Sabato 17 gennaio si è inaugurata la mostra “Cantiere dei Poeti” a Piazza Dante . Alcune fotografie della manifestazione e delle opere esposte :
I edizione dello #SHOTCALLING PHOTO FEST “I Quartieri di Roma”
10 gennaio – 11 aprile 2015 I Edizione dello #SHOTCALLING PHOTO FEST dal titolo “I Quartieri di Roma”
Un tema volto alla ri-scoperta dei quartieri della capitale come luoghi di aggregazione sociale, di vita popolare e di storia. Un concetto semplice, ma che racchiude gli aspetti quotidiani del vivere.
Sono previste tre sezioni:
1) Inside: dedicata alla riscoperta del centro storico e dei quartieri più frequentati della capitale. L’obiettivo è quello di favorire una rilettura di queste zone portando alla luce angoli trascurati e particolari in ombra che resistono all’invasione turistica e commerciale, isole di senso scampate al clamore quotidiano.
2) Suburbia: dedicata alla scoperta dell’hinterland romano e delle periferie: i luoghi, le attività, i paesaggi interiori ed esteriori, gli abitanti e le loro storie.
3) Web: una sezione dedicata agli scatti “mobile”.
Descriptio Romae: le mappe della Roma del ‘700 – ‘800 arrivano online
Si chiama Descriptio Romae – WebGis la nuova banca dati sulla Roma del ‘700 – ‘800, elaborata dai tecnici della Sovrintendenza Capitolina con l’università Roma Tre, l’Archivio Storico Capitolino, l’Archivio di Stato e l’Istituto Centrale per la Grafica. Un formidabile strumento di conoscenza storico-urbanistica, da oggi online e in libera consultazione.
La base è il Catasto Gregoriano, voluto da Pio VII nel 1816 e compiuto sotto Gregorio XVI nel 1835: la prima mappatura sistematica della città, dei suoi spazi, dei suoi edifici. 90 tavole ad acquerello, di valore artistico oltre che documentale, con oltre 15mila particelle. Ad ogni particella è stata collegata la massa dei documenti – finora mai sistematizzati – relativi a tutte le aree allora censite: atti di proprietà, cessioni e acquisti, lavori, eredità… Ne deriva un racconto capillare e ordinato della Roma del periodo e della sua trasformazione: la Roma che per la prima volta, terminata…
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18 gennaio 2015 : Benedizione degli animali domestici a S. Eusebio #PiazzaVittorio
Parrocchia di S. Eusebio all’Esquilino
17 – 18 Gennaio 2015
Piazza Vittorio Emanuele II
Festa di S. Antonio Abate
Sabato 17 gennaio
- 18,30 : Celebrazione S. Messa con la presenza degli animali
Domenica 18 gennaio
- 9,00 : Apertura al pubblico del mercatino prodotti tipici enogastronomici e artigianali lungo il marciapede di Piazza Vittorio Emanuele II (chiusura mercatino ore 20,00
- 9,30 : Arrivo e parcheggio auto d’epoca (l’esposizione delle auto terminerà alle ore 16,30)
- 10,30 : Celebrazione S. Messa con la presenza degli animali
- 11,30 : Esibizione della Banda della Polizia Locale Roma Capitale. Processione con la statua si S. Antonio lungo tutta la strada che circonda Piazza Vittorio con al seguito la “Strabanda”
- 12,30 : Al termine della processione Benedizione generale e particolare degli animali sul sagrato della Chiesa
- 15,00 : Gara per categorie degli animali nell’area ludica (in Piazza Vittorio lato via Carlo Alberto) e premiazione finale
- 17,00 : Premiazione del concorso di foto “Io e il mio piccolo amico” nelle sale della Parrocchia
- 18,30 : Celebrazione S. Messa
Nel corso della giornata spettacoli a ripetizione del teatrino dei burattini “Teste di Legno”, animazione e giochi per bambini e villaggio indiano
“La classe digerente” di e con Elio Crifò al Brancaccino
LA CLASSE DIGERENTE
di e con Elio Crifò
“La classe diGerente” è un format di satira politica creato, scritto e interpretato da Elio Crifò che seguendo l’evolversi degli avvenimenti della politica italiana e mondiale si aggiorna nelle sue versioni: 2.0, 3.0, ecc…
DATE E ORARIO SPETTACOLO
lunedi 29 dicembre 2014 h. 21.00;
lunedi 5 gennaio 2015 h. 21.00;
lunedi12 gennaio 2015 h. 21.00;
lunedi 2 febbraio 2015 h.21.00;
lunedi 23 febbraio 2015 h.21.00;
lunedi 9 marzo 2015 h.21.00;
lunedi 23 marzo 2015 h.21.00;
Piazza Dante: sabato 17 gennaio si inaugura il Cantiere dei Poeti
Il 17 gennaio alle ore 11 sarà inaugurato a Piazza Dante “Il cantiere dei poeti”. L’area interessata dal cantiere edile nato per la ristrutturazione del palazzo della Cassa Depositi e Prestiti da parte dei Servizi Segreti sarà abbracciata da enormi pannelli dipinti dai residenti del Rione che riproducono i lavori degli artisti e degli studenti realizzati negli ultimi due anni. Contestualmente a via Petrarca n. 3 sarà inaugurata l’esposizione dei bozzetti originali degli artisti
Alcune immagini del Presepe Vivente allestito all’interno dell’Anfiteatro Castrense
8 – 18 gennaio 2015 “L’amico del Cuore” al Teatro Jovinelli
Sampietrini o asfalto : guardate all’#Esquilino
Premessa :
In piena era Rutelliana e con l’avallo dell’allora assessore alla mobilità Walter Tocci si realizzò una corsia preferenziale per i tram da Porta Maggiore a via Farini passando per Piazza Vittorio, tragitto ampliato e migliorato da un paio d’anni a questa parte grazie a un nuovo raccordo che sposta il capolinea a Piazza dei Cinquecento. Il tratto di via di Porta Maggiore venne eseguito in maniera diversa dal resto del tragitto : al posto dei cordoli in cemento armato (in seguito eliminati in via Principe Eugenio) si pensò alla sede tranviaria rialzata rispetto alle corsie laterali e pavimentata con i sampietrini. Intervento esteticamente molto valido e ben realizzato ma rivelatosi inadeguato per le accresciute esigenze dovute al passaggio degli autobus della linea 105 che originariamente transitavano a via Giolitti e furono spostati in via di Porta Maggiore dato che provocavano dei guasti insopportabili in una via già abbondantemente sconquassata dal passaggio del treno Termini – Giardinetti (allora Pantano). Il risultato è quindi una corsia preferenziale a metà ma le colpe non sono di chi l’ha progettata o costruita ma nella mancanza di programmazione e lungimiranza che anche allora contraddistinse la giunta comunale che commissionò il lavoro. Infatti si pensò al solo passaggio dei tram con degli ingombri pensati solo per questo mezzo di locomozione, salvo poi ripensarci a opera ultimata facendo passare per questa via anche gli autobus della linea 105 troppo ingombranti per poter usufruire della corsia preferenziale.
La corsia preferenziale oggi :
Nonostante l’incessante passaggio dei molti tram che la percorrono (e i tram non pesano poco) e dei mezzi di soccorso (ambulanze, polizia, carabinieri, vigili del fuoco, mezzi soccorso Atac) l’opera ha retto benissimo : solo qualche piccolo avvallamento di poco conto, nessuna voragine, nessun allagamento quando piove e (udite, udite) pochissima manutenzione in questi quasi venti anni. Il segreto (se così si può definire) è un lavoro ben eseguito con un adeguato rinforzo sotto il manto stradale una buona posa in opera e nessuna apertura successiva per lavori per l’adeguamento dei vari servizi (Telecom, Italgas, Acea etc.). Lo stesso tratto è interessato dal passaggio nelle corsie laterali degli autobus oltre che dei mezzi privati ed è pavimentato con l’asfalto . Nonostante diversi interventi di manutenzione del manto stradale nel corso degli anni (l’ultimo questa estate) ecco come si presenta nei pressi dell’incrocio con viale Manzoni
Se poi si fa qualche passo in più e si arriva alla fermata dei tram e degli autobus a via Principe Eugenio pavimentata in asfalto ecco lo spettacolo che ci si presenta
Le grandi sorprese dei vecchi progetti (1883) all’#Esquilino e non solo
Non è un mistero che dopo la breccia di Porta Pia, l’arrivo dei piemontesi e la proclamazione di Roma capitale d’Italia ci fu un fervore enorme per cambiare il volto urbanistico ed architettonico alla città eterna per non farla sfigurare al confronto delle altre grandi capitali europee dell’epoca, più moderne e al passo con i tempi. Interi quartieri furono rasi al suolo o quantomeno profondamente ristrutturati secondo i canoni e gli schemi dell’urbanistica tardo ottocentesca. Abbiamo ritrovato la tavola del piano regolatore di Roma del 1883, redatto dall’ingegner Viviani, in cui si vede chiaramente che gli interventi più rilevanti erano iniziati o stavano per iniziare nelle zone dell’Esquilino, Prati, Aventino e Flaminio. Ci soffermeremo, ovviamente, all’Esquilino dal momento che non poche sorprese sono venute fuori dall’ esame del progetto urbanistico originario con la certezza che anche a quei tempi, purtroppo, si progettava una cosa e se ne realizzava un’altra. Innanzitutto bisogna ricordare che questo non è il primo piano regolatore pensato dal Viviani perchè ne esiste un altro più antico di circa 10 anni anche se non ufficilmente approvato e quindi questo rifacimento, valido anche formalmente, è dettato da aggiustamenti e modifiche scaturite da difficoltà attuative e chissà, anche pressioni politiche. Quindi si tratta di un piano regolatore lungamente pensato e non redatto in fretta e furia. Da una prima lettura si evince chiaramente che il primo “quartiere” ad essere interessato da questi enormi cambiamenti è stato proprio l’Esquilino perchè la legenda parla di “nuovi quartieri in costruzione” (colore marrone) mentre per gli altri si parla “nuovi quartieri da costruirsi”(colore rosa). Ecco la tavola d’insieme del piano regolatore del 1883 (cliccare per ingrandirla)
La prima grossa sorpresa viene da Piazza Vittorio Emanuele II : come si vede chiaramente nell’ingrandimento sottostante l’intento del Viviani era quello di mantenere l’asse dell’antica Strada Felice (la via che collegava la basilica di S. Croce in Gerusalemme a quella di Santa Maria Maggiore) e per fare questo aveva diviso il giardino della piazza in quattro, non solo era attraversato dall’antica via ma ne era stata concepita un’altra ortogonale per collocare all’intersezione il monumento a Vittorio Emanuele II (quello che ora è al Vittoriano). Come è facile vedere anche da alcune foto pubblicate da questo blog già alla fine dell’ottocento la piazza era stata rimodellata con un enorme giardino all’interno anche con un laghetto e senza alcuna strada che lo tagliasse e senza alcun monumento commemorativo. Ovviamente l’antica Strada Felice risultava così divisa in due tronconi : dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Piazza Vittorio e da Piazza Vittorio alla Basilica di Santa Maria Maggiore in netto contrasto con le direttive del piano regolatore.
In questa immagine possiamo facilmente vedere anche che, originariamente, in piazza Manfredo Fanti e in piazza Guglielmo Pepe non fossero previsti edifici e che quindi l’Acquario Romano prima e la vecchia centrale del latte poi furono progettati e costruiti in tempi successivi o in deroga a quello che era il piano regolatore vigente o con modifiche nei piani regolatori redatti negli anni seguenti.
Ma le sorprese più grandi vengono dalla parte sud, sud-est dell’Esquilino, quella che in seguito è stata pesantemente martoriata da decisioni spesso al limite dell’assurdo e senza alcun dubbio contrarie a qualsiasi idea non solo urbanistica ma anche solo sensata che invece pur nella furia distruttrice del rinnovamento a tutti i costi, il Viviani mostra in questo elaborato.
La prima cosa che si evince (vedi immagine sottostante) è che si era pensato a due sottopassaggi per collegare l’Esquilino a S.Lorenzo e più in generale alla Tiburtina : uno è quello che c’è oggi ossia il tunnel di S. Bibiana ma l’altro non esiste più anche se per il progettista era considerato più importante del primo perchè era in asse con viale Manzoni arteria importantissima e fondamentale del rinnovato assetto urbanistico del rione.
Un’altra cosa che suscita interesse è l’importanza che era stata riservata al Ninfeo degli Horti Liciniani con una grande area di rispetto ( circa la metà di piazza di Porta Maggiore) sia dalla parte della ferrovia, sia principalmente dalla parte opposta. Interessante il fatto che l’attuale via Giolitti era considerata un’arteria principale ed importante per il rinnovato rione tanto che era stata progettata per essere un viale alberato alla stessa stregua di viale Manzoni, via Merulana, via di Porta Maggiore e via di S. Croce in Gerusalemme. Da sottolineare anche come una vasta area (tra via di Porta Maggiore e via di S. Croce in Gerusalemme) fosse stata destinata come “area per gli edifici governativi” e in particolare per la nuova costruzione del Policlinico poi intitolato ad Umberto I, allora ancora da progettare e poi spostato in altra zona. Nei decenni successivi in quelle stessa area vennero costruite unità di edilizia residenziale e l’attuale sede della filiale romana della Fiat.
Come si può notare da questa pianta che ritrae la medesima zona ai giorni nostri, del sottopassaggio in asse con viale Manzoni non c’è più traccia, la zona di rispetto di fronte al Ninfeo degli Horti Liciniani non è stata rispettata e si costruì quasi a filo della strada e nel 1917 venne creata la linea ferroviaria Roma Fiuggi che restrinse in maniera ancor più significativa la carreggiata e di fatto costrinse alla chiusura del monumento. Altro martirio urbanistico lo ha subito nel corso degli anni la chiesa di S. Bibiana (capolavoro di G.L.Bernini) che il Viviani aveva preservato incastonandola in una piazza di non modeste dimensioni : la ferrovia Roma Fiuggi prima, l’ala Mazzoniana della nuova Stazione Termini dopo, l’hanno praticamente nascosta e relegata in una posizione di secondo piano accresciuta oggi dal degrado che regna in quella zona interessata anche dall’abbandono in cui versa l’ex cinema teatro Apollo chiuso ormai da circa 15 anni (e di proprietà del Comune).
Per chiudere questo articolo una paio di considerazioni interessanti. La prima è che nell’elaborato risulta senza ombra di dubbio che già nel 1883 era chiara l’idea di creare l’attuale via dei Fori Imperiali con la legenda “Demolizioni per ampliamento e apertura di strade”. E’ sintomatico che si pensò alla creazione di una via che collegasse la zona del Colosseo con la zona del parlamento e dei ministeri ancor prima che fosse pensato e progettato il Vittoriano.
La via era il proseguimento ideale dell’asse Viale Manzoni, Via Labicana e si intersecava con via Cavour ideata e costruita in quel periodo grazie a questo piano regolatore. La seconda è che molto probabilmente fino alla fine del secondo conflitto mondiale il sottopassaggio di viale Manzoni esistesse ancora, come qualche anziano del rione ricorda, venne chiuso in un secondo momento per ricavarne degli altri locali nella costruzione che attualmente ospita il pensionato della Polizia e delle FF.SS. .
Tale asserzione risulta evidente osservando che la base del corpo di fabbrica ortogonale a Viale Manzoni è completamente diversa dal resto del fabbricato ed è quindi chiaro che sia stata un’opera successiva e sicuramente peggiorativa del progetto originale che comprendeva il sottopassaggio che avrebbe dovuto essere il gemello di quello situato dinanzi a via Alfredo Cappellini.







