Una formazione dal sound originale, in cui il dialogo tra strumenti fa da vero solista, attraverso un repertorio unico di gemme rare, standard celebri e tempi insoliti che attraversano il tempo: dallo swing degli anni 30 al jazz più moderno.
Componenti di sezioni ritmiche di rinomate band della scena swing e jazz, sideman affidabili di solisti affermati, i JAZZ RUSSELL si sono riuniti in una propria formazione, forti dell’affiatamento musicale e personale costruito in anni di collaborazioni comuni.
Con arrangiamenti rigorosamente “espresso” e in movimento, i JAZZ RUSSELL fanno sempre un po come gli pare, e si rivolgono a chi ascolta con spontaneità, sincerità e con un solo obiettivo: il gioco!
Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
LA DONNA ELETTRICA
un film di Benedikt Sterlingsson
Islanda/Francia/Ucraina 2018 101′
Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande… Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.
Il 24 aprile alle 18.00 ci sarà la presentazione del libro Cantieri e città. La pubblicazione intende documentare con gli occhi dei giovani allievi dei Corsi di Fattibilità del Progetto e sotto forma di carnets de voyages alcune opere che furono “in via di realizzazione” (2013-2015). Una testimonianza di come tali opere siano vissute e fruite oggi, oramai tutte funzionanti. Attraverso 15 casi studio, Cantieri e città permette di “toccare con mano” che esiste una possibile condotta del cantiere, praticata da tecnici (architetti, ingegneri, geometri, imprese, maestranze) che rifiuta la ricerca affannosa del tornaconto e della convenienza personale e che produce, viceversa, qualità edilizia e architettonica.
Cantieri e città racconta, nei progetti e nelle realizzazioni sopra elencate, queste virtuose esperienze.
All’incontro del 24 aprile 2019, ore 18.00 nella Sala delle Sculture, foyer di Palazzo Merulana parteciperanno:
Prof. Mario Panizza, Architetto, Rettore Roma Tre (2013-2017)
Ing. Gioia Gorgerino, Vice Presidente ANCE giovani
Arch. Fabrizio Zamponi, Libero professionista e progettista.
Sarà presente l’autore Prof. Alfredo Passeri.
Modalità di partecipazione
Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti
Info
+39 0639967800
info@palazzomerulana.it www.palazzomerulana.it
Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate ma si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione
In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio
In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.
In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato
In quest’altro dal nome “Capriccio di rovine romane con predicatore” il monumento appare con la piramide Cestia, un edificio a pianta circolare che unisce il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla a Tivoli, l’obelisco di Augusto a Piazza del Popolo e le “colonnacce” del Foro di Nerva
G.P. Pannini Capriccio di rovine Romane con predicatore 1745
Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram
e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio
Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.
Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.
Sabato 20 aprile, ore 21:30, il Palazzo del Freddo presenta il NICOLA BUFFA MEDITERRANEAN JAZZ PROJECT.
Una formazione composta da musicisti che hanno deciso di intraprendere e di percorrere con coraggio e fino in fondo una strada molto impegnativa, quella della musica originale basandosi sulle creazioni del M° Nicola Buffa, chitarrista e leader del quartetto, oltre ad eseguire alcuni riarrangiamenti dei grandi classici del repertorio internazionale.
La cifra compositiva, di chiara ispirazione jazzistica, permette di ottenere un sound fresco ed inusuale, che attinge a piene mani dalla tradizione ma che pur con gli evidenti e doverosi riferimenti ai grandi del passato, si affranca da qualunque rischio di vacua imitazione.
Ognuno dei protagonisti ha fatto i propri percorsi ed esperienze tra le più varie portando quindi con sè un enorme e variopinto bagaglio, ricco di sfumature che i quattro esprimono magicamente attraverso le loro interpretazioni.
Le melodie sensuali ed accattivanti si sposano a meraviglia con le armonie tonali tipiche della tradizione latina, in altri casi si muovono più libere e leggiadre sulle ali di contesti modali che caratterizzano la musica orientale, gli assoli sgorgano naturali dalle loro anime ad impreziosire le strutture rigorose in forma di canzone, il tutto supportato dal magico sostegno di ritmi provenienti dalle etnie legate al bacino del mediterraneo.
In altre parole un gruppo italiano aperto al mondo.
Il duo interpreta brani prettamente new soul e ne fa delle piccole perle, grazie ad un continuo interplay e ad arrangiamenti insoliti.
In repertorio brani che vanno da Erykah Badu ad Amy Winehouse fino ad approdare ai Radiohead.
Massimo Cantisani: voice & guitar.
Marco Calderano: drum & synth.
Prendi due cantanti giovani, belle e cattive, un cantante chitarrista con la passione per i bassi, un folle pianista di ragtime e un batterista che suona anche senza batteria.. E poi dagli un obiettivo: trovare e suonare lo Swing… anche quando non c’è! Oltre ai classici dello Swing, Ragtime&Jive, musiche e successi di ogni epoca riletti in chiave Swing ….
Alice Albanese Ginammi – Voce; Cecilia Morrone – Voce; Lorenzo Mazzoni – Voce/Chitarra; Andrea Marano – Pianoforte; Daniele Russo – Batteria