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21 febbraio 2018 “Lettera alla Danza, Rudolf Nureyev” e “Dancer” all’Apollo 11

presenta

mercoledì 21 febbraio ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

DANCER

di Steven Cantor – UK, Russia 2017, 85 min.
Versione originale con sottotitoli italiani

ICONA. GENIO. RIBELLE.

Diretto dal regista candidato all’Oscar Steven Cantor, Dancer racconta la vita e la carriera di Sergei Polunin, il James Dean della danza, partendo dalle immagini da bambino, passando per i tanti successi, i tatuaggi, l’amore con Natalia Osipova.

Il ballerino più dotato della sua generazione secondo il New York Times, classe 1989, origini ucraine, di quell’est Europa dove la danza classica è più popolare del calcio anche tra i ragazzi, Polunin si colloca suo malgrado come diretto discendente del terzo millennio di quella stirpe di geniali, sensuali, mefistofelici danzatori che partendo da Nijinsky e passando per Nureyev, ha infiammato i palcoscenici dei teatri, i cuori di milioni di fan e le riviste di gossip ai livelli delle rockstar.
Realizzato in quattro anni durante i quali la produzione ha seguito Polunin nei suoi molteplici spostamenti, è stato nominato come miglior documentario ai British Independent Film Awards 2016. Il fotografo e artista David LaChapelle, autore del video di Take Me to Church di Hozier, figura tra coloro che hanno contribuito alla realizzazione del film.

Regia: Steven Cantor – Cast: Sergei Polunin – Direttore della fotografia: Mark Wolf – Montaggio: Federico Rosenvitz – Musica: Ilan Eshkeri – Produzione: Gabrielle Tana – Distribuzione: Wanted Cinema

Guarda il trailer

LETTERA ALLA DANZA, Rudolf Nureyev

Giovanni Spagnuolo inizia i suoi studi all’età di 6 anni presso la scuola di danza L’Art de la Danse di Roma. Presto scopre una grande passione per la danza, e si dimostra un grande talento. Vince in numerosi concorsi nazionali e da settembre entra all’Accademia Nazionale di Roma.

Mariagrazia Sarli si forma artisticamente presso L’Accademia Nazionale di Danza conseguendo la laurea con il massimo dei voti. Dopo svariate esperienze in compagnie di danza italiane, ricoprendo ruoli di prima ballerina e assistente, trova nell’insegnameto la sua dimensione. Si specializza presso L’international Dance association, l’accademia dei popoli del mondo Unesco-Mosca, la federazione italiana danza. Tra le poche docenti italiane certificate in progressing ballet tecnique, è anche educatore posturale e trainer certificata di Master Stretch – Body Code Stystem. Dal 2007 è cofondatrice dell’Art de Danse e direttrice artistica, ricevendo numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali, tra cui il titolo di miglior coreografa per il Saggio più bello d’Italia dalla Libera Università di Danza e teatro.

20 febbraio 2018 “Barbiana ’65” all’Apollo 11


con il sostegno di


presenta

martedì 20 febbraio ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

in occasione della
Giornata Mondiale della Giustizia Sociale
indetta dall’ONU

BARBIANA 65

La lezione di Don Milani
un film di Alessandro G.A. D’Alessandro

L’unico documento esistente, inedito e restaurato, con Don Milani in scena. Le sue parole, il suo volto, la sua scuola

Italia, 2017, 62 min.

la visione del film sarà preceduta da un’introduzione del regista
ALESSANDRO G.A. D’ALESSANDRO

e da un reading da
LETTERA A UNA PROFESSORESSA
di don MILANI
da parte di ATTRICI E ATTORI
della scuola
GIAN MARIA VOLONTE’

Il recupero integrale del materiale filmato girato dal regista Angelo D’Alessandro nel dicembre del 1965 a Barbiana, protagonisti don Lorenzo Milani e i suoi allievi, diventa l’occasione per far riemergere con forza l’attualità del messaggio del Priore a cinquant’anni dalla morte e ricordare a tutti la sua grande lezione. E un pensiero – concreto – di straordinaria organicità, che fanno di Milani un’esperienza intellettuale, radicale, utopica e politica, di livello almeno europeo. Ben oltre i confini di un piccolo paese, di una nazione, e del suo tempo.
Il regista D’Alessandro, l’unico a cui don Milani concesse di effettuare delle riprese della vita nella sua scuola per lasciare un documento ai suoi ragazzi, era salito a Barbiana per un’inchiesta sull’obiezione di coscienza a cui si era aggiunta la voce di don Lorenzo. Il filmato originale dell’epoca mostra alcuni momenti e aspetti fondamentali della Scuola di Barbiana: la scrittura collettiva, la lettura dei giornali, i ragazzi più grandi che insegnano a quelli più piccoli. Ma c’è anche il lavoro manuale svolto dai ragazzi (o la loro partecipazione alla Messa, in cui vediamo Don Milani sull’altare celebrare ma solo “per finta”, per la macchina da presa, dopo una scelta consapevole e condivisa con il regista).
Intorno a queste immagini del 1965 si sviluppa il racconto con le testimonianze di Adele Corradi, l’insegnante che ha vissuto l’esperienza di Barbiana con don Lorenzo, di Beniamino Deidda, ex Procuratore Generale di Firenze che dopo la morte di don Lorenzo ha continuato a insegnare ai ragazzi della scuola di Barbiana, e Don Luigi Ciotti.
Scuola, Costituzione e Vangelo sono i tre pilastri su cui si sviluppa il pensiero milaniano, che trova il suo culmine nella lettura che don Lorenzo fa davanti alla macchina da presa della sua Lettera ai Giudici, il testo scritto per difendersi dalle accuse di Apologia di reato nel processo che lo attende a Roma. Il filmato restituisce dunque con grande forza la voce e l’immagine di un uomo che oggi più che mai ripropone con forza il tema della coscienza e dell’obbedienza, della giustizia e della solidarietà, della scuola che deve permettere a tutti di diventare sovrani di sé stessi.

Scritto e diretto da: Alessandro G.A. d’Alessandro – Con: don Lorenzo Milani, Adele Corradi, Beniamino Deidda, don Luigi Ciotti – Musiche originali: Fabrizio Mancinelli – Direttore della fotografia: Ugo Lo Pinto – Prodotto da: Laura e Silvia Pettini per Felix Film in coproduzione con Istituto Luce Cinecittà – Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Il trailer

19 febbraio 2018 “Mio Duce ti scrivo” all’Apollo 11


con il sostegno di

presenta

lunedì 19 febbraio ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

MIO DUCE TI SCRIVO

Le lettere degli italiani a Mussolini 1923/1943
un film di Massimo Martella

Italia, 2015, 75 min.

a seguire
Testimonianza di PHOEBE MIRANDA (20′)
 
in apertura
esecuzioni al pianoforte delle musiche del film
da parte di ALESSANDRA CELLETTI
 
al termine della proiezione
il regista
MASSIMO MARTELLA
insieme agli attori
MASSIMO WERTMULLER
ANNA FERRUZZO
incontreranno il pubblico 

Durante il ventennio, italiani di tutte le età, sesso ed estrazione sociale prendono la penna per scrivere al duce. Molti scrivono per chiedere aiuti economici, alcuni per denunciare torti o illegalità, ma la maggior parte vuole soltanto comunicare a Mussolini la fede nella sua persona, con una devozione che sfocia a volte nell’adorazione. Queste lettere, interpretate da quattro attori sullo sfondo delle immagini dell’epoca, e corredate dalla testimonianza di un mittente d’eccezione, Andrea Camilleri, raccontano la storia, le speranze, i dolori di chi le ha scritte; e mostrano in che modo è nato, è cresciuto e poi si è infranto quel rapporto di affetto senza intermediari che Mussolini, grazie anche al pervasivo uso della propaganda, seppe creare con gli italiani.

Scritto e diretto da: Massimo Martella – Letture: Cristina Ginevra Arnone, Anna Ferruzzo, Josafat Vagni, Massimo Wertmuller – Musiche originali: Alessandra Celletti – Direttore della fotografia: Tarek Ben Abdallah – Operatore: Fabio Paolucci – Fonico di ripresa: Andrea Viali – Montaggio: Maria Iovine, Luca Onorati – Voce narrante: Saverio Indrio – Produzione esecutiva: Maura Cosenza – Musiche eseguite da: Alessandra Celletti, piano ed elettronica; Daniele Ercoli, contrabbasso; Camilla Dell’Agnola, viola – Produzione: Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con RAI – Radiotelevisione italiana – RAI TRE

Il trailer

17 febbraio 2018 “The Harvest” all’Apollo 11

con il sostegno di

presenta

sabato 17 febbraio 19.00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

THE HARVEST

un film di Andrea Paco Mariani

Italia, 2017, 73 min.

al termine della proiezione saluteranno il pubblico

il regista
ANDREA PACO MARIANI

i protagonisti
GURWINDER SINGH
SONNY SINGH

il presidente della comunità indiana del Lazio
GURMUKH SINGH

Gurwinder viene dal Punjab, da anni lavora come bracciante delle serre dell’Agro Pontino. Da quando è arrivato in Italia, vive insieme al resto della comunità sikh in provincia di Latina. Anche Hardeep è indiana, ma parla con accento romano, e si impegna come mediatrice culturale. Lei, nata e cresciuta in Italia, cerca il riscatto dai ricordi di una famiglia emigrata in un’altra epoca, lui è costretto, contro le norme del suo stesso credo, ad assumere metanfetamine e sostanze dopanti per reggere i pesanti ritmi di lavoro e mandare i soldi in India.
Un docu-musical che, per la prima volta, unisce il linguaggio del documentario alle coreografie delle danze punjabi, raccontando l’umiliazione dei lavoratori sfruttati dai datori di lavoro e dai caporali. Due storie che si intrecciano nel corso di una giornata, dalle prime ore di luce in cui inizia il lavoro in campagna alla preghiera serale presso il tempio della comunità.
Un duro lavoro di semina, fatto giorno dopo giorno, il cui meritato raccolto, tra permessi di soggiorno da rinnovare e buste paga fasulle, sembra essere ancora lontano.

Regia: Andrea Paco Mariani – Cast: Hardeep Kaur, Gurwinder Singh, Marco Omizzolo, Simone Andreotti, Gurmuk Singh, Sarbjit Chauhan, Slick Steve and the Gangsters, Stephen Hogan, Pietro Ettore Gozzini, Beppe Facchetti, Alle B. Goode, Bhangra Vibes, Harvinder Singh, Ajaypal Singh, Mandeep Singh, Maninder Singh, Ajay singh, Nirbhay singh, Hazur Singh, Jagbir Singh. – Fotografia: Salvo Lucchese – Montaggio: Corrado Iuavara – Musica: Claudio Cadei, interpretata da Stephen Hogan – Team di Produzione: Marta Melina, Elisa Russo, Isabella Urru, Calogero Greco, Paolo Bonapace, Andrea Legni, Roberto Zinzi, Lavinia Leonelli, Vasco Fondra, Martina Rossetti, Marco Federici

Il trailer

16 febbraio 2018 “Cento Anni” all’Apollo 11

con il sostegno di

presenta

venerdì 16 febbraio 21.00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

CENTO ANNI

un film di Davide Ferrario

Italia, 2017, 85 min.

al termine della proiezione saluterà il pubblico

il regista
DAVIDE FERRARIO

La storia italiana e le sue Caporetto, per chiedersi a cosa servono i morti e scoprire a cosa servono i vivi. Primo capitolo: dopo cento anni, la disfatta del 1917. I vissuti, raccontati attraverso le voci recitate di profughi, orfani e prigionieri, e i luoghi delle “Caporetto del Novecento”, dalla Risiera di San Sabba al Vajont. Secondo capitolo: la Resistenza. La storia famigliare del chitarrista Massimo Zamboni, un nonno fascista ucciso da due partigiani, l’uno poi ucciso dall’altro. Le speranze diverse e i conflitti tra chi è rimasto. Terzo capitolo: la strage di Piazza della Loggia a Brescia: “I morti servono a capire le ragioni per cui sono morti”, dice Manlio Milani, presidente dell’Associazione Familiari Vittime della Strage. Quarto capitolo: la Caporetto demografica di oggi, lo spopolamento del Sud. Con il poeta e attivista Franco Arminio attraverso le campagne di Irpinia e Basilicata.

NOTE DI REGIA
Cent’anni fa, Caporetto. Nasce il paradigma tutto italiano della catastrofe che porta al riscatto. Quante ne abbiamo viste, da allora, in tutti i campi: militare, civile, economico, sportivo, politico. Come popolo, abbiamo bisogno della sconfitta:
“La tragedia necessaria” titola Mario Isnenghi un suo libro di studi storici. Ecco allora quattro Caporetto della nostra storia: quella originale, il fascismo e la guerra civile che ne consegue, la strage di Piazza della Loggia a Brescia e la Caporetto contemporenea – quella demografica. Ciascuna narrata con uno stile radicalmente diverso, perché il “documentario” non può essere solo il suo contenuto, ma deve essere anche una riflessione sul cinema e sui modi della messa in scena. Dopo Piazza Garibaldi e La zuppa del demonio, l’ultima puntata della mia trilogia sulla storia italiana.
Davide Ferrario

Regia: Davide Ferrario – Sceneggiatura: Davide Ferrario, Giorgio Mastrorocco – Fotografia: Andrea Zambelli, Andrea Zanoni – Montaggio: Cristina Sardo – Musica: Fabio Barovero, Massimo Zamboni – Prodotto da: Davide Ferrario, Francesca Bocca – Distribuzione: Lab80

Il trailer

15 febbraio 2018 “WE WANT (u) TO KNOW e R-ESISTENZE” all’Apollo 11

in collborazione con


presenta

giovedì 15 febbraio ore 18.30
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

WE WANT (u) TO KNOW

un film di Ella Pugliese

e

R-ESISTENZE

documentario partecipato

WE WANT (u) TO KNOW
Cambogia/Germania, 2011, 54′

30 anni dopo la caduta di Pol Pot, nel 2009 attraverso il Tribunale dei Khmer Rossi la Cambogia si confronta per la prima volta pubblicamente con le responsabilità e i crimini del regime. L’avvio dell’atteso processo riporta all’attualiità e nei discorsi della gente il tema del ricordo, del lutto, della vendetta, delle speranze per un futuro che dal passato prenda esempio per non ricadere negli stessi errori. Insieme ad una equipe internazionale di cineasti, ricercatori e psicologi, i superstiti del regime prendono qui la parola e la telecamera.
Insieme danno vita ad un film che è fatto, pensato, fotografato, disegnato da chi senta il desiderio o il bisogno di partecipare. Gli anziani soprattutto ricostruiscono e rivivono i loro destini personali, li regalano all’occhio della telecamera e ai loro nipoti, che finalmente cominciano a credere a tali “storie dell’orrore”. Il cinema mobile, lo schermo fissato tra le palme la notte rende possibile la condivisione in pubblico del processo creativo, della memoria e del dolore. È il cinema nel cinema, parlando dei Khmer Rouge in un paesino qualsiasi da qualche parte in Cambogia.

Regia: Ella Pugliese, Nou Va – Produzione: Khmer Institute of Democracy
Formato di proiezione: DV, colore

R-ESISTENZE
Ita/Sardegna, 28′, 2016

Il confine del luogo è labile, un lembo di società che conserva frammenti di una vita che non esiste più, memore dei profondi traumi di un processo industriale che ha segnato il passato e compromesso il futuro. A Porto Torres, piccola cittadina portuale nel nord della Sardegna, la foce di un fiume è una terra di mezzo tra il recente passato e la realtà di oggi, un ricordo e un presente. Una barchetta naviga nel rio Mannu, rema lentamente come se il tempo fosse fermo, le sue tappe sono metaforicamente l’incontro con le storie di un microcosmo che sopravvive ai margini del ponte, sopra e sotto. Il film guarda intorno tra le vecchie case abitate, attraverso le campagne coltivate sotto la ferrovia dismessa e dentro una baracca costruita di fronte ai resti della spiaggia della Marinella. Tre personaggi condividono memorie di un’esistenza, una r-esistenza al presente, che guarda al vuoto lasciato, e resiste al cambiamento, guardiana del proprio territorio e del proprio tempo.

Regia: Alessandro Mirai, Fabian Volti – Fotografia e riprese: Alessandro Mirai, Alessio Candidda, Fabian Volti – Suono: Jessica Soletta, Stefania Muresu – Montaggio e mix audio: Marco Testoni – Musiche: Paolo Angeli – Una produzione: Video Partecipativo Sardegna e 4CaniperStrada in collaborazione con Comune di Porto Torres, Assessorato alle Politiche Culturali, Casa delle Associazioni di Porto Torres, Consulta del Volontariato portotorrese – Documentario partecipato realizzato da: Alessandro Mirai, Alessio Candidda, Jessica Soletta, Fabian Volti, Stefania Muresu – Con la partecipazione di: Maria Gelmino, Francesco Pianti, I pescatori di Marinella, il cane Marley – Laboratorio VP condotto da: Fabian Volti, Stefania Muresu

Apollo 11 Il programma fino al 21 febbraio 2018

PROGRAMMA FINO AL 21 FEBBRAIO:

 

Giovedì 15 febbraio

ore 18.30 WE WANT (u) TO KNOW di Elle Pugliese (54 min) + R-ESISTENZA (documentario Partecipato) (28 min).
ore 21.00 DANCER di Steven Cantor (85 min).

Venerdì 16 febbraio

ore 16.30 Per Ticket to Ride, I Viaggi Musicali dell’Apollo11: THE PARIS OPERA di Jean Stephan Bron (110 min). Versione originale – Sott. ITA.
ore 19.00 DANCER di Steven Cantor (85 min).
ore 21.00 CENTO ANNI di Davide Ferrario (85 min). Alla presenza dell’autore.

Sabato 17 febbraio

ore 16.30 POESIA SENZA FINE di Alejandro Jodorowsky (128 min). Versione originale – Sott. ITA.
ore 19.00 THE HARVEST di Andrea Paco Mariani (73 min). Alla presenza dell’autore.
ore 21.00 DANCER di Steven Cantor (85 min).

Domenica 18 febbraio

ore 16.30 CENTO ANNI di Davide Ferrario (85 min).
ore 18.30 DANCER di Steven Cantor (85 min).
ore 20.30 POESIA SENZA FINE di Alejandro Jodorowsky (128 min). Versione originale – Sott. ITA.

Lunedì 19 febbraio

ore 19.00 DANCER di Steven Cantor (85 min).
ore 21.00 Per Racconti dal Vero: MIO DUCE TI SCRIVO di Massimo Martella (75 min). Alla presenza dell’autore.

Martedì 20 febbraio

ore 18.30 POESIA SENZA FINE di Alejandro Jodorowsky (128 min). Versione originale – Sott. ITA.
ore 21.00 BARBIANA 65 di Alessandro D’Alessandro (94 min).

Mercoledì 21 febbraio

ore 19.00 BARBIANA 65 di Alessandro D’Alessandro (94 min).
ore 21.00 DANCER di Steven Cantor (85 min).

13 febbraio 2018 “VIAGGIO A MONTEVIDEO” all’Apollo 11

con il sostegno di


presenta
in anteprima romana

martedì 13 febbraio 21.00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

VIAGGIO A MONTEVIDEO

un film di Giovanni Cioni

Italia, 2017, 56 min.

introduce

ALDO SPINELLO
critico cinematografico Sentieri Selvaggi

che al termine della proiezione ne discute con

il regista
GIOVANNI CIONI

Il titolo è quello di una poesia di Dino Campana dai Canti Orfici pubblicati nel 1914. Non è un film sul poeta. Sono frammenti di partenze e di ritorni, frammenti o variazioni nel senso musicale. Degli strati di tempi e di valli. Un viaggio. L’eco di un viaggio. Di una ricerca del mondo.

Regia: Giovanni Cioni – Sceneggiatura: Giovanni Cioni – Immagine e montaggio: Giovanni Cioni – Prodotto: nell’ambito del Laboratorio Oltreconfine con il sostegno della Film Commission Vallée d’Aosta

Il trailer

12 febbraio 2018 “The Paris Opera” all’Apollo 11

presenta

TICKET TO RIDE

I VIAGGI MUSICALI ALL’APOLLO 11

lunedì 12 febbraio ore 21.00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

THE PARIS OPERA

un film di Jean-Stéphane Bron

Francia 2017, 110 min.
IN ESCLUSIVA IN VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA

DIETRO LE QUINTE DEL PALCOSCENICO PIU’ FAMOSO D’EUROPA C’E’ UN MONDO CHE NON IMMAGINI

Autunno 2015. All’Opera di Parigi, Stéphane Lissner sta ritoccando gli ultimi dettagli per la sua prima conferenza stampa in qualità di regista. Dietro le quinte, attori e troupe si preparano per alzare il sipario su una nuova stagione con il Mosè e Aronne di Schoenberg. Ma l’annuncio di uno sciopero e l’arrivo di un toro nel ruolo di supporto complicano le cose. Al tempo stesso, un promettente cantante russo inizia a frequentare l’Accademia dell’Opera. E proprio negli ingressi dell’Opera Bastille il suo destino si incrocerà con quello di Bryn Terfel, una delle più grandi voci del suo tempo…

Mentre la stagione va avanti, nuovi personaggi fanno il loro ingresso arricchendo la scena di un vero e proprio documentario sull’Opera. Lo sfondo però si fa tragico quando Parigi sprofonda nel cordoglio per gli attacchi terroristici. Sebbene lo spettacolo debba andare avanti a tutti i costi, non c’è fine ai problemi per il nuovo direttore. Il celebre coreografo Benjamin Millepied abbandona la nave non appena ottiene il ruolo di direttore del balletto del Palais Garnier. I preparativi per l’opera della durata di sei ore di Wagner, Die Meistersinger, riuniscono la compagnia.

A tratti ironica, leggera e crudele, includendo musica e balletto, l’Opera di Parigi concentra le sue attenzioni sulle grandi passioni e racconta la storia della vita dietro le quinte di una delle location di arte performativa più prestigiose al mondo.

Regia: Jean-Stéphane Bron – Cast: Lionel Baier, Ursula Meier, Frédéric Mermoud – Direttore della fotografia: Blaise Harrison – Montaggio: Julie Lena – Suono: Etienne Curchod – Produzione: Les Films Pelléas – Distribuzione: I Wonder

Il Trailer

 

Dal 9 febbraio 2018 “Dancer” all’Apollo 11

presenta

da venerdì 9 febbraio
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

SERGEI POLUNIN
in

DANCER

un film di Steven Cantor

UK, Russia 2017, 85 min.
Versione originale con sottotitoli italiani

ICONA. GENIO. RIBELLE.

Diretto dal regista candidato all’Oscar Steven Cantor, Dancer racconta la vita e la carriera di Sergei Polunin, il James Dean della danza, partendo dalle immagini da bambino, passando per i tanti successi, i tatuaggi, l’amore con Natalia Osipova.

Il ballerino più dotato della sua generazione secondo il New York Times, classe 1989, origini ucraine, di quell’est Europa dove la danza classica è più popolare del calcio anche tra i ragazzi, Polunin si colloca suo malgrado come diretto discendente del terzo millennio di quella stirpe di geniali, sensuali, mefistofelici danzatori che partendo da Nijinsky e passando per Nureyev, ha infiammato i palcoscenici dei teatri, i cuori di milioni di fan e le riviste di gossip ai livelli delle rockstar.
Realizzato in quattro anni durante i quali la produzione ha seguito Polunin nei suoi molteplici spostamenti, è stato nominato come miglior documentario ai British Independent Film Awards 2016. Il fotografo e artista David LaChapelle, autore del video di Take Me to Church di Hozier, figura tra coloro che hanno contribuito alla realizzazione del film.

Regia: Steven Cantor – Cast: Sergei Polunin – Direttore della fotografia: Mark Wolf – Montaggio: Federico Rosenvitz – Musica: Ilan Eshkeri – Produzione: Gabrielle Tana – Distribuzione: Wanted Cinema

Il trailer