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Dal 23 al 29/1/26 “The Almanac Management international exhibit – Signal and Silence” Mostra collettiva al Medina Art Gallery

Dal 23 al 29 gennaio 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32-34

Mostra collettiva

The Almanac Management international exhibit

Signal & Silence

Dal 23 al 29 Gennaio 2026 Medina Art Gallery presenta “Signal & Silence”, la mostra collettiva del progetto curatoriale internazionale The Almanac Management di Danielle Sher con artisti da tutto il mondo che presenteranno pittura ad olio e scultura nella gallery di Via Angelo Poliziano 32-34 a Roma.

This isn’t just an art show, it’s a signal. Il progetto curatoriale internazionale “The Almanac Management” lancia così la prima mostra europea: “Signal & Silence” a Roma.

In un tempo di rumore digitale, i curatori sviluppano punti di incontro fuori dai feed social, per artisti emergenti internazionali. Per connettersi, disconnettersi e scoprire significati attraverso l’Arte. Ci si chiederà cosa significhi connettersi realmente, esplorando quello spazio dove il significato indugia e il silenzio parla.

Il periodo espositivo sarà caratterizzata da talk, conversazioni, workshop e riflessioni condivise.

Artisti in mostra:

Anastasia Krivolapova
Avraham Vofsi
Danielle Sher
Dominika Sikora
Emma Garay
Gaia Yoel
Mindy Paskil
Pablo Rojas Pittaluga
Ralph Lee
Ruth Feurstein
Urška Lončar
Yonatan Ron
Zane Shersher

 

Dal 16 al 22/1/26 “The Shape of Tomorrow” Mostra di Rita Kowalska al Medina Art Gallery

Dal 16 al 22 gennaio 2026

MEDINA ARTA GALLERY – VIA MERULANA, 220

The Shape of Tomorrow

Mostra di Rita Kowalska
Il testo critico di Mariacarmela Mazzeo

“The Shape of Tomorrow” si inserisce nel vivace dialogo contemporaneo tra materia, colore e trasformazione emotiva. La pittura astratta di Małgorzata Rita Kowalska, profondamente radicata nella tradizione espressionista e divisionista, esplora le dinamiche della luce e del colore, trasformando ogni tela in un paesaggio interiore in continuo mutamento. I suoi lavori, spesso realizzati con tecniche miste, combinano pigmenti saturi e applicazioni materiche vibranti per creare superfici tattili e cariche di energia. In questa nuova serie, l’artista ci invita a intraprendere un viaggio nel cuore della trasformazione: le sue opere non rappresentano semplicemente la realtà, ma sospendono il tempo, cristallizzando momenti di passaggio tra ciò che è e ciò che sta per nascere. Ogni composizione emerge come un territorio emotivo, in cui forme fluide e materiali cromatici dialogano tra loro, sfidando la percezione dello spettatore e stimolando riflessioni sul nuovo, sull’ignoto, sulla possibilità di cambiamento.   

Il colore diventa sostanza emotiva…

…i pigmenti densi e vibranti non solo modulano la superficie delle tele, ma definiscono l’energia stessa dei passaggi rappresentati. Kowalska lavora con sapienza le giustapposizioni cromatiche – dall’incontro improvviso di rossi incandescenti e blu profondi ai dialoghi delicati tra gialli eterei e verdi muschiati – restituendo la complessità emotiva di ogni mutamento.Lo spettatore viene così immerso in un’esperienza quasi sinestetica, in cui contrasti visivi e risonanze interiori parlano di attesa, coraggio e della promessa luminosa di un futuro ancora informe.

“The Shape of Tomorrow”…

…non è solo una mostra: è un invito a condividere il passo verso ciò che verrà, a percepire e vivere il momento della transizione, a guardare oltre i confini consolidati della percezione e del pensiero.La luce, il colore e il contrasto, elementi ricorrenti nella pratica di Kowalska, guidano lo sguardo e aprono uno spazio di riflessione, contemplazione e immaginazione. La mostra diventa così un terreno condiviso di esplorazione, dove arte e vita si intrecciano nel segno della speranza, della scoperta e della trasformazione.

Entrare nel mondo di Małgorzata Rita Kowalska…

…significa accettare la sfida di perdersi per poi ritrovarsi. Tra strati di materia e bagliori improvvisi, la mostra vuole essere un augurio: che ognuno possa scoprire, in questi paesaggi dell’anima, il proprio orizzonte di luce. Un invito a non temere il cambiamento, ma a viverlo con la stessa forza ed eleganza dei suoi colori.

Dal 16 al 22/1/26 “Stagioni Russe” Mostra di Dmitriy Permiakov al Medina Art Gallery

Dal 16 al 22 gennaio 2026

MEDINA ARTA GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Stagioni Russe

Mostra di Dmitriy Permiakov
Il testo di Martina Scavone

“Stagioni Russe” si inserisce idealmente nel lungo e fecondo dialogo tra l’Italia e la tradizione figurativa russa, un rapporto avviato alla fine dell’Ottocento grazie alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1895. Dalle icone intrise di spiritualità alle rivoluzioni formali di Kandinskij e Malevič, dall’intensità narrativa del realismo socialista fino alle ricerche più attuali, l’arte russa ha sempre offerto una prospettiva unica: profonda, lirica, sospesa tra interiorità e tensione collettiva.

È in questo orizzonte culturale che si colloca la ricerca di Dmitriy Permiakov, artista contemporaneo per la prima volta in mostra a Roma con un progetto che assume un valore particolare nel complesso scenario geopolitico odierno.
In un tempo attraversato da nuove barriere, l’arte torna a farsi ponte: non strumento ideologico, ma linguaggio universale, capace di restituire un sentire condiviso e di ricordarci la comune umanità al di là dei confini e delle differenze.

Con “Stagioni Russe”, Permiakov conduce lo spettatore in un viaggio nell’anima della sua terra. Il titolo racchiude molteplici livelli di significato: il ritmo naturale dei paesaggi sterminati della campagna russa, i cicli della vita e della storia, le emozioni in trasformazione. Con una pittura che fonde realismo e delicate atmosfere impressioniste, l’artista racconta l’inverno eterno, la fugace esultanza dell’estate, la meditazione dell’autunno e la promessa della primavera. Le sue tele evocano un legame ancestrale con la natura, una bellezza austera e spirituale che vibra di malinconia e luce.

La sua ricerca pittorica…

…influenzata dalla tradizione sovietica del XX secolo e dagli impressionisti francesi, è nutrita dalla pratica della pittura en plein air, che gli consente di cogliere l’impressione fugace di un istante e la vitalità dei colori naturali. Permiakov si muove così nella scia dei grandi maestri del paesaggio russo come Aleksej Savrasov e Isaak Levitan, esplorando il lirismo della campagna, la quiete dei villaggi, la poesia dei paesaggi innevati.

Accanto alla dimensione naturale, nella sua opera affiora un sottile senso dell’ironia e una profonda introspezione, in un equilibrio tra realtà e riflessione psicologica. È lo spleen russo – la saudade delle pianure bianche, la Sehnsucht degli orizzonti infiniti, la morriña delle case di legno – una nostalgia che parla di identità e condizione umana, richiamando atmosfere letterarie come quelle de Lo Spleen di Pietroburgo.

“Stagioni Russe” diventa così più di una semplice esposizione: un dispositivo simbolico, un attraversamento poetico della memoria, della luce, del tempo. Le opere di Permiakov ci invitano a rallentare, a osservare il mutare delle stagioni e della vita, restituendo allo sguardo una profondità spesso dimenticata.
Un viaggio nella sensibilità russa che diventa, inevitabilmente, un viaggio universale.

Dal 5 al 18/12/25 “17° Rome International Art Fair 2025” al Medina Art Gallery

Dal 5 al 18 dicembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32, 34 e 4,6

17° Rome International Art Fair 2025

 

Fino al 18 Dicembre 2025 nelle galleries di Via Angelo Poliziano 32-34 e 4-6 a Roma, l’exhibition presenta uno straordinario insieme di artisti internazionali: PHOTOGRAPHY, PAINTING, VIDEO ART, INSTALLATION/SCULPTURE AND PERFORMANCE ART, in un forum per la condivisione ed il networking di idee, contatti e relazioni tra collezionisti, artisti, fotografi, designer, curatori ed operatori di settore. La mostra analizza la relazione fra corpo e spazio con l’ibridazione tra identità e contesti culturali / fisici / sociali / urbani del contemporaneo. Due le sezioni principali: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

La prima, attraverso un’esperienza immersiva, analizza i labirinti complessi della nostra coscienza. Il corpo umano è un sistema  in evoluzione collegato ad altri corpi nello spazio, per percepire la realtà circostante: un sistema di comunicazione forte con un proprio linguaggio e infinite modalità di espressione. Il concept della seconda sezione, più astratto, si focalizza sulle strutture tra corpo, mente e anima, che ridefiniscono limiti e confini, trasformando le superfici in un flusso aperto di idee pure.

Ancora una volta Roma offre una piattaforma perfetta, fondendo la propria unica e magnifica eredità classica con innovazione, visione e prospettiva contemporanea.

organized by ITSLIQUID Group
curator Luca Curci
general manager Giulia Tassi
project manager Amaride Ferrante
project coordinator Annachiara Recchia
artist coordinator Ilaria Parlato
graphic designers Marina Caracciolo, Alberto Grimaldi

OPENING
December 05, 2025 | 06:00 PM
Medina Art Gallery | Rome, Italy
Via Angelo Poliziano 32-34, 4-6
Opening hours | Monday – Sunday . 10:00 AM – 01:00 PM and 03:00 PM – 07:00 PM

Dal 28/11 al 4/12/25 “Affresco tra antico e moderno” Mostra collettiva al Medina Art Gallery

Dal 28 novembre 2025 al 4 dicembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Affresco tra antico e moderno

Mostra collettiva a cura di Rita Pascali

La mostra nasce come omaggio alla tradizione antica dell’affresco, reinterpretata in chiave contemporanea. Gli artisti partecipanti hanno sperimentato materiali e supporti innovativi, leggeri e trasportabili, mantenendo la freschezza e la luminosità caratteristiche di questa tecnica millenaria. E dando vita a opere che sviluppano un affascinante dialogo tra passato e presente.

I primi affreschi risalgono alla civiltà minoica (XVI secolo a.C.) e si diffusero poi nell’arte greca ed etrusca. Nella pittura romana raggiunsero un alto livello di perfezione: Vitruvio ne descrisse la tecnica e i Romani sfruttarono le proprietà idrauliche della pozzolana per ottenere affreschi resistenti, simili a superfici trattate a cera. Nel Medioevo la tecnica venne utilizzata dai Cristiani per decorare le catacombe, mentre in Asia e in Europa orientale fiorirono stili religiosi diversi. A partire dall’epoca gotica, grazie a maestri come Giotto, iniziò un nuovo periodo che raggiunse il massimo splendore nel Rinascimento con opere del Beato Angelico, Mantegna, Raffaello, Michelangelo e Leonardo.

L’affresco è una pittura murale eseguita su intonaco fresco, ottenuto da malta di calce spenta e sabbia di fiume, steso a porzioni, così che il pigmento puro diluito in acqua venga assorbito ed incorporato. La preparazione della mostra, omaggio alla tecnica antica degli affreschi, ha permesso agli artisti di sperimentare materiali e malte su supporti diversi dal muro, leggeri e trasportabili. Le opere conservano la freschezza e la luminosità caratteristiche, con il desiderio suggestivo di far rivivere questa tecnica nella nostra epoca.

Artisti in mostra:

Hilde Bianchi | Paola Bracaglia | Roberta Mandara | Caterina Martone |Annamaria Milani | Carmen Sabelli | Maria Pia Santarelli | MassimoSantoloci | AntonellaVittorini | Rita Pascali.

 

Dal 28/11 al 4/12/25 “From Pawn to Queen” Mostra collettiva al Medina Art Gallery

Dal 28 novembre al 4 dicembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Mostra collettiva

From Pawn to Queen

a cura di

Ada Ferrandes, Melania Fusaro e Federica Guida

L’opening si terrà venerdì 28 novembre 2025 alle ore 18:00 presso la stessa sede.

In mostra gli artisti:
Mirko Argento | Ardo Borsari | Bosska | Silvia Cassetta | Angelica Sonia Cosi | Francesco Cristarella | Raffaele D’Anna | Valerio De Marco | Adriano De Simone | Noémie De Yturbe | Simona Dileo | Luana Di Sarno | Emerson | Laura Escobar | Mariam Fadlallah | Chiara Filardi | Valeria Frontone | Alexandru Ghindaoanu | Elijah Grannis | Ludovico Graziano | Carey Jeffries | Barbara Lelli | Veronica Manta | Pio Mars | Alessia Notarbartolo | Carlos Alberto Ruiz Valle | John Schonert | Tomás Salazar Suaza | Giovanna Serpico | Mariaconsiglia Stile | Bianca Stinchi.

In breve:

  • Titolo Mostra: From Pawn to Queen

  • Opening: venerdì 28 novembre 2025, ore 18:00

  • Durata: 28 novembre – 4 dicembre 2025

  • Luogo: Medina Art Gallery, Via Angelo Poliziano 4-6, Roma

  • Orari di apertura: lunedì–domenica 10:00–13:00 / 15:00–19:00

Contatti Medina Art Gallery:
Email: info@medinaroma.com
Tel: +39 06 960 30 764
Social: facebook.com/medinaroma.arte / instagram.com/medinaroma.arte
Website:Ferrandes Fusaro e Guida: la mostra – Medina Art Gallery Roma

 

Dal 21 al 27/11/25 “Vanessa Litardi – Luna” al Medina Art Gallery

Dal 21 al 27 novembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34

Vanessa Litardi

Luna 

Solo Photo Exhibit

Si parte così per l’infinito. Vanessa Litardi sa benissimo cosa significhi essere un ponte, un medium d’eccezione in grado di condurci verso una dimensione nuova, straordinaria, laddove la realtà scivola fra le lenzuola del sogno.

L’opera dell’artista romana non si pone come mera narrazione. Di norma la fotografia fonda la sua ragion d’essere su due elementi, ovvero l’esigenza legata al ricordo, che non di rado si affida alle logiche della documentazione, e la più libera scelta autoriale, che eleva l’obiettivo della camera al modus agendi dell’occhio che vede e riconosce. È chiaro che nel momento in cui la realtà si fa visione, la fotografia diviene arte. Grandi maestri del calibro di Salgado, McCurry, Ray o Erwitt, non si sono limitati a mostrare il mondo, lo hanno trasfigurato. E il senso della bellezza sta proprio in questo, nella capacità di rileggere la nostra esistenza in un modo diverso, alternativo, assolutamente personale.

Litardi persegue un suo preciso progetto estetico. Le sue immagini confondono lo spettatore, lo catturano e lo inebriano, traghettandolo, scatto dopo scatto, sulle rive di un’isola sospesa, ambigua, spesso destabilizzante. L’artista desidera che siano gli occhi della mente a schiudersi dinanzi alle sue fotografie.

Sono ritratti apparentemente statuari…

…cristallizzati, che emergono fra decisi contrappunti di luci e ombre, sono primi piani, in cui l’intensità dello sguardo penetrante o la danza inscenata dalle mani creano un dramma visivo ed esistenziale. Una sapiente orchestrazione compositiva lascia emergere, con grazia e allusione, quel dettaglio simbolicamente efficace per il riconoscimento del soggetto.

Non si tratta di scatti da guardare distrattamente, ma di quadri lirici da sviscerare e comprendere. Sono le leggi della poesia a dettare le regole, specialmente se teniamo bene a mente l’origine del termine: la parola “poesia” viene dal verbo greco ‘poiéo’ che significa sia ‘compongo in versi, versifico’, sia ‘com-prendo, abbraccio le cose nella loro totalità’. Un aspetto, l’ultimo, che rimanda subito all’idea dell’arte che sa porsi come soluzione e lettura del mondo.

Gli scatti di Litardi agiscono alla stessa maniera. Anzitutto il buio della scena finisce per rivelare allo spettatore ciò che la luce si limita a mostrare. L’artista non ferma più il tempo, lo sovverte, lo cattura per trasfigurarlo in una linea infinita e trasognata. L’aspetto quotidiano, ordinario, del ritratto si fa allora mito.

Ciascuno dei soggetti veleggia sulle rive di quell’isola sovrannaturale…

…in cui l’antica mitologia classica, ricca di suggestioni e riferimenti, si fa ancora metafora di vita. Appare allora un uomo dalla folta barba e dallo sguardo ineluttabile, fra le cui dita è custodito l’anello con le ceneri della madre defunta. Costui è ora Ade, il dio degli Inferi, il custode della morte. I piercing di una donna dai lineamenti decisi sono ora gli ornamenti tribali di Demetra, dea della terra e della fecondità, o ancora la mano che copre metà volto di una ragazza evoca l’immagine della Luna, che ci rimanda alla Grande Madre, alla Musa ispiratrice o al lato oscuro dell’essere che esiste in ciascuno di noi.

Litardi, in guisa di regista e scenografa, dà origine a un pantheon moderno, in cui gli attori che recitano sul palcoscenico vengono stravolti e reinterpretati dal suo sguardo poetico e sorprendente, laddove l’impressione cede il passo all’intuizione. È l’adagio di Salustio: “queste cose non avvennero mai ma sono sempre”.

Bio

Vanessa Litardi, nata a Roma il 29 maggio 1972, ha intrapreso un percorso artistico che unisce moda, design e fotografia in un linguaggio visivo personale e riconoscibile. Dopo gli studi all’Accademia di Moda e Costume di Roma, nel 1994 ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda, ricoprendo ruoli di Head Designer e Creative Director per diverse maisons, tra cui il Laura Biagiotti Group. In quegli anni ha affinato il suo occhio per il dettaglio e la composizione, sperimentando l’integrazione tra fotografia e design e ponendo le basi di una ricerca estetica originale.

La sua formazione fotografica si è consolidata presso lo studio di Andrea Lando, dove ha approfondito vari ambiti della disciplina, dalle tecniche di scatto alla post-produzione avanzata. Nel 2020 ha scelto di intraprendere la strada della fotografia freelance, specializzandosi nel ritratto e nella fotografia di scena, campi in cui la sua sensibilità artistica trova piena espressione. Per lei, ogni ritratto è “un’anima in posa, dove il nero diventa confine tra grembo e abisso”.

Parallelamente alla carriera professionale, ha sviluppato diversi progetti indipendenti, tra cui il marchio e progetto artistico Cartoon Prettyugly e l’iniziativa L’uccellino fa miao. Ha inoltre curato shooting e styling per la copertina del brano Senza Stelle e Senza Luna (Maqueta Records) del cantautore Mauro Di Maggio, pubblicata nel 2022. Il suo lavoro è stato presentato anche in contesti espositivi: l’11 maggio 2025 presso la Galleria Dantebus Margutta, il 27 giugno alla Galleria Studio 57 di Napoli e il 19 giugno 2025 ha ricevuto l’attestato di merito del Premio Giotto a Palazzo Borghese.

Le influenze personali…

…hanno sempre avuto un ruolo centrale nel suo linguaggio artistico: l’astrologia archetipica applicata alla psicologia, la pittura e la danza orientale nutrono la sua ricerca visiva, rendendo ogni scatto un crocevia di esperienze e suggestioni. In questo intreccio di passioni, Vanessa Litardi ha costruito un’identità fotografica unica, capace di trasformare l’immagine in un viaggio interiore.

Dal 7 al 13/11/25 “Matearts – 45 anni d’arte” al Medina Art Gallery

Dal 7 al 13 novembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32, 34

Mostra collettiva

Matearts – 45 anni d’arte

La bottega d’arte Matearts è da 45 anni una pietra miliare del territorio di San Giovanni a Roma. Da sempre impegnata nel condividere e diffondere l’arte con gli appassionati, ha visto attraversare il suo antico portone da migliaia di artisti di tutte le età che hanno condiviso la loro passione per la pittura, il disegno, la scultura, la ceramica, il fumetto e il mosaico. La bottega, oltre ad essere una fucina di creatività, è un luogo di aggregazione e d’incontro dove si formano relazioni e amicizie durature.

L’energia positiva che si respira entrando ha colpito anche artisti stranieri: non solo dall’Europa ma da oltreoceano sono venuti e ritornati nel corso di questi primi 45 anni attratti dalla vita della bottega. Siamo orgogliosi di annoverare tra le nostre fila, artisti che hanno condiviso con noi una parte del loro percorso, anche numerosi giovani che sono stati accettati da college stranieri di fama internazionale e dall’accademia di Belle Arti di Roma.

Artisti in mostra:

Liliana Alvarez | Sara Antinucci | Isabella Apuzzese Assunta Autiello Lucia Baglioni Valeria Belloni Simonetta Bortolotti | Laura Bonanni | Silvia Barocchi Antonella Bruno | Alessia Bucciarelli | Gabriella Buzzanca Liana Canichella | Paolo Coan | Isabella Cozza | Raffaella Cozzi Elena Cucci | Ginevra Curtacci | Jacopo Di Bari | Marzia De Simone Patrizia Del Lungo | Angela Franchini Fabrizia Frau |Paola Foschi | Nicoletta Frontani lolanda Giampiccolo | Lily Gilson | Mary Gilson | Antonia Lai | Liliana Lanari Diego Lucantoni | Alessandra Longo | Maria Letizia Mariani | Paola Mastrangelo Patrizio Padroni | Cristian Pau | Cristina Petitta | Silvia Pisani | Daniela Polo Delia Proposito | Gabriella Puppo | Paola Raiola | Marica Romano Adriana Scarponi | Francesco Scarponi | Silvia Tamburini | Serena Tarsia Simona Tomassini | Cristina Troise Alessandro Trombini| Silvia Verduchi Anna Grazia Vincenti Elisabetta Villarosa | Mauro Zambataro

Dal 31/10 al 6/11/25 “Out of dark – Mostra fotografica di A. Negrini” al Medina Art Gallery

Dal 31 ottobre al 6 novembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Out of dark

Mostra fotografica di

Alessandro Negrini

Nel buio, prima ancora della luce, c’è una verità che pulsa. Una verità cruda, non filtrata, che non ha bisogno di spiegarsi per esistere. È lì che Alessandro Negrini affonda lo sguardo. È lì che nasce Out of Dark: non una semplice serie fotografica, ma un viaggio viscerale nell’ombra che precede ogni rinascita.

Non si tratta di ritratti, non nel senso tradizionale. Le immagini di Negrini non ritraggono: accolgono. Ascoltano. Offrono spazio. Ogni scatto è un atto di restituzione, una finestra aperta sul corpo quando smette di difendersi e inizia a raccontarsi. Pelle, carne, sguardo: tutto parla, tutto pulsa, tutto chiede ascolto.

Nel suo approccio, Alessandro Negrini, fotografo e performer, costruisce una relazione profonda e orizzontale con chi sta davanti all’obiettivo. Il set non è un palcoscenico, ma un rifugio. La luce non serve a mettere in mostra, ma a far emergere. È una luce che avvolge senza invadere, che accarezza senza forzare, che si lascia attendere. Una luce che ha conosciuto il buio, e proprio per questo lo rispetta.

Out of Dark…

…è un lavoro che parla a chi ha attraversato la notte e ha deciso, nonostante tutto, di non scomparire. Ustioni, cicatrici, crepe: non c’è estetizzazione del dolore, ma estetica dell’onestà. Ogni corpo ritratto è un documento vivente, un paesaggio emotivo, una soglia tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In queste immagini si respira la fragilità di chi ha sofferto, ma anche la forza ruvida di chi ha scelto di esistere lo stesso.

C’è una dimensione etica, quasi spirituale, in questo lavoro. Negrini non cerca la posa perfetta, ma l’attimo autentico. Non forza, ma lascia accadere. Come se ogni fotografia fosse il risultato di un patto silenzioso tra due presenze: chi si offre e chi guarda. Il corpo non è oggetto da ammirare, ma soggetto che interpella.

Queste fotografie non chiedono consenso. Non seducono. Non compiacciono. Esistono. E nel loro esistere, ci ricordano che anche noi possiamo scegliere di venire out of dark: non con clamore, ma con presenza. Con la dolcezza brutale di chi ha imparato a mostrarsi, pur sapendo il rischio. Con la luce che ci è rimasta. O con quella che stiamo ancora cercando.

Perché uscire dal buio non è mai un traguardo. È un gesto. È un inizio.

Website artista: alexnerophoto.com

Dal 31/10 al 06/11/25 “Resetivism/Irena Vujanovic” al Medina Arta Gallery

Dal 31 ottobre al 6 novembre 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Resetevism/Irena Vujanovic

A new circle in the spiral of the mind

 

ITSLIQUID Group è lieta di annunciare l’apertura della mostra personale “A NEW CIRCLE IN THE SPIRAL OF THE MIND” di RESETIVISM / Irena Vujanović, a cura di Luca Curci e coordinata da Amaride Ferrante, che inaugurerà il 31 Ottobre 2025 alle ore 18:00 presso Medina Art Gallery a Roma. La mostra terminerà il 6 Novembre 2025.

Irena Vujanović, artista serba residente negli Stati Uniti, è la fondatrice di un innovativo approccio artistico noto come RESETIVISM, che approda ora per la prima volta in Italia, a Roma. La mostra propone al pubblico un’immersione in un linguaggio visivo radicalmente contemporaneo, in cui pittura tradizionale e arte digitale si fondono in una narrazione potente e polisemica.

RESETIVISM…

…è il nome del linguaggio visivo e filosofico sviluppato da Vujanović: una forma espressiva che “resetta” il passato per trasformarlo nel presente, sovrapponendo colore e pixel, memoria e materia, poesia e tecnologia. Attraverso opere realizzate con strumenti digitali ma profondamente radicate nella pittura, l’artista ridefinisce la comunicazione visiva nell’era dei social media e dell’informazione istantanea.

La serie presentata in mostra prende il titolo da una poesia dell’artista stessa, “Novi krug u spirali uma” (Un nuovo cerchio nella spirale della mente), una riflessione intensa sul rinnovamento ciclico, dove parole e immagini si fondono per raccontare l’evoluzione continua dell’identità e della percezione. In questo dialogo poetico e visivo, Irena Vujanović esplora l’idea che nulla nell’esperienza umana sia mai davvero lineare o definitivo. La vita si sviluppa a spirale: ritorna, si riformula, si risveglia.

Ogni opera rappresenta un nuovo inizio: un palinsesto di silenzi, memorie e intuizioni. La stratificazione di elementi digitali e pittorici riflette i livelli emotivi e psicologici che ciascuno di noi porta dentro di sé. Le immagini diventano una forma di poesia visiva, capace di esprimere ciò che il linguaggio verbale non riesce a comunicare: i mutamenti invisibili del pensiero, gli echi silenziosi della memoria, le metamorfosi impercettibili della coscienza.

In questo modo, la serie non solo dissolve il confine tra poesia e arte visiva, ma invita lo spettatore a entrare in uno spazio meditativo, dove la percezione è fluida, il tempo è elastico e la trasformazione è costante.