Dal 16 al 22/1/26 “The Shape of Tomorrow” Mostra di Rita Kowalska al Medina Art Gallery

Dal 16 al 22 gennaio 2026

MEDINA ARTA GALLERY – VIA MERULANA, 220

The Shape of Tomorrow

Mostra di Rita Kowalska
Il testo critico di Mariacarmela Mazzeo

“The Shape of Tomorrow” si inserisce nel vivace dialogo contemporaneo tra materia, colore e trasformazione emotiva. La pittura astratta di Małgorzata Rita Kowalska, profondamente radicata nella tradizione espressionista e divisionista, esplora le dinamiche della luce e del colore, trasformando ogni tela in un paesaggio interiore in continuo mutamento. I suoi lavori, spesso realizzati con tecniche miste, combinano pigmenti saturi e applicazioni materiche vibranti per creare superfici tattili e cariche di energia. In questa nuova serie, l’artista ci invita a intraprendere un viaggio nel cuore della trasformazione: le sue opere non rappresentano semplicemente la realtà, ma sospendono il tempo, cristallizzando momenti di passaggio tra ciò che è e ciò che sta per nascere. Ogni composizione emerge come un territorio emotivo, in cui forme fluide e materiali cromatici dialogano tra loro, sfidando la percezione dello spettatore e stimolando riflessioni sul nuovo, sull’ignoto, sulla possibilità di cambiamento.   

Il colore diventa sostanza emotiva…

…i pigmenti densi e vibranti non solo modulano la superficie delle tele, ma definiscono l’energia stessa dei passaggi rappresentati. Kowalska lavora con sapienza le giustapposizioni cromatiche – dall’incontro improvviso di rossi incandescenti e blu profondi ai dialoghi delicati tra gialli eterei e verdi muschiati – restituendo la complessità emotiva di ogni mutamento.Lo spettatore viene così immerso in un’esperienza quasi sinestetica, in cui contrasti visivi e risonanze interiori parlano di attesa, coraggio e della promessa luminosa di un futuro ancora informe.

“The Shape of Tomorrow”…

…non è solo una mostra: è un invito a condividere il passo verso ciò che verrà, a percepire e vivere il momento della transizione, a guardare oltre i confini consolidati della percezione e del pensiero.La luce, il colore e il contrasto, elementi ricorrenti nella pratica di Kowalska, guidano lo sguardo e aprono uno spazio di riflessione, contemplazione e immaginazione. La mostra diventa così un terreno condiviso di esplorazione, dove arte e vita si intrecciano nel segno della speranza, della scoperta e della trasformazione.

Entrare nel mondo di Małgorzata Rita Kowalska…

…significa accettare la sfida di perdersi per poi ritrovarsi. Tra strati di materia e bagliori improvvisi, la mostra vuole essere un augurio: che ognuno possa scoprire, in questi paesaggi dell’anima, il proprio orizzonte di luce. Un invito a non temere il cambiamento, ma a viverlo con la stessa forza ed eleganza dei suoi colori.

Dal 16 al 22/1/26 “Stagioni Russe” Mostra di Dmitriy Permiakov al Medina Art Gallery

Dal 16 al 22 gennaio 2026

MEDINA ARTA GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Stagioni Russe

Mostra di Dmitriy Permiakov
Il testo di Martina Scavone

“Stagioni Russe” si inserisce idealmente nel lungo e fecondo dialogo tra l’Italia e la tradizione figurativa russa, un rapporto avviato alla fine dell’Ottocento grazie alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1895. Dalle icone intrise di spiritualità alle rivoluzioni formali di Kandinskij e Malevič, dall’intensità narrativa del realismo socialista fino alle ricerche più attuali, l’arte russa ha sempre offerto una prospettiva unica: profonda, lirica, sospesa tra interiorità e tensione collettiva.

È in questo orizzonte culturale che si colloca la ricerca di Dmitriy Permiakov, artista contemporaneo per la prima volta in mostra a Roma con un progetto che assume un valore particolare nel complesso scenario geopolitico odierno.
In un tempo attraversato da nuove barriere, l’arte torna a farsi ponte: non strumento ideologico, ma linguaggio universale, capace di restituire un sentire condiviso e di ricordarci la comune umanità al di là dei confini e delle differenze.

Con “Stagioni Russe”, Permiakov conduce lo spettatore in un viaggio nell’anima della sua terra. Il titolo racchiude molteplici livelli di significato: il ritmo naturale dei paesaggi sterminati della campagna russa, i cicli della vita e della storia, le emozioni in trasformazione. Con una pittura che fonde realismo e delicate atmosfere impressioniste, l’artista racconta l’inverno eterno, la fugace esultanza dell’estate, la meditazione dell’autunno e la promessa della primavera. Le sue tele evocano un legame ancestrale con la natura, una bellezza austera e spirituale che vibra di malinconia e luce.

La sua ricerca pittorica…

…influenzata dalla tradizione sovietica del XX secolo e dagli impressionisti francesi, è nutrita dalla pratica della pittura en plein air, che gli consente di cogliere l’impressione fugace di un istante e la vitalità dei colori naturali. Permiakov si muove così nella scia dei grandi maestri del paesaggio russo come Aleksej Savrasov e Isaak Levitan, esplorando il lirismo della campagna, la quiete dei villaggi, la poesia dei paesaggi innevati.

Accanto alla dimensione naturale, nella sua opera affiora un sottile senso dell’ironia e una profonda introspezione, in un equilibrio tra realtà e riflessione psicologica. È lo spleen russo – la saudade delle pianure bianche, la Sehnsucht degli orizzonti infiniti, la morriña delle case di legno – una nostalgia che parla di identità e condizione umana, richiamando atmosfere letterarie come quelle de Lo Spleen di Pietroburgo.

“Stagioni Russe” diventa così più di una semplice esposizione: un dispositivo simbolico, un attraversamento poetico della memoria, della luce, del tempo. Le opere di Permiakov ci invitano a rallentare, a osservare il mutare delle stagioni e della vita, restituendo allo sguardo una profondità spesso dimenticata.
Un viaggio nella sensibilità russa che diventa, inevitabilmente, un viaggio universale.

19/1/26 Rassegna On stage – Letture americane “Battezzati fino al midollo” al Teatro Basilica

19 gennaio 2026 dalle ore 19:30

TEATRO BASILICA

Rassegna

On Stage – Letture Americane

Battezzati fino al midollo

 
Descrizione

Una serie dedicata al teatro americano indipendente, in un momento storico in cui la libertà di espressione – garantita dal Primo Emendamento della Costituzione – viene sempre più spesso messa in discussione, se non apertamente negata.

La rassegna dà voce a drammaturghi e artisti che, attraverso il teatro, continuano a interrogare la società e a difendere il diritto a esprimersi liberamente.

A curarla è KIT Italia di Roma, realtà specializzata nella traduzione e nell’adattamento per sopratitoli di testi teatrali in lingua inglese. Partner del progetto sono Kairos Italy Theater di New York e il Teatro Basilica, che ne è anche il produttore e ospita la serie. Le traduzioni dei testi sono state prodotte da OnStage! Festival in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre.

OnStage! Festival è stato fondato nel 2019 da KIT Italia, The International Theatre e Kairos Italy Thater in collaborazione con MThI.

Programma:

  • 9 dicembre 2025: “Lost and Found” di Kaaron Briscoe, a cura di Giordana Morandini / Zio Albert Produzioni, Traduzione Aurora Tosatti*

  • 19 gennaio 2026: “Battezzati fino al midollo” (titolo originale “Baptized to the bone”) di Dave Johnson, a cura di Fucina 0, Traduzione Claudia Bedetta*

  • 16 febbraio 2026: “Consenso” (titolo originale “Consent”) di Frank J. Avella, a cura di Gruppo della Creta, Traduzione Donatella Codonesu

  • 9 marzo 2026: “Actually, we’re Fucked!” di Matt Williams – a cura di Gruppo della Creta, regia di Meghan Finn Traduzione Claudia Zerilli*

*Traduzioni a cura di OnStage! festival in collaborazione con Università Roma Tre, Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere

Date

9 dicembre 2025: ore 19:30
19 gennaio 2026, ore 21:00
16 febbraio 2026, ore 21:00
9 marzo 2026, ore 21:00

Prezzo

✦ Biglietto unico a 5€

 
Crediti Artistici

rassegna a cura di KIT Italia, Kairos Italy Theater e Gruppo della Creta

nell’ambito di OnStage! 2025-2026 Festival di Teatro Americano

letture a cura di Gruppo della Creta e Matteo Baronchelli

produzione Gruppo della Creta

con il sostegno del Ministero della Cultura