CINEVILLAGE VITTORIO – GIARDINO DI PIAZZA VITTORIO
Porta Magica Festival
Dita di vetro
Martedì 12 settembre, alle ore 18:30, ANNELISA ALLEVA presenterà la sua ultima raccolta poetica, DITA DI VETRO – pubblicata in questi giorni da Aragno Editore nella collana Parallela, diretta da Irene Santori – che offre, a fianco del testo in italiano, la traduzione in questo caso in inglese.
L’incontro sarà condotto da MARCO COLLETTI, all’interno dei Giardini di Piazza Vittorio, nello spazio dell’Arena.
La postfazione è del poeta e critico TOMMASO OTTONIERI, la traduzione inglese di ELENA BUIA RUTT.
Annelisa Alleva, voce nota e apprezzata in Italia e all’estero, ha pubblicato come poeta, saggista e traduttrice. Le sue ultime raccolte sono La casa rotta nel 2010 (Premio Sandro Penna), Caratteri nel 2018 (Premio Viareggio giuria). La sua poesia è tradotta in russo, in inglese e in spagnolo. Ha pubblicato il volume di saggi e ricordi Lo spettacolo della memoria, 2013 (Premio Bella Achmadulina). Fra le traduzioni a sua cura: di Puškin tutta la prosa, e Poesie d’amore e epigrammi (Premio Puškin); di Tolstoj Anna Karenina (Premio Russia-Italia), e l’antologia Poeti russi oggi (Premio Lerici Pea).
Questo volume è stato scritto in tempo di Covid, nel 2021. Diverse le poesie che si riferiscono al lockdown, e molte anche quelle che parlano del rione Esquilino, dove la poetessa vive. All’Esquilino Annelisa Alleva osserva i passanti di tutte le razze, e gli animali che in qualche modo somigliano ai senzatetto: cornacchie, rondini, piccioni e gabbiani. Guarda anche ai personaggi che stazionano davanti ai grandi magazzini, o sulla soglia di negozi momentaneamente chiusi. Che cosa c’è a Esquilino? Una convivenza tutto sommato pacifica fra le diverse razze, l’occasione di viaggiare anche solo entrando dal parrucchiere cinese o in una rosticceria indiana. L’alienazione, anche, di certi negozi troppo spesso vuoti; miseria e caffè alla moda vi convivono ultimamente molto spesso. Nella postfazione Tommaso Ottonieri scrive che questa di Alleva “è poesia transitante, transitiva… estroflessa”. Vi si parla dei parchi di Roma, di sogni, di orizzontalità e verticalità. Intervallano le poesie tutte recenti alcune prose scritte da Annelisa Alleva quando era giovanissima, rimaste finora inedite. La sua è una poesia visiva. Crede in uno stile letterario che sia molto vicino al linguaggio colloquiale, ma che se ne differenzia per il fatto di essere scritto. Poco, però, quasi impercettibilmente. Linguaggio parlato con un tocco di eleganza in più.
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Oltre i limiti del linguaggio
La visione poetica di Marina Petrillo
OLTRE I LIMITI DEL LINGUAGGIO di MARINA PETRILLO, che con queste parole ci introduce alla presentazione della sua silloge poetica MATERIA REDENTA: ‘Una scia di impensabile grazia sottende a volte la creazione. È l’atto sospensivo, la vertigine alla quale risalire come atto magico, gesto in infinito ripetersi. Un perimetro del molteplice dal quale sottrarre un minuto spazio generante. Il poeta nomina le cose, le riconosce o semplicemente le smarrisce per ritrovarle. Nell’indicibile, cela un alfabeto scritto con la mano sinistra e decifra soavi algoritmi. Tace nel silenzio di un albero cavo del cui respiro perde traccia. Affanno del sentire. Si autoesclude come fosse monachesimo dello Spirito la parola tramutata in Verbo. Inciampa nel non detto e soffia la conoscenza come vaticinio, mito irrisolto. Nel sincronico agitarsi degli eventi, volge lo sguardo all’ istante dell’assenza, quando il nulla abita ogni tempo e il pensiero è attesa. Giungerà salvifico forse uno scavo, un inciso tratto, un supposto aereo segnale, sinapsi neuronale, messaggio inconscio. Fonte alla quale attingere il nuovo codice a smarrimento di sé. Di ogni umana metafora.’ Dialogherà con l’Autrice PLINIO PERILLI. Interpretazione musicale del Maestro OSCAR BONELLI. Letture sceniche di MARTA SCELLI, TERRY OLIVI, MARCO COLLETTI.
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Porta Magica Festival
presentazione del libro
Memorie di un distrofico
Presentazione del libro MEMORIE DI UN DISTROFICO di ANGELO DE FLORIO attraverso le toccanti e profonde parole dello stesso autore:
‘Un romanzo-non-romanzo. Una biografia che ripercorre l’impegno politico e culturale di un intellettuale che a ritroso e poco a poco ripercorre la sua vita attraverso le tappe che lo hanno
sprofondato in una malattia disabilitante.
Grazie all’insegnamento di amicizie come Rita Levi Montalcini ,Pietro Mennea e non solo, l’autore ha imparato a rialzare la testa e come non lasciarsi piegare dalle avversità e dalla malattia.
La affronta con coraggio e, con lo stesso spirito di lotta della “stagione” politica che lo ha visto protagonista.
Nonostante l’avanzare degli anni spicca nuovamente il volo superando in maniera straordinaria questa nuova “stagione” della sua vita ma con intatte la stessa passione e sogni giovanili, quasi a simulare lo scacciamento di un malocchio e le sue magie negative che lo hanno sotto bersaglio.
La narrazione esalta l’impegno civile,per il bene comune, sia politico che sanitario che accompagna il lettore dagli esordi degli anni sessanta del protagonista alla distrofia odierna con ampi sguardi sulle tante personalità che hanno costellato la sua vita soffermandosi anche su paesaggio, ambiente e cultura oltre ad essere ricco di spiritosi sipari.
Un romanzo saggistico che fa aprire gli occhi sulla condizione psicologica dei malati di FHSD ed altre malattie rare e che chiude con un capitolo con una visione avanzata e proposte per il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) ma allo stesso tempo equilibrata, del sistema medico e socio-assistenziale che mette al centro l’uomo.
Completano il libro un centinaio di note di approfondimento esistenziali, biografiche e soprattutto tecniche-sanitarie.
Molte sono state già le presentazioni dei libri: “Memorie di un distrofico” e “Storie diverse. La normalità del disagio”, ma martedì 5 settembre l’autore indirizzerà la serata per rilanciare la battaglia sull’abbattimento delle barriere architettoniche con il rilancio dei P. E. B. A. (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) di cui i Comuni sono dotati o dovrebbero esserlo sulla base della legge 241/90 e perché le Asl siano dotate di una piscina con tutti gli accessori necessari per una efficace terapia idrochinesiterapica.’
Tra realtà e finzione: l’Arte come strumento di denuncia sociale
La mostra è curata e diretta da 𝘓𝘰𝘳𝘦𝘥𝘢𝘯𝘢 𝘛𝘳𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯 con la collaborazione di 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘊𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘉𝘪𝘢𝘯𝘤𝘩𝘪, l’ideazione dell’Associazione ARconTE e l’organizzazione di Divulgarti con responsabilità di 𝘝𝘢𝘭𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘭𝘰. Staff: 𝘓𝘶𝘥𝘰𝘷𝘪𝘤𝘢 𝘋𝘢𝘨𝘯𝘢, 𝘎𝘪𝘶𝘭𝘪𝘢 𝘓𝘢𝘯𝘻𝘢, 𝘈𝘯𝘯𝘢 𝘗𝘰𝘥𝘥𝘪𝘯𝘦, 𝘊𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢 𝘘𝘶𝘪𝘯𝘵𝘢𝘷𝘢𝘭𝘭𝘦, 𝘉𝘦𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 𝘚𝘰𝘳𝘭𝘪𝘯𝘰
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‘’La mostra esplora la possibilità per l’Arte di agire come strumento di denuncia sociale, attraverso opere che oscillano tra realtà, diretta e cruda, e metafora. Le opere esposte denunciano e fanno emergere ingiustizie e disuguaglianze sociali e culturali, attraverso una pluralità di linguaggi e tecniche, con lo scopo di suscitare emozioni e riflessioni nei visitatori. Con un invito alla riflessione ed al confronto finalizzato all’impegno civile”
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𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮:
Alina Bilenski, Emma Daoud, Claudia De La Torre, Stephanie Farah, Katharina Häfner, Samantha Iannucci, Martina Karsch-Babendererde, Eniko Meszaros, Patricia Moskalevich, Miho Muto, Vasili Protopapas, Šems, Iva Sijan, Anai Singer, Anuwat Sirirattanajit, Valentina Smeraldi, Flaminia Staderini, Angela Thouless
Domenica 3 settembre Torna l’appuntamento “Domenica al Museo”, iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei, monumenti e parchi archeologici statali, ogni prima domenica del mese.
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Porta Magica Festival
presentazione del libro
Cristina di Svezia e il labirinto perduto a Trastevere
Prossimo appuntamento: la presentazione del libro CRISTINA DI SVEZIA E IL LABIRINTO PERDUTO DI TRASTEVERE di MARIA FABBRICATORE.
Cristina di Svezia dopo aver abdicato dalla corona svedese, ed essersi convertita al cattolicesimo arriva a Roma accolta dal papa e da tutta la nobiltà romana.
Nella sua ultima e splendida dimora, Palazzo Riario in via della Lungara a Trastevere, viene circondata da una corte di intellettuali e miartisti. All’interno del Palazzo vi è un laboratorio alchemico a cui potevano accedere, però, una stretta cerchia di amici fidati: dal Marchese Palombara, al Marchese Santinelli, al Borri noti alchimisti dell’epoca.
Intanto Gian Lorenzo Bernini, anch’esso amico di Cristina, che conduceva i lavori di restauro nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, fa un ritrovamento incredibile nelle cripte. Un labirinto perduto di epoca millenaria egiziana di cui si erano perse le tracce. Questa scoperta li condurrà verso esperimenti alchemici mai provati prima, che si risolveranno nella costruzione della Porta Magica del Marchese di Palombara.
Le vicende degli alchimisti si incrociano con le vicende di Rosa Famara che nel 2018 dopo aver partecipato ai lavori di ristrutturazione della Basilica, trova le tracce dell’antico Labirinto. Tra assassini, rosacroce e alchimisti moderni, Rosa indaga su reperti trafugati, incrociando Cristina Regina di Roma.
‘Cristina di Svezia e il labirinto perduto di Trastevere’ di Maria Fabbricatore è ora disponibile in tutte le librerie e online!
Dopo una pausa estiva, ma si sa che le ferie sono sacre per tutti, i writers hanno ricominciato a vandalizzare il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana ecco le immagini (cliccare per ingrandirle)
Ormai abbiamo veramente perso il conto di quante volte questo muro sia stato vandalizzato e quante volte sia stato riverniciato; sicuramente la saga andrà avanti con i vandali che continueranno ad essere impuniti e noi (perchè si tratta pur sempre di soldi pubblici) a pagare le ritinteggiature.
Ma ovviamente i vandali in questione non si limitano ad insozzare solo il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana perchè hanno deturpato ogni superficie possibile degli edifici in zona, ma ultimamente hanno trovato alcuni muri integri e quindi quale migliore occasione per lasciare il loro segno?
Ecco un palazzo d’epoca ancora in fase di ristrutturazione all’angolo tra via Principe Umberto e Piazza Pepe
e dulcis in fundo la barriera sempre a via Principe Umberto posta per consentire i lavori di ristrutturazione della ex Zecca di Stato
Correva l’anno 1967 quando iniziò il programma di varietà “Il Tappabuchi” che andava in onda il sabato in prima serata ed era condotto dalla popolarissima coppia Raimondo Vianello – Corrado. Il successo fu enorme e il cast che era formato anche da altri ottimi attori regalò ai telespettatori dell’epoca momenti di sana allegria e spenieratezza.. Oltre cinquant’anni dopo, a buon diritto, il Comune di Roma può utilizzare questo titolo per denominare la propria gestione della manutenzione non solo delle strade ma anche dei marciapiedi. Solo che per il “pubblico” alla spensieratezza e all’allegria è subentrata la rabbia e l’impotenza nel vedere denaro pubblico buttato letteralmente al vento per “tappare le buche” senza minimamente risolvere i problemi alla radice ed evitare che si ripresentino in breve tempo.Emblematico quello che è successo a via Bixio proprio in questi giorni tosridi di fine agosto.
Innanzitutto l’antefatto: a via Bixio angolo via Principe Umberto dinanzi ai cassonetti da diversi anni è presente (e residente) una numerosa ed agguerrita colonia di ratti. Notizia non nuova visto che tutto il centro di Roma è infestato da questi animaletti come afferma anche “Il Messaggero” in questo articolo sul Colosseo.
Topi e rifiuti al Colosseo, i turisti filmano tutto: una colonia di ratti nel cuore di Roma https://t.co/hWJr6zZH9Y
Quelli di via Bixio non si accontentano di utilizzare la feritoia della fogna lì presente, ma con grande maestria aprono buchi sul piano del marciapiede per assicurarsi maggiori vie di fuga e di riparo in presenza di pericoli. Specie la sera si assiste ad un continuo via vai alimentato sprattutto dai rifiuti gettati fuori dai cassonetti. Martedì 22 agosto una squadra del Comune è arrivata sul posto ed ha tappato i buchi con il solito asfalto a freddo che viene utilizzato anche per le strade e il risultato alla fine del lavoro era questo (notare quanti fori avevano aperto i roditori)
Sono passati solo 4 giorni e oggi sabato 26 agosto la situazione è di nuovo questa.
E’ inutile trarre le conclusioni che sono ovvie, ma fino a quando si andrà avanti con queste situazioni sperperando fiumi di denaro pubblico praticamente per nulla?