Il pianista e compositore Greg Burk ha sfidato le categorie fin da quando la sua carriera discografica è iniziata 20 anni fa. Nato in una famiglia di musicisti classici, emerso ad una giovane età nella scena jazzistica di Detroit è infine come studente dei maestri del jazz come Yusef Lateef e Paul Bley, la musica di Burk si muove senza sforzo tra i mondi musicali.
Il Greg Burk Trio unisce queste diverse correnti in una personalissima concezione musicale, caratterizzata da melodie memorabili, vivaci interazioni ritmiche è lo swing del suo nativo Michigan. Il “Electric Dream” project, con il bassista Giulio Scianatico e il batterista Reinaldo Santiago, incorpora l’uso espressivo del sintetizzatore moog, con sfumature di “Weather Report”.
Questo sound si può ascoltare nella registrazione di Greg Burk “Deep Blue Sky”.
“Portrait of Ennio” non è solo un tributo alla musica del Maestro Morricone, ma un ritratto personale di come il quartetto, capitanato dal saxofonista Patrizio Destriere, vede e sente la musica che ha accompagnato pellicole celebri e meno celebri nell’arco di mezzo secolo di produzione. Da “Metti una sera a cena” a “La leggenda del pianista sull’oceano”, da “Il buono, il brutto e il cattivo” a “C’era una volta in America”.
Patrizio Destriere commenta così il nuovo album: “il disco “Portrait of Ennio” è una sorta di visione prospettica rivisitata secondo la sensibilità mia e dei musicisti che hanno suonato con me nei confronti del corpus musicale di Ennio. Una visione legata al lato jazzistico del Maestro, che come da sue dichiarazioni, ha sempre considerato una musica lontana dalla sua anima; ma che nella sua produzione è presente con materiale di pregevole fattura, basti ricordare i film degli inizi degli anni ‘80 permeati da colonne sonore di stampo jazzistico. Il nostro contributo è stato quello di esaltare questa visione della sua opera sviluppandola con il nostro linguaggio con arrangiamenti curati e sonorità che vanno oltre alla catalogazione commerciale. Portrait of Ennio vuole essere il ritratto che racchiude le mille sfaccettature di un compositore complesso e geniale qual è Ennio Morricone”.
Gabriele Coen: sassofono soprano Francesco Poeti: chitarra
Riccardo Gola: contrabbasso
Luca Caponi: batteria
Gabriele Coen rende omaggio al suo strumento d’elezione, il sax soprano, interpretando oltre ad alcuni brani originali, il repertorio dei suoi interpreti più prestigiosi, da Sidney Bechet (Petit fleur) a John Coltrane (My Favorite Things) e Wayne Shorter (Beauty and the Beast), passando per Steve Lacy (Reflections), Jan Garbarek (Country) e Paul McCandless degli Oregon (Hungry Heart).
Con l’eclettismo espressivo che è il segno distintivo del suo percorso artistico e di ricerca, Gabriele Coen presenta brani tradizionali e composizioni originali, creando un’appassionante, inconsueta, lirica, esperienza musicale attraverso un tessuto sonoro che attinge al jazz, al rock, alla world music.
Dopo le precedenti esperienze con i Klezroym il sassofonista romano ha inciso due brillanti lavori con la Tzadik , l’etichetta newyorchese di John Zorn (Awakening del 2010 e Yiddish melodies in Jazz del 2013) e a maggio 2017 Sephirot, Kabbalah in music per Parco della Musica Records.
Gabriele Coen ha sviluppato in questi ultimi tre anni altri tributi (John Zorn, Kurt Weill, Leonard Bernstein) con un nuovo quintetto a suo nome che vede la partecipazione di alcuni importanti nomi del nuovo jazz italiano, in particolare con il batterista Zeno De Rossi e il contrabbassista Danilo Gallo. Sempre recente è la collaborazione di Coen con Teho Teardo e Blixa Bargeld, per gli ultimi premiati lavori Nerissimo (2016) e Fall (2017). A novembre 2019 è in uscita il nuovo cd del quintetto di Gabriele Coen per Parco della Musica Records intitolato “Leonard Bernstein Tribute”.
Secondo incontro di SPAZIO PAROLA a cura di Gisella Blanco e Elisabetta Destasio. Sei poeti leggeranno i loro versi, pubblicati e inediti, nella suggestiva cornice dei Giardini di Piazza Vittorio a Roma, sotto il grande schermo cinematografico.
ImperfecTrio nasce da un’idea di Roberto Gatto e dalla stretta collaborazione con Pierpaolo Ranieri, con cui diede vita, diversi anni fa, al Perfect Trio. L’esigenza e l’amore per la ricerca nell’improvvisazione jazz contemporanea, porta i due artisti all’incontro con il sassofonista romano Marcello Allulli, dando vita ad un nuovo progetto.
L’Imperfect è una formazione elettrica con una concezione moderna del Jazz, con ampio spazio alle improvvisazioni in una miscela di suoni, rumori, sequenze, armonizer e altri oggetti elettronici.
I tre musicisti propongono brani originali e offrono una lettura personale di alcuni standard della tradizione Jazz: autori come Thelonious Monk e Duke Ellington vengono proposti in modo nuovo, riscoprendone così anche le illimitate doti compositrici, in una direzione completamente innovativa.