7/5/25 “Queen Rapsody – Per rivivere la favola dei Queen” al Teatro Brancaccio

7 maggio 2025

TEATRO BRANCACCIO

Queen Rapsody

Per rivivere la favola dei Queen

Alla voce BEPPE MAGGIONI direttamente da THE VOICE OF ITALY

Regia di Daniele Sala

Una favola quella di Freddie e dei Queen fatta rivivere dalla penna di uno dei più prestigiosi autori italiani, Francesco Freyrie.
Uno spettacolo nello spettacolo dove VIDEO, MUSICA e FAVOLA si intrecciano in un crescendo di emozioni, dagli esordi ad A Night at the Opera, dal Live Aid a Wembley.
Con la regia di Daniele Sala per rivivere sul palco la leggenda di una band che ha scritto la storia…del Rock e non solo.

Queen Rhapsody
“Is this the real life? Is this just fantasy?”

“E’ vita reale o è fantasia?” Comincia così la canzone manifesto dei Queen, l’azzardo più incredibile della storia della musica rock. C’è
dentro di tutto, schegge di hard-rock, pop, glam, l’opera lirica, il settecento, la teatralità, le ansie esistenziali dell’uomo, i reietti, gli
dei e gli inferi.
Eppure dopo quarantatré anni dalla sua pubblicazione, nessuno è ancora riuscito a svelare il segreto del suo significato e a comprenderne appieno i meccanismi del suo successo. Più che una canzone è un mostro, una specie di Frankenstein creato e cantato da un brutto anatroccolo che si era trasformato in un dio e suonata con una chitarra eccezionale, scolpita nella trave di un caminetto, proprio come era successo a Pinocchio.
Forse il segreto dei Queen è proprio questo: aver giocato a tenere i piedi in due staffe, uno sulla terra e l’altro nel mondo delle favole.
Non ci sono messaggi sociali nelle loro canzoni eppure ancora oggi sono potenti, affascinanti, credibili, per nulla superati dalla realtà. La
loro arte è sempre stata la messa in scena di una favola… romantica, malinconica, ironica, straziante, gioiosa, sensuale e trasgressiva. Per comprenderli non serve la ragione, bisogna solo arrendersi alla loro straordinaria capacità di affabulare… dai dischi, ai live, alle loro vite, in particolare quella di Freddie.
I Queenmania, blasonata e seguitissima tribute band dei Queen, si rimettono in gioco espandendo i confini del concerto e confezionano Queenmania Rapsody, un nuovo spettacolo in cui la musica, le fascinazione visive, la narrazione (sotto la regia di Daniele Sala) convivono in una formula più teatrale, una vera rapsodia pop abitata da gatti, brutti anatroccoli, chitarre fatate, regine viziate e uno scrigno di canzoni che spaccano il cuore ad ogni nota, regalandoci l’illusione di poter “vivere per sempre”.
 

 

Dal 2/5 al 15/05/25 “Rome International Art Fair 2025” al Medina Art Gallery

Dal 2 al 15 maggio 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32. 34, 36 e 4, 6

Rome international Art Fair 2025

 

Fino al 15 Maggio 2025 nelle galleries di Via Angelo Poliziano 32-34 e 4-6 a Roma, l’exhibition presenta uno straordinario insieme di artisti internazionali: PHOTOGRAPHY, PAINTING, VIDEO ART, INSTALLATION/SCULPTURE AND PERFORMANCE ART, in un forum per la condivisione ed il networking di idee, contatti e relazioni tra collezionisti, artisti, fotografi, designer, curatori ed operatori di settore. La mostra analizza la relazione fra corpo e spazio con l’ibridazione tra identità e contesti culturali / fisici / sociali / urbani del contemporaneo. Due le sezioni principali: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

La prima, attraverso un’esperienza immersiva, analizza i labirinti complessi della nostra coscienza. Il corpo umano è un sistema  in evoluzione collegato ad altri corpi nello spazio, per percepire la realtà circostante: un sistema di comunicazione forte con un proprio linguaggio e infinite modalità di espressione. Il concept della seconda sezione, più astratto, si focalizza sulle strutture tra corpo, mente e anima, che ridefiniscono limiti e confini, trasformando le superfici in un flusso aperto di idee pure.

Ancora una volta Roma offre una piattaforma perfetta, fondendo la propria unica e magnifica eredità classica con innovazione, visione e prospettiva contemporanea.

Rome International Art Fair… segui le pagine Medina Art Gallery sui social: Facebook, Instagram e Youtube

 

6/5/25 “Giovanni Vernia – Capa fresca” al Teatro Brancaccio

6 maggio 2025

TEATRO BRANCACCIO

Giovanni Vernia

Capa fresca

Produzione Ventidieci | Top Agency

Chi “tiene ‘a capa fresca” ha la testa libera da pensieri faticosi e preoccupanti, è sempre pronto a guardare la parte divertente in tutto ciò che accade. Ogni occasione per lui è buona per divertirsi e sdrammatizzare. Giovanni Vernia è così, è sempre stato così. Glielo diceva sempre suo padre, di origini pugliesi: “Giovà, tu tieni la capa fresca”. E così, ogni stortura di questo Paese, tra le mani di Giovanni si plasma e diventa incredibilmente pretesto per ridere: dalla sanità, vissuta in prima persona in seguito alla rottura di un piede, all’odio social, alla tv, alle ultime manie degli italiani in fatto di sport, di svago, di gusti musicali, dei personaggi più in voga.

Un nuovo spettacolo ricco di ironia, di satira di costume, di parodie, imitazioni, musica ed energia, mai volgare, tutti ingredienti ai quali il poliedrico artista ci ha già abituato sia nei precedenti spettacoli sia tutti i giorni nel suo show radiofonico. Perché come diceva Nietzsche: “Non si può ridere di tutto, ma ci si può provare” …basta avere la “Capa Fresca”, come Giovanni.

 

6/5/25 Presentazione del libro “Marco Peroni. Appunti di ingegneria creativa” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

6 maggio 2025 ore  – 17:0

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Incontri d’autore

Presentazione del libro

Marco Peroni, Appunti di ingegneria creativa

a cura di Pasqualino Solomita | LetteraVentidue Edizioni

Questo libro raccoglie circa trent’anni di disegni a mano libera, a testimonianza di altrettanti decenni di ricerca, riflessioni ed esplorazioni personali di Marco Peroni, ingegnere strutturale: un volume che vuole essere allo stesso tempo un quaderno di lavoro ma anche la rappresentazione visiva del percorso di un progettista, il cui viaggio continua ancora oggi. Le illustrazioni, per lo più di progetti mai realizzati o spesso irrealizzabili, sono unite dal filo conduttore della forma strutturale e vanno a delineare un sentiero di progettazione libera portato avanti nel tempo.
Un invito all’esercizio del pensiero trasversale per aprire la mente e prepararla per le sfide, anche quelle più piccole, dei progetti quotidiani.
 
dialogano con l’autore
Marco Peroni
Luigi Sorrentino
Luigi Prestinenza Puglisi

4 e 5/5/25 “Mortacci Tour – Storia di Roma per gente allegra” al Teatro Brancaccio

4 e 5 maggio 2025

TEATRO BRANCACCIO

Francesco De Carlo

Mortacci Tour

Storia di Roma per gente allegra

Produzione ALTRASCENA

Francesco De Carlo torna in scena con uno spettacolo di stand up comedy completamente inedito, tutto incentrato sulla storia di Roma Antica. Una sensazionale galoppata nel tempo, dalla fondazione della città alla caduta dell’Impero, attraverso gloria e decadenza, sfarzo imperiale e aneddoti quotidiani. Più di 1000 anni di grandi uomini e piccole debolezze umane, dalla leggenda di Romolo e Remo alla monarchia dei sette re, dai processi di Cicerone al sexgate tra Cesare e Cleopatra, dalle parole di Seneca alla cancel culture su Nerone. Quello che sta accadendo a noi è già accaduto agli antichi romani, che hanno affrontato problemi contemporanei come l’integrazione razziale, la gestione del traffico, la raccolta dei rifiuti e gli scandali sessuali di quegli zozzoni degli imperatori. Hanno sperimentato il populismo, la propaganda, la corruzione. E ancora diritti civili, fake news e bodyshaming. Una civiltà che ha conquistato il mondo ed è crollata in tempi di guerre, pandemie, cambiamento climatico. Perché i Romani non ci hanno lasciato solo il calendario, le strade o le parole che usiamo ancora. Roma è un libro aperto: le pagine saranno un po’ rovinate, ma si sono conservate fino a oggi per mostrarci un passato che non possiamo ignorare, se non vogliamo fare una finaccia. Un viaggio raccontato solo con un microfono e il linguaggio diretto della stand up comedy. Perché la storia di Roma è fondamentale e necessaria, oscena e violenta, ma anche molto divertente. Ed è per questo che ce la racconta un comico. Lo spettacolo è in italiano

Dal 30/5 al 5/6/25 “Nelson Flores: Sogni di libertà” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 30 maggio al 5 giugno 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Nelso Flores

Sogni di Libertà

“Sogni di Libertà” di Nelson Flores con testo curatoriale di Livia Occhigrossi

Nel paesaggio pittorico di Nelson Flores, la figura del gigante si staglia come un’entità arcaica e al tempo stesso profondamente personale. Nata inizialmente da un processo inconscio, essa si è evoluta in una chiave simbolica che intreccia riferimenti teologici, antropologici e filosofici. Il gigante diventa così una metafora dell’essere umano gettato nel mondo, alla ricerca del proprio destino in un’esistenza che lo sovrasta e lo interroga. Per l’artista, il gigante è un guerriero, un’entità resiliente che avanza con passi decisi verso un sogno di libertà, rielaborando un’infanzia segnata dalla solitudine e dalla necessità di lottare.

Questa ricerca di identità si riflette nella scelta di paesaggi evocativi e solitari, sospesi tra realtà e visione onirica. Strade, deserti, montagne e cieli nuvolosi emergono come scenari interiori, specchi della memoria dell’artista e della sua esperienza del mondo. L’uso della fantasia diventa quindi un processo essenziale, un elemento imprescindibile per catturare l’essenza dell’esistenza e restituirla sulla tela con immediatezza e profondità emotiva.

Dal punto di vista cromatico…

…la tavolozza scelta dall’artista è dominata da gamme monocromatiche con contrasti studiati, in cui il blu assume un ruolo preponderante. Questo colore, oltre a conferire un senso di malinconia ed eternità, riflette lo stato d’animo dell’autore e la sua visione esistenziale, segnata da un sentimento di solitudine e da una costante tensione tra fragilità e resistenza.

Il suo processo creativo si configura come un vero e proprio viaggio, che parte da schizzi ispirati a ricordi ed esperienze vissute e si sviluppa attraverso una tecnica pittorica attenta alla costruzione dell’atmosfera. L’uso dell’olio diventa un mezzo privilegiato per esprimere la profondità della sua ricerca, conferendo alle opere un’aura umana e tangibile, dove le pennellate creano un dialogo tra pieni e vuoti, tra materia e assenza.

Ma oltre all’introspezione…

…l’arte di Flores si carica di una forte valenza sociale e politica. Il suo sguardo critico sulla società contemporanea emerge attraverso una pittura che denuncia l’alienazione dell’uomo moderno, smarrito in un mondo che ha perso il contatto con la bellezza autentica e con la dimensione spirituale dell’esistenza. L’arte diventa così non solo un mezzo di espressione personale, ma anche uno strumento di pedagogia e di resistenza contro le tirannie, indipendentemente dalla loro matrice ideologica.

Il legame con l’identità indigena e con la cultura Chillaos si manifesta in una volontà di preservare e diffondere la memoria di un popolo e delle sue tradizioni. Attraverso i suoi giganti, l’artista si fa erede di una storia ancestrale, riportando alla luce le radici di una civiltà e integrandole in un discorso artistico universale.

Infine, il concetto di cammino assume un valore centrale nella poetica dell’artista, in un rimando costante alla celebre frase di Antonio Machado: “Camminatore, non c’è sentiero, il sentiero si fa camminando”. Il cammino è esistenza, è trasformazione, è ricerca di senso. E nella sua arte, ogni pennellata è un passo verso la libertà, un invito a non fermarsi, a continuare a sognare e a costruire il proprio destino con la forza e la determinazione di un gigante.

5/5/2025 “Vector Architects – Conversazioni sulla pratica del progetto” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

5 maggio 2025 ore 18:00

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Vector Architects

Conversazioni sulla pratica del progetto

Il quarto appuntamento del del ciclo “Conversazioni sulla pratica del progetto” ha luogo nel contesto del “Rebirth Forum Roma” che quest’anno si svolgerà alla Casa dell’Architettura. Una ricognizione inevitabilmente eterogenea del fare architettura, incentrata tuttavia su un comune aspetto: il progetto come occasione di riflessione critica sulla città e società contemporanee.

A cura di Claudia Ricciardi

L’incontro vedrà coinvolto l’architetto Dong Gong, fondatore dello studio Vector Architects, poi in dialogo con Jacopo Costanzo, cofondatore di Warehouse of Architecture and Research

Foto courtesy Vector architects

Ingresso libero e aperto al pubblico

Evento promosso da
Casa dell’Architettura
Ordine Architetti Roma

4 maggio 2025 #Domenicalmuseo: musei gratis per tutti

Domenica 4 maggio torna l’appuntamento “Domenica al Museo”, iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei, monumenti e parchi archeologici statali, ogni prima domenica del mese.


L’elenco dei luoghi aperti gratuitamente domenica  6 aprile 2025 è in costante aggiornamento, su https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

Sempre domenica  4 maggio

Dal 3 al 7/5/25 “Rebirth Forum Roma 2025” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 3 al 7 maggio 2025

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Rebirth Forum Roma 2025

 

Dal 3 al 7 maggio la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma diventa il cuore pulsante della seconda edizione dell’evento: un laboratorio collettivo di idee, visioni e progetti per ripensare il futuro della città in occasione di Iper – Festival delle periferie. Lecture, dialoghi e tavoli tematici con ospiti internazionali, artisti, architetti, studiosi. Il coinvolgimento degli studenti

 

Le lecture alla Casa dell’Architettura: gli appuntamenti del 3, 5 e 6 maggio

Al centro del programma della manifestazione ci saranno gli appuntamenti, con tre lecture che si svolgeranno alla Casa dell’Architettura. 

Ad aprire il Forum, sabato 3 maggio alle ore 17, sarà l’evento «1+1=3; 10×10=?», che vedrà i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e della vicepresidente OAR Roberta Bocca; interverranno inoltre Carlo Ratti, curatore Biennale Architettura 2025 (in videocollegamento), e Guendalina Salimei, curatrice Padiglione Italia – Biennale Architettura 2025. L’avvio dei lavori sarà affidato a Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, Giorgio de Finis, direttore artistico del Museo delle periferie e direttore artistico di IPER Festival, Alice Buzzone, consigliera dell’Ordine degli architetti PPC di Roma e Provincia e direttrice del Festival dell’Architettura di Roma, e Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso. La lecture di Andrew Percy – vicepresidente del Social Prosperity Network presso l’Institute for Global Prosperity – completerà la giornata con una riflessione su prosperità e generazioni future: un’analisi profonda su modelli di sviluppo sostenibili e collaborativi.

Lunedì 5 maggio sarà la volta di due ospiti d’eccezione. Alle ore 17, Francesco Rutelli terrà una lectio dal titolo «Città vince, città perde», ponendo al centro il destino delle metropoli tra cultura, partecipazione e sostenibilità. A seguire, alle 18, Dong Gong, fondatore di Vector Architects, – nell’ambito del ciclo di incontri organizzato dall’OAR «Conversazioni sulla pratica del progetto» (LINK) – porterà il suo sguardo internazionale sul ruolo etico e politico dell’architettura, in dialogo con Jacopo Costanzo, dottore di ricerca alla Sapienza e docente allo Ied.

Il 6 maggio, alle ore 18, il prestigioso appuntamento con il Maestro Michelangelo Pistoletto, in dialogo con Giorgio de Finis, direttore artistico del Museo delle periferie e direttore artistico di IPER Festival, e Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, che rappresenterà un momento culminante del Forum. «Lo Stato dellArte» proporrà una visione dellarte come leva di trasformazione sociale, nella quale ogni cittadino è co-autore del cambiamento attraverso la creazione condivisa, e in cui saranno illustrati i principi della demopraxia, cioè l’azione condivisa e responsabile di un gruppo, metodo ideato dallo stesso Pistoletto.

I tavoli e la partecipazione dei giovani: le giornate del 4 e 7 maggio

Parallelamente alle lecture, il Rebirth Forum prende forma anche attraverso 10 tavoli di lavoro tematici – su periferie, educazione, sostenibilità, genere, partecipazione, cura e altri temi cruciali – ai quali hanno partecipato 100 rappresentanti di organizzazioni della città: enti, associazioni, musei, studi di progettazione, università. 

In questo contesto, a completare il programma del Forum con l’apporto delle nuove generazioni, sarà l’appuntamento del 4 maggio (ore 16) alla Casa dell’Architettura con la presentazione del progetto educativo «Cosa ne pensano i ragazzi?», ideato e coordinato da Alice Buzzone, consigliera OAR e direttrice del Festival dell’Architettura di Roma (FAR), e Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso: le scuole romane coinvolte porteranno al centro del dibattito urbano il punto di vista dei giovani, attraverso 10 schede tematiche per ciascun tavolo del Forum 2025, secondo un modello di «città educante» in un percorso di educazione civica con scuole e studenti «per immaginare una città più giusta e inclusiva»

Ogni tavolo produrrà proposte concrete, che saranno raccolte in un manifesto collettivo, presentato nella giornata conclusiva del 7 maggio (ore 15), con i saluti di chiusura di Alessandro Panci, presidente Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia.

Le riflessioni che anticipano il Forum: la parola agli organizzatori


«Abbiamo condiviso con gioia l’organizzazione della seconda edizione del Forum a Roma – afferma Alice Buzzone, consigliera dell’Ordine degli architetti PPC di Roma e Provincia e direttrice del Festival dell’Architettura di Roma – perché in linea con l’approccio pragmatico e con lo spirito corale che portiamo avanti con l’OAR, si abbina infatti perfettamente a iniziative come quella del Festival dell’Architettura di Roma / FAR. Crediamo nella metodologia laboratoriale anche perché oltre agli eventi è importante costruire reti e connessioni per ripensare la città a partire dai soggetti che la abitano. Contenti di creare occasioni che possano agevolare questi processi e di metterci a lavoro su approcci aperti e generativi».

«Credo fermamente – afferma Giorgio De Finis, direttore artistico del Museo delle periferie e direttore artistico di IPER Festival, nel ruolo che larte può avere nel fare città’ e, dunque, nel ridare senso, opportunità e concretezza alla politica (che come da etimologia proprio con la città ha a che fare). Una concretezza che non è stare con i piedi per terra, volare basso, ma, al contrario, va intesa come un inno alle possibilità che la creatività unita alla relazione con l’altro è in grado di generare». La Casa dell’Architettura, prosegue, «ci è sembrata il luogo più giusto, per lo spazio ma soprattutto per la sua vocazione, per ospitare il tavolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, un’opera abitabile che si completa quando accoglie i suoi cento partecipanti. Il tavolo, il forum, il museo stesso vanno intesi come dispositivi trasformativi, hanno l’ambizione di contribuire alla costruzione di un mondo migliore, più equo, plurale, collaborativo».

Ad ampliare la riflessione sul metodo della demopraxia è Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte. «È questo il tempo per giubilare? È forse il tempo per architettare? Si può parlare di gioia e di progetto in questo dramma totale che viviamo tra guerre, genocidi, eccidi ed ecocidi? Si può trovarsi intorno a un tavolo per parlamentare, emanare leggi ed esprimere visioni della vita e poi decidere programmi per eseguire e governare ognuno nella propria comunità di pratica e magari credere ancora per un attimo che la vita possa avere senso ed essere persino bella? Velleità? Ma non è ciò che capita tutti i giorni? Nelle città del mondo migliaia di decisioni vengono prese così, senza cerimonie, né formalità istituzionali. È un fatto. E fattualmente così si determinano miseria o conforto nella vita di milioni di persone. Allora la domanda è: esistono modi per orientare verso il bene comune e orizzonti di sostenibilità ed equità lincessante lavorio di queste miriadi di processi decisionali senza passare solo dagli obblighi di legge e contemporaneamente senza nemmeno evaporare nell’idea di cambiare i paradigmi culturali di fondo? L’arte della demopraxia si cimenta e sperimenta esattamente qui, alla periferia del potere, al centro del fare».

Si concentra invece sulle iniziative di coinvolgimento degli studenti Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso, ricordando come «lo mattino dello scorso 15 aprile, fosse all’Istituto Comprensivo Elisa Scala con le classi 1a B e 1a D «a parlare di Città Educante e degli Spazi della Partecipazione, due dei dieci temi della seconda edizione del Rebirth Forum Roma. Ero in una scuola secondaria di primo livello perché per questa edizione con Giorgio de Finis e con il Comitato e l’Ordine degli Architetti di Roma si è scelto di dare alle nuove generazioni la possibilità di aprire i 10 tavoli con le loro domande. È stata un’esperienza immersiva e ringrazio Alice Buzzone per l’idea generale, sia per la preparazione condivisa delle schede sia per le capacità di risposta della scuola e dei ragazzi. Una proposta diversa in un Rebirth Forum che si propone in maniera differente e che chiede la partecipazione e l’attenzione di una Città e di una variopinta e ricchissima comunità di valori che si chiama Roma». (FN)

di Francesco Nariello

3/5/25 Presentazione del libro “Aldo Rossi. Ecologie” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

3 maggio 2025 ore 17:00

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

GIARDINO

Incontri d’autore

Presentazione del libro

Aldo rossi. Ecologie

di

Vincenzo Moschetti

Quodlibet Studio editore

Una fotografia scattata a Ghiffa nell’autunno del 1993 posiziona la teoria di questo libro. Aldo Rossi è ritratto in piedi sul muro che separa fisicamente la sua casa dalle acque del Lago Maggiore esondato. Le acque si confondono con gli elementi dell’architettura, ridisegnando le geografie, in una verosimile alleanza tra natura e artefatto. Rossi autore, in quanto esploratore, pratica le scienze naturali costruendo un programma architettonico tra uomo e ambiente, un tema altro rispetto a quello della città, e che potrebbe essere interpretato come un’anomalia, ma che in realtà definisce gli strumenti di uno studio critico orchestrato sul progetto d’architettura.
All’architettura è consegnato il compito di partecipare a un sistema “fondato” su ecologie, al plurale, dove operazioni progettuali interagiscono al fine di disegnare geografie.

introduce e modera
Claudia Ricciardi

dialogano con l’autore
Aldo Aymonino
Maria Clara Ghia
Laura Mucciolo

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