21 marzo 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’
Gatsby plays Tadd Dameron + Jam Session
― Tadd Dameron
Alessandro Bintzios • contrabbasso
Pietro Mortillaro • batteria
21 marzo 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’
21 e 22 marzo 2026
TEATRO BASILICA
E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.”
Al di là del bene e del male, Friedrich Nietzsche
Il racconto comincia da una casa. Gaston Bachelard la definisce come “lo spazio che racchiude e comprime il tempo attraverso la memoria e l’immaginazione.” In una scena asettica, completamente bianca, Ugo comprime il tempo e ricorda – o forse immagina. Ricorda i luoghi della sua infanzia, il giardino, la sabbiera, i pomeriggi passati a giocare con il fratello e il cugino. Ma poiché la memoria è una macchina imperfetta, nelle cui crepe realtà e finzione si confondono, i ricordi di Ugo assumono fin da subito i contorni di una fiaba. E proprio come in una fiaba, una volta salite le scale e aperta la porta di casa, Ugo ripiomba nei suoi undici anni, il giorno in cui ha incontrato Xavier. Si sono conosciuti su una chat. Si sono incontrati una volta sola, nei bagni pubblici di un parco. Xavier ha trent’anni più di Ugo.
Lo spettacolo si sviluppa nella progressiva creazione di cortocircuiti narrativi, in un gioco di accordi e opposizioni, in cui, proprio come accade nella memoria, la realtà e l’immaginazione si confondono. Così, sulla scena, il lavoro evocativo della musica, che attinge da un immaginario infantile e lo distorce, convive con la presenza ingombrante del video, che in maniera quasi documentaristica rivela gli interni della casa. A creare poi ulteriori cortocircuiti di senso, è la compresenza di italiano e francese, le due lingue di Ugo. Non tutto è immediatamente comprensibile. Lo spettacolo, nascondendo continuamente ciò di cui parla, ripercorre insieme allo spettatore la dinamica di adescamento del pedofilo.
di Ugo Fiore e Livia Rossi
drammaturgia Livia Rossi
con Ugo Fiore e Federica Furlani
progetto sonoro Federica Furlani
disegno luci Giulia Pastore
consulenza alle scene Paolo Di Benedetto
scene realizzate da Laboratorio di Scenografia “Bruno Colombo e Leonardo Ricchelli” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
produzione La Corte Ospitale
co-produzione Proxima Res
con il sostegno di MiC e Regione Emilia-Romagna
21 marzo 2026, ore 21:00
22 marzo 2026, ore 16:30
✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
Teatro Basilica
Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma
Tel. +39 392 976 8519
Email: info@teatrobasilica.com

20 e 21 marzo 2026
TEATRO BRANCACCIO
Max Angioni, non a caso detto “quello dei miracoli”, torna a divertirsi e a divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con ANCHE MENO, dopo lo strabiliante successo del suo ultimo tour.
Eppure Max si considera davvero un miracolato e stenta a credere a questo inatteso successo. Ed è proprio questo che ritroviamo in ANCHE MENO, un poco più che trentenne, figlio unico, che ha costruito un mondo immaginifico attraverso cui filtra i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali, e reinterpreta in modo surreale tutto quello che gli passa per la testa: dai ricordi delle prime volte, all’incredulità per le grandi conquiste, alle domande più curiose e originali sulla storia e il senso della vita… ma anche meno!
Max Angioni mantiene il suo sguardo semplice, che sembra essere esilarante suo malgrado: come ogni artista continua a sentirsi precario, e si districa ogni giorno – come tanti – tra il trasloco, il rubinetto che perde, le sedute di psicoterapia e l’incertezza del futuro. Sa farlo con il suo modo, deliziosamente incerto, sferzando con battute brillanti, con il ritmo serrato della Stand Up Comedy, e con il talento da improvvisatore.
Eccolo Max, che usa la comicità come un rito apotropaico, che prende in giro la sua stessa sfiga, che sovverte il punto di vista canonico delle cose con le logiche eccentriche e irresistibili della fantasia.
Dal sito “Romamobilità”
Oggi, venerdì 20 marzo, alle 12.30, nella basilica di Santa Maria Maggiore si terrà la cerimonia solenne per la presa di possesso del titolo di Protocanonico da parte di Re Felipe VI di Spagna, un’antica tradizione che risale al Seicento. La cerimonia avrà luogo dopo la visita dei Reali in Vaticano, dove saranno ricevuti in udienza da Papa Leone XIV.
Per motivi di sicurezza, già dalla notte sono in vigore provvedimenti di viabilità con divieti di sosta in via Merulana, da largo Brancaccio a piazza di Santa Maria Maggiore; in via dell’Esquilino da via Gioberti a via Manin e in piazza dell’Esquilino, da via Manin a via Cavour.
Prima e durante la cerimonia potranno rendersi necessari temporanei divieti di transito con possibili deviazioni per il traffico privato e il trasporto pubblico. La postazione taxi di via Liberiana sarà disattivata.L’area della Basilica e lo spazio compreso tra via Liberiana, via e piazza dell’Esquilino sarà transennata.
Provvedimenti di viabilità anche nell’area del Vaticano, dove i Reali di Spagna si recheranno durante la mattina. Oltre ai divieti di sosta, saranno chiusi al transito i controviali di via della Conciliazione. Divieti di transito temporanei, in base alle necessità, potranno interessare Borgo Santo Spirito da largo Ildebrando Gregori a largo degli Alicorni; via Paolo VI; piazza del Sant’Uffizio, per i veicoli provenienti da via delle Fornaci, già dalle 8.

Dal 2 marzo al 3 maggio 2026
PALAZZO MERULANA
a cura di Umberto Croppi e Paolo Asti
La mostra si terrà dal 20 marzo al 3 maggio 2026 ed è prodotta dall’associazione Startè, fortemente voluta e condivisa dalla famiglia, propone una lettura del maestro e della sua poetica, tessuta da un intimo rapporto tra corporeità, spazio fisico e memoria storica.
Formatosi in principio nella città d’origine, La Spezia, approda a Roma agli inizi degli anni Settanta e apre uno studio in via delle Zoccolette, cominciando anche a frequentare la Stamperia Il Cigno, crocevia di artisti come Burri, Capogrossi e Afro, Marini, Gentilini, Guttuso e Fieschi e punto di riferimento per la Scuola Romana.
Roma rappresenta quindi il luogo della maturazione artistica e la mostra non è solo un tributo dovuto a un artista che ha lavorato nella capitale, imparato e, probabilmente, trasmesso esperienze e suggestioni, ma è anche un tassello che va a riempire un vuoto importante nel mosaico della storia dell’arte del Novecento.
Per la capacità di dialogo con i movimenti di pensiero, Vaccarone infatti occupa senz’altro un ruolo di primissimo piano nella storia dell’arte italiana e per la sua proiezione nel mondo. I riconoscimenti che gli sono stati attribuiti da suoi insigni colleghi (che in questo volume in parte riportiamo), oltre che dai maggiori critici, sono il riscontro dell’importanza della sua opera. Un’opera generosa, abbondante, come la sua carica umana, sorprendente ma sempre coerente, capace di assorbire le tendenze senza rimanerne prigioniera. Una storia, nella storia, che vale la pena essere raccontata e imparata.
Nella selezione delle opere esposte, dovuta anche alla meticolosa ricerca del suo amico e cultore, Paolo Asti, si è tentato di dar conto del suo percorso, concentrandosi sul suo periodo romano.
Esempi di opere giovanili introducono alla sua poetica: le Mitofanie, in cui rivela una capacità di trarre visioni dai materiali, con una precoce intuizione rispetto a ciò che avverrà, e un esempio di assemblage che testimonia il suo incontro con la poesia visiva.
Alcuni quadri in transizione (Adamo, 1971; Pescatore, 1971; Mosca cieca, 1972; Ermafrodito 1975) introducono alle esperienze successive, nelle quali vi è chiara tutta la sua maturità, non estranea all’ambiente culturale in cui questa parte della sua formazione si svolge. Il colore diventa materia, capace di conferire quel volume che, in altre creazioni, ha reso attraverso strati e spessori; l’individuazione dei temi è una sorta di dichiarazione del suo universo interiore e del suo sentire. I Gabbiani del suo Golfo e i Clochard dei margini della città ne sono i risvolti più densi di significato.
A testimoniare il suo impegno di incisore, viene esposta una rara copia della cartella In articulo amoris, emblematica tanto per la tecnica, quanto per il calembour del titolo, che attesta la sua inclinazione per il gioco semantico e il sentimento che lo anima.
Del suo passaggio romano e delle sue frequentazioni son prova i ritratti di personaggi famosi che esegue al tratto, cogliendone i caratteri con pochi, decisi segni.
Mostra visitabile con biglietto d’ingresso Palazzo Merulana
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Dal 18 al 29 marzo 2026
TEATRO AMBRA JOVINELLI
in
testo di Emanuele Aldrovandi
e con Francesca Del Duca
adattamento e regia Daniele Finzi Pasca
scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Buzzi
produzione di Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Siamo felici di annunciare il nuovo spettacolo con protagonista Stefano Accorsi, artista con cui abbiamo creato negli anni un vero e proprio sodalizio.
Dopo il successo di “Giocando con Orlando” e “Decamerone. Vizi, virtù e passioni” di Marco Baliani, e di “Azul” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, Stefano Accorsi si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse.
Lo spettacolo non sarà un semplice adattamento scenico, ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici.
Nuovo Teatro prosegue dunque il proprio impegno nel promuovere e creare progetti di qualità capaci di affascinare e coinvolgere il grande pubblico.
NOTE DI REGIA
Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria. Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi ha fatto tanto piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” e in “Nessuno” abbiamo affinato la nostra complicità.
Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete. Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola.
Così ho trasformato il dialogo interiore di un eroe sacro in un dialogo colmo di amore tra un eroe fragile e il suo amore. È arrivata dunque Penelope, un fuoco calmo, il ritmo selvaggio della femminilità e alla nostra avventura si è unita Francesca cielo stellato, la voce che ci guida verso casa. Noi clown ci occupiamo essenzialmente dei drammi, facciamo ridere per distrarre l’anima degli spettatori e quando meno se lo aspettano li colpiamo con il dolore di chi cade e si spezza. Volevo un Ulisse che facesse ridere e poi piangere, sorridere e poi commuovere, che fosse fatto della stessa materia dei nostri ricordi più ingenui, che parlasse d’amore e poco di sangue.
Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate. Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo.
Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie?
Nessuno risponderà.
Daniele Finzi Pasca
| Orari spettacolo |
|
| credit fotografico | foto di Viviana Cangialosi |
18 e 19 marzo 2026
TEATRO BASILICA
“Ero stato mandato a Buenos Aires, in Argentina, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice, era tutta la vita che volevo andarci… È lì che ho incontrato Isabel.”
“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro, danza, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022. Isabel è una donna, molte donne, è figlia, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta, è la speranza che fatica a soccombere, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica.
Lo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.
Di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo
Con Caroline Loiseau
Musica dal vivo Marco Memetaj
Produzione Anonima Teatri / Twain Centro Produzione Danza
In residenza presso Teatro Il Rivellino, Spazio Fani, Supercinema – Tuscania, Teatro “La Bottega” – Carloforte, Teatro Libero – Palermo
Con il sostegno di Tersicorea / progetto RIZOMI – Residenza “Artisti nei Territori” Carloforte/Isola di San Pietro/Teatro “La Bottega”, Teatro Libero Palermo – Centro di Produzione Teatrale
Con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio, Fondazione Carivit, Comune di Tuscania
18 e 19 marzo 2026, ore 21:00
✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
Teatro Basilica
Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma
Tel. +39 392 976 8519
Email: info@teatrobasilica.com

Comunicato stampa della Polizia Roma Capitale
Proseguono i controlli della Polizia Locale nell’area dell’Esquilino per il contrasto al degrado e il rafforzamento della sicurezza. Nella mattinata di ieri, una pattuglia del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) ha fermato un cittadino ghanese di 33 anni, notato aggirarsi con atteggiamento sospetto tra via Ricasoli e via Principe Amedeo.Alla richiesta di controllo, l’uomo è risultato privo di documenti identificativi e di permesso di soggiorno ed è stato quindi accompagnato negli uffici per le procedure di identificazione.Durante gli accertamenti, gli agenti hanno rinvenuto in suo possesso un telefono cellulare ancora imballato e un computer portatile, dei quali il 33enne non ha saputo indicare la provenienza. Le successive verifiche hanno permesso di accertare l’origine furtiva del computer e di rintracciarne la legittima proprietaria.L’uomo, con precedenti penali, è stato denunciato per ricettazione e colpito da un Ordine di Allontanamento dall’area dell’Esquilino. A suo carico risultavano inoltre pendenti due ordini di espulsione: è stato pertanto trasferito al CPR di Ponte Galeria per le procedure di rimpatrio.Solo pochi giorni prima, nella stessa zona, gli agenti del GSSU hanno proceduto all’arresto di un cittadino ivoriano di 31 anni. Intervenuti per fermare l’uomo, intento a molestare i passanti, gli operanti sono stati aggrediti dal 31enne, che ha reagito con violenza, provocando il ricorso alle cure mediche per gli operatori e tentando poi la fuga.Bloccato dopo pochi istanti, il soggetto , anch’egli con precedenti, è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Regina Coeli, con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.Roma, 17 marzo 2026
Dal 14 marzo al 12 aprile 2026
STUDIO KENE FONDAZIONE BETA – VIA GIUSTI, 24
Progetto fotografico di
“Traccia” è un viaggio fotografico tra le spiagge di Maccarese. L’idea nasce all’interno di un percorso triennale di formazione e sperimentazione presso lo Studio KENE di Roma, ed è la sintesi di una ricerca visiva autonoma e consapevole.
Studio KENE – Via Giusti 24, Roma
La mostra sarà visitabile venerdì e sabato dalle 14:30 alle 20:00, oppure su appuntamento.
Per informazioni: studiokeneroma@pianoterra.net
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«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
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