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Dal 21 al 23/3/25 “Andromaca” al Teatro Basilica

Dal 21 al 23 marzo 2025

TEATRO BASILICA

Andromaca

da Euripide
uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano
produzione I Sacchi di Sabbia
in collaborazione con Compagnia Lombardi -Tiezzi
con il sostegno di Mic, Regione Toscana
Andromaca è un testo decisamente anomalo nella produzione euripidea: non vi si staglia alcun protagonista, nessun dio compare, come pure nessun “eroe tragico”; il mondo, svuotato di presenze eccezionali, sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino. Le speranze si alternano alle tragiche disillusioni in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica. Dopo i Dialoghi degli Dei, Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando i confini tra comico e tragico.Compagnia esecutrice: I SACCHI DI SABBIA
✦ Venerdì 21 e sabato 22 marzo, ore 21:00
✦ Domenica 23 marzo, ore 16:30
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𝐈𝐍𝐅𝐎
info@teatrobasilica.com
+39 392 9768519

Dal 18 al 19/3/25 “A colpi d’ascia – Un’irritazione” al Teatro Basilica

15 e 19 marzo 2025

TEATRO BASILICA

A colpi d’ascia – Un’irritazione

 

Cos’è peggio: subire l’ipocrisia dell’elite intelletuale o smascherarla?
Con la sua ironia spietata, 𝗧𝗵𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗵𝗮𝗿𝗱 non si limita a descrivere un ambiente artistico corrotto dall’ego, ma lo disseziona, lo ridicolizza e lo condanna durante una cena mondana che diventa una grottesca e violenta resa dei conti.
𝑨 𝑪𝒐𝒍𝒑𝒊 𝒅’𝑨𝒔𝒄𝒊𝒂 – 𝑼𝒏’𝒊𝒓𝒓𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 non risparmierà proprio nessuno, forse neppure noi.
martedì 18 e mercoledì 19 marzo, ore 21:00
 riduzione drammaturgica, regia e interpretazione Marco Sgrosso
𝗕𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹 seguente 𝗹𝗶𝗻𝗸.
 
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Dal 27/2 al 9/3/25 “Totale” al Teatro Basilica

Dal 27 febbraio al 9 marzo 2025

TEATRO BASILICA

Totale

Cosa resta di una storia d’amore quando tutto è finito? Frammenti, cianfrusaglie, ricevute stropicciate.
𝑻𝒐𝒕𝒂𝒍𝒆 è un viaggio attraverso ciò che è stato, 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗮𝗿𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗵𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼, come un filo invisibile che ci lega a qualcosa che non c’è più.
✦ Da giovedì 27 febbraio a sabato 1 marzo, ore 21:00
✦ Domenica 2 marzo, ore 16:30
✦ Da martedì 4 marzo a sabato 8 marzo, ore 21:00
✦ Domenica 9 marzo, ore 16:30
Possiamo decostruire una relazione, oggetto dopo oggetto, e capire cosa rimane?
𝗣𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹 seguente 𝗹𝗶𝗻𝗸
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Pier Lorenzo Pisano Gioia Salvatori Andrea Cosentino Cranpi

Dal 19 al 23/2/25 “Acqua di colonia” al Teatro Basilica

Dal 19 al 23 febbraio 2025

TEATRO BASILICA

Acqua di colonia

 

Testo, regia, interpretazione 𝗘𝗹𝘃𝗶𝗿𝗮 𝗙𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶 e 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗧𝗶𝗺𝗽𝗮𝗻𝗼
Consulenza 𝗜𝗴𝗶𝗮𝗯𝗮 𝗦𝗰𝗲𝗴𝗼
Voce del bambino Unicef 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶
Aiuto regia e drammaturgia 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗕𝗹𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗼
Scene e costumi 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗠𝘂𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗹𝗮 e 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗗𝗲 𝗕𝗹𝗮𝘀𝗶𝗼
Disegno luci 𝗢𝗺𝗮𝗿 𝗦𝗰𝗮𝗹𝗮
Uno spettacolo di 𝗙𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶/𝗧𝗶𝗺𝗽𝗮𝗻𝗼
Produzione 𝗚𝗹𝗶 𝗦𝗰𝗮𝗿𝘁𝗶, 𝗞𝗮𝘁𝗮𝗸𝗹𝗶𝘀𝗺𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼
Con il contributo produttivo di 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝘀𝗲, 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹, 𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗿𝘁𝗲𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶
Con il sostegno di 𝗔𝗿𝗺𝘂𝗻𝗶𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗜𝗻𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼
 
Siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E oggi cosa siamo?
Il 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 è una storia rimossa e negata che dura 60 anni, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista.
È acqua passata, 𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒅𝒊 𝑪𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒂, peccato che ci sia rimasta addosso, un’ombra che ci segue nel linguaggio, nei gesti, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 (𝗻𝗼𝗻) 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼.
𝘋𝘰𝘮𝘦𝘯𝘪𝘤𝘢 23 𝘧𝘦𝘣𝘣𝘳𝘢𝘪𝘰 | 𝘰𝘳𝘦 19:00, 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘰, 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘪𝘢 𝘍𝘳𝘰𝘴𝘪𝘯𝘪/𝘛𝘪𝘮𝘱𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘩𝘦𝘳𝘢̀ 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯 𝘥𝘪𝘣𝘢𝘵𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘵𝘦 Yekatit 12-19 Febbraio: 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳* 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘯𝘪𝘢𝘭𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘪𝘢 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘢?
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Dal 13 al 16/2/25 “Il dio dell’acqua” al Teatro Basilica

Dal 13 al 16 febbraio 2025

TEATRO BASILICA

Il dio dell’acqua

Un naufrago si lascia trasportare dalle onde e ripercorre la sua vita. Ma non è la sua vita e basta: 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼. Il cielo e il mare si sfiorano e quando il viaggio finisce vorremo ripartire.

𝟮 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝟮𝟬€ per 𝑰𝒍 𝑫𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂 al #TeatroBasilica – sconto valido per tutte le date dello spettacolo.
✦ Giovedì 13 e venerdì 14 febbraio, ore 21:00
✦ Sabato 15 febbraio, ore 19:30
✦ Domenica 16 febbraio, ore 16:30
Vieni con chi vuoi: partner, amico, ex dal quale non ti sei mai ripres*. L’importante è essere in due.
𝗕𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗸 https://tinyurl.com/fk6sz594
Usa il codice 2_FORYOU.
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San Giovanni in Laterano, il lotto e la Fontana diTrevi

Molti si domanderanno cosa c’entri il gioco del lotto e la Fontana di Trevi con la Basilica di San Giovanni in Laterano (in particolare la facciata). Ebbene leggete l’articolo di Mario Cipollone del gruppo Facebook “Memorie di Roma” e vi accorgerete che la relazione tra questi monumenti e il popolarissimo gioco dei 90 numeri  è molto stretta.

SAN GIOVANNI IN LATERANO. LA FACCIATA
Fu lo Spirito Santo a farsi carico dell’annoso e irrisolto problema della facciata. Al conclave del 12 luglio 1730 suggerì ai cardinali riuniti in conclave di eleggere papa Lorenzo Corsini, un collega nato a Firenze, città di banchieri, città ove l’arte di procurarsi soldi s’imparava da piccoli: in famiglia, a scuola, per strada.
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Lorenzo Corsini, in questo, dimostrò di essere stato particolarmente perspicace perché, il 9 dicembre del 1731, a poco più di un anno della elezione a pontefice col nome di Clemente XII, trovò un modo semplice, efficace e indolore per tosare il suo gregge: LEGALIZZO’ il GIOCO DEL LOTTO.
E questo nonostante che, appena tre anni prima, il suo predecessore l’avesse abolito minacciando di scomunica chiunque vi avesse partecipato. Secondo Benedetto XIII, infatti, pugliese di Gravina, il Lotto contraddiceva uno dei primi e più importanti dettati divini. Quello con cui il Padreterno, cacciando Adamo dal Paradiso Terrestre, aveva condannato lui e l’intero genere umano a GUADAGNARSI IL PANE COL SUDORE DELLA FRONTE.
Ebbene il Lotto prometteva esattamente il contrario. E siccome qualche volta lo realizzava pure, non smentiva mai le promesse, ma le rinviava di settimana in settimana con ciò perpetuandosi all’infinito. Un vero strumento del diavolo dunque!
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A Roma se ne ebbe la prova provata. Una volta introdotto, il Lotto interpretò così bene lo spirito dei tempi che i romani – che avrebbero fatto un quarantotto ante litteram se il papa avesse rialzato di un solo millesimo la tassa sul sale o sul vino – fecero a gara a pagare l’imposta sottostante. Gli introiti furono così abbondanti che Clemente XII, facendo sua l’opinione di Vespasiano circa l’odore del denaro, ci finanziò non solo la costruzione della FACCIATA DEL LATERANO ma anche altre opere, tra cui la famosa FONTANA DI TREVI.
***.
Al concorso per la facciata, cui parteciparono ben ventisette architetti, sostanzialmente si confrontarono due scuole, due orientamenti, anzi due cardinali: Pietro Ottoboni, nipote di Alessandro VIII, e Neri Corsini, nipote di Clemente XII nonché arciprete della Basilica.
Il primo avrebbe voluto riprendere il linguaggio del Borromini, mentre il secondo era favorevole al ritorno al classicismo, lo stile dell’ASSOLUTISMO EUROPEO. Ovviamente prevalse il secondo. A vincere non fu il progetto migliore ma quello di Alessandro Galilei, un fiorentino, un compaesano dei Corsini, un raccomandato, peraltro NIPOTE DEL CELEBRE SCIENZIATO.
E fu così che la superficie piana prevalse su quella concavo-convessa, la linea retta e spezzata su quella ondulata e continua. E fu così che la fantasia, il ricamo e la decorazione furono sacrificati al rigore, alla semplicità e all’imponenza, rendendo permanente il contrasto tra la facciata neoclassica e l’interno barocco della chiesa.
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La Basilica di San Giovanni avrebbe dovuto sfidare la sua eterna rivale, San Pietro, su un altro piano, e invece l’affronta sullo stesso terreno e inevitabilmente perde il confronto.
Entrambe le facciate sono in travertino e comprendono un porticato e una loggia sovrastante. Entrambe sostengono un timpano e una balaustra affollata di gigantesche statue con un ordine colossale di paraste e semicolonne corinzie. Ma l’ordine gigante del Galilei non è quello del Maderno. Tanto è caldo e mosso questo, quanto è freddo e impietrito quello. A San Pietro vuoti e pieni si alternano in modo plastico, a San Giovanni invece prevalgono i vuoti e l’edificio mostra muscoli induriti.
Quanto ai portici, quello del Maderno assomiglia al ridotto di un teatro e fa impallidire quello concorrente, almeno quanto la porta del Filarete surclassa quella già appartenuta alla Curia Iulia e la moderna statua di Costantino del Bernini supera l’antica.
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A San Giovanni poi si vede anche nei dettagli che lo spirito del Rinascimento è ormai sepolto. Al centro della trabeazione, per esempio, è inciso il nome del primo titolare della basilica, cioè di Cristo Salvatore, e non quello del papa (Paolo V) e della sua famiglia (Borghese) come accade invece, INCREDIBILMENTE, per un atto di ORGOGLIO INAUDITO, a San Pietro.
Non che Lorenzo Corsini si considerasse inferiore o fosse meno presuntuoso di Camillo Borghese: erano solo mutati i tempi. Tant’è che, all’interno della Basilica, fece costruire per sé e per la sua famiglia una cappella mausoleo che poteva competere con quella di Paolo V in Santa Maria Maggiore. Anzi, riprendendo una tradizione del XII secolo, per la sua tomba utilizzò addirittura il SARCOFAGO DI PORFIDO del PANTHEON in cui, secondo alcuni, erano state riposte le ceneri di Marco Agrippa, genero dell’imperatore Augusto e finanziatore di quel tempio.
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La cappella Corsini è ricca di marmi preziosi, di stucchi, di statue e bassorilievi. Preziosissima la cancellata, e la pala d’altare è la versione musiva di un celebre quadro di Guido Reni. Insomma, come osservò Stendhal nelle sue Passeggiate Romane, NON LE MANCA NULLA SE NON IL GENIO DEGLI ARTISTI.

9/2/25 “Omero – Odissea” al Teatro Basilica

9 febbraio 2025 ore 16:30

TEATRO BASILICA

Omero – Odissea

con Gianluigi Tosto

prima dello spettacolo la lectio brevis di

Antonio Calenda

Il Grande Ritorno (Nostos)

La struttura narrativa dell’Odissea è molto più varia e articolata di quella dell’Iliade e ben diversi sono i toni e le atmosfere che si incontrano seguendo Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni. I suoni e i clamori della guerra di Troia e dei grandi duelli fra eroi lasciano il posto alla malinconia e alla nostalgia della patria, alla delicatezza dell’incontro con Nausicaa, alla festosità dell’accoglienza dei Feaci, al pianto per il racconto di Demodoco, allo stupore, la meraviglia e il terrore degli incontri con Polifemo, Circe, il Regno dei Morti, le Sirene, Eolo, fino alla determinazione nell’affrontare i Proci e alla commozione del riconoscimento con Telemaco e Penelope. Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. La traduzione utilizzata è quella di Vincenzo Monti, di grande comprensibilità riesce a restituire l’atmosfera di un passato arcaico e la magia di un mondo che miscela la realtà dei fatti con l’oniricità della dimensione interiore di chi li vive

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Dal 30/1 al 2/2/25 “Rimini” al Teatro Basilica

Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025

TEATRO BASILICA

Rimini

 

 Meta di vacanze molto frequentata, certo.
Ma anche 𝘂𝗻 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶, 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗶𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶. Un giornalista prova a scoprire la città attraverso chi abita, in una narrazione che sfugge a ogni definizione.
Lasciati trasportare in Riviera, tra le luci e le ombre di una delle località balneari più note del nostro paese.
𝗕𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹 seguente  𝗹𝗶𝗻𝗸.
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Dal 16 al 19/1/25 “Diario di un dolore” al Teatro Basilica

Dal 16 al 19 gennaio 2025

TEATRO BASILICA – SAN GIOVANNI

Diario di un dolore

 

Si può raccontare il dolore senza tradirlo?
Tra un regista e la sua attrice nasce un dialogo intenso sul confine sottile tra intimità e rappresentazione.
𝗨𝗻𝗮 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗰𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗶𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗽𝗼𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗼𝗺𝗼𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗖.𝗦. 𝗟𝗲𝘄𝗶𝘀 𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝘇 𝗘𝗰𝗸𝗲.
 Giovedì 16, venerdì 17 e sabato 18 gennaio, ore 21:00
 Domenica 19 gennaio, ore 16:30
𝗣𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗸 https://tinyurl.com/3xpamfu8
un progetto di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶𝗰𝗶
con la collaborazione di 𝗔𝘀𝘁𝗿𝗶𝗱 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗶, 𝗘𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗜𝘂𝗿𝗶𝗹𝗹𝗶, 𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗮𝗿𝗮𝗹𝗱𝗶
in scena 𝗔𝘀𝘁𝗿𝗶𝗱 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗶, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶𝗰𝗶
produzione 𝗦𝗖𝗔𝗥𝗧𝗜 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱’𝗜𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
in collaborazione con 𝗧𝗣𝗘 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮, 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶, 𝗠𝘂𝗿𝗺𝘂𝗿𝗶𝘀, 𝗢𝗹𝗶𝗻𝗱𝗮, 𝗟𝗮𝗯 𝟭𝟮𝟭
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Dal 9 al 12/1/25 “Gramsci Gay” al Teatro Basilica

Dal 9 al 12 Febbraio 2024

TEATRO BASILICA

Gramsci Gay

Uno spettacolo che ci tiene con il fiato sospeso tra passato e presente, tra la Torino del 1920 e un commissariato dei giorni nostri, per esplorare il significato di 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼, 𝗱𝗶𝘀𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗿𝗶𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲.
Un giovane Gramsci in piazza, un vandalo con un acrilico rosso e una domanda universale: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗶?
 
Uno spettacolo di 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗗𝗼𝗶𝘇
Interpretato da 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗟𝗮𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶𝗮
Drammaturgia di 𝗜𝗮𝗰𝗼𝗽𝗼 𝗚𝗮𝗿𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶
Regia di 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗚𝗮𝘁𝘁𝗮
Una produzione 𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗣𝗲𝗿𝗱𝘂𝘁𝗮 / 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗶
Tecnica e voce di 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗦𝗮𝗿𝘁𝗼𝗻𝗶
Costumi e scene di 𝗚𝗮𝗶𝗮 𝗖𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶
 
Giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 gennaio, ore 21:00
Domenica 12 gennaio, ore 16:30
𝗕𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹 seguente 𝗹𝗶𝗻𝗸 .
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