Considerazioni su una vecchia fotografia del 1890


Foto tratta dall’archivio di “Roma Ieri ed Oggi”

In quasi tuttte le fotografie  il cd. Tempio di Minerva Medica veniva e viene ripreso dalla parte di via Giolitti (e non fa eccezione neanche il modernissimo Google Maps) ed è quindi una rarità vederlo dalla parte opposta specie in una foto scattata nel lontano 1890. Aldilà dei pensieri romantici che un’immagine vintage come questa può suscitare, in realtà si possono considerare alcuni fatti che si manifestano in tutta la loro evidenza.

    • Immagine n.1

      Fin dalla costruzione della prima ferrovia da e per la Stazione Termini nel 1860 ca., i progettisti si tennero a una distanza di circa 20 metri dal monumento, distanza che è rimasta praticamente invariata nei decenni e ancora oggi è possibile riscontrare da una foto tratta da Google Maps (immagine n.1). Tale accortezza venne drasticamente rigettata quando nel 1911 venne creata la Ferrovia Roma Fiuggi che passava e passa tuttora a una distanza minima dal Tempio di Minerva Medica (vedi la medesima immagine). A tal proposito

      Immagine n.2

      vorremmo anche evidenziare come i  tecnici che nei primi anni del ‘900 progettarono le prime linee tranviarie della città di Roma evitarono accuratamente di far passare i  tram accanto al monumento in questione (l’immagine  n.  2  è un particolare della pianta di Roma pubblicata dal Genio Civile nel 1911 con tutte le linee tranviarie realizzate fino a quel momento).

    • Anche se all’epoca della foto   del 1890 non esistevano fabbricati dalla parte del cd. Tempio  di Minerva  Medica a via Giolitti  (allora viale Principessa Margherita) erano senz’altro previsti dal Piano Regolatore esistente. Ma indipendentemente da ciò i progettisti delle prime linee ferroviarie che arrivavano e partivano dalla Stazione Termini si preoccuparono di costruire un terrapieno su cui posizionare i binari (facilmente riconoscibile nella foto d’epoca in basso a destra) evitando di posare le rotaie sul terreno senza una specifica preparazione che attutisse le vibrazioni che erano causate dal passaggio dei treni e che lo rendesse più compatto e resistente al peso dei convogli. Anche  in questo  caso  chi  progettò la Roma Fiuggi se ne infischiò di tutto ciò e  si costruì la ferrovia direttamente sulla strada senza alcuna preparazione preventiva pur ben sapendo che il luogo era di natura particolare, pieno cioè dei cosiddetti “Sinkhloles Antropogenici” cioè delle cavità  sotterranee  originate dalle cave  conosciute già in età pre romana e dai numerosissimi fabbricati e monumenti che caratterizzavano l’Esquilino  in epoca imperiale, prima distrutti per ricavarne materiale da costruzione e successivamente interrati. Non è affatto un caso che nel corso di questo ultimo secolo, da quando è partito il servizio di questa linea ferroviaria si siano aperte numerose voragini sotto le rotaie: le ultime in ordine di tempo nel 2010 e nel 2014 (Il Messaggero, Roma Today la voragine del 2010)
    • Immagine n.3

      Anche una persona a digiuno di qualsiasi cognizione tecnica al solo vedere il cd. Tempio di Minerva Medica avrebbe pensato che la parte verso via Giolitti  fosse quella con i maggiori problemi statici visti i crolli che avevano caratterizzato il monumentio nel 1829 in occasione di una forte scossa tellurica. Ed il fatto che mancassero completamente non solo la porzione di cupola ma anche le arcate che la sorreggevano (nella foto il monumento ritratto ai primi del ‘900) doveva far pensare che non era il caso di esporlo ad altre sollecitazioni di natura statica. Ma così non fu, e vinsero le considerazioni economiche che portarono alla costruzione della ferrovia da parte di un privato (ing. Clementi) la cui  premura era quella di creare una linea che trasportasse il materiale per  la posa in opera dei sampietrini,  le maestranze addette al carico e allo scarico dei questa merce e gli operai specializzati per preparali e   posizionarli sulle strade. Solo negli anni ’20 quando la società privata che la gestiva fallì, la proprietà della ferrovia passò all’amministrazione pubblica.

Ora, nonostante che in un secolo questa ferrovia nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziali abbia prodotto dei danni incalcolabili a persone (invivibilità per rumori e vibrazioni e per decenni danni ambientali  tuttora visibili) e a cose (monumenti e palazzi con crolli e crepe),  dopo 15 anni di  assicurazioni delle amministrazioni comunali precedenti (“appena pronta la Metro C la Laziali Giardinetti scomparirà”) quella attuale vorrebbe non solo mantenerla ma addirittura farla arrivare alla Stazione Termini. E tutto  questo ben conoscendo i problemi che   questa linea causa non solo ai residenti del tratto di via Giolitti preso in considerazione ma anche a chi abita nei palazzi di via Prenestina situatti appena prima Porta Maggiore. E’ evidente che le parole del Presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma Enrico Stefano pubblicate su Facebook nei giorni scorsi

…”Le pedonalizzazioni producono ovunque solo benefici per tutti, dal punto di vista sociale, ambientale,
economico, di qualità della vita, dei valori immobiliari.”
non valgono per gli abitanti di via Giolitti che forse  perchè  brutti e cattivi sono costretti a convivere con scosse telluriche perenni e rumori assordanti che minano la salute e deprezzano il valore degli immobili.

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