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28/2 e 1/3/26 “Onirica” al Teatro Basilica

28 febbraio e 1 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Onirica

 

Descrizione

Onirica è un percorso frammentato di ricordi provenienti da un mondo altro, quello dei sogni. Sfruttando la componente ipnotica della performance e dell’installazione visiva e sonora, avvicina lo spettatore ad uno stato percettivo non affidato alla comprensione logica di quanto accade in scena, ma al riconoscimento – più o meno consapevole – dell’esperienza che ogni essere umano ha del mondo dei sogni.

Maya è tormentata dai suoi sogni,  tanto da non distinguere più con chiarezza la veglia dal sonno. Nei sogni di Maya ci sono due figure maschili ricorrenti, una estremamente sensuale e oggetto di un grande desiderio che si trasforma in ossessione. La seconda amichevole, una sorta di alleato sempre presente, quasi data per scontata.

In scena si susseguono immagini oniriche. La drammaturgia segue la logica dei sogni e porta il pubblico in una dimensione altra, composta dalla rappresentazione dei sogni di Maya, dalla loro rievocazione, dai tentativi di ricostruirli. Riattraversando sogni ricorrenti e riuscendo a mantenersi lucida durante essi, Maya riuscirà ad aumentare il suo livello di consapevolezza e ad avere potere conscio sul suo mondo onirico, arrivando a modificarlo.

Crediti Artistici

di Collettivo EFFE

regia Giulia Odetto
testi Giulia Odetto e Antonio Careddu
con Daniele Giacometti, Camilla Soave, Riccardo Micheletti, Catherine Bertoni De Laet
drammaturgia Antonio Careddu
ambientazione sonora Lorenzo Abattoir
scene Gregorio Zurla
assistente alla creazione Valentina Spaletta Tavella
con il contributo artistico di Andrea Triaca, Camille Guichard e Beatrice Vecchione

Date

28 febbraio 2026, ore 19:30
1 marzo 2026, ore 16:30

Biglietti

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 19 al 22/2/26 “Chi ha ucciso mio padre” al Teatro Basilica

Dal 19 al 22 febbraio 2026

TEATRO BASILICA

Chi ha ucciso mio padre

 

Descrizione

Il ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo, nelle pagine di un testo

dettato, sono parole dello stesso Édouard Louis, non dalle esigenze della letteratura, ma da

quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo).

Ma è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo

racconta, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno, in

autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno

scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria, i quaderni, le cartelle. Eri pazzo di gioia, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica, perché la politica per loro non cambia quasi nulla».

La vera differenza, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato, un dominato, un perdente, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare, gli arabi, le donne, gli effeminati. C’è una premessa, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura».

È una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a

rilascio lento, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura

sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da

un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare, ma dalle leggi e dalle

regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo.

Scrittore che visibilmente guarda al teatro, Édouard Louis è diventato un logico passaggio

verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per

anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare, ovviamente, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico, ma nella possibilità, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo.

 
 
Crediti Artistici

testo Edouard Louis

regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

con Francesco Alberici, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35

traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A.

adattamento italiano Francesco Alberici, Daria Deflorian, Antonio Tagliarini

collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini

costumi Metella Raboni

assistenza alla regia Chiara Boitani

collaborazione artistica Andrea Pizzalis

per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani

una produzione INDEX, A.D., Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi, FOG Triennale Milano Performing Arts

con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

Qui a tué mon pére, © 2018, Edouard Louis All rights reverved Edouard Louis

Chi ha ucciso mio padre, © 2019, traduzione di Annalisa Romani, Giunti Editore S.p.A./Bompiani

Date

dal 19 al 21 febbraio 2026, ore 21:00
22 febbraio 2026, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

 

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 18/2 all’1/3/26 ” Art!” diretto e interpretato da Michele Riondino al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 18 febbraio all’1 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

ART!

di Yasmina Reza

diretto ed interpretato da

Michele Riondino

con Daniele Parisi, Michele Sinis
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Silvia Segoloni
una produzione Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo
e Fondazione Sipario Toscana onlus – La città del Teatro

“Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, MICHELE RIONDINO da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e venti per un metro, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».
Inizia così Art, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme, e il citato quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti.
In questa commedia crudele e divertente sull’ amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia.”

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 febbraio ore 21:00
  • venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 febbraio ore 19:30
  • sabato 21 febbraio ore 16:30
  • domenica 22 febbraio e domenica 1 marzo ore 17:00

Dal 18 al 22 /2/26 ” Ogni promessa è debito” al Teatro Brancaccio

Dal 18 al 22 febbraio 2026

TEATRO BRANCACCIO

Vincenzo Salemme

Ogni promessa è debito

produzione Chi è di scena
organizzazione e distribuzione Ventidieci | Stefano Francioni Produzioni.

“Il voto religioso, la promessa di donare una cospicua cifra in danaro alla Santa protettrice del proprio paese, valgono comunque, anche se fatti da un sonnambulo in dormiveglia? È proprio quello che accade a Benedetto Croce, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli. L’uomo, a bordo di una barca, finisce sugli scogli, ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi, per un colpo in testa, durante l’incidente, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio alla radio di bordo: “vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!” Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre. Il fatto è che Benedetto Croce, una volta risvegliatosi dallo svenimento, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma, una volta tornato a casa, tutti gli chiedono di quel voto. I figli vogliono sapere se il loro papà, vedovo e pieno di debiti, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri, dal sindaco al parroco della chiesa di sant’Anna, dai soccorritori, al fratello Gaetano, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati, perché vantano diritti su quella donazione. Nessuno, insomma, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo, ha fatto sì un voto a Sant’Anna, ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché, seppure da sonnambulo, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale, ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché come sappiamo bene “ogni promessa è debito!!?

Maggiori informazioni

16/2/26 Rassegna On stage – Letture americane “Consenso” al Teatro Basilica

16 febbraio 2026 dalle ore 21:00

TEATRO BASILICA

Rassegna

On Stage – Letture Americane

Consenso

 
Descrizione

Una serie dedicata al teatro americano indipendente, in un momento storico in cui la libertà di espressione – garantita dal Primo Emendamento della Costituzione – viene sempre più spesso messa in discussione, se non apertamente negata.

La rassegna dà voce a drammaturghi e artisti che, attraverso il teatro, continuano a interrogare la società e a difendere il diritto a esprimersi liberamente.

A curarla è KIT Italia di Roma, realtà specializzata nella traduzione e nell’adattamento per sopratitoli di testi teatrali in lingua inglese. Partner del progetto sono Kairos Italy Theater di New York e il Teatro Basilica, che ne è anche il produttore e ospita la serie. Le traduzioni dei testi sono state prodotte da OnStage! Festival in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre.

OnStage! Festival è stato fondato nel 2019 da KIT Italia, The International Theatre e Kairos Italy Thater in collaborazione con MThI.

Programma:

  • 9 dicembre 2025: “Lost and Found” di Kaaron Briscoe, a cura di Giordana Morandini / Zio Albert Produzioni, Traduzione Aurora Tosatti*

  • 19 gennaio 2026: “Battezzati fino al midollo” (titolo originale “Baptized to the bone”) di Dave Johnson, a cura di Fucina 0, Traduzione Claudia Bedetta*

  • 16 febbraio 2026: “Consenso” (titolo originale “Consent”) di Frank J. Avella, a cura di Gruppo della Creta, Traduzione Donatella Codonesu

  • 9 marzo 2026: “Actually, we’re Fucked!” di Matt Williams – a cura di Gruppo della Creta, regia di Meghan Finn Traduzione Claudia Zerilli*

*Traduzioni a cura di OnStage! festival in collaborazione con Università Roma Tre, Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere

Date

9 dicembre 2025: ore 19:30
19 gennaio 2026, ore 21:00
16 febbraio 2026, ore 21:00
9 marzo 2026, ore 21:00

Prezzo

✦ Biglietto unico a 5€

 
Crediti Artistici

rassegna a cura di KIT Italia, Kairos Italy Theater e Gruppo della Creta

nell’ambito di OnStage! 2025-2026 Festival di Teatro Americano

letture a cura di Gruppo della Creta e Matteo Baronchelli

produzione Gruppo della Creta

con il sostegno del Ministero della Cultura

14 e 15/2/26 “Una storia palestinese” al Teatro Binario 30

14 e 15 febbraio 2026

TEATRO BINARIO 30

Una storia palestinese

per chi non può raccontare
Nino Racco

Teatro cantastorie

Nino Racco, attraverso il suo spettacolo teatrale “Una storia palestinese”, offre una narrazione profonda toccante per chi non può raccontare la propria storia. Attraverso parole, musica immagini, Racco accompagna il pubblico in una riflessione sul dolore, la resistenza la dignità.Questo spettacolo è parte di un tour militante di solidarietà con il popolo palestinese, volto dare voce chi non può

prenotazioni info@binario30teatro.it – ninoracco.actor@libero.it

Teatro BINARIO30 via Giolitti, 159   00185 ROMA

 

 

Dal 12 al 15/2/26 “Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto” al Teatro Basilica

Dal 12 al 15 febbraio 2026

TEATRO BASILICA

Giulietta e Romeo

Stai leggero nel salto
Descrizione

Un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare, costruito attraversando le poche scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Cinque quadri suonati nelle parole che Romeo dice a Giulietta e quelle che Giulietta dice a Romeo. Loro due soli.

Crediti Artistici

drammaturgia e regia Roberto Latini

con Federica Carra e Roberto Latini

musiche e suono Gianluca Misiti

luci e direzione tecnica Max Mugnai

costumi Daria Latini

video Collettivo Treppenwitz

produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 5 all’8/2/26 “Arecibo” al Teatro Basilica

Dal 5 all’8 febbraio 2026

TEATRO BASILICA

Arecibo

 
Descrizione

Tre performer, Mario, Giulia e Andrea, si trovano insieme a ripercorrere la storia di un messaggio unico, quello di Arecibo, che nel 1974 il più grande radiotelescopio del mondo ha inviato verso lo spazio profondo. Un segnale codificato in sistema binario, che racchiudeva informazioni sul DNA, sui numeri, sugli elementi chimici e sulla posizione della Terra, un autoritratto dell’umanità lanciato verso destinatari sconosciuti. Dal loro confronto, emergono gli episodi scientifici, i dati storici, le figure come Frank Drake, Jill Tarter e Carl Sagan, che hanno dato un contributo fondamentale alla ricerca di vita intelligente nell’universo. Arrivano anche altri tentativi di comunicazione interstellare, dalle sonde Voyager ai messaggi di progetti più recenti, fino ai giorni nostri, in un mix di iniziative commerciali e gesti individuali, dove il silenzio di ritorno suggerisce un dubbio: non è che gli alieni ci ghostano?

Così, quella che sembrava un’idea grandiosa diventa anche la cronaca di un’illusione: un progetto scientifico trasformato in spettacolo, un’azione collettiva sostituita da messaggi individuali lanciati nel vuoto. Il messaggio di Arecibo è ancora in viaggio, ma intanto sulla Terra si moltiplicano i segnali non ricevuti: messaggi ignorati, notifiche silenziate, tentativi di

contatto che restano appesi. In un presente iperconnesso, in cui la comunicazione è continua ma spesso priva di ascolto, il gesto di Arecibo interroga il nostro rapporto con il silenzio, l’attesa, l’altro. E pone una domanda: se non sappiamo più come parlare tra noi, che senso ha mandare un messaggio verso i cieli?

Crediti Artistici

Un progetto Fucina Zero

Regia: Matteo Finamore

Drammaturgia: Jacopo Angelini

Con: Mario Berretta, Andrea Carriero, Giulia Rossoni

Architettura sonora: Giulia Menaspà

Consulenza al suono: Pasquale Citera

Light designer: Omar Scala

Costumi: Giulia Barcaroli

Organizzazione: Veronica Toscanelli

Consulenza Artistica: Roberto Scarpetti

Produzione: lacasadargilla, Gruppo della Creta

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.co

Dal 4 al 15/2/26 “A casa tutti bene” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 febbraio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

A casa tutti bene

Scritto da GABRIELE MUCCINO
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison

 

Tratto dal film “A casa Tutti bene”
Scritto da Gabriele Muccino e Paolo Costella
Prodotto da Lotus Production- una società del gruppo Leone Film Group
con Rai Cinema
regia di Gabriele Muccino

con
Giuseppe Zeno Anna Galiena
Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami,
Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone,
Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino
Musiche Nicola Piovani
Coproduzione Best Live e Teatro Stabile d’Abruzzo

Scritto da Gabriele Muccino
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison
Musiche a cura di Pasquale Filastò – Edizioni Lodus Production
Scene Roberto Crea, Costumi Angelica Russo, Luci Marco Macrini
Video grafica Mirko Ruggiero – Jacopo Reale Aiuto regia Martina Glenda
Casting Marita D’Elia, Direttore di Produzione Francesca Chiappetta
Produzione esecutiva Elisabetta Nepitelli Alegiani

Una famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni.
Conosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena, e ci rispecchieremo nelle loro speranze, nei loro innamoramenti, nei loro tradimenti, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore.

Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari.
Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze.
Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.

Gabriele Muccino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 febbraio ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 febbraio ore 19:30
  • sabato 7 febbraio ore 16:30
  • domenica 8 e domenica 15 febbraio ore 17:00
credit fotografico Riccardo Ghilardi

3/2/26 “Euridice e Orfeo” Reading per voci e musica alla Casa del I Municipio