Il 5 agosto, come ogni anno, ricorre l’anniversario della “Madonna della neve”, il miracolo che la Vergine Maria predisse in sogno a papa Liberio chiedendo che avrebbe desiderato che venisse edificata una basilica a Lei dedicata nel luogo in cui sarebbe avvenuto un prodigio. E il 5 agosto del 358 d.C. nevicò sul colle Esquilino e papa Liberio stesso disegnò sulla neve la mappa della basilica che diverrà l’attuale Santa Maria Maggiore. Da allora sono passati quasi 1700 anni e la basilica ha subito numerosissimi interventi, cambiamenti ed aggiunte, ragione per cui non è male ripassare un pò della storia di questo fantastico monumento del Rione Esquilino specie se raccontata con chiarezza e precisione come in questi filmati curati da “Tesori e Misteri di Roma”
BASILICHE DI SAN GIOVANNI IN LATERANO E SANTA MARIA MAGGIORE
Dal sito vaticannews.va
La tradizione torna all’antico dopo la serie di scelte e di motivi contingenti che l’avevano modificata a partire dal 2018. Quell’anno il Papa volle celebrare il Corpus Domini non più nella Basilica lateranense, com’era stato fino ad allora, ma nella periferia romana di Casal Bertone e l’anno successivo analogamente a Ostia, con le processioni presiedute dall’allora cardinale vicario Angelo De Donatis, nominato un mese fa nuovo penitenziere maggiore.
Tra Covid e salute
Poi dal 2020 erano state le restrizioni imposte dalla pandemia e successivamente gli impedimenti dovuti alla salute di Francesco a richiedere ulteriori cambiamenti, nel 2020 e 2021 con la Messa celebrata in San Pietro in regime di emergenza sanitaria, tra distanziamenti e ridottissimo numero di presenti, e nel 2022 e nel 2023 con l’annullamento della liturgia stessa, nel primo caso per il dolore al ginocchio accusato da Francesco e lo scorso anno per via del ricovero al Gemelli dopo l’intervento all’addome.
Il programma di quest’anno
Quest’anno torna dunque la celebrazione nell’agenda papale, che il maestro delle Cerimonie pontificie, il vescovo Diego Ravelli, ha aggiornato oggi, 4 maggio, riferendo che domenica 2 giugno alle 17 Francesco presiederà la liturgia solenne nella Basilica di San Giovanni in Laterano. E a tornare dopo la conclusione della Messa sarà anche la processione verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, da dove verrà impartita la benedizione eucaristica.
Il piano dellla viabilità
Nel pomeriggio, dalle 17,30, celebrazione del Corpus Domini tra le basilichedi San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore alla presenza del Papa e di 5.000 fedeli. Per quel che riguarda la viabilità, dalle prime ore della giornata divieti di sosta in: via Merulana, piazza Santa Maria Maggiore, via e piazza dell’Esquilino. Possibili chiusure in: piazza di Porta San Giovanni; via e piazza dell’Esquilino. Prevista anche una processione tra San Giovanni e Santa Maria Maggiore, lungo via Merulana. La cerimonia si concluderà alle 20. Prevista una deviazione per le linee 3L, 16, 51, 70, 71, 75, 81, 85, 87, 360, 590, 649, 673, 714, 792 e C3. Qui i dettagli delle deviazioni Atac.
In ottica giubilare, per conoscere meglio alcuni luoghi del Rione Esquilino, che durante il prossimo anno saranno oggetto di visite di centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, inziamo con alcune notizie su San Giovanni in Laterano “La Madre di tutte le Chiese”.
Iniziamo con un articolo di Filippo Neri tratto dall’account Facebook “Memorie di Roma” relativo alla Basilica di San Giovanni in Laterrano e del suo complesso edilizio che con l’ausilio di stampe d’epoca ci illustra il suo aspetto prima della definitiva ristrutturazione avvenuta tra il XVII e il XVIII secolo ad opera di numerosi architetti tra cui anche il Borromini
Seguiranno nei post successivi alcuni filmati che ci illustreranno la storia della Basilica dalle sue origini fino ad oggi
Arriveranno più di 1.500 figuranti da tutta Italia, gruppi, parrocchie e associazioni per dare vita, sabato 16 dicembre, alla seconda edizione del Presepe Vivente di Roma, promosso dalla basilica di Santa Maria Maggiore con l’Associazione Città dei Presepi. Nell’ottocentesimo anniversario della creazione del primo presepe da parte di san Francesco, a Greccio, la tradizione rivivrà al centro di Roma lungo un percorso itinerante, che prenderà il via dalla chiesa del Perpetuo Soccorso in via Merulana per attraversare via Merulana stessa, piazza di Santa Maria Maggiore, via dell’Esquilino, piazza dell’Esquilino, via Liberiana fino a giungere nuovamente nella piazza antistante la basilica, dove avverrà la rappresentazione della natività.
I protagonisti del presepe vivente – parrocchie, associazioni, gruppi storici, proloco e appassionati iscritti – la mattina del sabato saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco in Vaticano. Il programma della giornata prevede, quindi, l’apertura dell’area presepiale alle ore 13 seguita alle ore 14 da esibizioni di gruppi storici e folk provenienti da diverse regioni d’Italia davanti al sagrato della basilica. Alle 15 si terrà la rappresentazione del Presepe Vivente, uno spettacolo coinvolgente che trasporterà il pubblico nell’atmosfera della natività. La giornata culminerà alle ore 18 con la Messa al termine della quale ci sarà la benedizione dei Bambinelli.
«Nel Presepe Vivente, promosso con entusiasmo dalla basilica e dall’Associazione Città dei Presepi – afferma monsignor Rolandas Makrickas, commissario straordinario della basilica papale di Santa Maria Maggiore – riviviamo la storia della natività, una storia che ha il potere di toccare i cuori e rinnovare la fede ricordando che in questo luogo sacro, dove l’evento natalizio risplende con particolare intensità, custodiamo la reliquia della Sacra Culla».
Il 2 dicembre si festeggia Santa Bibiana a cui è dedicata una delle chiese più antiche del Rione Esquilino. Negli anni scorsi abbiamo descritto l’ architettura barocca, e la splendida statua della santa all’interno ambedue opere di Gian Lorenzo Bernini, oggi vogliamo occuparci di un aspetto storico poco conosciuto che ha determinato la costruzione della chiesa originaria nel IV secolo d.C..
Ecco un articolo di Claudio Colajacono tratto dall’account Facebook “Leggende Romane”
Santa Bibiana: storia di una fossa comune
Risale a V secolo la macabra scoperta di una fosse comune, contenente oltre undicimila corpi, nella zona oggi a ridosso dei binari della stazione Termini, in via Giolitti. Si tratta dei resti di poveri cristiani martirizzati a seguito della terribile persecuzione scatenata con violenza dall’imperatore Giuliano l’Apostata poco più di un secolo prima. A quell’epoca il cristianesimo aveva ormai preso vigore, i seguaci di Gesù si moltiplicavano e ponevano un serio problema all’ormai decadente Impero Romano, fondato su valori lontani da quelli professati dal Nazareno. Tra quei corpi, la tradizione cristiana ha individuato quelli di un’intera famiglia barbaramente uccisa. Si tratta di Defrosa e delle sue figliole Demetria e la giovanissima Bibiana. Defrosa fu decapitata, mentre Demetria morì di crepacuore. Alla piccola Bibiana toccò però la sorte più crudele: fu affidata a una prostituta nel tentativo di corrompere la sua anima pura. La giovane non cedette e per punizione fu frustata a morte con un flagello di piombo e il suo corpo venne gettato in una fossa. Per rendere omaggio e degna sepoltura a così tanti martiri, fu quindi costruita una piccola chiesa dedicata proprio alla tenera Bibiana. Nel Seicento Bernini le rese onore edificando la meravigliosa facciata che possiamo ammirare oggi, sua opera prima come architetto. Sua è anche la meravigliosa statua di Santa Bibiana, posta sull’altare maggiore, sotto il quale sono conservate le reliquie delle tre donne e, nella navata di sinistra, si trova il cippo di colonna sulla quale la santa subì il martirio. Un’antica consuetudine, in uso presso molti luoghi considerati sacri, prevedeva di preparare una bevanda miracolosa con il materiale ricavato dalle testimonianze del martirio. In questo caso, i fedeli raschiavano la superficie della colonna estraendone una sottile polvere che, mischiata all’erba e alla terra idealmente intrisa del sangue di Bibiana, creava una sorta di pozione prodigiosa. Lo sviluppo urbanistico della zona ha tolto molto del contesto periferico in cui la chiesa era inserita fino a poco più di un secolo fa. L’atmosfera raccolta di una chiesa di campagna ha così ceduto il passo a quell’aria transitoria, provvisoria, tipica dei luoghi che sorgono nei pressi di binari ferroviari.
(Claudio Colajacono – I love Roma)
Il calendario liturgico per la festa del 2 dicembre