a cura di Pasqualino Solomita| LetteraVentidue Edizioni
Questo libro raccoglie circa trent’anni di disegni a mano libera, a testimonianza di altrettanti decenni di ricerca, riflessioni ed esplorazioni personali di Marco Peroni, ingegnere strutturale: un volume che vuole essere allo stesso tempo un quaderno di lavoro ma anche la rappresentazione visiva del percorso di un progettista, il cui viaggio continua ancora oggi. Le illustrazioni, per lo più di progetti mai realizzati o spesso irrealizzabili, sono unite dal filo conduttore della forma strutturale e vanno a delineare un sentiero di progettazione libera portato avanti nel tempo.
Un invito all’esercizio del pensiero trasversale per aprire la mente e prepararla per le sfide, anche quelle più piccole, dei progetti quotidiani.
Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni, racconta la storia e l’evoluzione delle Esposizioni Universali mettendo in luce i temi più rilevanti come la creatività, la tecnologia e il ruolo dell’architetto. La prima sezione è “L’origine degli Expo: Un incontro tra civiltà” dall’Expo di Londra nel 1851 fino a Expo Osaka 2025, l’esposizione universale come momento di incontro tra culture, scoperte scientifiche e tecnologie. Si prosegue con “Creatività e Innovazione: L’Expo come catalizzatore” ed “Evoluzione del Marchio Expo: Da simbolo a icona globale” approfondendo il legame tra gli Expo e l’attività inventiva e l’impatto dell’evento a livello globale. Segue poi un “Confronto tra Expo: Milano, Dubai, Osaka”, raccontando anche il rapporto tra “Italia e l’Expo: Una storia di orgoglio e progettualità”. La Mostra si conclude con il “Ruolo dell’Architetto: Dal progetto alla realizzazione”, al centro il processo progettuale di spazi temporanei: dando forma alla visione collettiva.
Inaugurazione giovedì sera 17.4.2025 alle ore 20, subito dopo il talk
CONVERSAZIONI SULLA PRATICA DEL PROGETTO
con OFFICE Kersten Geers David Van Severen
che inizia alle 17:45
Grazie alla partecipazione di designer, produttori e imprese di ExpoMilano 2015–Dubai 2020–Osaka 2025, il pubblico vivrà un’esperienza immersiva nella storia degli Expo e del talento made in Italy.
Dopo oltre vent’anni di immobilismo, dopo numerosissime manifestazioni per sottolineare il pericolo per la salute pubblica per i problemi derivanti dal pessimo stato della cupola in amianto dell’ex cinema Apollo, finalmente pare che qualcosa si stia muovendo. Oltre la ripresa (certa) per i lavori della definitiva messa in sicurezza che dovrebbero iniziare entro la fine di quest’anno sono venute alla luce delle idee anche per il restauro, la riqualificazione e il riutilizzo dell’immobile, che ricordiamo, è di proprietà del Comune di Roma. Rimandiamo all’articolo apparso sul Corriere della Sera nei giorni scorsi che illustra come potrebbero essere reperiti i fondi necessari per il lavoro di rigenerazjone non solo dell’Apollo ma anche di diverse altre sale cinematografiche romane dismesse negli anni passati . Di seguito l’articolo in questione (cliccare sull’immagine per ingrandirla)
Ma per sottolineare l’importanza dell’operazione di recupero delle sale cinematografiche romane dismesse in questi ultimi anni l’11 aprile 2025 anche l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia ha promosso un incontro su questo tema
Giancarlo Priori è stato invitato dall’Ordine degli Architetti di Napoli a tenere due conferenze. La prima riguardava l'”Eredità di Paolo Portoghesi”, raccontata attraverso il libro Poesia della Curva, scritto dal Maestro a 90 anni; un omaggio alla curvatura di linee e superfici che ha caratterizzato tutta la sua opera. “Pensare, Costruire, Abitare l’Architettura” è il titolo della seconda conferenza che evoca nelle parole del titolo un famoso saggio di Heidegger e sottolinea il notevole contributo degli studi filosofici per la completezza della disciplina architettonica. Disciplina basata su teoria e prassi necessarie all’esercizio e al mestiere di architetto. Due brevi saggi che legano insieme il maestro e l’allievo.
introducono
Alessandro Panci
Marco Maria Sambo
Gino Riccio
intervengono
Lucio Barbera
Alfredo Passeri
Franco Purini
modera
Emma Buondonno
partecipano
Antonio Cerbone, Carmen D’Argenio, Claudio Grimellini, Filomena Perillo, Enrico Sicignano, Francesco Varone
Alcune pillole di storia dell’obelisco situato al centro di Piazza dell’Esquilino davanti all’esterno della monumentale abside della basilica di Santa maria Maggiore. Di seguito un post dell’account Facebook “Innammorati di Roma”
Piazza dell’Esquilino. Al centro della foto l’obelisco del Mausoleo di Augusto che papa Leone X Medici (1513-1521) fece dissotterrare collocandolo sul margine di via di Ripetta. All’epoca di papa Sisto V (1585-1590) l’obelisco fu finalmente restaurato e innalzato in piazza dell’Esquilino (foto Google Earth).
Un gran numero di persone sa che esiste a Porta Maggiore una splendida basililica sotterranea, monumento più unico che raro anche in una città così ricca di tesori archeologici come Roma. Ma pochi conoscono la storia del ritrovamento avvenuto per caso nel 1917.
Ecco un articolo, dettagliato e corredato da numerose immagini dal sito info.roma.it che descrive le fasi e gli artefici del ritrovamento oltre che una minuziosa ricostruzione storica e architettonica del monumento.
“Le mostre di architettura si inaugurano, rimangono aperte per un certo periodo di tempo e, a volte, girano. Alla fine si esauriscono e di loro non rimane che un ricordo e un catalogo. Supermostra opera, invece, sul versante della continuità e, quindi, della crescita nel tempo. Non un evento una tantum ma un insieme di attività che si svilupperanno per almeno un decennio e con diversi media”.
Dopo due puntate in cui sono stati presentati progetti realizzati su gran parte del territorio italiano, Supermostra continua il suo viaggio e torna a Roma, arricchita da una nuova selezione di architetti che operano sul territorio romano, nell’anno in cui la città ospita il Giubileo e attraversa un momento di rinnovamento che potrebbe rappresentare il punto di partenza per una nuova visione urbana. Supermostra’25_Roma, in continuità con gli allestimenti precedenti, presenta opere realizzate da talenti più giovani e meno noti del panorama romano, analizzando il loro approccio progettuale, evitando le barriere di genere, con l’intenzione di individuare, attraverso sensori selezionati nel panorama architettonico, cosa sta covando sotto la cenere.
a cura di Ilaria Olivieri e Luigi Prestinenza Puglisi
mostra monitor P lun–sab ore 10–19 ingresso libero
Donna coltissima e tenace, non allineata, è stata autrice di oltre centocinquanta architetture, nonché un’importante docente universitaria che ha contribuito a formare intere generazioni di architetti. Il suo modo moderno di progettare, sempre precisissimo a livello tipologico, funzionale, strutturale e tecnologico, che scaturiva dal paesaggio napoletano, rappresenta un’altra declinazione, fortemente meridiana, di un lessico per troppo tempo visto come universale. Questo libro, che inaugura la nuova collana Femminile Singolare, racconta la sua storia, ma soprattutto le sue opere, approfondendo quattro progetti: il Palazzo della Morte (1951-57), il Grattacielo della Società Cattolica Assicurazione (1954-58), le palazzine in via Nevio (1954-1958), il condominio di Parco Grifeo (1955-59).
Il libro indaga la produzione architettonica e artistica di Juan Navarro Baldeweg, uno dei maggiori progettisti dello spazio. Architetture che si confrontano con il peso della storia e che ricercano, nella relazione con la luce, nuove dimensioni esperienziali e conoscitive. L’idea di una geometria complementare, caratterizzata da relazioni fisiche finite e infinite, è animata da un forte legame con il reale, per ricercare soluzioni che lo trasformano, accogliendo all’interno dello spazio dell’architettura la topografia come parte essenziale della città, in un sistema che ne rivela l’appartenenza. L’arte e l’architettura allora vivono in una costante revisione del reale e ricercano un contatto con ciò che di archeologico permane e persiste. Il maestro iberico ci consegna un lavoro inteso come un atlante della memoria, una sorta di zodiaco artistico, in grado di attivare i segni intorno a noi, in un laboratorio vivente permeato dalla forza delle idee.
introduce Claudia Ricciardi | consigliera OAR
dialogano con l’autore Diana Carta Giovanni Maciocco Federica Morgia Efisio Pitzalis Antonino Saggio Marco Maria Sambo