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Polizia Locale: ritrovata Dana, senzatetto, la cui scomparsa dal quartiere Esquilino aveva destato grande attenzione. Nel 2021 oltre 16mila gli interventi dei caschi bianchi a supporto delle persone fragili.

Comunicato stampa della Polizia Roma Capitale

Ieri mattina, a seguito di numerosi sopralluoghi eseguiti dagli agenti della Polizia Locale in diversi quartieri della Capitale, è stato possibile individuare e, successivamente, affidare alle cure mediche del 118 D.K, cittadina di nazionalità tedesca senza fissa dimora, che era solita vivere per le strade del quartiere Esquilino, il cui recente allontanamento aveva destato attenzione, anche per il suo stato di gravidanza, tanto da far attivare istituzioni, residenti e associazioni di quartiere nella sua ricerca. Una vicenda di cui erano occupate per giorni anche diverse testate giornalistiche. Gli agenti del I Gruppo Centro “ex Trevi”, diretti dalla dott.ssa Donatella Scafati, al termine di ricerche e appostamenti eseguiti per giorni in vari luoghi della Capitale, sono riusciti ad individuare la 36enne in piazzale del Verano. Solo dopo vari tentativi di avvicinamento e ore di incessante dialogo, portato avanti con pazienza e sensibilità da parte dei caschi bianchi appartenenti al Nae ( Nucleo Assistenza Emarginati), unitamente al personale della Sala Operativa Sociale, ieri mattina è stato possibile affidare la donna alle cure del 118. Un lavoro lungo, portato a termine anche grazie all’intervento dei medici della ASL di via Palestro. Ora D. K. si trova presso l’ospedale Santo Spirito, dove lei e la bambina che porta in grembo potranno essere seguite con l’assistenza medica necessaria. Mamma e figlia si trovano al momento in osservazione ma le condizioni di salute sembrano non destare preoccupazione. Questo è solo l’ultimo degli oltre 16mila interventi che, quest’anno, hanno visto impegnate le pattuglie della Polizia Locale dei reparti Nae, specializzati nelle forme di assistenza a persone fragili, che vivono in condizioni di emarginazione e forte disagio sociale, come il caso di D., seguita da mesi ma per la quale i numerosi tentativi intrapresi per fornirle un adeguato ausilio non avevano dato finora un esito positivo. Roma, 25 agosto 2021


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Emergenza umanitaria all’Esquilino: ma le autorità cosa fanno?

Lo scorso anno creammo un filmato per gli auguri di Natale con le fotografie dei cassonetti stracolmi e di tutto quello che veniva buttato per strada nella speranza che nel 2017 qualcosa migliorasse. Speranza vana perchè le cose nel migliore dei casi sono rimaste invariate e in genere sono addirittura peggiorate.

Quest’anno vorremmo far partecipi un pò tutti di una situazione che sta diventando di giorno in giorno sempre più drammatica: l’emergenza umanitaria.

Nonostante i rigori dell’inverno le strade dell’Esquilino si stanno riempiendo di disperati che ormai scelgono di dormire sui marciapiedi, senza alcun riparo. Per anni alcuni luoghi del nostro Rione sono diventati punti di aggregazione per queste persone: la Stazione Termini, via Marsala, i portici di Piazza Vittorio, gli stessi archi dell’Acquedotto Neroniano a via Statilia, ma ora evidentemente o non bastano più o le ripetute bonifiche di questi posti senza  però proporre alternative valide (di qualsiasi tipo)  fa sì che, complice la non certo florida situazione economica del nostro Paese, questo esercito di invisibili si stia alllargando sempre  di più.

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Lungi da noi affrontare tematiche sociali vista la complessità dell’argomento che implica attori e risorse adeguate, vorremmo solo far presente alle autorità competenti che ormai la situazione rischia di andare fuori controllo e non basta lo sforzo e la buona volontà di tante organizzazioni di volontariato presenti sul territorio per far fronte a questa emergenza se non partono delle politiche sociali serie, pensate e sostenibili. Così si rischia di creare una città da “day after”, un ritorno al medioevo, tenendo presente che queste persone, non per loro colpa ma per necessità, sono costrette a dormire, mangiare, bere, defecare e orinare per strada.

Tutto questo non è degno di una società che si ritiene civile e rattrista il vedere  che a Natale c’è chi si fa fotografare insieme ai poveri  intorno a una tavola imbandita ma durante tutto l’anno fa poco o niente per cercare di risolvere questi problemi.

Il nostro auspicio quindi è che nel 2018 le nostre strade tornino ad essere solo strade e non dormitori e accampamenti per disperati che non hanno un posto al coperto per dormire e rischiano ogni notte di morire assiderati.