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Il Palazzo Sessoriano nell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme: ultima sede imperiale a Roma?

snapshot_21-08-27_18-18-06Un articolo di Donato Colii che espone l’ipotesi che il Palazzo Sessoriano, ultima trasformazione in epoca costantiniana della villa suburbana imperiale degli Horti Spei Veteris e situato nell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, sia stata l’ultima dimora imperiale prima della fine dell’Impero Romano d’Occidente. La trattazione è corredata da foto, stampe d’epoca e ricostruzioni nonchè di planimetrie della zona relative al periodo tardoantico. Assai interessanti e dettagliate le descrizioni dei monumenti e delle “domus” presenti nell’area in questione che ancor oggi riservano sorprese di notevole importanza grazie agli scavi e ai rilievi tuttora in corso.

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Il cd. Tempo di Minerva Medica è sempre un punto di riferimento per artisti e professionisti della cultura.

Nonostante lo stato di abbandono alquanto evidente (vedi foto)

Il monumento attrae oltre che turisti curiosi di sapere cosa è mai quel maestoso edificio di epoca romana  quasi mai inserito nelle guide turistiche e ancor meno negli itinerari (ma è ovvio: è chiuso al pubblico da più di un secolo!), anche professionisti della cultura (vedi tweet del 10 agosto di AIRC Roman Culture)

artisti

e turisti che nonostante la chiusura e lo stato di abbandono si accalcano fin quasi sulle rotaie per riuscire a vedere qualcosa dell’interno e sentire le parole delle guide

 

Terme di Diocleziano

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Le Terme di Diocleziano sono un complesso monumentale unico al mondo per le dimensioni e per l’eccezionale stato di conservazione. Furono costruite in soli otto anni tra il 298 e il 306 d.C. e si estendevano su una superficie di 13 ettari, per servire quelle che all’epoca erano le zone più popolose della roma dell’epoca, Quirinale, Viminale ed Esquilino, e per la loro realizzazione fu smantellato un intero quartiere, con insulae ed edifici privati regolarmente acquistati e con lo sconvolgimento della viabilità preesistente.

Siano riusciti a datarle, grazie al ritrovamento dell’iscrizione dedicatoria

D(omini) N(ostri) Diocletianus et Maximianus invicti seniores Aug(usti) patres Imp(eratorum) et Caes(arum), et d(omini) n(ostri) Constantius et Maximianus invicti Aug(usti), et Severus et Maximianus nobilissimi Caesares thermas felices Diocletianas, quas Maximianus Aug(ustus) rediens ex Africa sub praesentia maiestatis disposuit ac fieri iussit et Diocletiani Aug(usti) fratris sui nomine consecravit, coemptis aedificiis pro tanti operis magnitudine omni culta perfectas…

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23 giugno 2021 – 7 gennaio 2022 Riapre la Domus Aurea con la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”

Il video ufficiale dell’inaugurazione della Domus Aurea e della mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” 

Il servizio del TG3 Lazio Buongiorno Regione di Donatella Ansovini andato in onda il 22 giugno 2021 con alcune suggestive immagini dell’interno della  Domus Aurea con gli effetti della nuova illuminazione.

Il sito ufficiale della mostra

9 giugno 2021 #MuseumWeek #ConGliOcchideiBambiniMW

8 giugno 2021 #MuseumWeek #DietrolequinteMW

Le Terme di Traiano

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I successori di Nerone, vuoi o non vuoi, si posero il problema di cosa diavolo fare della Domus Aurea: Galba, noto per la sua tirchieria, interruppe i lavori, mentre Otone, che forse sarebbe stato un degno imperatore se fosse vissuto più alungo, capace di prendere le idee idee geniali del predecessore, temperandone gli eccessi, decise di riprendere i lavori, sostenendo ingenti spese pari a 50 milioni di sesterzi, anche perchè il cantiere forniva lavoro a buona parte delle plebe romana.

Vitellio, che era parecchio strano, la criticò definendola brutta e spartana, sebbene poi vi andasse ad abitarla, solo dopo essersi ammalato. Definizione impietosa, perchè secondo Svetonio

Ogni cosa era rivestita d’oro e ornata di gemme e madreperla. Il soffitto delle sale da pranzo era di lastre d’avorio mobili e forate, perché vi si potessero far piovere dall’alto fiori ed essenze. La sala principale era circolare e ruotava su se stessa…

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La musica incontra l’archeologia: 5° episodio di Star Walks

Nel quinto episodio della serie Star Walks Claire Audrin si esibisce nell’incantevole cornice del Palatino. Diverse curiosità archeologiche sul palazzo imperiale costruito accanto alla capanna di Romolo con il  suggestivo sottofondo musicale della cantante.

Il video è tratto dall’account Facebook del Parco Archeologico del Colosseo

“La Casa Tonda” un tesoro archeologico dell’Esquilino purtroppo demolito alla fine del XIX secolo

Un interessante articolo di Angelo Mortati ripreso dall’account Facebook “Roma Antica” che ha per tema la cd. “Casa Tonda” un monumento funerario che era situato nell’angolo orientale di Piazza Vittorio e che venne demolito in occasione dei lavori per la creazione dl giardino.

La “Casa Tonda” è un mausoleo romano situato lungo l’antica via Labicana sulla sommità del colle Esquilino a Roma, nell’area oggi corrispondente all’angolo orientale di Piazza Vittorio (Rione Esquilino). Il monumento è stato distrutto alla fine del XIX secolo e nulla rimane oggi visibile fuori terra.
Il monumento funerario, datato tra la fine della Repubblica e gli inizi dell’Impero, era situato sull’asse della via Labicana-Praenestina circa 360 m fuori della Porta Esquilina (Arco di Gallieno). In età moderna fu trasformato in abitazione privata, al pari dei vicini “Trofei di Mario”.
L’alzato della struttura consisteva in un tamburo cilindrico con diametro di 20 m, fondato su una base quadrata (lato 24 m). Similmente ad altri mausolei di grandi dimensioni la struttura non era internamente piena, ma presentava un’articolazione planimetrica cruciforme delle murature.
L’identità del proprietario del sepolcro rimane sconosciuta, sebbene Mecenate sia un plausibile candidato in virtù della vicinanza degli Horti Maecenatis e della testimonianza delle fonti letterarie, che pongono extremis Esquiliis le tombe del poeta Orazio e dello stesso Mecenate fra loro confinanti.
Il sepolcro fu distrutto nel 1886 per l’apertura di piazza Vittorio Emanuele II.
Nel 1975, in occasione di alcuni saggi di scavo effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Roma per la Metropolitana, sono state evidenziate le poderose fondazioni in opera cementizia del monumento funerario poco al di sotto dell’attuale livello a giardino della piazza.

Il restauro dell’Arco di Costantino: curiosità e particolari quasi impossibili da vedere dal vivo parte II

DAL CANTIERE DI RESTAURO DELL’ARCO DI COSTANTINO
Vicende e vicissitudini dell’Arco di Costantino dopo la fine dell’Impero: i Daci e Lorenzaccio de’Medici, la fortezza Frangipane, i primi interventi di restauro sulle colonne.
Ci accompagnano le funzionarie del PArCo Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro. Restate in ascolto perché nella seconda parte della visita ENTREREMO nell’attico dell’Arco!
Entriamo nell’attico dell’Arco di Costantino, a circa 35 metri di altezza.
Scopriamo insieme alle funzionarie del PArCo Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro le stanze interne e il “museo del restauro” del monumento.

Sui ponteggi, a distanza molto ravvicinata dalle statue dei Daci, ne osserviamo i restauri antichi e recenti con le nuove teste, il dettaglio di braccia e mani e gli abiti in marmo pavonazzetto.