Archivi tag: Medina Art Gallery

Dal 12 al 18/4/24 “Valèrie Honnart – Stiamo ballando su un vulcano” Mostra personale al Medina Ast Gallery

Dal 12 al 18 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4-6

Mostra personale di

Valèrie Honnart

Stiamo ballando su un vulcano

Danzare sul vulcano

Stiamo ballando su un vulcano… Da quando esistono i primi esseri umani, essi sono sempre stati alla ricerca delle bocche di fuoco che le vesciche dei vulcani creano sulla pelle della terra. Quando, durante le loro migrazioni, si imbattono in una di queste bocche del diavolo, fumanti o ruttanti, lo raggiungono con i loro rami di legno. Fascino, ma anche pericolo. A volte riportano la fiamma, a volte ne vengono inghiottiti. Il fuoco, questo primo essere, mobile, sfuggente, pericoloso e prezioso. Per migliaia di anni, i nostri antenati hanno cercato di domare il tremante e violento “Fiore Rosso” conservando le sue braci in vasi di terra.

Danzano sul vulcano per celebrare i suoi benefici: allontanare le bestie feroci, combattere il freddo, addolcire la carne cruda, i tuberi e i semi. Ma sa come protestare quando gli uomini abusano delle danze spensierate. La terra si ricopre allora di pustole gonfie che sputano fuoco devastante. E il fuoco che prima guariva diventa la bocca di un drago che sputa il male.

Neanderthal e Sapiens

Sui Campi Flegrei, a pochi chilometri da Napoli, 400.000 anni fa l’uomo di Neanderthal ballava molto perché la terra rimaneva accessibile, come lo è ora, in mezzo alle sue fumarole. Poi, 39.000 anni fa, un’enorme bolla eruttò qui, formando una caldera che sputò polvere di cenere così lontano che il sole si spense e il cielo azzurro divenne uniformemente grigio. L’Europa orientale e l’Asia sud-occidentale furono investite da un inverno vulcanico. Morirono piante e animali. Gli uomini di Neanderthal non potevano più mangiare né respirare. Scomparvero dalla terra come i dinosauri prima di loro. Il vulcano si vendicò delle loro affermazioni. In seguito, avrebbe fatto lo stesso nella vicina Pompei o sull’isola di Santorini in Grecia. O a Stromboli… Neanderthal, incosciente, aveva ballato troppo.

Poi, dalle profondità dell’Africa, arrivò Sapiens. Attraversò le terre e rispettò i vulcani, ma non danzò più sulla loro pelle, preferendo invece i lampi delle tempeste che gettano fuoco sui corpi degli alberi. Raccoglie i rami che bruciano finché non sa come conservare le braci come il “Fiore Rosso” dei suoi anziani…

Con il passare dei millenni, il Sapiens non si limitò più a raccogliere il fuoco, come il Neanderthal, ma imparò a produrlo: percussione della selce sulla pirite, lungo sfregamento di bastoncini di legno… Si dimenticò il Dio che glielo aveva portato. Mangiava grazie al fuoco, lavorava la pietra e poi il metallo con il fuoco, si difendeva con il fuoco, ma uccideva anche, conquistava e violava con la forza del fuoco.

Valérie Honnart, Danzare sul vulcano

Il caos e il vulcano ci ricordava l’uomo. Ha eruttato da tutte le sue vesciche terrene, ha vomitato i suoi torrenti di fuoco. E l’uomo si trovò gettato nel caos creato dai torrenti incandescenti. Fuggì dalla sua bocca e si gettò ai suoi piedi, diventando suo prigioniero, nell’oscurità dei rampicanti e dei tronchi d’albero carbonizzati. E così fù per il ballerino nero ai piedi del vulcano. Il caos ha precipitato la caduta degli esseri umani. Nel quadro di Valérie Honnart, ad esempio, il corpo di una ballerina capovolta viene risucchiato nel vuoto dell’aria, sospeso, levitante e fatalmente distrutto. La pittura aerea di Valérie contrasta con i suoi disegni festosi.

Dopo averci invitato a danzare sul vulcano, ci trascina nelle frane, dall’eruzione sui pendii vertiginosi alle profondità abissali. Il passaggio dal disegno alla pittura. Il potere del colore del pigmento per immaginare e condividere il rosso del fuoco interiore. E Valérie stigmatizza la rivolta del vulcano: “la caduta” è l’opera cardine che ci porta dalla danza armoniosa alla rottura dell’equilibrio, segnalando la nascita del caos. Il vulcano scuote bruscamente le spalle e la danzatrice cade. Di fronte a una massa di materia in movimento, nulla può fermare il suo ruzzolare tra cielo, terra e acqua. Una pittura senza peso. Un passaggio obbligato verso il rombo del fuoco e a causa di esso.

La fiamma e la cenere

Dopo la caduta, il fascino della bocca del fuoco ritorna sempre più spesso. La fotografia è impotente e la pittura è l’unico modo per avvicinarsi all’interno della terra, al suo fuoco interiore e centrale. Colori rossi e neri: fiamma e cenere. Una lunga e lenta combustione. Un’opera che richiama il fuoco al centro della creazione. Un appello a Prometeo, dio degli artisti, della terra bruciata degli scultori, ladro del fuoco riservato agli Dei per donarlo agli uomini. Prometeo punito a sua volta da Giove. La prova della libertà. Soffrite come lui. Ma non abbiate paura di giocare con il fuoco.

Dipingere il cuore stesso del fuoco, viaggiare al centro della terra, dove fuoco e acqua si mescolano: il vapore. Grotte di fuoco, cavità dove fuoco e acqua si mescolano: motore. E così andare avanti. Avanzare contro il caos. Il mistero del nero delle origini. In principio non c’era nulla, quindi nero! Nero, quindi luce in rilievo, come dipinto da Pierre Soulages. Con la luce del fuoco. In principio era il fuoco! Come dice Empedocle, non c’è creazione dal nulla né distruzione assoluta. Tutte le nascite e le morti sono semplicemente la combinazione o la disunione di elementi primordiali. Da qui i quattro elementi, da qui il ritorno al fuoco.

Testo per Mostra personale di Valérie Honnart “Stiamo ballando su un vulcano. Per quanto tempo ancora?”

Dal 12 al 18/4/24 “Gennaro Monfregola, la mostra personale” al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY –  VIA MERULANA, 220

Gennaro Monfregola, la mostra personale

Chi era Gennaro Monfregola?

Nato a Napoli nel 1924 da una famiglia di industriali, Gennaro Monfregola si arruolò giovanissimo nella Marina Militare. Il destino volle che durante una spedizione in mare si trovasse coinvolto, suo malgrado, nelle battaglie della Seconda guerra mondiale.  Infatti, il giorno dopo l’armistizio dell’esercito italiano, il 9 settembre 1943, Monfregola fu fatto prigioniero dai tedeschi durante una battaglia sulle coste di Durazzo, in Albania, e venne deportato a Kongsberg nella Prussia orientale dove fu schedato con la matricola numero 22902. In seguito, venne deportato nel lager di Buchenwald dove soffrì il freddo, la fame, le torture e i lavori forzati.  Riuscì ad uscire vivo dal campo di concentramento di Buchenwald nel 1945, riportando però dei traumi indelebili. Ferite dell’anima che saranno evidenti nella pittura caratterizzata da tristezza e solitudine. Nel corso della sua vita fu decorato con il distintivo d’onore per i patrioti “Volontari della Libertà” e con la Croce al merito di guerra nel 2009.  Dopo la guerra, tornò inizialmente nella sua terra natia, Napoli, ma poi scelse di trasferirsi a Roma dove venne assunto come operaio ACEA.  Da questo momento in poi incominciò a dedicarsi con maggiore continuità alla sua grande passione, la pittura.

La “natura morta” di Gennaro Monfregola…

Gran parte delle sue prime opere rappresentano fiori, animali, oggetti di vita quotidiana. Dipinge con grande attenzione per il vero, il suo stile richiama quel genere pittorico definito dalla critica d’arte “natura morta”, mezzo popolare per esprimere tematiche politiche ed emotive ma anche tematiche religiose, morali e sociali. I suoi quadri si distinguono per i colori vivaci, dettagli minuziosi e qualità pittoriche accurate, le composizioni sono organizzate secondo schemi geometrici ben definiti che riflettono l’ordine della natura. Gennaro Monfregola è molto efficace nel trasmettere allo spettatore quei sentimenti di tristezza e disperazione che lo hanno accompagnato lungo il corso della sua vita, ma allo stesso tempo vuole esprimere la bellezza della natura. E’ questo un modo per catturare momenti unici e immortalarli. Per sempre. Si cimentò anche nella realizzazione di alcuni nudi che vedevano come protagonista la moglie Anita.

La  produzione artistica più matura

La parte più significativa della sua produzione iniziò nel 1989, anno in cui andò in pensione. Un anno dopo lasciò definitivamente Roma e si trasferì in provincia di Avellino. E da questo momento inizia una produzione artistica volta a raccontare le tappe più significative della sua vita che si concluderà nel 2015. Questi dipinti parlano di lui, della sua prigionia e del dolore che hanno provato quei pochi fortunati che sono riusciti a tornare a casa dopo la guerra. In particolare, uno dei temi più ricorrenti nelle sue ultime opere riguarda Dio, l’unico che gli ha sempre dato la forza per andare avanti. Dipinse, oltre al suo volto apparso in sogno, diverse figure sacre come quella di Padre Pio. Gennaro Monfregola era e rimarrà un artista straordinario, capace di appagare lo spettatore con la bellezza delle sue opere, che si realizzano essenzialmente nell’autenticità di un sentimento che si manifesta intimamente.

Martina Luffarelli 

Dal 5 all’11/4/24 “E-scapeland by Georgia Trouli” al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

E-scapeland bt Georgia Trouli

The E-scapeland section is named for the obvious, namely the desire to escape to a place in nature called a landscape and the desire to move to another country. It also indicates the constant escapes and openings that I create in my own internal landscapes and fields as a process of escape from everyday life and are now characteristic fields of my own inner nature and identity, such as poetry, painting, rituals, everything that started as attempts at escape, reflection, inner calling and discovery.

Georgia Trouli

Dal 5 all’11/4/24 “Serenity” Mostra collettiva al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4, 6

Serenity

Mostra collettiva

The meaning of spiritual peace as experienced as a personal choice. As an experience or as the human being, nowadays, envisions it as a condition, either in the future or in some given moments. Captured in visual artworks, Serenity is the subject of this particular exhibition.

Serenity and nature are intricately intertwined, forming a symbiotic relationship that allows us to find peace and solace in the world around us. Nature’s beauty and wisdom serve as a constant reminder of the vastness and significance of the world, grounding and inspiring us.

Georgia Trouli

Dal 5 al 18/4/24 “Ri-composizioni” Mostra di Fabio Masotti al Medina Art Gallery

Da 5 al 18 aprile 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32 – 34

Fabio Masotti

Ri-composizioni

Il focus della curatrice

Fabio Masotti, nato a Roma nel Giugno del ’57, ha iniziato il suo percorso artistico come designer d’interni e d’arte, per poi dedicarsi esclusivamente alla pratica artistica. Attraverso la sua carriera, Masotti ha manifestato un interesse profondo per la dimensione spirituale dell’essere umano, preferendo esplorare il mondo invisibile piuttosto che l’estetica convenzionale. Le sue prime opere pittoriche erano caratterizzate da un’espressione metafisica e surreale, ma negli anni ’90 si è evoluto verso una pittura più materica, con costruzioni geometriche che riflettevano il suo interesse per gli elementi fisici e materiali.

Masotti ha gradualmente abbracciato la scultura, pur continuando a creare opere destinate alle pareti. La sua ricerca artistica ha spesso preceduto la forma, incoraggiando una partecipazione attiva del pubblico che interagiva direttamente con le sue opere. Nel corso degli anni, ha sviluppato una particolare fascinazione per il cuore umano come simbolo potente, riconoscibile in tutto il mondo e ricco di significati sia sacri che profani.

Per l’Artista, il cuore rappresenta non solo il centro fisico del corpo umano, ma anche l’anima stessa. Attraverso la sua iconografia, l’artista trasmette un racconto profondo che invita gli spettatori a esplorare il proprio mondo interiore. L’uso del cuore come forma iconica gli permette di comunicare in modo laico, lasciando all’interpretazione individuale la ricchezza dei suoi significati.

La mostra “Ri-Composizioni”…

…propone un viaggio attraverso i filoni artistici che Masotti ha esplorato nel corso degli anni. Il concetto di rinascita, sia terrena che spirituale, è al centro di questa esposizione, ispirata dalla personale esperienza dell’artista con la malattia. Le opere presentate sono un’evoluzione delle sue riflessioni sulla vita, la morte e la trasformazione. Attraverso la pratica delle “ri-composizioni”, Masotti offre una nuova vita agli elementi che compongono il cuore, simboleggiando così la possibilità di rinascere e rigenerarsi. Utilizza principalmente materiali come lo zinco puro per rivestire le sue opere, conferendo loro non solo resistenza alla corrosione del tempo, ma anche un aspetto visivamente intrigante. La scelta di questo materiale non è casuale, ma riflette l’importanza che l’Artista attribuisce alla durabilità e alla preservazione delle sue opere nel tempo.

Attraverso la sua ricerca, Masotti invita il pubblico a esplorare il significato profondo e universale del cuore umano, simbolo di vita, amore e rinascita. “Ri-Composizioni” è un’opportunità per riflettere sulla nostra natura e sulle possibilità di trasformazione e rigenerazione che risiedono in ognuno di noi.

Martina Raffa

Dal 22 al 28/3/24 “Arte allo specchio – Il riflesso dell’anima” a cura di Chiara Croci al Medina Art Gallery

Dal 22 al 28 marzo 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA. 220

Arte allo specchio – Il riflesso dell’anima

a cura di Chiara Croci

Lo specchio riflette universalmente solo ciò che gli sta di fronte, o ciò che chi guarda vuol vedere? Attorno a questo interrogativo vuole costituirsi questa esposizione, che vede la sua genesi nella presa di consapevolezza che l’immagine che lo Specchio ci restituisce non è sola e unica. La nostra vera e profonda identità non viene rivelata da un unico riflesso, bensì dall’ insieme dei riflessi che si scorgono nel rapportarsi con l’immagine del nostro “Io”.

Vale anche per un’opera d’Arte. La cui Anima non è unica, bensì corale, costituita dall’insieme di ciò che ogni sguardo vede a partire da quello interiore del singolo Artista che ne è il Creatore. Lo specchio è molto di più di un mero oggetto estetico, si configura come il primo dispositivo virtuale, capace di proporre una realtà alternativa, duplicata e trasformata, rendendo l’osservatore soggetto e oggetto dello sguardo. Lo specchio ha da sempre affascinato popoli e culture e continua tutt’ora ad attrarci. Quotidianamente ci rapportiamo ad esso per “aggiustare” la nostra immagine e viaggiare verso quell’”altrove” in cui vorremmo stanziarci. La nostra immagine allo specchio è infatti uno degli idoli che quotidianamente adoriamo. Lo specchio riflette noi stessi e gli oggetti che dinnanzi ad esso poniamo; tuttavia, il riflesso che esso ci restituisce è sempre enigmatico. Di fronte allo specchio scorgiamo il riflesso della nostra immagine, ma è un riflesso fuorviante e illusorio dal momento che l’identità di ciascuno di noi è per definizione indefinibile e va al di là della sua apparenza. È infatti necessario rivolgere lo sguardo oltre l’immagine che ci viene restituita, per penetrare la vera Anima di noi stessi e degli oggetti, la vera identità, che trascende la materia, essendo di natura spirituale.

Poniamo un’opera d’Arte di fronte allo specchio. Inevitabilmente questa rifletterà la propria immagine costringendo l’osservatore ad accettare il non senso di ciò che si presenta in quanto unico e singolare, in quanto identico e diverso, vero e illusorio, portando lo sguardo ad indagare i labirinti perturbanti della sua Anima. L’Arte allo specchio è indagatrice proprio di quell’interiorità verso cui lo sguardo è spinto a viaggiare alla ricerca del particolare che rende un’opera tale. Arte allo specchio è una Mostra che vuole indurre gli artisti a rivolgere lo sguardo oltre quella superficie, nel tentativo di ricercare l’ineffabile, ossia i riflessi dell’anima dell’arte. Mettiti a nudo di fronte allo specchio. Rivolgi lo sguardo oltre la tua immagine. Riesci a vedere la tua anima? Metti a nudo la tua Arte di fronte allo specchio. Quale è la sua Anima? Una Mostra che vuole indurre Artisti e pubblico a disporsi dinnanzi alle opere d’Arte esposte come fossero degli specchi, confrontandosi, insieme, alla ricerca di tutti i riflessi che ogni opera restituisce nella costituzione della sua Anima.

Una Mostra dove ciascun osservatore perlustrerà l’Anima dell’Arte attraverso il proprio personalissimo sguardo. Un unico specchio, infiniti riflessi. ARTE ALLO SPECCHIO, Sarà la sola ed unica Mostra Collettiva in programma nel 2024, da me interamente curata ed organizzata. Questa Mostra si configurerà come una successiva ed ulteriore riflessione Artistico-Filosofica e Letteraria rispetto a quanto presentato con la rassegna stARS(T), che ha segnato l’inizio di questa meditazione. ARTE ALLO SPECCHIO è una Mostra che nasce dall’Anima oltre che da una attenta riflessione, e che avrà luogo nella città che è stata “casa” per me in questi anni, Roma. La città a cui ora restituisco la mia gratitudine mediante questo evento che chiuderà la mia permanenza nella Capitale, dato il mio imminente e diretto coinvolgimento in nuovi ed esclusivi progetti Artistici che mi legheranno ad un’Arte acclamata.

ARTE ALLO SPECCHIO parla di Arte, Filosofia, Letteratura. Parla di Noi. Parla di te. Parla della tua Arte. Parla degli infiniti riflessi di essa. Parla alle nostre Anime, delle nostre Anime. ARTE ALLO SPECCHIO è un evento animato da interrogativi, fondato sull’osservazione e la condivisione di pensieri e punti di vista diversi. È un inno all’Arte. Alla vita. Alla vita vissuta nell’Arte. Oggi e Sempre.

Chiara Croci

Artisti in esposizione:

Ars Picta, Lorenzo Bramati, Ilenia Cannella, Federica Castoldi, Paola Ceci, Luisa Ciampi, Cosimo Colella, Vasilica Cretu, Irena Dombrovskaya, Mari Felice, Paola Fortunati, Olga Grabovska, Angelo Lazzerini in arte Angelo da Roma, Salvatore Lizzio, Chiara Mambelli, Paolo Mariani, Max Milano, Donato Nitti, Annarita Pancini, Danilo Perelli, Sabrina Rosi, Paola Salomè, Vincenzo Sangiorgio, Valentina Saracino, Giordana Verzilli, Sergio Viscardi in arte Sergiotto, Kaleria Zhykunova.

Dal 22 al 28/3/24 “Amor ” 23 artisti per celebrare Amore, Roma e Arte al Medina Art Gallery

Dal 22 al 28 marzo 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34,36

Amor

23 artisti per celebrare Amore, Romae Arte

E’ ÀMOR la mostra collettiva inaugurata dal vernissage di Venerdì 22 Marzo alle ore 18:00 presso la Galleria Medina di Roma, in via Angelo Poliziano 32/34, curata dalla dott.ssa Nicoletta Rossotti, storica dell’arte, critica d’arte e curatrice d’arte.

Un titolo, ÀMOR, che rimanda a uno dei nomi sacri e segreti di Roma. Al suo rito di Fondazione, tra Storia, Mito e Spirito Arcaico. Ma qui, nella collettiva, il titolo amplia la visione fino all’approfondimento nella suggestione dell’Amore in diverse culture e civiltà, per arrivare a parallelismi con la conoscenza e la sapienza.

In qualità di Coordinatrice Nazionale dell’Accademia Internazionale Medicea – che ha concesso il proprio Patrocinio alla mostra – la curatrice presenterà alcuni artisti come nuovi interpreti della realtà contemporanea, analizzando la complessità materica, simbolica e concettuale sviluppata dalle opere.

Interverranno, insieme alla Dott.ssa Rossotti: il Rettore dell’Accademia Internazionale Medicea di Firenze, Prof. Michele Coppola, la Dott.ssa Ludovica Rossotti dell’Università La Sapienza di Roma e CEO di Performativa Academy, il Prof. Uliano Conti dell’Università degli studi di Perugia, la Dott.ssa Michela Colella Archeologa specializzata Fondazione Nino Lamboglia, il Dott. Carlo Valerio Cozzella, Archeologo e l’Arch. Elisabetta Sinibaldi.

Ben 23 artisti in esposizione fino al 28 Marzo: Alessandra Meschini, Alessio Mariani, Carla Patella, Eleonora Perillo, Elisa Curto, Milo Pepe, Enzo Monterosso, Ilaria Di Fabio, Lorenzo Pazzuello, Luca Bandini, Maurizio Saletti, Nadia Gaggioli, Paola D’Antuono, Piergiorgio Dessì, Pierpaolo Mancinelli, Roberto Pestarino, Nunzia Romeo, Sabrina Barbagallo, Sylvia Teri, Strimi 21, Veronica Van Saften, Giuseppe Virgilio Pascuzzi (Gip), Vittoria Marziari.

Nicoletta Rossotti

Dal 15 al 21/3/24 “Immaginare…” Mostra personale di Eli Gerasimova al Medina Art Gallery

Dal 15 al 21 marzo 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Immaginare…

Mostra personale di

Eli Gerasimova

Chi è Eli Gerasimova?

Eli Gerasimova nasce nel 1985 a Sofia, Bulgaria. Studia design presso il liceo artistico “Sant Lucca”, in seguito si laurea alla New Bulgarian University con specializzazione in scenografia e forme teatrali contemporanee. La sua formazione professionale continua alla The South-West-University “Neofit Rilski” con un master in pedagogia e belle arti. Attualmente è insegnante di Arti Figurative. Fino ad oggi ha realizzato quattro mostre personali e molte sue opere sono in possesso di collezionisti e istituti pubblici.

Immaginare…è il tema della sua mostra d’arte.

Tutte le opere che costituiscono questa mostra sono concepite come provocazione, per permettere alle persone di entrare nel mondo della fantasia, di tornare nel passato, nell’infanzia e sentirsi di nuovo bambini. I soli capaci di dare forza alla fantasia, con la loro mente, trasparente e innocente.

L’idea è di “staccare” gli adulti dalla realtà, troppo conosciuta, sia come ambiente che come forme/oggetti e “trasportarli” in un mondo magico ed immaginario.

Le opere di Eli si possono collocare nel campo della pittura astratta, che le dà la possibilità di rappresentare ed esprimere i suoi sogni e le sue fantasie. Le forme, le linee, i colori, creano composizioni esclusive che mescolano forme geometriche, linee e materie. Si ammira quindi un’opera stratificata ed eclettica, che veicola messaggi segreti e idee. La compattezza e la struttura si costituiscono su tela mediante la tecnica del collage, mix media, tinte acriliche, argilla. Le forme creano movimenti dinamici e armoniosi, nuove spazialità, trasfusione e gioco di colori.

La varietà di materiali ed elementi, esteticamente unite tra loro, creano dinamiche che a prima vista non seguono un racconto, ma sono in equilibrio, ricche di avvenimenti che ci portano in un mondo immaginario.

Dall’8 al 21/3/24 “RIAF9 by Its Liquid!” al Medina Art Gallery

Dall’8 al 21 marzo 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34,36

RIAF9 by Its Liquid

L’exhibition, a cura di Luca Curci, presenta artisti contemporanei emergenti internazionali. PHOTOGRAPHY, PAINTING, VIDEO ART, INSTALLATION/SCULPTURE AND PERFORMANCE ART, in un forum per la condivisione ed il networking di idee, contatti e relazioni tra collezionisti, artisti, fotografi, designer, curatori ed operatori di settore.

La mostra analizza la relazione fra corpo e spazio con l’”ibridizzazione” fra identità ed aspetti socio-psico-culturali del contemporaneo. Due le sezioni principali: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

Photo courtesy: Jean-Marc Sanchez, Vera Nowottny, Katja Lührs, Masaki Hirokawa

Dall’8 al 14/3/24 Ciro Donatelli “Presenze Oscure” al Medina Art Gallery

Dall’8 al 14 marzo 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Ciro Donatelli

Presenze Oscure

L’AMORE PER LA FOTOGRAFIA

Nel cuore della suggestiva Grottaglie, in provincia di Taranto, si cela un talento in fieri, Ciro Donatelli, artista la cui espressione creativa si manifesta attraverso l’obiettivo della fotocamera. La passione per la fotografia di Ciro ha radici profonde, che risalgono al 2016, quando un corso speciale ha innescato il suo viaggio nel mondo dell’arte visiva.

Da quel momento, l’artista ha abbracciato un’ampia gamma di stili e tecniche fotografiche, esplorando le infinite possibilità di questo medium versatile e affascinante. Dalle vedute panoramiche mozzafiato alle scene urbane vivaci: Ciro Donatelli ha saputo catturare l’essenza del suo ambiente circostante con uno sguardo unico e sensibile.

IL LATO OSCURO

Tuttavia, è stato il richiamo del lato oscuro, ispirato dal mondo del cinema horror, a dare forma alla sua identità artistica. Intrigato dalle atmosfere cupe e misteriose proprie del genere, Ciro ha trasformato la sua passione in una fonte inesauribile di ispirazione, dando vita a un corpus di opere uniche e suggestive.

Ricordiamo la mostra “Recurring Nightmares”, la cui genesi risale a un profondo percorso introspettivo che rivela le radici più profonde della sua arte. E le cui opere rappresentano un’immersione nelle profondità dell’animo umano. Un’esplorazione delle fragilità e dei traumi che ci definiscono. Ogni immagine della collezione è permeata da un senso di inquietudine e mistero, invitando lo spettatore a esplorare i recessi più oscuri della mente umana.

UN VIAGGIO NELL’ABBISSO IMMAGINARIO

Attraverso la mostra “Presenze Oscure”, Ciro continua il suo viaggio nell’abisso dell’immaginario. Questa raccolta di fotografie rappresenta un ulteriore passo in avanti nel suo percorso artistico, invitando gli spettatori a confrontarsi con le proprie paure e oscurità interiori.

Tramite un’esperienza visiva avvincente e coinvolgente, l’artista sfida il pubblico a immergersi in un mondo di tensione e suggestione. Ogni immagine racconta una storia, evocando emozioni e riflessioni che si insinuano nella mente e nel cuore dello spettatore, lasciando un’impronta indelebile nella memoria.

Con la sua straordinaria capacità di catturare l’essenza dell’esperienza umana in tutte le sue sfaccettature, Donatelli si conferma come una voce unica nel panorama dell’arte contemporanea, capace di toccare corde profonde e suscitare riflessioni sulla natura dell’esistenza umana.

Martina Raffa