Io vi dico che non siamo normali. Eh lo so, non è una novità, ma qualcuno doveva pur dirlo… Che poi forse non lo siamo mai stati, ma ultimamente si vede parecchio. La nostra non è più una vita, è un valzer di patologie che si scontrano su una pista da ballo troppo stretta. In compenso non siamo più soli: con noi a braccetto ci sono l’ansia, il fastidio, il rancore, il sonno e un sacco di altri amici che ci fanno fare le cose strane.
Ormai non siamo altro che un apostrofo rosa tra le parole “lasciame perde”. Da dentro ci sembra tutto normale, ma visti da fuori come siamo? Venite a specchiarvi con il nuovo spettacolo di Emiliano Luccisano, perché in fondo siamo tutti… matti da legare
Di e con Antonino Tamburello | Produzione Stefano Francioni Produzioni, Best Eventi e Green Factory | Musiche Davide Cavuti | Disegno Luci Marco Palmieri | Comunicazione Paolo Basile
Dopo il successo di Una Mente Nuova, torna in teatro il Prof. Antonino Tamburello, illustre Psichiatra e Saggista, con la sua lezione speciale dal titolo LA FORZA DELLA VITA, vinci il Male, prodotta da Stefano Francioni Produzioni, Best Eventi e Green Factory.
Noi tutti ci troviamo, senza averlo scelto, nel Teatro della Vita Quotidiana. Figure e Ombre amiche e nemiche ci avvicinano e ci circondano. I nostri Sensi Acuti fanno il massimo per proteggerci, ma la nostra Mente ha bisogno di concetti e indicazioni chiare, profonde e comprensibili. In questa occasione faremo forse un passo in avanti per vedere meglio, comprendere meglio e rispondere con la nostra Forza e il nostro Amore alle mille forme del male quotidiano.
Un progetto espositivo che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca pittorica, restituendo la coerenza e la forza di un percorso tra i più personali del panorama artistico italiano del secondo Novecento.
«Amo i colori dello spettro solare perché penso che dai loro contrasti nascano forti emozioni. E la mia è una pittura di emozioni e di mistero. Prediligo la notte, in cui ogni cosa diventa incerta e vaga, si sfalda e si moltiplica in innumerevoli possibilità espressive» Irma Costa
Il percorso espositivo avrà inizio nella gallery di Via Merulana 220, configurandosi come un’esperienza di attraversamento fisico e concettuale: ogni galleria corrisponde a un periodo distinto del lavoro dell’artista, stimolando il pubblico a cogliere l’evoluzione del linguaggio pittorico in relazione al tempo, alla memoria e alla trasformazione del segno e del colore. Ciascuna delle tre fasi dell’itinerario è accompagnata da un’introduzione critica di Giulia Majer, pensata come guida alla lettura delle opere e come strumento di connessione tra le diverse stagioni della ricerca dell’artista. Dagli esordi segnati dal disegno e dall’incisione, alla stagione lirica del colore e dell’acquerello, fino alle opere più recenti, in cui il gesto pittorico si fa energia e tensione dinamica, il percorso restituisce continuità e coerenza, offrendo uno sguardo complessivo su decenni pratica artistica.
La pittura di Irma Costa…
…nasce da un elemento reale – il paesaggio, il mare, la città – ma si allontana da ogni intento descrittivo per trasformarsi in visione interiore. Spazi immensi, cieli notturni, orizzonti larghi e città metafisiche diventano luoghi di attesa, sospesi tra memoria, sogno e immaginazione. Il colore, usato in funzione espressiva, e il segno, essenziale e vibrante, costruiscono un equilibrio rigoroso, capace di trattenere l’emozione senza mai dissolversi nel caos.
Nel corso degli anni, numerosi critici hanno riconosciuto la forza e l’autonomia del suo linguaggio. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Franco Grasso, Giovanni Selvaggi, Guido Giuffré, Duccio Trombadori, Dario Micacchi, Enzo Di Martino, Guido Montana, Mario Lunetta, Stefania Severi, sottolineando la capacità dell’artista di muoversi tra lirismo e rigore, tra memoria del reale e tensione astratta, mantenendo sempre una cifra espressiva personale e riconoscibile.
La mostra sviluppa un attraversamento unitario, non configurandosi come una (semplice) scansione cronologica: un viaggio nella pittura intesa come atto vitale, come spazio di libertà, fedele a se stessa al di là di mode e compromessi.
Per accedere alla visita virtuale della casa dell’artista, clicca qui:
Musiche MARCO FRISINA | Testi GIANMARIO PAGANO, ANDREA ORTIS | Voce narrante GIANCARLO GIANNINI | Scenografie LARA CARISSIMI | Coreografie MASSIMILIANO VOLPINI | Luci VALERIO TIBERI | Video VIRGINIO LEVRIO | Suono FRANCESCO IANNOTTA CAST Dante Antonello Angiolillo | Virgilio Andrea Ortis | Beatrice Myriam Somma | Ulisse/Catone/Guido Guinizzelli Leonardo Di Minno | Francesca/Matelda Arianna Talè | Caronte/Ugolino/Cesare/San Bernardo gipeto | Pier delle Vigne Antonio Sorrentino | Pia de’ Tolomei/La Donna Federica De Riggi CORPO DI BALLO Mariacaterina Mambretti, Federica Montemurro, Serena Marchese, Desirè Osarenoma Biasizzo, Alice Pagani, Arianna Lenti, Luca Curreli, Giulio Galimberti, Kevin Regonesi, Carmine Olivazzi, Raffaele Rizzo, Alessandro Trazzera
regia ANDREA ORTIS
produzioneMIC INTERNATIONAL COMPANY – Lara Carissimi
La Divina Commedia Opera Musical, l’acclamato kolossal, prodotto da MIC International Company, che nelle passate stagioni ha incantato i principali teatri italiani con ripetuti sold out e ha conquistato l’estero con una tournèe in Cina nel 2025, torna in Italia dal 24 Gennaio 2026 e si rianima di nuova potenza e straordinaria bellezza.
La Divina Commedia Opera Musical ha la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina.
L’edizione 2025 si arricchisce di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati e pensati dal regista e dal team creativo per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale: nuovi effetti tecnologici di luci e proiezioni, ancor più evoluti e sorprendenti, che dipingono la scena con quadri in 3D in continuo mutamento.
Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende così la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia in un allestimento così straordinario da far guadagnare a La Divina Commedia Opera Musical la Medaglia d’oro dalla SocietàDante Alighieri, il titolo per ben due volte di Miglior Musical al Premio Persefone edizione 2019 e edizione 2020, e la partecipazione istituzionale nel 2021 con il riconoscimento del Senato della Repubblica, il patrocinio del Ministero della Cultura nel 2021. Successo, riconoscimenti e presenze di grandissima valenza.
Inferno, Purgatorio e Paradiso: proiezioni immersive in 3D inondano il pubblico e lo immergono nell’immensità sublime che solo il padre della lingua italiana ha saputo creare nelle tre cantiche. E in questo viaggio teatrale, dove la tecnologia è elemento essenzialedella narrazione, tutti gli spettatori, anche i più giovani, possono ammirare, comprendendola appieno, la grandezza del Sommo Poeta.
produzione Chi è di scena organizzazione e distribuzione Ventidieci | Stefano Francioni Produzioni.
“Il voto religioso, la promessa di donare una cospicua cifra in danaro alla Santa protettrice del proprio paese, valgono comunque, anche se fatti da un sonnambulo in dormiveglia? È proprio quello che accade a Benedetto Croce, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli. L’uomo, a bordo di una barca, finisce sugli scogli, ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi, per un colpo in testa, durante l’incidente, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio alla radio di bordo: “vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!” Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre. Il fatto è che Benedetto Croce, una volta risvegliatosi dallo svenimento, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma, una volta tornato a casa, tutti gli chiedono di quel voto. I figli vogliono sapere se il loro papà, vedovo e pieno di debiti, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri, dal sindaco al parroco della chiesa di sant’Anna, dai soccorritori, al fratello Gaetano, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati, perché vantano diritti su quella donazione. Nessuno, insomma, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo, ha fatto sì un voto a Sant’Anna, ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché, seppure da sonnambulo, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale, ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché come sappiamo bene “ogni promessa è debito!!?
Palazzo Merulana è lieto di presentare Contenuti per la cura, Opere di Cecilia Cocco e Daniela Flores mostra a due voci a cura di Giovanna Zabotti, con la produzione e l’organizzazione dell’Associazione Cultura360.
La mostra, che sarà aperta al pubblico dal 6 febbraio al 15 marzo 2026, si concentra sul dialogo tra le due artiste intorno al tema della cura, intesa come attenzione, disponibilità, accoglienza.
Cecilia Cocco sviluppa un linguaggio artistico sospeso tra sogno e realtà, dove l’ambiguità diventa strumento di suggestione. Le sue opere non raccontano, ma evocano: mondi silenziosi abitati da figure enigmatiche e oggetti fuori uso, diventati poetici proprio perché privati della loro funzione. Il passato non è per lei nostalgia, ma una fonte di grazia perduta. Oggetti e situazioni inusuali, isolati dal loro contesto, si trasformano in simboli di una realtà amplificata dove piccoli dettagli confondono l’ordinario e aprono a nuove possibilità percettive. “Non dipingo ciò che comprendo, ma ciò che mi somiglia”, afferma l’artista. Il suo lavoro vive nel contrasto tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e ilsurreale. L’incomprensibile non è un limite, ma una presenza poetica che invita lo spettatore a rallentare e a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile, misteriosa e inattesa.
Classe 2001, friulana, Cecilia Cocco è una giovane artista, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che, come vincitrice del concorso Artefici del Nostro Tempo, ha esposto al Padiglione Venezia nell’edizione della Biennale Arte 2024 (Sestante Domestico) con l’opera Continental Breakfast.
Attraverso la fotografia Daniela Flores indaga il tema della cura come attenzione al dettaglio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che normalmente sfugge. Le crepe, il tempo e la cura. Guardare il mondo da diverse prospettive, aiuta ad allargare gli orizzonti, a valutare le cose in modo diverso, ad osservare e guardare con occhi attenti, anche quelle parti che spesso sottovalutiamo. Guardare in modo diverso aiuta a trasformare le crepe, da distruzione a possibilità; d’altronde è ciò che fa il tempo. Ricompone i pezzi, lasciandone le giunzioni; esse sono parte della storia, parte del tempo. La cura è proprio questo. Avere la premura attraverso il silenzioso ma potente sostegno del tempo, di tutte quelle cose che basterebbe osservare con prospettiva diversa per rendersi conto di essere potenzialità, di essere nascita, di essere nuovo o semplicemente altro. Proprio come avvenne per il Palazzo Merulana, da palazzo d’igiene demolito a museo, da cura del corpo a cura dell’anima. Il mondo è in continuo movimento e lo sguardo segue il viaggio.
In mostra sarà presente anche un intervento di Matteo Giardiello, L’arte in backstage. Giardiello ritrarrà le artiste mentre lavorano (4 scatti esposti) per un intreccio tra arte ed esperienza vissuta che diventa racconto in atto.
Cecilia Cocco nasce il 6 ottobre 2001 in provincia di Udine. Dopo aver frequentato il corso di Grafica presso il liceo artistico della stessa città, si trasferisce a Venezia per seguire il corso di Laurea Triennale in Pittura all’Accademia di Belle Arti, dove si diploma nel febbraio 2025. Nel 2024 vince il primo premio della categoria Pittura al concorso indetto dal Comune di Vene- zia Artefici del nostro Tempo e l’opera vincitrice viene ospitata all’interno per Padiglione Venezia in occasione della 60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la Biennale Arte Stranieri Ovunque. Attualmente le è stato assegnato uno studio presso l’Emeroteca dell’Arte di Mestre, una residenza artistica nata dalla collabora- zione tra Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia. Ha esposto come primo artista per inaugurare lo spazio Vernice a Roma.
Daniela Flores è un’artista e fotografa con base a Roma. Creativa, versatile e attenta ai dettagli, affianca alla ricerca artistica una solida capacità organizzativa e di problem solving, maturata attraverso esperienze espositive, progettuali e collaborative. Diplomata con il massimo dei voti al Liceo Artistico Donato Bramante di Roma, frequenta attualmente l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel corso di Decorazione – Arti visive per gli spazi architettonici e il paesaggio. Il suo lavoro spazia dalla fotografia alla grafica, dalla progettazione di murales alla creazione di loghi e packaging personalizzati. Ha partecipato a diverse mostre ed eventi artistici, tra cui Identità Erranti (2024), The Vice (2025), la collettiva Oltre presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Rome Art Week 2024. È inoltre coinvolta in progetti interdisciplinari come NEXUSART per Manifesta Barcellona2024 e in collaborazioni con MAUPAL ARTIST e ABA Roma.
L’Associazione ha per scopo la organizzazione e la gestione di iniziative in ambito nazionale ed internazionale finalizzate alla promozione della cultura e dell’arte. Il nostro obiettivo è valorizzare i beni culturali di interesse artistico e storico, attraverso la conservazione, il restauro, la manutenzione, la promozione dell’arte, del restauro e delle espressioni artistiche.
Si occupa di promuovere talenti nel settore dell’arte contemporanea, della musica e dell’audiovisivo, di progettazione e di produzione di cortometraggi, lungometraggi e spot pubblicitari, progettazione e produzione di eventi culturali, ivi compreso rappresentazioni teatrali e cinematografiche nonchè edizione di libri e riviste.
MOSTRA VISITABILE CON BIGLIETTO D’INGRESSO PALAZZO MERULANA
Mercoledì-venerdì 12.00-20.0o
sabato e domenica 10.00-20.00
La pittura di Angela Thouless nasce da un gesto istintivo e continuo, sviluppato nel corso di oltre vent’anni di ricerca tra pittura e linguaggio urbano. Formata ad Aberdeen, dove vive e lavora, l’artista trova un momento decisivo nel 2012, quando l’incontro con la street art di Amsterdam segna una svolta nella sua pratica: il muro diviene spazio espressivo e la bomboletta spray strumento di libertà e sperimentazione.
Le opere in mostra si configurano come paesaggi mentali in trasformazione, in cui maschere rituali, figure simboliche ed elementi della quotidianità contemporanea convivono in composizioni dense e vibranti. Culture lontane si incontrano, dando vita a un linguaggio visivo che supera confini geografici e temporali. Il colore occupa un ruolo centrale nella ricerca: intenso, contrastato e diretto, attiva lo spazio dell’opera e coinvolge lo spettatore in modo immediato. In questo equilibrio tra spontaneità e controllo, gioco e consapevolezza, il gesto pittorico si fa esperienza sensoriale.
Influenzata dall’Espressionismo tedesco, dall’arte primitiva e dalla street art…
…Angela Thouless costruisce un universo visivo in cui il gesto pittorico è diretto e quasi fisico. La forza decorativa delle immagini si intreccia a una tensione simbolica e narrativa che rimanda a una dimensione collettiva e ancestrale, in cui l’immagine non descrive ma evoca, lasciando emergere ciò che pulsa sotto la superficie. La mostra si presenta così come uno spazio di incontro e attraversamento, in cui istinto e memoria, passato e presente, individuo e collettività dialogano apertamente. Un’esperienza visiva che invita lo spettatore a lasciarsi coinvolgere da un linguaggio pittorico libero e vitale, capace di parlare allo sguardo contemporaneo.
libretto di Terrence McNally | Musiche di Stephen Flaherty | parole di Lynn Ahrens | Traduzione e adattamento delle parole delle canzoni Franco Travaglio | Parole delle canzoni del film d’animazione Ernesto Brancucci
ANASTASIA IL MUSICAL SI ISPIRA AL FILM DISTRIBUITO DALLA TWENTIETH CENTURY FOX MOTION PICTURES PER ACCORDO SPECIALE CON BUENA VISTA THEATRICAL E DALL’OPERA TEATRALE DI MARCELLE MAURETTE ADATTATA DA GUY BOLTON ANASTASIA È PRESENTATO IN ACCORDO CON CONCORD THEATRICALS LTD
CHIARA VECCHI Regia Associata & Coreografie | FRANCO TRAVAGLIO Traduzione E Adattamento Delle Parole Delle Canzoni | GIOVANNI MARIA LORI Supervisione Musicale | CLARA ABBRUZZESE Scenografie | CARLA RICOTTI Costumi, Acconciature, Trucco | VALERIO TIBERI Disegno Luci | POTI MARTIN Disegno Fonico | PAOLO CARTA Illusioni & Effetti Speciali | DOUG BESTERMAN Orchestrazioni Originali | ELISA FAGA’ Vocal Coach/Direzione Vocale
Regia e scenografie di FEDERICO BELLONE
La storia della piccola principessa è stata oggetto di numerosi film, a partire dal classico con Ingrid Bergman nel ruolo di Anastasia e Yul Brynner in quello del generale Bunin, versione realistica del Dimitri animato. Il film del 1956 e diretto da Anatole Litvak, valse l’Oscar alla Bergman come Miglior Attrice Protagonista. Mentre è del 1997 il film d’animazione, diretto e prodotto da Don Bluth e Gary Goldman e distribuito dalla 20th Century Fox. La pellicola cinematografica è stata accolta con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica che ne ha peraltro elogiato le esibizioni vocali e la colonna sonora. La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. È il 1916 e da San Pietroburgo ha inizio l’incredibile avventura della principessa Anastasia, la giovane figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia. Sono gli anni della Rivoluzione Russa che infuoca le piazze e gli animi del popolo e che segnerà presto la tragica fine delle atmosfere scintillanti delle feste di palazzo e dell’intera dinastia dei Romanov. Sopravvivono agli assalti l’imperatrice madre e la giovane nipote Anastasia. Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia né ricordi, pronta ad intraprendere il suo personale viaggio lontano dall’orfanotrofio in cui è cresciuta, sulla strada che la porterà a Parigi, verso il sogno di scoprire la propria identità e soprattutto verso l’amore. Lungo il suo viaggio, Anya incontra Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori alla ricerca di una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di 10.000 rubli; insieme si recano a Parigi per reclamare l’eredità che spetta di diritto alla principessa Anastasia.
Beatrice Arnera torna sul palco più agguerrita che mai con il nuovo spettacolo “Intanto ti calmi“. La frase che si sente ripetere di più su base quotidiana. Uno spettacolo originale che mescola i toni della stand up comedy a quelli della prosa, con interventi musicali performati dal vivo ed una buona dose di strafottenza. La paura della morte, la brutalità dell’amicizia, il sesso ed altre disgrazie.
«Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti»
A grande richiesta nuova data, dopo quella del 14 gennaio, al Teatro Brancaccio di Roma per Marco Travaglio, con il nuovo spettacolo, “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”. La nuova data il 9 aprile, organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l. Dopo aver denunciato tante volte la mala-politica e la mala-informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne. Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci. Anche su questioni drammatiche, come la guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere (a cui sarà dedicato un capitolo del recital per chiarire con parole semplici di che si tratta). E come l’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). (Marco Travaglio)