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11 e 12/4/26 “Familie Flöz – Infinita” al Teatro Brancaccio

11 e 12 aprile 2026

TEATRO BRANCACCIO

Familie Flöz

Infinita

 

Di e con Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler e Michael Vogel Una produzione di FAMILIE FLÖZ, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart

INFINITA è uno spettacolo sui primi e sugli ultimi istanti di vita, sulla nascita e sulla morte.
È uno spettacolo sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli della vita, il timido ingresso
nel mondo, i primi coraggiosi passi e l‘inevitabile caduta finale.
“Questo è un pezzo teatrale riempito di maschere magiche, sublime teatro d’ombra e
ammaliante musica”.
INFINITA è un mosaico dei grandi piccoli momenti della vita. Semplice, e composto delicatamente,
è un breve sguardo sui temi perpetui della nascita, del sesso, della morte e tutto ciò che è universalmente comico.

9/4/26 Marco Travaglio “Cornuti e contenti” al Teatro Brancaccio

9 aprile 2026

TEATRO BRANCACCIO

Marco Travaglio

Cornuti e contenti

Ma non sarà anche colpa nostra?

«Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti»

A grande richiesta nuova data, dopo quella del 14 gennaio, al Teatro Brancaccio di Roma per Marco Travaglio, con il nuovo spettacolo, “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”. La nuova data il 9 aprile, organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l. Dopo aver denunciato tante volte la mala-politica e la mala-informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne. Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci. Anche su questioni drammatiche, come la guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere (a cui sarà dedicato un capitolo del recital per chiarire con parole semplici di che si tratta). E come l’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). (Marco Travaglio)

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Dal 3 al 9/4/26 “Senza silenzio” Mostra di Dimitra Laoutari al Medina Art Gallery

Dal 3 al 9 aprile 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Senza silenzio

Mostra personale di 

Dimitra Laoutari

Art Curator 

Georgia Trouli

 

Comunicato stampa

 

Dal 25 al 28/3/26 “Topo Gigio – Il Musical” al Teatro Brancaccio

Dal 25 al 28 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Topo Gigio Il Musical

Strapazzami di coccole tour
presentato da Target Communications

 

MILENA MICONI è Maria Perego
ROLAND HOFER Topo Gigio Live
La voce di Topo Gigio è LEO VALLI

Musiche FRANCO FASANO | Supervisione artistica ALESSANDRO ROSSI | 

TERESA MORICI Maria Perego (bambina) | FRANCESCO SARTINI Peppino / Topolino | CAMILLA DEL PINTO Molly | ZOE

NOCHI Teresa | EDOARDO TAGLIAFERRI Triberti / W. Disney | FRANCESCO MALAPENA Prof. Morloch | LINDA ANTOSIANO R. Carrà / Ensemble | ALESSANDRO MARINI Mago Zurli / Ensemble | GUIDO R. E. EPIFANIO Giudice | ALESSANDRA REGOSINI Ensemble | SARA LABRUCO Ensemble | ALESSIA GERACITANO Ensemble | FARNCESCO GARZIA Ensemble | GABRIELE DAMIANO Ensemble | ALESSANDRO CANCIANI Ensemble | STEFANIA MENEGHINI Ensemble 

regia di MAURIZIO COLOMBI

Un racconto dove l’immaginazione diventa teatro e la vita si trasforma in magia, celebrando il potere dell’amore, della tenerezza e della creatività che hanno reso Gigio un’icona amata in tutto il mondo.

Il musical è tratto dal libro The Heart of Gigio, scritto da Morris Doves, una fiaba dal sapore italiano che intreccia fantasia e realtà, raccontando la storia vera e straordinaria di Topo Gigio.
Per la prima volta, Topo Gigio prende vita sul palco: piccolo, tenero, vero. Un musical così in Italia non si è mai visto!
Un omaggio all’immaginazione, alla maternità e all’iconico personaggio amato da generazioni, con la regia di Maurizio Colombi, già autore e regista di grandi successi come: “Peter Pan – Il Musical”, “We Will Rock You”, “Rapunzel”, “La Regina di Ghiaccio”, “Aladin”, “Casanova”. Un’esperienza coinvolgente per tutta la famiglia, che racconta la nascita di un mito attraverso uno sguardo poetico, divertente e profondamente umano.

CONCETTO DRAMMATURGICO
Lo spettacolo racconta la storia di Maria Perego, creatrice di Topo Gigio, in un continuo alternarsi tra realtà e fantasia, ricordi e invenzione. Attraverso un raffinato gioco di “finzione nella finzione”, Maria bambina e Maria adulta convivono sulla scena: la bambina torna a manifestarsi anche da adulta, a simboleggiare che l’infanzia, la solitudine e il desiderio di amore restano sempre vivi dentro di lei.

TOPO GIGIO: REALE O ILLUSIONE?
Topo Gigio prende vita solo quando è solo con Maria: davanti agli altri torna pupazzo inanimato. Questo meccanismo teatrale sottolinea il potere dell’immaginazione e la relazione esclusiva tra creatrice e creatura. Gigio rappresenta un rifugio psichico, ma anche una forza che trasforma la realtà con amore e dolcezza.

IL POTERE DEL CONTATTO
Gigio possiede un dono invisibile: trasmette bontà attraverso il contatto fisico. Un bacio o una carezza da parte sua rendono migliori le persone – anche se per poco. Una metafora teatrale potente, che parla direttamente al cuore dello spettatore.

ARCHETIPI FIABESCHI E PERSONAGGI STORICI
Personaggi come Walt Disney (il lupo mannaro), Raffaella Carrà (la fata), Mago Zurlì (Mago Merlino), Ed Sullivan (il cappellaio matto) e altri, vengono trasfigurati in figure da fiaba. Questo consente alla narrazione di mischiare realtà storica e immaginario collettivo, in un gioco teatrale coinvolgente con un cast incredibile di performer.

23/3/26 “Moving Shadows – Our world!” al Teatro Brancaccio

23 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Moving Shadows – Our World!

MANAGEMENT ITALIA: ITC 2000 e Artscena

“Moving Shadows – Our World!”, una delle creazioni più sorprendenti e innovative della compagnia tedesca The Mobilés, arriva finalmente in tournée in Italia nella primavera 2026. Il celebre ensemble di Colonia, noto per aver incantato oltre un milione di spettatori in tutto il mondo, torna sotto i riflettori internazionali con un nuovo viaggio nel teatro delle ombre, ancora più poetico, creativo e sorprendente.
Con “Moving Shadows”, gli artisti di The Mobilés hanno dato vita a un linguaggio scenico unico, capace di combinare movimento, danza, mimo, acrobatica e arte visiva in una forma narrativa interamente non verbale. Le loro performance, celebri per la precisione dei gesti e la leggerezza delle transizioni, trasformano i corpi degli artisti in paesaggi, animali, edifici e immagini evocative che appaiono e scompaiono dietro uno schermo, dando vita a un immaginario fluido e suggestivo.
Il loro lavoro ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali: dalla vittoria al Supertalent in Francia ai due premi conquistati al più grande festival della commedia del mondo, Juste pour rire di Montreal – il Creativity Award e l’Audience Award – Winner of Hearts. Un risultato unico nella storia quarantennale del festival. Inoltre, in Italia sono stati finalisti a Tú sí que vales.
Trasversale, adatto a ogni generazione, “Moving Shadows – Our World!” racconta la storia di un uomo che attraversa il proprio mondo fatto di musica, cinema, incontri e scoperte. Durante il suo viaggio intorno al pianeta trova l’amore e osserva luci e ombre della nostra epoca: la crisi climatica, i conflitti, le fragilità contemporanee, ma anche i sogni e le visioni che continuano ad animare l’umanità.
Leggerezza, poesia, commedia, precisione e arte del movimento si intrecciano in immagini delicate e potenti, capaci di far sorridere, meravigliare, commuovere, riflettere e – talvolta – a cambiare prospettiva.

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22/3/26 “L’eredità viva del Buena Vista Social Club” al Teatro Brancaccio

22 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

L’eredità viva del Buena Vista Social Club

Grupo Compay Segundo

Dicono che i grandi musicisti non scompaiano mai davvero. Nel caso di Compay Segundo, è verità evidente: la sua voce, la sua ironia, il suo “son” – quintessenza della musica cubana – continuano a vibrare oggi nel Grupo Compay Segundo, guidato dal figlio e contrabbassista Salvador Repilado, ultimo testimone diretto del leggendario progetto Buena Vista Social Club.

Stiamo parlando di Maximo Francisco Repilado Muñoz, in arte Compay Segundo, uno degli ultimi grandi miti della musica cubana, nato nel 1907 e scomparso nel 2003 dopo una brevissima e tardiva stagione da superstar internazionale giunta alla soglia dei novant’anni. Quel periodo glorioso scaturì dal memorabile evento musical-cinematografico Buena Vista Social Club (BVSC) progettato da Ry Cooder con la collaborazione del musicista cubano Juan De Marcos González, del discografico britannico Nick Gold e del regista tedesco Wim Wenders.

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20 e 21/3/26 “Max Angioni – Anche meno” al Teatro Brancaccio

20 e 21 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Max Angioni

Anche meno

Max Angioni, non a caso detto “quello dei miracoli”, torna a divertirsi e a divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con ANCHE MENO, dopo lo strabiliante successo del suo ultimo tour.

Eppure Max si considera davvero un miracolato e stenta a credere a questo inatteso successo. Ed è proprio questo che ritroviamo in ANCHE MENO, un poco più che trentenne, figlio unico, che ha costruito un mondo immaginifico attraverso cui filtra i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali, e reinterpreta in modo surreale tutto quello che gli passa per la testa: dai ricordi delle prime volte, all’incredulità per le grandi conquiste, alle domande più curiose e originali sulla storia e il senso della vita… ma anche meno!

Max Angioni mantiene il suo sguardo semplice, che sembra essere esilarante suo malgrado: come ogni artista continua a sentirsi precario, e si districa ogni giorno – come tanti – tra il trasloco, il rubinetto che perde, le sedute di psicoterapia e l’incertezza del futuro. Sa farlo con il suo modo, deliziosamente incerto, sferzando con battute brillanti, con il ritmo serrato della Stand Up Comedy, e con il talento da improvvisatore.
Eccolo Max, che usa la comicità come un rito apotropaico, che prende in giro la sua stessa sfiga, che sovverte il punto di vista canonico delle cose con le logiche eccentriche e irresistibili della fantasia.

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Dal 20/3 al 3/5/26 “Francesco Vaccarone a Roma 1970 – 1976” al Palazzo Merulana

Dal 2 marzo al 3 maggio 2026

PALAZZO MERULANA

Francesco Vaccarone a Roma 1970 – 1976

a cura di Umberto Croppi e Paolo Asti

La mostra si terrà dal 20 marzo al 3 maggio 2026 ed è prodotta dall’associazione Startè, fortemente voluta e condivisa dalla famiglia, propone una lettura del maestro e della sua poetica, tessuta da un intimo rapporto tra corporeità, spazio fisico e memoria storica.

Formatosi in principio nella città d’origine, La Spezia, approda a Roma agli inizi degli anni Settanta e apre uno studio in via delle Zoccolette, cominciando anche a frequentare la Stamperia Il Cigno, crocevia di artisti come Burri, Capogrossi e Afro, Marini, Gentilini, Guttuso e Fieschi e punto di riferimento per la Scuola Romana.

Roma rappresenta quindi il luogo della maturazione artistica e la mostra non è solo un tributo dovuto a un artista che ha lavorato nella capitale, imparato e, probabilmente, trasmesso esperienze e suggestioni, ma è anche un tassello che va a riempire un vuoto importante nel mosaico della storia dell’arte del Novecento.

Per la capacità di dialogo con i movimenti di pensiero, Vaccarone infatti occupa senz’altro un ruolo di primissimo piano nella storia dell’arte italiana e per la sua proiezione nel mondo. I riconoscimenti che gli sono stati attribuiti da suoi insigni colleghi (che in questo volume in parte riportiamo), oltre che dai maggiori critici, sono il riscontro dell’importanza della sua opera. Un’opera generosa, abbondante, come la sua carica umana, sorprendente ma sempre coerente, capace di assorbire le tendenze senza rimanerne prigioniera. Una storia, nella storia, che vale la pena essere raccontata e imparata.

Nella selezione delle opere esposte, dovuta anche alla meticolosa ricerca del suo amico e cultore, Paolo Asti, si è tentato di dar conto del suo percorso, concentrandosi sul suo periodo romano.

Esempi di opere giovanili introducono alla sua poetica: le Mitofanie, in cui rivela una capacità di trarre visioni dai materiali, con una precoce intuizione rispetto a ciò che avverrà, e un esempio di assemblage che testimonia il suo incontro con la poesia visiva.

Alcuni quadri in transizione (Adamo, 1971; Pescatore, 1971; Mosca cieca, 1972; Ermafrodito 1975) introducono alle esperienze successive, nelle quali vi è chiara tutta la sua maturità, non estranea all’ambiente culturale in cui questa parte della sua formazione si svolge. Il colore diventa materia, capace di conferire quel volume che, in altre creazioni, ha reso attraverso strati e spessori; l’individuazione dei temi è una sorta di dichiarazione del suo universo interiore e del suo sentire. I Gabbiani del suo Golfo e i Clochard dei margini della città ne sono i risvolti più densi di significato.

A testimoniare il suo impegno di incisore, viene esposta una rara copia della cartella In articulo amoris, emblematica tanto per la tecnica, quanto per il calembour del titolo, che attesta la sua inclinazione per il gioco semantico e il sentimento che lo anima.

Del suo passaggio romano e delle sue frequentazioni son prova i ritratti di personaggi famosi che esegue al tratto, cogliendone i caratteri con pochi, decisi segni.

Mostra visitabile con biglietto d’ingresso Palazzo Merulana
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

 

17 e 18/3/26 “Vincenzo Schettini – La fisica che ci piace” al Teatro Brancaccio

17 e 18 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Vincenzo Schettini

La fisica che ci piace

In tutta Italia sono milioni le persone che seguono le lezioni di fisica dell’istrionico professor Vincenzo Schettini, tra Instagram, Facebook, You Tube e TikTok. Un fenomeno che è esploso in pochi anni, da quando nel 2017 Schettini, una laurea in Fisica, docente alle superiori, ha deciso di postare il suo primo video che è diventato oggi virale.

Il suo segreto? La capacità davvero unica di empatizzare con tutti, possibile grazie alla sensibilità da insegnante sempre pronto a sottolineare l’amore e la passione verso la propria materia.

La sua simpatia travolgente e la sua competenza scientifica non solo hanno ispirato migliaia di studenti, ma hanno pure conquistato il cuore di un pubblico molto più vasto: bambini, genitori, altri insegnanti. Insomma, Vincenzo Schettini è davvero un prof amato proprio da tutti! “Vorrei tanto un prof come lei!“, “Grazie perché mio figlio è tornato a studiare“, sono i messaggi che riceve più spesso.

Adesso il Prof Schettini approda finalmente a teatro, trasformando il palcoscenico in una grande aula scolastica, in cui gli spettatori diventano allievi e saranno immersi in una lezione talmente affascinante da diventare uno show travolgente. Tra esperimenti di fisica e suggestioni che questa magnifica materia può avere nel nostro quotidiano, il pubblico verrà coinvolto in un’esperienza teatrale unica e immersiva.

Perché la fisica, raccontata col talento del Prof. Schettini, è davvero uno spettacolo!

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16/3/26 “L’uomo sbagliato – Un’inchiesta dal vivo” al Teatro Brancaccio

16 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Pablo Trincia

L’uomo sbagliato

Un’inchiesta dal vivo

scritto con il contributo di Martina Cataldo
Prodotto e distribuito da Gianluca Bonanno per Ventidieci e Stefano Francioni produzioni. Management: Isa Arrigoni.

Dalla penna al palcoscenico, dalla cronaca alla scena: Pablo Trincia, uno dei più talentuosi narratori del nostro tempo, porta in teatro “L’Uomo Sbagliato – Un’inchiesta dal vivo”. Un racconto sconvolgente su un caso di malagiustizia che ha distrutto la vita di diverse persone. La tournée, che partirà a dicembre 2025, attraverserà i principali teatri italiani, accompagnando il pubblico dentro una storia oscura e una verità scomoda. Al centro dello spettacolo, firmato allo stesso Trincia con Debora Campanella, la storia agghiacciante di Ezzeddine Sebai, serial killer tunisino che, nel 2006, confessa dal carcere ben quattordici omicidi di donne anziane commessi nel sud Italia a metà anni ’90. Una rivelazione che mette in crisi decine di processi già conclusi e sentenze passate in giudicato: per alcuni di quei delitti, infatti, sono state condannate persone innocenti, che da anni si battono per dimostrare la propria estraneità ai fatti. “Porterò a teatro un terribile caso di cronaca giudiziaria – spiega Trincia – una vicenda piena di errori investigativi che hanno avuto conseguenze pesantissime su intere famiglie già indebolite dalla povertà e dall’indigenza. L’idea è quella di trascinare il pubblico dentro alla storia, di fargli vivere un viaggio attraverso le ombre della malagiustizia italiana, per uscire dal teatro con la testa piena di domande e il cuore colmo di indignazione.” Attraverso video, testimonianze originali, documenti processuali e immagini d’archivio, “L’Uomo Sbagliato” racconta una vicenda vera e disturbante, un’inchiesta giornalistica che diventa spettacolo dal vivo e si trasforma in un’esperienza immersiva, capace di scuotere coscienze e riportare sotto i riflettori una verità scomoda. Questo progetto rappresenta un punto di svolta nel modo di raccontare l’attualità e la cronaca: un modo nuovo, coraggioso e profondamente umano. “Era da tempo che sognavo di raccontare una storia nei teatri del nostro Paese – conclude Trincia – ora finalmente ho l’opportunità di farlo. Adoro il palco, l’attesa, l’energia, l’idea di stare in mezzo alle persone, sentirle respirare mentre ascoltano una storia che brucia. Il teatro segna per me l’inizio di un nuovo percorso professionale e di una nuova fase della mia vita.”

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