Si radunano in piazza di Santa Maria Maggiore durante il coprifuoco e senza mascherina, intervento della Polizia Locale: sanzioni per oltre 5mila euro una persona denunciata per resistenza .

Comunicato stampa della Polizia Roma Capitale

Era da poco passata la mezzanotte, quando una pattuglia della Polizia Locale, del I Gruppo “ex Trevi”, nel corso dell’ attività di pattugliamento,  ha notato un gruppo composto di una decina di persone sulla piazza di Santa Maria Maggiore:  oltre alle sanzioni per inosservanza delle disposizioni previste per il contenimento del contagio, un uomo di 57 anni è stato anche denunciato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’intervento è scaturito nell’ambito del piano di controlli predisposto dalla Polizia Locale di Roma Capitale per questo fine settimana, con servizi mirati a verificare il rispetto delle misure per la tutela della salute collettiva. Gli agenti , diretti dalla Dott.ssa Donatelle Scafati, hanno identificato le persone presenti che,  trovate prive di mascherine, sono state richiamate ad indossare i dispositivi di protezione. A seguito del loro rifiuto, è scattata la sanzione prevista. Nei loro confronti si è proceduto anche con la contestazione per l’inosservanza del divieto di spostamento, avvenuto senza giustificato motivo, in vigore dopo le ore 22.00. Un cittadino, 57enne nato in America ma residente a Roma, presunto organizzatore del raduno, è stato denunciato per aver opposto resistenza durante il controllo.

Roma, 1 maggio 2021


Polizia Roma Capitale
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1° Maggio 1891. Prima Festa del Lavoro all’Esquilino

Un episodio forse poco noto ma che vede l’Esquilino,  a fine ‘800, luogo prescelto per la celebrazione della prima Festa del Lavoro il 1° Maggio 1891. Ecco la ricostruzione dei fatti (tragici) di quella giornata pubblicata in un post dall’account Facebook di Carmelo Giuseppe Severino

In occasione del 130 anniversario del 1 maggio.
1 maggio 1891 – la prima Festa del Lavoro a Roma
C’erano già state diverse manifestazioni nel mese d’aprile ed il ministro dell’Interno Nicotera voleva proibire il comizio del primo maggio. Era troppo tardi però per impedire la manifestazione: nel primo pomeriggio la piazza di Santa Croce in Gerusalemme è già piena.
Sono oltre 2000 i lavoratori – anche un gruppo di anarchici con la bandiera nera orlata di rosso che vicino al palco inneggiano all’esercito rivoluzionario e alla rivoluzione.
Sul palco i primi interventi, retorici e vaghi, vengono fischiati.
C’è chi incita all’azione e chi avverte di non accettare provocazioni chiedendo moderazione e prudenza.
Tra gli applausi della piazza, prende la parola uno dei padri del socialismo italiano.
La folla è sempre più infervorata, poi qualcuno si lancia dal palco, tra la folla esaltata.
E’ l’inizio dei disordini e in pochissimo tempo è il caos: un ispettore di pubblica sicurezza ordina gli squilli di tromba, qualcuno spara.
Un giovane poliziotto calabrese cade, colpito a morte da un pugnale.
I rivoltosi, armati con bastoni e coltelli, attaccano le forze dell’ordine che arrestano i più facinorosi. Alcuni carabinieri vengono gravemente feriti.
Intervengono gli squadroni di cavalleria accerchiando i dimostranti.
Si scappa in preda al panico.
Agenti e soldati presidiano piazza di Santa Croce in Gerusalemme, che dalla basilica arriva sino a porta San Giovanni, sotto un fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti e di chi abita nei palazzi lungo il viale.
La rivolta si estende a macchia d’olio.
La cavalleria respinge la folla che non smette di lanciare pietre.
Dopo il primo momento di sorpresa, le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo e lentamente si ritorna alla normalità.
Ogni tentativo di estendere la rivolta in città è stato sventato.
La manifestazione si conclude con l’arresto di oltre 200 tra lavoratori ed esponenti socialisti e anarchici.
Ancora oggi si ignora cosa abbia trasformato la prima Festa del Lavoro a Roma in una giornata di violenze: la cattiva organizzazione dell’ordine pubblico forse, ma deve esserci stata anche una precisa provocazione, come fa supporre la presenza, vicino al palco, di un gruppo particolarmente facinoroso che darà inizio ai violenti disordini di piazza.