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16 marzo 2019 “Legacy Gipsy Project – Jazz Manouche” al Gatsby Cafè

16 marzo 2019 ore 21,00

Gatby Cafè

Legacy Gipsy Project – Jazza Manouche

Formazione che si ispira alla tradizione jazzistica europea francese in particolare quella iniziata dal chitarrista gitano Django Reinhardt.
Il trio propone un repertorio che comprende standard jazz, valzer musette e composizioni originali di Django, tutte in stile gypsy jazz che vi riporteranno alle atmosfere parigine degli anni trenta e quaranta in un mix di virtuosismo e pathos.
Composta da Lorenzo Bucci alla chitarra solista, Federico Procopio chitarra ritmica e Giuseppe Civiletti al contrabbasso,

LA SETTIMANA DELLA MODA ALL’APOLLO11 !

presenta

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

LA SETTIMANA DELLA MODA ALL’APOLLO11 !

Gran Bretagna 2018, 111 min.

“My shows are about sex, drugs and rock’ n’ roll.
I want heart attacks. I want ambulances.”
Alexander McQueen

SINOSSI
McQueen è uno sguardo molto personale sulla straordinaria vita, carriera e talento artistico del designer Alexander McQueen. Attraverso interviste esclusive a familiari e amici più intimi, materiale d’archivio, splendide immagini e musiche coinvolgenti, McQueen vuole essere una sincera celebrazione e un entusiasmante ritratto di un autentico visionario della moda, tanto geniale quanto tormentato.
“I’m not angry with myself. I’m angry with the world.” – Alexander McQueen

Cresciuto nell’East London, Alexander McQueen era un semplice ragazzo della working class inglese, senza doti né prospettive. Niente nel background personale di Lee Alexander McQueen faceva presagire quello che sarebbe stato il suo futuro. Ultimo di sei figli, Lee sarebbe potuto diventare un pompiere, un muratore o un guidatore di taxi come suo padre. Invece il suo fiero spirito romantico e la passione per la poesia punk sono stati fondamentali nella creazione dell’era definita “Cool Britannia” negli anni ’90, che celebrava la cultura giovanile nel Regno Unito. Probabilmente è stata la prima volta in cui, dagli anni d’oro della Swinging London anni ’60, che un ragazzotto dell’East End di Londra è riuscito a emergere e a diventare l’artista più originale e influente del suo tempo. I registi Ian Bonhôte e Peter Ettedgui hanno catturato la vita personale e lavorativa di un talento creativo unico nel suo genere, mostrando la sua gloriosa anarchia nel loro film McQueen. Nel film viene offerto un entusiasmante ritratto della vita di McQueen e della sua complessa personalità, seguendolo alla conquista del mondo della moda con i suoi modelli, tanto affascinanti quanto sinistri. Dal suo apprendistato alla prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row, dove si mostrò da subito incredibilmente portato, fino alla sua prematura morte all’età di 40 anni, il film racconta la sua storia rompendo le regole della narrazione documentaria attraverso un mosaico composto da molteplici frammenti che dalla loro unione generano un ritratto unico, sfaccettato e rivoluzionario dell’artista McQueen.

Regia: Ian Bonhôte – Scritto e co-diretto da: Peter Ettedgui – Musica: Michael Nyman – Montaggio: Cinzia Baldessari – Direttore della Fotografia: Will Pugh – Distribuzione: I Wonder Pictures.

 il trailer

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Gran Bretagna 2018, 83 min.

Vivienne Westwood, icona Punk Rock per eccellenza, è una delle artiste più influenti della storia contemporanea. Il film esplora la sua ascesa verso il successo, mostrando da vicino il suo talento, il suo attivismo e la sua significativa importanza culturale. Intrecciando il materiale d’archivio e quello inedito, viene raccontata in modo intimo la storia di Vivienne, attraverso le sue stesse parole e le toccanti interviste alla sua stretta cerchia di familiari, amici e collaboratori.

WESTWOOD: PUNK, ICONA, ATTIVISTA è il primo film ad abbracciare l’eccezionale storia di una delle icone più autentiche del nostro tempo, dal momento che Vivienne ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi e della sua eredità. Vivienne Westwood, di umili origini, si spostò dall’Inghilterra del nord a Londra all’età di diciassette anni, alla metà degli anni ’60. La sua vita cambiò drasticamente direzione quando incontrò Malcolm McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols: il loro negozio a Kings Road lanciò il genere punk e una cultura popolare rivoluzionaria. Durante i successivi quarant’anni Vivienne ha dovuto far fronte a relazioni frustranti, derisioni da parte della stampa, situazioni finanziarie difficili e nonostante questo è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo del fashion. Oggi il brand Westwood siede a fianco di marchi quali Gucci, Dior e McQueen, ma solo Vivienne possiede e gestisce direttamente il suo impero, senza dar segno di cedimento all’età di settantasette anni. Il film ritrae Vivienne in un periodo cruciale, quando l’azienda apre i suoi flagship store nelle capitali della moda, Parigi e New York. Tuttavia, il successo globale ha un prezzo e le difficoltà legate alla gestione dell’azienda non tardano ad arrivare. Attraverso il continuo alternarsi delle riprese che testimoniano i successi, i conflitti e le insicurezze che Vivienne affronta oggi e i momenti cardine della sua vita, emergono parallelismi tra il suo attivismo del 21esimo secolo e la sua attitudine punk rock antisistema della giovinezza.
Questo documentario trascende il modello standard di film sulla moda per trasformarsi in un ritratto intimo e stimolante di una vera icona inglese.

Regia: Lorna Tucker – Musica: Dan Jones – Montaggio: Paul Carlin – Direttore della Fotografia: Will Pugh – Distribuzione: Wanted Cinema.

Il trailer

15 – 21 marzo 2019 “Approdi Stenopeici” mostra fotografica allo Studio Medina

Dal 15 al 21 Marzo 2019, negli spazi Medina Roma.Arte, Approdi Stenopeici di Carlo Desideri a cura del Laboratorio Fotografico Corsetti e di Francesco Desideri. Una mostra-evento del grande fotografo scomparso, parte integrante nella programmazione di MFR19 – Mese della Fotografia.

Opening: Venerdì 15 Marzo ore 18.
Talk: Sabato 16 marzo ore 18.

Apertura al pubblico: tutti i giorni dalle 17 alle 20

Sabato 16 Marzo alle ore 18 talk su Desideri moderato da Eugenio Corsetti, con relatori eccezionali: Francesco Desideri (figlio di Carlo), Rolando Corsetti (stampatore di Carlo), Francesco Adornato (Rettore dell’Università di Macerata, amico che ha curato i testi di varie pubblicazioni di Carlo), Samuele Piccoli (artigiano costruttore dei fori stenopeici usati da Carlo per le foto in mostra).

www.medinaroma.com/events/approdi-stenopeici-di-carlo-desideri/

Medina Roma

info@medinaroma.com

medinaroma.com

Via Angelo Poliziano, 32-34-36 | 00184 | Roma

tel. +39 06 9603076

15 marzo 2019 “Mini Swing Gang Band – Swing some Ragtime&Jive!” al Gatsby Cafè

15 marzo 2019

Gatsby Cafè

Mini Swing Gang Band – Swing some Ragtime&Jive!

Prendi due cantanti giovani, belle e cattive, un cantante chitarrista con la passione per i bassi, un folle pianista di ragtime e un batterista che suona anche senza batteria.. E poi dagli un obiettivo: trovare e suonare lo Swing… anche quando non c’è! Oltre ai classici dello Swing, Ragtime&Jive, musiche e successi di ogni epoca riletti in chiave Swing ….

Alice Albanese Ginammi – Voce; Cecilia Morrone – Voce; Lorenzo Mazzoni – Voce/Chitarra; Andrea Marano – Pianoforte; Daniele Russo – Batteria

FORUM “Esquilino chiama Roma”: 3 focus group su Piazza Vittorio

Grazie al confronto con i cittadini intervenuti nei tavoli tematici del 31 maggio e 17 luglio presso l’Acquario Romano, nell’ambito del Forum “Esquilino chiama Roma”, sono emerse come aree maggiormente problematiche del rione quelle di piazza Vittorio Emanuele II (giardini e portici), tutto l’asse di via Giolitti e l’area del Mercato Esquilino.

Sviluppando le istanze, le indicazioni e le proposte raccolte finora, si è scelto di focalizzare i prossimi incontri sull’ambito specifico dei Portici di piazza Vittorio, quale luogo simbolico e concreto per un percorso conoscitivo per l’elaborazione di una proposta d’intervento sull’area.

I prossimi tre tavoli tematici – che si terranno nelle giornate del 15, del 22 e del 29 marzo, alle ore 17.00 presso la sede Enpam di piazza Vittorio 78 – lavoreranno rispettivamente sui seguenti tre focus:

1. Spazio urbano, patrimonio, mobilità

2. Commercio, ristorazione, servizi

3. Politiche sociali, cittadinanza attiva, sicurezza

SEDE ENPAM

Piazza Vittorio Emanuele II, 78

13 marzo 2019 “Recupero dal cancro con la mindfulness” presso la sede Enpam

13 marzo 2019 ore 17,30

Recupero dal cancro con la mindfulness

Palazzo Enpam

La difficoltà emotiva più importante dopo una diagnosi di cancro per la persona e la famiglia,oltre al carico delle cure, dell’incertezza , consiste anche nel dover fronteggiare molti pensieri, emozioni forti, rimuginare su quello che si poteva fare per diagnosticarlo prima oppure cercare di distrarsi evitandolo.

Sede della Fondazione ENPAM

Piazza Vittorio Emanuele II, 78

13 marzo 2019 “Jazzby – Jale’s Trio” al gatsby cafè

13 marzo 2019

Gatsby Cafè

Jale’s Trio

Jale’s trio è un piccolo antro di Jazz in una spettacolare e unica cornice retrò di Roma, fatta apposta per conciliare le note degli standard. Classici rivisitati secondo il nostro personale gusto.
A seguire la Jam aperta a tutti i musicisti! Vi aspettiamo numerosi e carichi 💪 🎶 🎷 🎺 🎤
Alessandro Bellinzoni (Jale) – voce
Sami Nanni – chitarra
Dario Piccioni – contrabbasso.

13 – 24 marzo 2019 “Il Misantropo” al Teatro Jovinelli

13 – 24 marzo 2019

TEATRO JOVINELLI

IL MISANTROPO

Presentato da Gli Ipocriti Melina Balsamo
Con Giulio Scarpati e Valeria Solarino
E con Blas Roca Rey, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Mauro Lamanna, Matteo Cecchi
Regia Nora Venturini
Di Molière
Traduzione Cesare Garboli
Scena Luigi Ferrigno
Costumi Marianna Carbone
Luci Raffaele Perin
Musiche Marco Schiavoni
Orari spettacolo dal martedì al sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – sabato 16/3 doppia replica ore 16:30 e ore 21:00
Durata spettacolo 1 ora e 40 minuti atto unico

Maggiori informazioni

Il mondo dei sogni e la dura realtà di via Giolitti – raccolta firme per fermare temporaneamente il “trenino” a Porta Maggiore

Ecco come dovrebbe diventare nei progetti, ma più realisticamente nei sogni,  la  linea Laziali Centocelle a via Giolitti. Chi la vorrebbe così non conoscendo appieno le criticità della strada dovrebbe saper ascoltare e valutare le istanze di chi ci vive, ci lavora o ha conoscenze che purtroppo molti amministratori e progettisti non hanno, e non trincerarsi dietro stereotipi improponibili o delle crude valutazioni di costi e ricavi.

Creare dei progetti che costano centinaia di milioni di euro alla collettività senza conoscere la storia e i monumenti di via Giolitti ci sembra francamente inaccettabile: qui non si tratta di costruire un plastico per i trenini elettrici ma di avere a che fare con la storia millenaria, la cultura e il benessere dei cittadini.

Nel corso di numerosi incontri e numerose discussioni i fautori di questa linea non hanno mai tenuto nel giusto conto questi dati oggettivi:

  • Documenti ufficiali dell’ENEA comprovanti senza ombra di dubbio che il cd. Tempio di Minerva Medica (ma anche i palazzi vicini e la chiesa di Santa Bibiana) è sottoposto a vibrazioni con dei valori elevatissimi, tali da metterne a repentaglio  la sua stessa struttura, a causa esclusivamente del passaggio dei convogli della suddetta linea ferrotranviaria. (vedi doc.1, doc.2, doc.3)
  • Documento ufficiale dell’ISPRA comprovante la natura particolare del sottosuolo di via Giolitti in maniera specifica dalla chiesa di Santa Bibiana a Porta Maggiore popolato da numerosi “sinkholes antropogenici” (“cavità sotterranee”) vedi
  • L’esistenza di una precisa legge dello Stato Italiano che impone delle distanze minime tra rotaie ed edifici (a maggior ragione se si tratta di monumenti di così grande valore) vedi.
  • L’articolo della Costituzione Italiana (il nono vedi) che indica come lo Stato debba preservare il paesaggio e il patrimonio artistico e monumentale della Nazione in maniera che possa essere fruito dal singolo cittadino così come da gruppi interessati. E il cd. Tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia.
  • La carreggiata a senso unico adibita al traffico veicolare accanto al monumento larga appena 3,6 m e quindi ai limiti della legge che prescrive 3,5 m di larghezza minima (riducibili a 3,25 m) per il passaggio dei mezzi di soccorso e dei mezzi pubblici collettivi. Ciò impedisce qualsiasi spostamento significativo delle rotaie (vedi REGOLAMENTO VIARIO E CLASSIFICA FUNZIONALE
    DELLE STRADE URBANE DI ROMA CAPITALE pag. 54)

Basterebbero (e avanzerebbero) queste considerazioni per porsi dei seri dubbi sull’opportunità di continuare a far passare questi convogli a  pochi cm. da  monumenti così importanti ma i fautori di questa linea ferrotranviaria  continuano imperterriti a sminuire o addirittura ad ignorare questi fatti e ad indicare esempi di realizzazioni in altre città che sono assolutamente improponibili per la situazione presente a via Giolitti.

Prendiamo, ad esempio, quello che è stato fatto a Nizza, bellissima città del sud della Francia ma non paragonabile neppure lontanamente a Roma. Analizziamo questa fotografia

Innanzitutto c’è un percorso perfettamente rettilineo dei binari, marciapiedi su ambedue i lati della strada di circa 3/4 metri di larghezza, superficie rotabile su prato larga circa 7 metri, spartitraffico su prato e con alberi largo almeno 3 metri, strada per il traffico veicolare a doppio senso di circolazione (almeno altri 8 metri) e infine nessun traliccio a lati della strada . A chi non piacerebbe una realizzazione del genere? Ma per realizzarla occorre lo spazio necessario, e non è certo via Giolitti la sede più idonea per un progetto del genere.

Guardate ora questa foto: sapete quanto è la distanza tra il monumento e il palazzo di fronte? 0,78 m il passaggio pedonale + 3,6 m la carreggiata per il traffico veicolare + 6,4 m la parte adibita ai binari e in un punto nulla più per cui in totale 10,78 m tra il muro del palazzo e il muro del cd Tempio di Minerva Medica!

E analizziamo poi gli edifici di Nizza accanto alle rotaie: edilizia di fattura abbastanza recente (50-60 anni al massimo) nella quasi totalità in cemento armato (e quindi molto più resistenti alle vibrazioni) e di scarso valore architettonico eppure c’è stata un’attenzione notevole sotto l’aspetto paesaggistico. Niente di lontanamente paragonabile alla situazione di via Giolitti con uno dei monumenti più importanti di Roma Antica databile intorno al 250 d.C. e quindi con ben 1800 anni sulle spalle (senza considerare la chiesa di Santa Bibiana, opera del Bernini del 1625, sullo stesso percorso).

Ma non basta perchè di fatto il cd. Tempio di Minerva Medica è in mezzo alla strada (vedi foto accanto, cliccare per ingrandirla)  e obbliga il cosiddetto “trenino” ad una curva  a bassissimo raggio  ostruendo di fatto la visibilità  in maniera da infrangere delle precise regole per la sicurezza ferrotranviaria: ci siamo divertiti a fare un fotomontaggio per ricreare una situazione simile a quella di via Giolitti a Nizza e secondo voi  i tecnici francesi non avrebbero pensato a un itinerario alternativo?

Dobbiamo aspettare che crolli una porzione del monumento appena restaurato (ma ancora chiuso) o che si apra un’ennesima voragine sotto i binari perchè finalmente si riesca a ragionare?

Ecco l’unica tavola del mega progetto della ferrovia Termini Tor Vergata che siamo riusciti ad ottenere

Dal 19 febbraio scorso l’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino ha iniziato la raccolta di firme per attestare il capolinea della linea Laziali Centocelle a Porta Maggiore in attesa di conoscere e poter valutare il progetto definitivo dell’opera. Valutando le difficoltà amministrative e i tempi (lunghi) di una eventtuale realizzazione non è pensabile che la situazione attuale possa proseguire ancora per anni continuando ad arrecare danni ai monumenti e mantenendo tutte le altre criticità. Ecco il testo che vi preghiamo di leggere attentamente

11 marzo 2019 “Festa di teatro Eco logico a Stromboli” all’Apollo 11

in collaborazione con


presenta

lunedì 11 marzo ore 20.30

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


FESTA DI TEATRO ECO LOGICO A STROMBOLI

Dal 2013 a Stromboli (Messina) all’inizio dell’estate si svolge la Festa di Teatro Eco Logico. Una settimana di eventi “a spina staccata”, vale a dire senza utilizzo di energia elettrica per l’illuminazione e l’amplificazione. I corpi del pubblico e dei performer (attori, cantanti, strumentisti, danzatori ma anche scrittori, vulcanologi, archeologi, geologi, astronomi, filosofi o altri studiosi) sono illuminati dalla stessa luce, del “sole o l’altre stelle” (e fuochi e candele), in una relazione eco-logica con il luogo della performance senza l’alterazione dell’amplificazione o dell’illuminazione elettrica: voce naturale e luce naturale. D’altra parte, non è un tramonto un ineguagliabile effetto luce?


ore 20.30

THE BODY ELECTRIC
di Alessandro Fabrizi e Enrico Parenti

ore 21.00

presentazione della Festa da parte degli organizzatori

ore 22.00

FRANKENSTEIN UNPLUGGED
di Enrico Parenti


Partecipano alla serata

ALESSANDRO FABRIZI
direttore artistico della Festa e regista di The Body Electric

ENRICO PARENTI
regista di The Body Electric e Frankenstein Unplugged

CRISTIANO DEMURTAS
curatore della lettura di Frankenstein

LUCA MORARI
AD di Divita – Ricola

LAURA MAZZI – GUIDO GIORDANO
Associazione Italiana di Vulcanologia

SILVIA GALLERANO – RAFFAELLA MISITI
MAURIZIO RIPPA – LAVINIA SAVIGNONI

e gli organizzatori della Festa
STEFANIA MINCIULLO – EZIO SPEZZACATENA
EMANUELE VON NORMANN



THE BODY ELECTRIC (28 minuti)
di Alessandro Fabrizi & Enrico Parenti

Il documentario che racconta l’edizione 2017, dedicata al movimento trascendentalista americano a 200 anni dalla nascita di Henry David Thoreau. Un viaggio tra forme di arte diverse (musica, danza, teatro, arti figurative) che va da Walt Whitman (da cui il titolo è tratto) a Ralph Waldo Emerson, Emily Dickinson, Charles Ives a partire dal grande pensiero di Thoreau espresso in “Walden” e “Disobbedienza Civile”, con interventi di attori (Isabella Ferrari, Laura Mazzi, Ken Cheeseman, Maya Sansa), studiosi (Nadia Fusini, Fernando Masullo), poeti (Franco Marcoaldi), musicisti (Ivano Battiston, Raffaella Misiti & Annalisa Baldi, Riccardo Biseo, Guappercartò, Amedeo Monda), danzatori (Cuenca-Lauro, Lavinia Savignoni), artisti figurativi (Laura Canali e Mark Tano Palermo).

Regia: Alessandro Fabrizi & Enrico Parenti – Direttore della fotografia: Luca Gennari – Montaggio: Barbara Galli – Fonico in presa diretta: Vincenzo Santo – Produzione: Ricola e fluidonumero9 per SkyArteTV.


FRANKENSTEIN UNPLUGGED (30 minuti)
di Enrico Parenti

Il documentario è dedicato all’edizione 2018, nel corso della quale è stata proposta una lettura integrale dell’edizione 1818 del “Frankenstein” di Mary Shelley, in una nuova traduzione edita da Neri Pozza. Una lettura per 5 voci femminili (Cristina Donadio, Silvia Gallerano, Manuela Mandracchia, Laura Mazzi, Maya Sansa) a cura di Cristiano Demurtas, che si è svolta tra tuoni fulmini vento e rombi di Iddu, al lume delle torce, del sole o delle stelle, in un programma di eventi che ha visto anche la partecipazione dei danzatori Daria Menichetti e Francesco Manenti, la soprano d’arti Silvia Colombini, il gruppo musicale Le Cardamomò e la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio.

Regia: Enrico Parenti – Direttore della fotografia: Matteo Keffer – Montaggio: Marco Rizzo – Fonico in presa diretta: Vincenzo Santo – Produzione: Ricola e Elliot Film per SkyArteTV.