25 giugno 2024 dalle ore 21:30
CINEVILLAGE PIAZZA VITTORIO
La sala professori
di
Ilker Catak
Drammatico, DE
Dal 21 al 27 giugno 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
L’ispirazione
Lillo Sauto è un pittore astrattista siciliano, nato a Butera nel 1978. Dopo gli studi universitari a Firenze, decide di trasferirsi e risiedere stabilmente a Roma. La formazione tecnica non riuscirà a distoglierlo dalla sua innata passione per l’arte che inizia a sperimentare da autodidatta, dedicandosi al disegno e successivamente alla pittura.
Da sempre affascinato ed ispirato dalle figure e dai cerchi spiraleggianti di Gustav Klimt e dall’ardore e l’inquietudine interiore, che guidavano la mano di Vincent Van Gogh sulla tela, ha creato una propria originale cifra stilistica. Non è divenuto un epigono dei suoi grandi predecessori ma ha seguito il consiglio di Paul Cézanne e cioè: “Qualunque sia il vostro maestro preferito, non deve essere per voi che un orientamento. Altrimenti sarete solo un imitatore”.
Lillo Sauto, il concept
Guardando ai dipinti di Lillo Sauto possiamo affermare che l’artista elabora uno stile pittorico coerente e riconoscibile, caratterizzata da una moltitudine di cerchi. Questi ultimi, intrisi di passione e sentimento, sono simili ad un continuo fluire sulla tela di piccolissime bolle, libere e frizzanti che, con la stessa effervescenza della schiuma nell’onda del mare, come nel quadro “Non sono un surfista” (2016), nascono dall’urgenza interiore di imprimere sulla tela le emozioni dell’artista. Il Sauto quando dipinge, lascia il pennello nelle mani del fanciullo che custodisce dentro di sé e che gli permette di dar voce ai suoi moti interiori, con tratti più o meno accentuati e netti, rispetto al sentimento che prova in quel momento, oltrepassando i confini del pensiero razionale, esprimendosi in assoluta libertà.
Lo stesso vale per l’utilizzo del colore e la creazione delle sfumature. Molto spesso, prima di iniziare a dipingere, ha già un’idea della combinazione di colori da utilizzare. Altre volte invece, si lascia trascinare dall’emozione, passando dai toni caldi ai toni freddi con estrema agilità, creando giochi di luci e di ombre, schiarendo e scurendo i colori. Ritrovo nell’uso e nel significato che l’artista conferisce al colore, la teoria elaborata ne “Lo spirituale dell’arte” da Vasilij Kandinskij, in cui ogni colore può avere due effetti sull’osservatore: uno fisico e uno spirituale. Il primo basato su sensazioni momentanee che si provano nel momento in cui l’occhio e quindi la retina, registra un colore piuttosto che un altro.
L’effetto psichico…
…invece, provoca una vibrazione più profonda, addirittura spirituale, con cui il colore tocca l’anima, il nostro “io”. Per spiegare quest’effetto, propongo la metafora musicale proposta dallo stesso Kandinskij per spiegare quest’effetto: “Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde”. Lillo Sauto accoglie questa metafora musicale e la personalizza. La scelta dell’oro non è casuale, bensì deriva dal sentimento che viene associato a questo colore e cioè la speranza. L’oro del quadro “Narciso” (2018), è inoltre un riferimento indubbio a Gustave Klimt. È solito per il Sauto, combinare i colori degli elementi naturali con quelli delle sensazioni che questi provocano in lui: il giallo come il sole e la gioia, il blu come il mare e la quiete.
La tecnica utilizzata da Sauto per dipingere è la pittura acrilica, estremamente versatile e brillante, che si addice perfettamente alla sua tavolozza coloristica. Inoltre, l’artista ne predilige l’utilizzo, per la veloce asciugatura che gli permette di percepire come finito l’oggetto del quadro.
Lillo Sauto, la bio
L’arte di Lillo Sauto, ha ottenuto importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero. L’opera “Una notte luminosa ha oscurato ogni tristezza”(2019) gli è valsa il premio Biancoscuro Art Contest 2021. Inoltre la sua figura di artista contemporaneo è stata oggetto di pubblicazione su Exibart e nel 2022 l’artista viene inserito tra i pittori siciliani contemporanei di maggior interesse, nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2021, edito da De Agostini e su Artisti24 edito da Mondadori.
Dal 2017 inizia a prendere parte a manifestazioni internazionali come la Mostra Collettiva Exposiciòn de Arte presso Crisolart Gallerie a Barcellona. Nel Giugno del 2023, le sue opere arrivano anche oltre oceano all’Artbox Expo di New York 2023, una delle fiere d’arte più importanti al mondo. Successivamente parteciperà all’Art Basel di Basilea e ad esporre in gallerie di Zurigo, Berlino, Miami, Palma di Majorca.
Osservando i quadri del Sauto, percepisco un carattere di universalità nel messaggio dell’artista, perché non c’è nulla da decodificare se non l’emozione che trapela dalle sue tele, da interiorizzare nella nostra anima. Un’emozione, una sensazione che seppur diversa, viene percepita da chiunque, senza ostacoli. La scelta della figura del cerchio, conosciuta ed utilizzata fin dalla remota antichità e sempre presente nell’arte, sia in quella figurativa che in quella astratta, rende la sua cifra stilistica universale. Lo stesso Kandinskij considerava il cerchio come quella forma capace di dare la possibilità di esprimere le emozioni interiori. Ed è infatti il movimento di queste sfere nelle tele di Sauto, che evoca il turbinio di emozioni che l’artista deve aver provato nel dipingerle.
Arianna Montellanico
Dal 21 giugno al 4 luglio 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4/6
Sandra Tiberti, artista che ha esordito presso Medina Art Gallery con la sua mostra fotografica “dai Fiordi” nel Giugno 2023, torna quest’anno con un repertorio artistico che, combinando fotografie e affreschi, percorre quel sentiero dell’arte che conduce alla memoria del passato e all’indissolubile legame con la sua città d’origine, L’Aquila. È qui che inizia i suoi studi, poi le passioni e i sogni la portano altrove, più precisamente a Milano, in seguito a Napoli e infine a Roma, città dove ha l’opportunità di formarsi in diverse discipline, quali l’arte, l’architettura e la valorizzazione del patrimonio culturale.
La serie degli affreschi sicuramente riflette una scelta che, al giorno d’oggi, non può che essere definita eccezionale, essendo appunto l’affresco una tecnica pittorica oramai in disuso, ma che in questo contesto appare sicuramente significativa e affascinante. Gli affreschi, inoltre, rappresentano una perfetta sintesi dei suoi studi: l’utilizzo di vari materiali esecutivi, quali il cemento, la calce, la sabbia, la polvere di marmo, e il rapporto tra pittura e inserti a rilievo, esplicano chiaramente la volontà dell’artista di creare un connubio tra architettura e arte figurativa.
L’artista qui si fa ideatrice, progettista ed infine anche carpentiere, un processo che richiede diverse competenze artigianali e artistiche. Gli elementi tridimensionali sono lì a ricreare l’aspetto architettonico, da sempre elemento guida delle sue opere. L’archetto della bifora, per esempio, composto da mattoncini ritagliati e disposti in successione, rappresenta dunque non solo un dettaglio decorativo, ma un vero e proprio elemento costruttivo. I materiali utilizzati che vanno a creare i vari strati costitutivi della base su cui dipingere, in questo caso i muri, sono cruciali per la riuscita dell’opera. Un primo strato di arricciato (intonaco grezzo applicato sulla muratura), in seguito l’intonaco (uno strato più fine rispetto all’arricciato, che serve da base per il successivo strato) e infine la polvere di marmo che, mescolata con la calce nell’intonaco finale, crea una superficie estremamente liscia e riflettente, ideale per la pittura. L’ultima fase del processo, chiamata pittura a fresco, va eseguita con particolare attenzione affinché i colori diventino parte integrante della superficie murale. Per garantire la corretta legatura chimica dei pigmenti colorati con la calce è essenziale che l’intonaco rimanga fresco e umido, motivo per il quale l’affresco deve essere completato entro una giornata lavorativa, al fine di prevenire la seccatura, facilmente raggiungibile nel giro di poche ore.
Diversi sono i paesaggi e soggetti che figurano, ma la luce è sicuramente protagonista indiscussa delle fotografie dell’artista aquilana. Tiberti, infatti, per ogni soggetto artistico studia con attenzione le esposizioni, giocando con l’equilibrio tra luminosità e contrasto, per catturare, nelle sue fotografie, le diverse luci della giornata.
Le foto ritraenti la modella, infatti, sono state prese in vari momenti della giornata, senza utilizzo di flash, con lunghe esposizioni e cavalletto. Il risultato è sicuramente quello di immagini che mantengono un’atmosfera naturale e morbida.
Altro soggetto è il così chiamato Chiassetto del Campanaro, un vicolo nel centro della città de L’Aquila, molto caro all’artista poiché affascinata dall’ambientazione particolarmente medievale e intima, ricreata dalla presenza di questi archetti che si susseguono. Insieme al Chiassetto, la foto ritrae anche un dettaglio della Porta Santa della Basilica di Collemaggio (L’Aquila): intende catturare un particolare gioco di luci e ombre, in questo caso ben marcato dalla scelta della foto in bianco e nero, che fa sì che essa sembri realizzata con inchiostro di china, tecnica artistica che attribuisce all’immagine un aspetto molto nitido e contrastato, grazie ad una forte presenza di linee e dettagli.
Infine la terza raccolta: dedicata alla Rocca di Calascio (L’Aquila), ambientazione di diversi film, quali Il nome della Rosa (1986) e Ladyhawke (1985). La Rocca, situata a 40 km dalla città de L’Aquila, con i suoi 1500 m, si erge al titolo di rocca più alta d’Europa. Una lunga camminata precede l’arrivo in cima, indispensabile però per godere di tale magnificenza: le imponenti mura di pietra, le maestose torri e le vedute panoramiche circostanti, contribuiscono a creare un’atmosfera che trasporta il visitatore indietro nel tempo, ad un Medioevo improvvisamente vivo e palpabile. Ed ecco una serie di foto realizzate con sopra e sotto esposizioni, durante momenti diversi della giornata (dall’alba al tramonto, fino alla notte fonda), a colore e in bianco e nero.
L’arte di Tiberti, una straordinaria combinazione di tecniche e sensibilità artistica, è capace di evocare memorie storiche, di creare profonde connessioni emotive e di portare alla luce le bellezze della terra aquilana.
In collaborazione con Foto Pettine L’Aquila
Matilde Spedicati
23 giugno 2024 ore 17:30
MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI
Al Museo degli Strumenti Musicali di Roma, si conclude la mostra “Visse d’Arte” con la performance “La Donna di Puccini” interpretata da Paola Ricci. Con testo e regia di Corrado Veneziano e l’accompagnamento
musicale del maestro Graziano Nori al violoncello e della pianista Stefania Barbone esploreremo l’universo femminile delle opere di
Puccini, da Manon a Butterfly. Un viaggio tra amore ed emancipazione femminile a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Per l’occasione verrà presentato il catalogo della mostra edito da Il Sextante di Mariapia Ciaghi.
L’evento, curato da Francesca Barbi Marinetti, Cinzia Guido e
Sonia Martone, sarà preceduto da una visita guidata con l’artista Corrado Veneziano.
Prenota telefonando allo 06/7014796 o scrivendo alla mail dms-
rm.museostrumenti@cultura.gov.it.

22 giugno 2024 dalle ore 14:00
Due Manifestazioni
Dalle 14 alle 18 sfilerà un corteo dell’associazione “pro vita e famiglia”, da piazza della Repubblica sino ai Fori Imperiali, passando per via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, piazza dell’Esquilino e largo Corrado Ricci (deviazioni per le linee 5, 14, 16, 38, 40, 51, 60, 64, 66, 70, 71, 75, 82, 85, 87, 105, 117, 118, 170, 223, 360, 590, 649, 714, 910, H e C3).
Dalle 17 alle 20 è in programma un corteo del movimento studenti palestinesi in Italia da Porta Maggiore a Porta Pia, lungo via Giovanni Giolitti, via di Santa Bibiana, piazzale Tiburtino, via Tiburtina, via dei Marruccini, piazzale Aldo Moro, viale delle Scienze, viale dell’Università, viale Castro Pretorio e viale del Policlinico (a spostarsi saranno le linee 3L, 5, 14, 19, 19Nav, 60, 61, 62, 66, 71, 82, 90, 105, 310, 490, 492, 495, 649, C2 e C3). Divieti di sosta in: piazza Porta Maggiore; via Giolitti; piazzale Tiburtino; piazzale Aldo Moro; via Pietro Gobetti; viale delle Scienze; viale dell’Università; via Palestro; piazza della Croce Rossa; viale del Policlinico; piazzale di Porta Pia e corso Italia. Attenzione alla segnaletica.
Dal 19 giugno al 31 luglio 2024
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi