Un attore e un tecnico luci sono chiusi in un teatro da un tempo indefinito, alla ricerca del controluce perfetto. Uno appeso su una scala, l’altro appeso sul palco, condividono la precarietà di un mestiere e di un’esistenza dove il baratro è solo un quarto di passo oltre il segno fissato. Figure fragili, stagliate nella penombra, in permanente ricerca di un significato. Una messa a scena scarna e a servizio di una riflessione sul teatro e la sua urgenza che risuona quanto mai attuale.
di 𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗣𝗶𝘀𝗮𝗻𝗼 per e con 𝗡𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗻𝗲 e con 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗕𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗶 regia e luci 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗜𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 assistente alla regia 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼 collaborazione 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼𝗻𝗲 e 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗶𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶 organizzazione e comunicazione 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 produzione 𝗔𝗿𝘁𝗴𝗮𝗿𝗮𝗴𝗲
Ivan Vyrypaev immagina che un’organizzazione di scala mondiale conduca un’indagine sociologica, interrogandosi sulle possibilità di una nuova etica. Le interviste fatte a una psicologa, una biologa e un neurobiologo, sviluppate in modo inaspettato e provocatorio, vengono sottoposte all’attenzione degli spettatori. Seduto su uno sgabello, Teodoro Bonci del Bene interpreta tutti i personaggi.
Se premendo un pulsante potessi cancellare simultaneamente e in modo indolore sette miliardi di persone evolutivamente non sviluppate, lasciando solo un miliardo di persone aperte, tolleranti, intelligenti ed evolute, accetteresti di premere quel pulsante?
di 𝗜𝘃𝗮𝗻 𝗩𝘆𝗿𝘆𝗽𝗮𝗲𝘃 traduzione e regia 𝗧𝗲𝗼𝗱𝗼𝗿𝗼 𝗕𝗼𝗻𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗲𝗻𝗲 con 𝗧𝗲𝗼𝗱𝗼𝗿𝗼 𝗕𝗼𝗻𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗲𝗻𝗲 aiuto regia 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗚𝗮𝗯𝘂𝗰𝗰𝗶 costumi 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗠𝗲𝗸𝗵𝘁𝗶𝗲𝘃𝗮 luci 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗶 tecnico 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗻𝘁𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 produzione 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗼𝘃𝗮 Compagnia esecutrice 𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗚𝗘𝗡𝗢𝗩𝗔
ᴜɴᴀ ᴅᴏɴɴᴀ, ꜱᴏʟᴀ, ꜱᴇᴅᴜᴛᴀ ꜱᴜ ᴜɴ ᴀʟᴛᴏ ᴘɪᴇᴅɪꜱᴛᴀʟʟᴏ ᴄᴏᴍᴇ ᴜɴ ᴏɢɢᴇᴛᴛᴏ ᴅᴀ ᴇꜱᴘᴏꜱɪᴢɪᴏɴᴇ. È una madre, un’attrice, una maschera. Annuncia di voler andarsene, ma può davvero esistere al di fuori dello sguardo altrui? Chi è davvero? Chi siamo noi, senza il ruolo che ci definisce?
ᴜɴ ᴜᴏᴍᴏ ɪɴ ᴄᴇʀᴄᴀ ᴅɪ ꜱᴇɴꜱᴏ ᴄʜᴇ ᴛʀᴏᴠᴀ ꜱᴏʟᴏ ꜰᴜᴍᴏ. Il linguaggio si sgretola, le frasi emergono e si dissolvono in un loop ossessivo, senza inizio né fine. La memoria si perde, la speranza evapora. “La nostra casa è in fiamme” e noi non sappiamo nemmeno più come raccontare come siamo arrivati fin qui.
uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano
produzione I Sacchi di Sabbia
in collaborazione con Compagnia Lombardi -Tiezzi
con il sostegno di Mic, Regione Toscana
Andromaca è un testo decisamente anomalo nella produzione euripidea: non vi si staglia alcun protagonista, nessun dio compare, come pure nessun “eroe tragico”; il mondo, svuotato di presenze eccezionali, sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino. Le speranze si alternano alle tragiche disillusioni in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica. Dopo i Dialoghi degli Dei, Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando i confini tra comico e tragico.Compagnia esecutrice: I SACCHI DI SABBIA
Cos’è peggio: subire l’ipocrisia dell’elite intelletuale o smascherarla?
Con la sua ironia spietata, 𝗧𝗵𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗵𝗮𝗿𝗱 non si limita a descrivere un ambiente artistico corrotto dall’ego, ma lo disseziona, lo ridicolizza e lo condanna durante una cena mondana che diventa una grottesca e violenta resa dei conti.
𝑨 𝑪𝒐𝒍𝒑𝒊 𝒅’𝑨𝒔𝒄𝒊𝒂 – 𝑼𝒏’𝒊𝒓𝒓𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 non risparmierà proprio nessuno, forse neppure noi.
martedì 18 e mercoledì 19 marzo, ore 21:00
riduzione drammaturgica, regia e interpretazione Marco Sgrosso
Cosa resta di una storia d’amore quando tutto è finito? Frammenti, cianfrusaglie, ricevute stropicciate.
𝑻𝒐𝒕𝒂𝒍𝒆 è un viaggio attraverso ciò che è stato, 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗮𝗿𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗵𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼, come un filo invisibile che ci lega a qualcosa che non c’è più.
✦ Da giovedì 27 febbraio a sabato 1 marzo, ore 21:00
✦ Domenica 2 marzo, ore 16:30
✦ Da martedì 4 marzo a sabato 8 marzo, ore 21:00
✦ Domenica 9 marzo, ore 16:30
Possiamo decostruire una relazione, oggetto dopo oggetto, e capire cosa rimane?
Testo, regia, interpretazione 𝗘𝗹𝘃𝗶𝗿𝗮 𝗙𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶 e 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗧𝗶𝗺𝗽𝗮𝗻𝗼
Consulenza 𝗜𝗴𝗶𝗮𝗯𝗮 𝗦𝗰𝗲𝗴𝗼
Voce del bambino Unicef 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗟𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶
Aiuto regia e drammaturgia 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗕𝗹𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗼
Scene e costumi 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗠𝘂𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗹𝗮 e 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗗𝗲 𝗕𝗹𝗮𝘀𝗶𝗼
Disegno luci 𝗢𝗺𝗮𝗿 𝗦𝗰𝗮𝗹𝗮
Uno spettacolo di 𝗙𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶/𝗧𝗶𝗺𝗽𝗮𝗻𝗼
Produzione 𝗚𝗹𝗶 𝗦𝗰𝗮𝗿𝘁𝗶, 𝗞𝗮𝘁𝗮𝗸𝗹𝗶𝘀𝗺𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼
Con il contributo produttivo di 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝘀𝗲, 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹, 𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗿𝘁𝗲𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶
Con il sostegno di 𝗔𝗿𝗺𝘂𝗻𝗶𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗜𝗻𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼
Siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E oggi cosa siamo?
Il 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 è una storia rimossa e negata che dura 60 anni, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista.
È acqua passata, 𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒅𝒊 𝑪𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒂, peccato che ci sia rimasta addosso, un’ombra che ci segue nel linguaggio, nei gesti, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 (𝗻𝗼𝗻) 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼.
Un naufrago si lascia trasportare dalle onde e ripercorre la sua vita. Ma non è la sua vita e basta: 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼. Il cielo e il mare si sfiorano e quando il viaggio finisce vorremo ripartire.
𝟮 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝟮𝟬€ per 𝑰𝒍 𝑫𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂 al #TeatroBasilica – sconto valido per tutte le date dello spettacolo.
✦ Giovedì 13 e venerdì 14 febbraio, ore 21:00
✦ Sabato 15 febbraio, ore 19:30
✦ Domenica 16 febbraio, ore 16:30
Vieni con chi vuoi: partner, amico, ex dal quale non ti sei mai ripres*. L’importante è essere in due.
La struttura narrativa dell’Odissea è molto più varia e articolata di quella dell’Iliade e ben diversi sono i toni e le atmosfere che si incontrano seguendo Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni. I suoni e i clamori della guerra di Troia e dei grandi duelli fra eroi lasciano il posto alla malinconia e alla nostalgia della patria, alla delicatezza dell’incontro con Nausicaa, alla festosità dell’accoglienza dei Feaci, al pianto per il racconto di Demodoco, allo stupore, la meraviglia e il terrore degli incontri con Polifemo, Circe, il Regno dei Morti, le Sirene, Eolo, fino alla determinazione nell’affrontare i Proci e alla commozione del riconoscimento con Telemaco e Penelope. Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. La traduzione utilizzata è quella di Vincenzo Monti, di grande comprensibilità riesce a restituire l’atmosfera di un passato arcaico e la magia di un mondo che miscela la realtà dei fatti con l’oniricità della dimensione interiore di chi li vive
Ma anche 𝘂𝗻 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶, 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗶𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶. Un giornalista prova a scoprire la città attraverso chi abita, in una narrazione che sfugge a ogni definizione.
Lasciati trasportare in Riviera, tra le luci e le ombre di una delle località balneari più note del nostro paese.