Lezione 1 — Botulino: il nemico invisibile degli alimenti Il Clostridium botulinum è un batterio capace di produrre una delle tossine naturali più potenti al mondo, il botulismo che è diventato tragicamente protagonista delle cronache di questa estate. Ma come si sviluppa in ambienti privi di ossigeno (come conserve casalinghe mal preparate), quali sono i sintomi dell’intossicazione, e soprattutto come prevenirne la crescita attraverso corrette pratiche di conservazione e igiene alimentare? Un focus particolare sarà dedicato al ruolo dei controlli ufficiali e alla responsabilità del consumatore nella sicurezza domestica.
A condurre gli appuntamenti sarà Francesca Rocchi, presidentessa Slow Food Roma, che ci proporrà ogni mese percorsi tematici legati alle tradizioni ed alla cultura del cibo.
Per accedere alle lezioni, ogni partecipante dovrà acquistare presso il nostro infopoint una card nominale al costo di 15,00 euro.
Con la card, si avrà la possibilità di assistere a 3 lezioni nel mese corrente o nei successivi e uno sconto del 10% valido sempre e in tutte le botteghe del Mercato.
Un giorno veramente particolare per tutte le leggende e le tradizioni legate all festa di San Giovanni
Dal sito “Turismo Roma”
È l’unico santo di cui si celebra non solo il giorno del martirio ma anche quello della nascita, il 24 giugno appunto, e la sua festa fu per secoli un affascinante intreccio di sacro e profano, religione e superstizione. Per la tradizione popolare, infatti, nella notte della vigilia a Roma le streghe si davano appuntamento proprio nei pressi della basilica dedicata al santo, chiamate a raccolta dai fantasmi di Erodiade e Salomè, per fare incetta di anime. Come allontanare gli spiriti del male? Al lume di torce e lanterne, i romani arrivavano in massa al Laterano per pregare il santo ma l’atmosfera che si respirava non era certo di religioso raccoglimento. Anzi, per tutta la notte sulla piazza regnavano chiasso, tumulto e allegria sfrenata. Per una buona ragione: il frastuono, condito da trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo, era necessario per impaurire le streghe e impedire loro di raccogliere le erbe da usare negli incantesimi. E naturalmente, poi, si beveva e si mangiava a profusione: il vino dei Castelli serviva a digerire i gran pentoloni di lumache al sugo, portate da casa o cotte sul posto, un piatto dal forte sapore allegorico. Le corna delle lumache simboleggiavano infatti discordia e preoccupazioni: seppellirle nello stomaco significava distruggere le avversità e riconciliarsi con il mondo. All’alba, dopo lo sparo del cannone da Castel Sant’Angelo che segnava la fine della baldoria, il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa, e dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento che tornavano a far scatenare la folla. Dagli inizi del Novecento, la festa assunse caratteri più borghesi e cominciò a perdere progressivamente la sua antica
E un dettagliato articolo dull’acqua di San Giovanni e la sua preparazione dal sito “Le vie del mistero”
Questo pomeriggio, dalle 13, manifestazione con corteo in Centro da piazza Vittorio Emanuele II a piazza di Porta San Giovanni.
All’evento è prevista la partecipazione di circa 50mila persone che sfileranno lungo via Emanuele Filiberto.
Divieti di sosta già dalle prime ore di oggi su piazza Vittorio, piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto e viale Carlo Felice.
Sono previste chiusure in piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto e in viale Carlo Felice nel tratto compreso tra piazza di Porta San Giovanni e via Conte Rosso.
Ulteriori chiusure in piazza Vittorio Emanuele II da via Carlo Alberto a via dello Statuto e nel tratto compreso da via Leopardi a via Ugo Foscolo e poi tra via Emanuele Filiberto e via Principe Eugenio.
Deviazioni o limitazioni per le linee 3, 5, 14, 16, 51, 81, 85, 87, 105, 218, 360, 590, 649, 665 e 792.
Borzacchiello torna a teatro con uno spettacolo unico che unisce formazione, intrattenimento e magia.
Un monologo formativo che fonde intrattenimento e crescita personale, per imparare divertendosi e portare nella vita reale strumenti pratici per migliorare comunicazione, relazioni e risultati, sia in ambito personale che professionale.
Esposti nell’atrio della Fondazione Enpam, in piazza Vittorio Emanuele II 78, a Roma, si possono ora apprezzare alcuni quadri di Marilena Ramadori, architetto e artista. Filo conduttore della sua ricerca e tema portante della mostra, intitolata “Trame urbane. Tra geometri e visioni”, è l’architettura.
Le opere della Ramadori, che negli ultimi dieci anni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, saranno esposte fino al prossimo 11 maggio.
La mostra, visitabile nelle ore di apertura dell’ufficio accoglienza della Fondazione, è organizzata grazie alla Associazione di promozione sociale “Piazza Vittorio – Aps” ed è patrocinata dall’Enpam e dall’Ordine degli architetti di Roma.
Valter Sivilotti,pianoforte, arrangiamenti e direzione musicale E con I solisti della Accademia Naonis di Pordenone: Lucia Clonfero, violino | Igor Dario, viola | Alan Dario, violoncello | U.T. Gandhi, percussioni | Franca Drioli, soprano
Un viaggio musicale alla ricerca dell’essenza nella confusione della modernità, un rapimento – mistico e sensuale – tanto necessario in questo tempo in cui viviamo.
Ispirato al repertorio mistico del grande Maestro, i due artisti si rendono interpreti con grazia e rispetto dei messaggi spirituali che ne hanno reso immortale l’opera.
Un’occasione per riscoprire un’eredità preziosa, in una nuovissima veste arrangiata dal Maestro Valter Sivilotti.
Pochi sono gli artisti come Franco Battiato, capaci con le loro opere di “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia in grado di risvegliare e accarezzare l’anima.
Pellegrino dell’Assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un patrimonio inestimabile, in cui alla forma canzone si sposa una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale L’ombra della Luce alla struggente La cura, passando per E ti vengo a cercare fino aTorneremo ancora, il suo ultimo brano inciso e non a caso il titolo scelto per il concerto.
È la libertà che ho sempre ammirato in Battiato: rivela Simone Cristicchi. Gli devo molto, devo molto alla sua infinita grazia, al suo modo di concepire l’arte come “missione” per aiutare la crescita e l’evoluzione spirituale dei propri contemporanei. Battiato è un punto di non ritorno: c’è un prima e un dopo di lui, nessun altro. È stato l’unico cantore di un divino che non ha mai saputo di incensi e sagrestie. Con questo progetto sento l’emozione e il privilegio di interpretare insieme ad Amara il suo repertorio mistico, e immergermi ancora più profondamente in quei messaggi che valicano i confini del tempo.
Viaggiare nella consapevolezza della coscienza lucida di Battiato è stato come spingermi oltre confine, un elevarsi a nuove frequenze, altri codici, altre certezze, alte visioni del Sé e della realtà circostante: sottolinea Amara. Una trasmutazione radicale, direi, per chi come me cerca verità e orizzonti nuovi da valicare.
Grazie a Franco ho capito che è solo oltrepassando sé stessi che si può raggiungere quel “Centro di gravità permanente” che tanto cerchiamo.
Sul palco, accompagnano i due artisti il Maestro Valter Sivilotti al piano e i solisti della Accademia Naonis di Pordenone (Lucia Clonfero, Igor Dario, Alan Dario, U.T. Gandhi, Franca Drioli). Alternano l’esecuzione dei pezzi alcune letture tratte dai maestri che hanno influenzato il pensiero di Battiato: Rumi, Gurdjieff, Ramana Maharshi, Willigis Jager e il teologo Guidalberto Bormolini.
Avvicinarsi a un gigante come Battiato non è un compito facile. Simone Cristicchi e Amara possiedono la profondità d’animo necessaria per affrontare con successo questa sfida: afferma Franz Cattini, fondatore di IMARTS e storico manager di Franco Battiato.
M. Louis Philippe ANDREA ORTIS | Madame Odile FLORIANA MONICI | Madamoiselle Aline CHIARA DI LORETO | Luc RAFFAELE FICIUR | Juliette LARA FERRARI | Vanille REBECCA ERROI| Sophie GIULIA MAFFEI | Camille FEDERICA DE RIGGI | Eugenie SERENA POMER
con MUSICHE DAL VIVO Antonello Capuano (chitarra) | Leonardo Mazzarotto (violino) | Andrea Salvadè (pianoforte/Musette) | Marco Molino percussioni | Lorenzo Mastrogiuseppe (contrabbasso)
Testi Andrea Ortis | Scene Gabriele Moreschi | Coreografie Marco Bebbu | Arrangiamenti e composizioni Antonello Capuano | Orchestrazioni Francesco Coia | Libretto e adattamento testi Andrea Ortis | Luci e video Virginio Levrio | Suono Francesco Iannotta | Costumi Marisa Vecchiarelli e Myriam Somma | Assistente alla Regia Emma De Nola
Amministratrice di Compagnia Luisa Iandolo | Assistente di Produzione Federica Zangari
una produzione MIC INTERNATIONAL COMPANY Produttore Esecutivo Lara Carissimi
SENZA SALE Come sarebbe la nostra vita senza l’uso del sale? È dannoso o utile per la nostra vita metabolica? In un mondo dove metà della popolazione dei paesi industrializzati soffre di ipertensione, un appuntamento per capire come funziona il nostro corpo quando il sale entra nella nostra vita per arrivare a capire perché le capre vanno pazze per il sale.
Per accedere alle lezioni, ogni partecipante dovrà acquistare presso il nostro infopoint una card nominale al costo di 15,00 euro. Con la card, si avrà la possibilità di assistere a 3 lezioni nel mese corrente o nei successivi e uno sconto del 10% valido sempre e in tutte le botteghe del Mercato.
“Di un tempo fragile” di Alessia Zolfo presenta opere pittoriche realizzate dall’artista negli ultimi due anni. È un’esplorazione della fragilità e complessità dell’animo umano. Con uno stile pittorico intenso e intimo, l’artista affronta temi di memoria, identità e vulnerabilità, trasformando il corpo e il volto in simboli universali di esperienze collettive e personali. Le sue opere si soffermano su dettagli che affiorano come frammenti di storie passate, evocando una narrazione visiva che è al tempo stesso profonda e misteriosa.
Attraverso una tavolozza sobria e materica, l’artista ci guida nei meandri dell’emozione e della riflessione, dove il tempo sembra sospeso e il dolore silenzioso si intreccia a una bellezza effimera. Ogni opera invita a soffermarsi, a riscoprire la delicatezza e la forza di ciò che è fragile, e a guardare negli occhi una vulnerabilità che ci accomuna.
Alessia Zolfo, nata a Napoli nel 1984, docente di Arte nella scuola secondaria, si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, dove ha sviluppato un linguaggio visivo unico che unisce pittura e scultura. La sua opera si distingue per l’uso di materiali poveri – legno, carta e stoffa – dando forma a figure che, come note di un alfabeto antico, raccontano di intimità e storia. Zolfo scolpisce e dipinge corpi e volti come simboli, in un linguaggio che Zani definisce “prudente e riservato”, lontano da ogni clamore, evocativo di una memoria collettiva e intima.