, ma apre porte. E che ci ricorda, con la delicatezza di chi conosce il mistero della materia, che osservare è il primo passo per amare.

Dal 20 al 25/6/25 “Vulnerabilità analogica. Spazio, corpi e figure” Mostra all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 20 al 25 giugno 2025

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Vulnerabilità analogica

Spazio, corpi e figure
Ernesta Caviola
 
a cura di Barbara Martusciello
opening 20.6.2025 ore 17
fino al 25.6.2025
Casa della’Architettura | foyer + urban gallery
Guardando le fotografie di Ernesta Caviola, la prima considerazione che ho fatto è stata sulla forza vitale di Eros, su questa forza vitale che muove il pensiero e funge da tramite fra la dimensione terrena e quella sovrasensibile, forza che tiene uniti elementi diversi e talora contrastanti senza arrivare ad annullarli. Per dirla alla Deleuze immagini che sono una forza che diventa macchina desiderante, una forza produttiva che genera realtà, relazioni, corpi e linguaggi, come accade librescamente in “Spazio, Corpi, Figure” di Gianluca Peluffo e Valerio Paolo Mosco. (Gemma Lanzo)
Ernesta Caviola è architettrice e dottore di Ricerca con una tesi dal titolo “Il destino dell’architettura. La rivista Casabella 1930-1936. L’invenzione di un linguaggio per immagini.” Il suo lavoro di ricerca si svolge attraverso la regia e la fotografia analogica a banco ottico. Ha condiviso da sempre la sua ricerca con Gianluca Peluffo. Le sue immagini fotografiche sono state pubblicate sulle maggiori riviste di settore e non, in Italia e all’estero. I suoi cortometraggi d’architettura, prodotti da AGI e da The Piranesi Experience sono stati selezionati nei festival internazionali. “Senza Orfeo” ha vinto la sezione Architettura del Athens International Short Film Festival Psarokokalo. I suoi lavori fotografici e video sono stati esposti alla 17° e 18° Biennale di Venezia Architettura. È stata insignita ad Ischia del premio internazionale PIDA fotografia 2022. Ha collaborato come consulente scientifico alla mostra Lina Bo Bardi in Italia “Quello che volevo era avere Storia” a cura di Margherita Guccione tenutasi al MAXXI di Roma dal 19.12.2014 al 03.05.2015, suo è il corto “LINA” cuore della mostra. Ha curato una decina di monografie a carattere architettonico ed ha scritto articoli e saggi sulle trasformazioni dei codici in architettura. È socia fondatrice di “Architettrici” che si occupa di veicolare il contributo femminile in architettura.

Dal 13 al 19/6/25 “Art Evolution” Mostra collettiva al Medina Art Gallery

Dal 13 al 19/6/25

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Art Evolution

Mostra collettiva

A Roma la mostra Internazionale “Art Evolution” a cura di Francesca Callipari

Nel cuore del centro di Roma, a pochi passi dalle basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, tra Colle Oppio, il Colosseo e il Rione Esquilino, crocevia di culture e linguaggi. Un contesto perfetto per accogliere il progetto curato dalla storica e critica d’arte Francesca Callipari, che si presenta come un viaggio internazionale nel contemporaneo, dove sperimentazione e visione si intrecciano in un dialogo creativo e vibrante.

La stessa curatrice, descrive “una mostra che non solo celebra la creatività, ma anche il processo di ricerca che spinge ogni artista a spostare costantemente i confini della propria disciplina”.

Il concept è, infatti, incentrato sull’evoluzione dell’arte come processo dinamico, vitale e in continua trasformazione, evidenziando come ogni opera nasca da una profonda ricerca individuale. Gli artisti selezionati, orientati dalla propria visione e ispirati dalle correnti internazionali, hanno sviluppato un linguaggio personale, lasciando un segno autentico e riconoscibile che li ha resi protagonisti di questo evento espositivo.

A colpire è poi l’ampiezza del panorama internazionale rappresentato dagli artisti partecipanti, provenienti da diversi Paesi tra cui: Italia, Armenia, Grecia, Polonia, Giappone, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e persino Barbados. Una dimensione internazionale che arricchisce ulteriormente il percorso, offrendo uno sguardo esteso e autentico sulle molteplici direzioni dell’arte contemporanea.

Artisti in esposizione

Arianna Aleah, Paola Carosiello, Tatev Gasparyan, Aida Hambardzumyan, Ioannis Kaiserlis, Nada Kelemenová, Zara Mkrtchyan, Svetla Mandeva, Romina Mobrici, Giampiero Murgia, Viviana Nitu, Mikiko Omori, Stefania Popoli, M. Antonietta Sparano, Alicja Szczukowska, Domenica Vecchio, Dorota WB.

 

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