“Septimontium” le origini di Roma

Dall’account Facebook “ROMA ANTICA” di Angelo Mortati alcune interessanti notizie sulle origini di Roma
 
«Dove adesso si trova Roma c’era un tempo il Septimontium così chiamato per il numero di montes che in seguito la città incluse all’interno delle sue mura.»(Varrone, De lingua latina, V, 41.)
Il termine latino Septimontium o Settimonzio (ovvero sette monti) era utilizzato dagli antichi Romani sia per indicare una festività religiosa sia, secondo Varrone, per rappresentare anche un concetto territoriale collegato alla città di Roma.
Secondo la tesi più diffusa, il termine deriva da Septem Montes, con chiaro riferimento alle sette cime del primo nucleo abitato della città.Per un’altra tesi, il termine deriva da Saepti Montes, ovvero da Monti divisi, con riferimento alle palizzate che proteggevano i primi nuclei abitati.
Lo scrittore latino Sesto Pompeo Festo riporta una festa che si celebrava l’11 gennaio. Sembra fosse stata istituita dal re Numa Pompilio e che consistesse in una processione lungo tutti i “sette monti” (da cui il nome di Septimontium) con relativi sacrifici da celebrare presso i siti dei 27 sepolcri degli Argei (che si trovavano appunto su quelle alture) che secondo la tradizione erano gli eroici principi greci che, giunti nel Lazio al seguito di Ercole, strapparono alle popolazioni sicule e liguri ivi stanziate i colli su cui sarebbe poi sorta Roma.La circostanza che la festa fosse originariamente riservata alle sole genti di stirpe latina che abitavano quei luoghi, sembrerebbe una conferma del fatto che si tratti di una festività molto antica, forse anche precedente all’epoca di Numa Pompilio, corrispondente alla prima espansione del centro urbano dal Palatino ai colli circostanti. Solo con il re Servio Tullio sembra che la celebrazione sia stata estesa anche alle genti di origine sabina abitanti il Quirinale.In epoca imperiale si perse il significato della festa, che divenne comune a tutta la città.
Dal punto di vista territoriale , i “sette monti” non corrispondono ai tradizionali “sette colli”: i primi si riferiscono a una fase più antica dell’abitato. Il primo centro proto-urbano di Roma sarebbe sorto dall’unione di villaggi pre-urbani, attorno alla prima metà del IX secolo a.C.
La lista più antica dei montes riguardava infatti:
Il Palatino (ove avvenne la fondazione della città),
il Germalo (una propaggine dello stesso Palatino verso il Tevere),
la Velia (posta tra il colle Oppio, una delle propaggini del colle Esquilino, e il Palatino),
il Fagutale, (parte occidentale dell’Esquilino)
l’Oppio (parte meridionale dell’Esquilino)
il Cispio (parte settentrionale dell’Esquilino)
la Suburra (in direzione del Quirinale).
I sette colli invece, come riportati da Cicerone e Plutarco in epoca più tarda furono:
Aventino ( inserito nella città ai tempi di Anco Marzio)
Capitolino (secondo Tacito, Campidoglio e Foro Romano, furono aggiunti alla Roma quadrata da Tito Tazio)
Celio (inserito da Anco Marzio
Esquilino (sobborgo del Palatino)
Palatino (formato da Palatium e Germalus)
Quirinale (formato dal Collis Latiaris,, il Mucialis e il Salutaris)
Viminale ( tra l’Esquilino e il Quirinale)