Four Winds è l’incontro di Daniel Besthorn (batteria), Great Mudiare (basso), Giuseppe Sacchi (piano) e Xuzhi Chen (sax). Provenienti rispettivamente da Europa, Africa, Asia e Sud America, si sono incontrati per la prima volta a Roma, in Italia, grazie alla comune passione per il Jazz, dando vita al quartetto Four Winds nel marzo 2022. Da allora hanno suonato in diversi club e rassegne nella capitale, sviluppando una serie di brani originali, tutti nati spontaneamente durante le sessioni in studio. Il nome del quartetto riflette la volontà di fondere tutte le loro diverse culture e tradizioni in un suono coeso, rispettando lo stesso spirito di unione e contaminazione che ha caratterizzato la nascita e lo sviluppo del Jazz stesso.
Il trio esplora il repertorio dei grandi compositori del jazz – Duke Ellington, Thelonious Monk, Cole Porter, Benny Golson – elaborando attraverso l’improvvisazione e il gioco dell’interplay una chiave di lettura propria e originale.
Nel bellissimo scenario del giadino dell’Acquario Romano a Piazza Manfredo Fanti, il 6 luglio scorso ha avuto luogo il concerto della Banda Musicale della Marina Militare diretta dal Maestro Capitano di Vascello Antonio Barbagallo dal titolo “Ennio Morricone e dintorni” . Sono state eseguite musiche tratte da varie colonne sonore sia del Maestro Morricone sia di altri prestigiosi compositori. Le esecuzioni sono state particolarmente apprezzate da un pubblico divenuto via via sempre più numeroso ed appassionato. Ecco alcuni brani del concerto
Il primo di Hans Zimmer: Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna
Il secondo filmato ci offre Musiche di Autori vari tratte dai film di 007 -James Bond
Il terzo brano è un omaggio al Maestro Ennio Morricone: viene eseguito il tema del film “Metti una sera a cena” con la partecipazione del soprano Cinzia D’Astola Perroni
Infine (in sola riproduzione audio) un brano assai suggestico di Vangelis “1492 La Conquista del Paradiso“
L’idea originaria di formare questo gruppo nasce da Fabrizio Sferra con l’intento di coinvolgere Enzo Pietropaoli in un nuovo progetto originale dopo avere condiviso, sin dai primi anni ‘80, importanti esperienze musicali, tra le quali lo Space Jazz Trio con Enrico Pieranunzi e Doctor 3 con Danilo Rea.
La scelta è caduta su Edoardo Ferri, giovane talento della chitarra con una apertura mentale e una sintonia immediatamente condivise nonostante il grande divario generazionale.
Il nome del gruppo prende vita dal primo luogo di incontro, un box auto in un quartiere di Roma, che in seguito è diventato un appuntamento periodico, uno spazio dove costruire il “Suono” con lo spirito da “Garage Band”, una modalità insolita nella pratica jazzistica.
Il linguaggio del gruppo ha una forte matrice jazz, ma anche una grande flessibilità e una apertura alla contemporaneità; dall’Indie Rock al Country Progressivo, dove i classici Jazz Standards convivono con Neil Young, Radiohead, Elvis Presley e composizioni originali.
Un repertorio reso omogeneo dal comune amore per la melodia e da una forte vocazione all’ascolto reciproco.
Il progetto Opus Magnum nasce dalla collaborazione tra Ettore Fioravanti e Marco Colonna e rappresenta la naturale evoluzione del loro duo, con il coinvolgimento di musicisti dalle caratteristiche assolutamente sintoniche e con la condivisione di un’idea di far musica. Si tratta di elaborare materiale che permetta di esprimere il mondo poetico dei compositori ma ancor più liberare le forze creative dei componenti del gruppo a manipolare, modificare, eventualmente distruggere e ricostruire tutte le componenti originali. Non c’è limite agli argomenti musicali trattati, dalla tradizione jazzistica (Monk e Dolphy in particolare) a quella popolare, dalle canzoni agli spunti dal repertorio classico, dal rock alle suggestioni africane, e così via. Si tratta sempre di creare stimoli all’improvvisatore, perché la musica si sviluppi in tempo reale e con la partecipazione di tutti, a creare un lavoro grande che sia specchio della loro anima.
Il gruppo ha inciso nel 2018 l’album omonimo per AlfaMusic (in quartetto con Pasquale Mirra al vibrafono); ha poi registrato, prevalentemente in formazione di sestetto, il CD “Attraverso ogni confine” uscito nell’estate 2022 per Parco della Musica Records.
Il pianista e compositore Greg Burk ha sfidato le categorie fin da quando la sua carriera discografica è iniziata 20 anni fa. Nato in una famiglia di musicisti classici, emerso ad una giovane età nella scena jazzistica di Detroit è infine come studente dei maestri del jazz come Yusef Lateef e Paul Bley, la musica di Burk si muove senza sforzo tra i mondi musicali.
Il Greg Burk Trio unisce queste diverse correnti in una personalissima concezione musicale, caratterizzata da melodie memorabili, vivaci interazioni ritmiche è lo swing del suo nativo Michigan. Il “Electric Dream” project, con il bassista Giulio Scianatico e il batterista Reinaldo Santiago, incorpora l’uso espressivo del sintetizzatore moog, con sfumature di “Weather Report”.
Questo sound si può ascoltare nella registrazione di Greg Burk “Deep Blue Sky”.
“Portrait of Ennio” non è solo un tributo alla musica del Maestro Morricone, ma un ritratto personale di come il quartetto, capitanato dal saxofonista Patrizio Destriere, vede e sente la musica che ha accompagnato pellicole celebri e meno celebri nell’arco di mezzo secolo di produzione. Da “Metti una sera a cena” a “La leggenda del pianista sull’oceano”, da “Il buono, il brutto e il cattivo” a “C’era una volta in America”.
Patrizio Destriere commenta così il nuovo album: “il disco “Portrait of Ennio” è una sorta di visione prospettica rivisitata secondo la sensibilità mia e dei musicisti che hanno suonato con me nei confronti del corpus musicale di Ennio. Una visione legata al lato jazzistico del Maestro, che come da sue dichiarazioni, ha sempre considerato una musica lontana dalla sua anima; ma che nella sua produzione è presente con materiale di pregevole fattura, basti ricordare i film degli inizi degli anni ‘80 permeati da colonne sonore di stampo jazzistico. Il nostro contributo è stato quello di esaltare questa visione della sua opera sviluppandola con il nostro linguaggio con arrangiamenti curati e sonorità che vanno oltre alla catalogazione commerciale. Portrait of Ennio vuole essere il ritratto che racchiude le mille sfaccettature di un compositore complesso e geniale qual è Ennio Morricone”.
Gabriele Coen: sassofono soprano Francesco Poeti: chitarra
Riccardo Gola: contrabbasso
Luca Caponi: batteria
Gabriele Coen rende omaggio al suo strumento d’elezione, il sax soprano, interpretando oltre ad alcuni brani originali, il repertorio dei suoi interpreti più prestigiosi, da Sidney Bechet (Petit fleur) a John Coltrane (My Favorite Things) e Wayne Shorter (Beauty and the Beast), passando per Steve Lacy (Reflections), Jan Garbarek (Country) e Paul McCandless degli Oregon (Hungry Heart).
Con l’eclettismo espressivo che è il segno distintivo del suo percorso artistico e di ricerca, Gabriele Coen presenta brani tradizionali e composizioni originali, creando un’appassionante, inconsueta, lirica, esperienza musicale attraverso un tessuto sonoro che attinge al jazz, al rock, alla world music.
Dopo le precedenti esperienze con i Klezroym il sassofonista romano ha inciso due brillanti lavori con la Tzadik , l’etichetta newyorchese di John Zorn (Awakening del 2010 e Yiddish melodies in Jazz del 2013) e a maggio 2017 Sephirot, Kabbalah in music per Parco della Musica Records.
Gabriele Coen ha sviluppato in questi ultimi tre anni altri tributi (John Zorn, Kurt Weill, Leonard Bernstein) con un nuovo quintetto a suo nome che vede la partecipazione di alcuni importanti nomi del nuovo jazz italiano, in particolare con il batterista Zeno De Rossi e il contrabbassista Danilo Gallo. Sempre recente è la collaborazione di Coen con Teho Teardo e Blixa Bargeld, per gli ultimi premiati lavori Nerissimo (2016) e Fall (2017). A novembre 2019 è in uscita il nuovo cd del quintetto di Gabriele Coen per Parco della Musica Records intitolato “Leonard Bernstein Tribute”.
ImperfecTrio nasce da un’idea di Roberto Gatto e dalla stretta collaborazione con Pierpaolo Ranieri, con cui diede vita, diversi anni fa, al Perfect Trio. L’esigenza e l’amore per la ricerca nell’improvvisazione jazz contemporanea, porta i due artisti all’incontro con il sassofonista romano Marcello Allulli, dando vita ad un nuovo progetto.
L’Imperfect è una formazione elettrica con una concezione moderna del Jazz, con ampio spazio alle improvvisazioni in una miscela di suoni, rumori, sequenze, armonizer e altri oggetti elettronici.
I tre musicisti propongono brani originali e offrono una lettura personale di alcuni standard della tradizione Jazz: autori come Thelonious Monk e Duke Ellington vengono proposti in modo nuovo, riscoprendone così anche le illimitate doti compositrici, in una direzione completamente innovativa.