10 e 11 ottobre 2025
TEATRO BRANCACCIO
Andrea Pucci
in
30 anni… e non sentirli
PRODUZIONE AD Management
Il comico milanese, torna a teatro con il nuovo esilarante show!
10 e 11 ottobre 2025
TEATRO BRANCACCIO
in
PRODUZIONE AD Management
Il comico milanese, torna a teatro con il nuovo esilarante show!
9 ottobre 2025 ore 1900
PALAZZO MERULANA
A Palazzo Merulana torna il festival “LE CONVERSAZIONI”, diretto da Antonio Monda e Davide Azzolini.
Nel nuovo appuntamento del festival “Le Conversazioni” a Palazzo Merulana, Antonio Monda dialogherà con Alessandro Piperno, tra gli scrittori italiani più autorevoli e riconosciuti a livello internazionale.
Ha esordito nel 2005 con Con le peggiori intenzioni, caso editoriale e finalista al Premio Viareggio. Ha poi pubblicato il dittico Persecuzione e Inseparabili (Premio Strega 2012), seguito dai romanzi Dove la storia finisce e Di chi è la colpa. Docente di letteratura francese all’Università di Roma Tor Vergata e collaboratore del Corriere della Sera, Piperno indaga nelle sue opere la memoria familiare, l’identità ebraica e le contraddizioni della borghesia contemporanea.
Evento gratuito fino ad esaurimento posti disponibili
Prenotazione gratuita obbligatoria QUI
Una delle chiese più antiche edificate nel Rione Esquilino situata tra le basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano e demolita nel 1799 nel periodo napoleonico.
La sua storia in questo articolo tratto da Wikipedia
La chiesa, la cui fondazione è tradizionalmente attribuita a papa Cleto, esisteva già nel V secolo e vi insisteva un titolo cardinalizio: il prete Andrea, titolare di San Matteo, è tra i sottoscrittori degli atti del sinodo romano indetto da papa Simmaco nel 499.
Fu riedificata sotto il pontificato di Pasquale II, che il 25 marzo 1110 la riconsacrò assistito da sette cardinali,[2] e nuovamente restaurata sotto quello di Innocenzo III (1212). Quando i papi dimoravano in Laterano, vi era annesso un ospedale destinato alla famiglia pontificia.
La chiesa è assente dal Catalogo di Cencio Camerario, il più antico catalogo delle chiese romane, risalente alla fine del XII secolo, mentre compare nel Catalogo di Torino redatto da un autore anonimo intorno al 1320, con questa dicitura: Hospitale sancti Matthei de Merulana habet priorem et fratres ordinis Cruciferorum VIII.[3]
In origine si affacciava su via Merulana e l’ingresso era preceduto da un portico su colonne, ma quando nel 1575 papa Gregorio XIII fece aprire una via da San Giovanni a Santa Maria Maggiore la pianta della chiesa fu ridisegnata.
Appartenne ai crocigeri, ai quali fu tolta da papa Sisto IV che la diede, in commendam, ai suoi famigliari; nel 1477 fu assegnata agli eremitani di Sant’Agostino, che vi collocarono la venerata immagine della Madre del Perpetuo Soccorso. Il 2 luglio 1656 passò agli agostiniani irlandesi, che ne vennero espulsi definitivamente nel 1798, durante l’occupazione francese. La chiesa, devastata e abbandonata, fu abbattuta nel 1799.[1]
Perdette già nel VI secolo il carattere di chiesa titolare in favore di Santo Stefano Rotondo al Celio. Il titolo cardinalizio fu brevemente restituito a San Matteo da papa Leone X, che lo conferì all’agostiniano Egidio da Viterbo, e poi da papa Sisto V, che lo diede al cardinale Decio Azzolini. Il 23 dicembre 1801 papa Pio VII soppresse definitivamente il titolo e lo trasferì a Santa Maria della Vittoria.
Descrizione
Prima della demolizione, l’edificio era a navata unica, con tre altari; il soffitto era ornato con gli stemmi di papa Clemente VII e del cardinale agostiniano Egidio da Viterbo, che ebbe il titolo presbiterale di San Matteo; il pavimento era cosmatesco con epigrafi sepolcrali.
Secondo la descrizione fattane da Filippo Titi, nell’altare maggiore, terminato per la generosità del cardinale titolare Francesco Nerli il Giovane, c’era una piccola immagine di Maria Vergine; l’altare di destra era sormontato da un dipinto raffigurante Maria Vergine, Gesù, Sant’Anna e San Gioacchino, attribuito a Giovanni Antonio Lelli, mentre nell’altare di sinistra un San Matteo e un altro santo.[4]
Le reliquie conservate nella chiesa, tra le quali quella del braccio di san Matteo, furono trasferite in Santa Maria Maggiore già sotto il pontificato di papa Innocenzo X; alcuni dei marmi della chiesa si trovano nel chiostro lateranense.
Particolare interesse la storia dell’icona trecentesca di scuola cretese “Madre del Perpetuo Soccorso” (nell’immagine in basso) trasferita dopo la demolizione nella chiesa di Santa Maria in Posterula a Tor di Nona ed infine collocata definitavamente nella odierna chiesa di Sant’Alfonso a via Merulana
Dal 2 ottobre al 2 novembre 2025
PALAZZO MERULANA
Mostra di
a cura di
Valeria Rufini Ferranti
Palazzo Merulana presenta la mostra Ultrafisica di Mauro Reggio, a cura di Valeria Rufini Ferranti, con l’organizzazione di Medina Art Gallery e la sponsorship di Marziali Caffè
Importante protagonista della scena contemporanea, negli ultimi anni Mauro Reggio ha seguito un trend continuo di crescita che lo ha portato a consolidare il suo contributo di ricerca e la sua ricca produzione nel settore.
Le sue opere metafisiche si concentrano su paesaggi urbani noti che riesce a trasfigurare e che rievocano le atmosfere del fotorealismo americano, attraverso l’impiego di elementi pop come la scelta dei colori distopici, specialmente per la caratterizzazione dei cieli e degli sfondi. Pittura, scultura e architettura – le tre forme d’arte canoniche – sono intimamente connesse nell’estetica del pittore: in particolare, la prima e l’ultima sono evidentemente complementari, ben oltre le apparenze, a cavallo tra archeologia classica e post-razionalismo.
“Cosa c’è dietro il silenzio assordante di piazze e tangenziali, svuotate sì, ma – analogamente alle iconiche Piazze D’Italia di De Chirico degli anni ‘10 – mai vuote?” , si interroga la curatrice Rufini Ferranti che riconosce, nella poetica dell’artista, echi di un immaginario storico: dal grande architetto Sant’Elia, alle influenze del De Stijl, con le grosse campiture di colori a contrasto sulle facciate delle costruzioni; approdando a Le Corbusier con il suo Modulor e a un’architettura tutta a misura d’uomo. “Ciascuna inquadratura è il fotogramma a volte distopico ma non sempre straniante di una pellicola in cui il regista-pittore sceglie sapientemente angolazioni e prospettive, conscio di possedere una certa capacità visionaria se non addirittura futuristica. […] Nelle tele di Reggio si respira un’avanguardia purissima, che non è ribellione concettuale né ricerca spasmodica di novità, bensì è avanguardia di accostamenti, di orizzonti, di forme”, prosegue Rufini Ferranti.
La direttrice artistica di Medina Art Gallery, Palma Costabile, sottolinea: “La grande tradizione italiana del XX secolo, è innovata sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Un dialogo attualizzato con le opere della Scuola Romana e del Novecento italiano che costituiscono la Collezione Cerasi a Palazzo Merulana.”
Nota biografica: classe 1971, romano, Mauro Reggio ha all’attivo mostre personali e collettive in gallerie, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nel 2011 e nel 2015 partecipa alla Biennale di Venezia. E’protagonista di numerosi premi tra i quali ricordiamo il Premio “Eccellenti Pittori” nel 2021 ed il “Premio Cairo” nel 2001. Le sue opere fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)Intero € 12,00
Ridotto € 10,00 (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori carta EBIT Lazio, possessori carta EBTL, possessori tessera Arci,Scuola Romana dei Fumetti,Box Eventi-welfare card, FAI, Studenti e dipendenti IED, Possessori tessera ENAC, possessori card Cinema Lovers, possessori dei biglietti della Casa del Cinema, della Festa del Cinema di Roma e dipendenti di Fondazione Cinema per Roma, possessori della Tessera Socio Club Medici, studenti e collaboratori del Convitto Lateranense B. Pio IX, possessori card La luna e la Tartaruga, dipendenti LAZIOcrea, possessori Carta Giovani Nazionale, Accademia Moda e Costume, possessori biglietto singolo regionale Trenitalia )
Gratuito (bambini e ragazzi under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Pass Palazzo Merulana e Pass Palazzo Merulana Young, membri ICOM, guide turistiche con patentino)

24 settembre 2025 dalla ore 16:00 alle ore 18:00
PALAZZO MERULANA
Formazione per il Museo Gentile
Palazzo Merulana è lieto di ospitare Laboratorio Arte Musica e Movimento, appuntamento all’interno del programma “FormAzione per il Museo Gentile Open Merulana 2025-2026” promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con Fondazione Cervelli Ribelli Ets.
Mercoledì 24 settembre alle ore 16.00, nella Sala attico al quarto piano, avrà luogo il primo appuntamento di “FormAzione per il Museo Gentile Open Merulana 2025-2026”, programma formativo ed educativo progettato e realizzato da CoopCulture.
Questo primo appuntamento, dal titolo Laboratorio Arte Musica e Movimento, a cura della Fondazione Cervelli Ribelli Ets, si ascrive al format “Matite Ribelli!”, già consolidato nella programmazione educativa e culturale di Palazzo Merulana.
A condurre la formazione saranno Gianluca Nicoletti, presidente di Fondazione Cervelli Ribelli ETS, e Federica Giammello, psicologa, che illustreranno al gruppo dei partecipanti metodologie, approcci e buone pratiche per l’accoglienza gentile dedicata alle persone con neurodivergenza. Azzurra Ussai, professionista esperta in applicazione di tecniche corporee all’espressività artistica, terrà inoltre un corso immersivo dedicato all’accoglienza gentile di persone con neurodivergenza nei luoghi della cultura attraverso linguaggi espressivi del corpo libero. Uno degli elementi centrali del laboratorio è il tema del contatto, inteso non solo come esperienza fisica ma anche come processo percettivo ed emotivo.
Per alcune persone neurodivergenti, il contatto può essere vissuto in modo differente, generando una distanza sensoriale e relazionale che incide sul modo di interagire con il mondo. Le opere d’arte, con la loro capacità di evocare emozioni, immagini e movimenti, diventano un ponte per superare questa distanza.
Attraverso il disegno e il movimento, il laboratorio costruisce un canale espressivo che permette di avvicinarsi all’arte e agli altri in modo fluido e personale.
Le statue e i dipinti interagiscono come proiezioni del nostro stesso corpo, suggerendo nuove possibilità? di espressione.
Riproducendo e trasformando le forme con il movimento, emerge un ritmo coreografico che non si limita a reinterpretare le opere, ma le arricchisce con nuove narrazioni personali.
L’arte diventa un’estensione del corpo e il corpo, a sua volta, si fa arte.
Fondazione Cervelli Ribelli ETS (www.fondazionecervelliribelli.it)
La Fondazione Cervelli Ribelli ETS è un ente del Terzo Settore con sede a Roma, nato dall’iniziativa del giornalista Gianluca Nicoletti con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con neurodiversità, in particolare autismo, e di diffondere una nuova cultura della diversità.
La missione della Fondazione è sperimentare azioni concrete che favoriscano la partecipazione attiva, la creatività e l’autonomia delle persone neurodivergenti, contrastando pregiudizi e stereotipi ancora diffusi nella società.
Tra i progetti più significativi figura il Tommy Lab, laboratorio creativo e tecnologico dove giovani con disturbi del neurosviluppo possono esprimere il proprio potenziale attraverso arte, musica, tecnologia e produzione digitale.
La Fondazione opera, inoltre, come piattaforma di comunicazione e sensibilizzazione, offrendo risorse informative, consulenza e format educativi rivolti a scuole, famiglie, aziende e istituzioni, per promuovere una visione positiva della neurodiversità e favorire l’inclusione a tutti i livelli.
Evento a partecipazione gratuita
La prenotazione è consigliata al numero: 0662288768, attivo dal mercoledì alla domenica, dalle 9:00 alle 20:00.
Dal 18 luglio al 28 settembre 2025
PALAZZO MERULANA
La mostra Echi nel tempo, personale dell’artista cinese Zhang Xiaotao, si terrà a Palazzo Merulana dal 18 luglio al 28 settembre 2025.
La mostra, a cura dello storico dell’arte Andrea Romoli Barberini, critico e giornalista professionista e docente di Storia dell’Arte di ruolo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, presenta delle profonde riflessioni per immagini realizzate da Zhang Xiaotao con le tecniche dell’animazione digitale e della pittura sui concetti di tempo, spazio, natura, spiritualità, condizione umana nella società contemporanea senza escludere anche riferimenti ai traumi, alle paure, alle nevrosi collettive.
Gli Echi del tempo sono pertanto da interpretare come il risuonare nella mente dell’artista delle esperienze condotte in diversi momenti e luoghi, anche lontani, della propria vita che assumono attraverso le immagini significati universali.
La particolare declinazione del recupero del racconto di Zhang Xiaotao si fonda su una memoria in cui fatti, situazioni e luoghi del proprio vissuto risuonano e riaffiorano nelle sue opere a immagine fissa o in movimento, come echi del tempo, per il loro carattere emblematico. Opere, quindi, che si fondano su una sorta di memoria, di eventi e momenti, decostruita e parcellizzata che, nel tradursi in immagini dalla forte valenza simbolica, può anche rompere drasticamente il vincolo di verosimiglianza con l’esperienza stessa, per assumere, con l’allegoria, sembianze molto differenti. E in tale transito metamorfico delle sue metafore visive, l’artista mantiene sempre chiara la leggibilità formale e la relativa dimensione narrativa di appartenenza del testo visivo, quasi si trattasse di un presupposto necessario anche per la formulazione di possibili connessioni di senso tra le diverse opere.
Fatte queste premesse, si può anche cedere alla tentazione di osservare una mostra di questo maestro e leggerla come un’opera unica e totalizzante data dalla complessità e dall’articolazione di un unico discorso per immagini, fisse e in movimento, prefigurate come elementi visivi, diversi e separati, quindi potenzialmente autonomi, ma assolutamente correlati tra loro in termini di significato.
I singoli elaborati, quindi, in una fitta trama di rimandi e intrecci di contenuti, possono stabilire tra loro rapporti e corrispondenze per creare un discorso unico che realizza la propria coerenza unitaria complessa nella somma e nell’ideale sedimentazione mnemonica di ciascuna immagine pur in assenza di una unità narrativa di tempo e di luogo.
In altre parole, qui linguaggi e significati, pittura e animazione digitale, anche nelle loro differenze disciplinari, e oggettive e oggettuali autonomie, trovano la possibilità di una ricomposizione organica e inedita dell’originaria decostruzione delle memorie e, quindi, finiscono con il sommarsi per raggiungere l’unità come tante tessere svincolate di un mosaico che, nella loro ideale e giustapposta ricomposizione, rivelano una palese forma significante, unica e molteplice.
E’ così che traumi, nevrosi, instabilità e disagi collettivi, frutto della rapidità dei cambiamenti in atto nella società globalizzata si palesano, chiaramente espresse o sottilmente evocate, nei quadri e nelle sequenze video di desolati e disabitati scenari postindustriali e suburbani, nelle aggregazioni e nei tracciati ossessivamente percorsi da colonie di insetti e roditori o, ancora, nell’incontrollata proliferazione e ripetitività delle rotte mercantili che sembrano solcare senza sosta cieli e oceani come colture di cellule immerse in soluzioni chimiche. Talvolta inquietanti, le immagini di questo artista si intervallano, sovente, a sacre presenze che sfidano il tempo e l’eternità, portando a volte ben visibili, ma soltanto nei loro santi simulacri materiali, i segni dello stesso logorio che aggredisce l’uomo e la società.
Zhang Xiaotao con la suggestiva e ricercata ambiguità di queste immagini presenta uno stato di fatto dalla valenza personale, collettiva e sostanzialmente planetaria, ma lo fa con una particolare attitudine, quasi con accorta moderazione, senza formulare severi giudizi e inappellabili sentenze.
L’artista si limita, qui, a raccontare discretamente per immagini, a rilevare attraverso il filtro della sua storia, del proprio sguardo e della propria necessità espressiva uno stato di fatto ampiamente condiviso che, garbatamente, interroga e sorprende, seduce e rivela, destabilizza e inquieta. E, serenamente, lascia che ciascuno tragga le proprie conclusioni.
***
Nota Biografica dell’artista
Zhang Xiaotao è nato a Chongqingin Cina, nel 1970.
Si è laureato presso il Dipartimento di Pittura a olio dell’Accademia di belle arti del Sichuan nel 1996. Ha conseguito un dottorato presso l’Accademia Centrale di belle arti di Pechino nel 2016. Professore ospite presso la City University di Hong Kong, attualmente risiede a Pechino.
Ha partecipato alla 55a Biennale di Venezia, alla 7a Triennale di arte contemporanea Asia-Pacifico, alla 6a Biennale di Mosca, alla 2a Biennale di Praga, alla Triennale di Guangzho, alla Biennale di Chengdu, alla Biennale di Architettura di Shenzhen-Hong Kong, alla Biennale di animazione indipendente di Shenzhen, al Netherlands Animation Painting Film Festival, all’Ottawa International Animation Festival, al Tokyo Animation Festival, all’Asian Animation Competition. Ha inoltre esposto presso la London Saatchi Gallery (UK), il Museo MAXXI di Roma (Italia), l’Aarhus Art Museum (Danimarca), l’Albright Knox Art Museum, New York (USA), Lucerne Art Museum (Svizzera)?Ringling Museum, Sarasota (Florida, USA), Museum di Arte Moderna, Valencia (Spagna), Museo di Arte Contemporanea, Bologna (Italia), Museo ESSL, Vienna (Austria), Centro delle Arti Santa Monica, Barcellona (Spagna), Fondazione 3.14, Bergen (Norvegia), Museo d’Arte di Seoul (Corea del Sud) e in altre sedi prestigiose.
Nel 2008 ha vinto il “Premio Giovane Artista Cinese dell’Anno”. Nel marzo 2009 è stato intervistato da “FLASH ART”. Nel 2011 e 2012 ha vinto consecutivamente il premio “Asia’s Best Technical Animation Award”. Nel 2015 è stato invitato come giudice internazionale dei CUBE Global Digital Art Awards, nel gennaio 2016 ha accettato un’intervista esclusiva con l’edizione internazionale del “The New York Times”, Nostalgico e surreale, la Cina moderna dell’artista di animazione Zhang Xiaotao. Nel 2018 The Adventures of Volume ha vinto il Premio “China Libo International Animation”. Nel 2019 Three Thousand Worlds·Ephemera è stato selezionato per il “Linz Electronic Art Festival” (Austria). Si sono interessati del suo lavoro autorevoli studiosi, importanti gallerie d’arte, fondazioni, centri d’arte e collezionisti nazionali e internazionali.
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Dal 2 al 4 ottobre 2025
Giovanni Scifoni in
FRA’
Regia di Francesco Brandi
Dal 10 all’11 ottobre 2025
Andrea Pucci in
30 ANNI… E NON SENTIRLI
13 ottobre 2025
Pierluca Mariti in
GRAZIE PER LA DOMANDA
16 ottobre 2025
Alessandro Cattelan in
BENVENUTO NELL’AI!
17 ottobre 2025
Camilla Bonardi e Guglielmo Scilla in
AVANGUARDIA PURA
Dal 19 al 21 ottobre 2025
Giorgio Panariello in
E SE DOMANI…
Il nuovo spettacolo
25 e 26 ottobre 2025
Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor von Frinzius in
DIN DON DOWN
Regia di Lamberto Giannini

Dal 28 al 29 ottobre 2025
Angelo Duro
HO TRE BELLE NOTIZIE

5 e 6 novembre 2025
Akram Khan & Manal Aldowayan
THIKRA: NIGHT OF REMEBERING
Regia e Coreografia Akram Khan
8 novembre 2025
Giueppe Cruciani e David Parenzo in
LA ZANZARA TOUR
Dall’11 al 23 nevembre 2025
Federica Butera, Drusilla Foer e Andrea Ortis in
FRIDA OPERA MUSICAL
il kolossal sulla vita di Frida Kahlo
Dal 25 al 30 novembre 2025
Richard O’Brien’s in
ROCKY HORROR SHOW
Regia di Christopher Luscombe
Dall’11 al 21 dicembre 2025
Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini in
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
22 e 23 dicembre 2025
Paolo Ruffini
IL BABISITTER
Quando diventerai piccolo capirai
14 gennaio 2026
Marco Travaglio
IL NUOVO SPETTACOLO DI MARCO TRAVAGLIO
Dal 22 al 25 gennaio 2025
ANASTASIA – IL MUSICAL
Regia di Federico Bellone
23 marzo 2026
Compagnia The Mobilès
MOVING SHADOWS – OUR WORLD!
Regia e coreografia di Stefan Sudkamp e Michaela Kohler Shaer

30 APRILE 2026
Dita von Teese
NOCTURNELLE

9 maggio 2025
Andrea Dianetti
NON CI PENSARE
1-2-3 – 4 luglio 2025 dalle 18.30 alle 20.00
6 luglio 2025 dalle 19.30 alle 20.30
PALAZZO MERULANA
Palazzo Merulana ospita l’evento Teatrodanza in terrazza- MovimentA, a cura di Tiziana Persichetti e Cus Danza Roma.
Da martedì 1 a venerdì 4 luglio, si terranno i laboratori di Teatrodanza in terrazza- MovimentA nella suggestiva cornice di Palazzo Merulana, aperti a tutti coloro che vogliono sperimentarsi a livello creativo ed espressivo.
L’obiettivo di questi laboratori è quello di dare voce al corpo con tecniche ed esercizi che spingono sia ad un ascolto individuale sia a un contatto con l’altro, ampliando consapevolezza ed espressività sul piano corporeo ed emozionale.
Ogni laboratorio ha la durata di un’ora e mezza ciascuno sotto forma intensiva. Al termine del percorso intensivo è previsto l’allestimento di una performance aperta al pubblico che si terrà domenica 6 luglio alle ore 19.30.
L’attività, come format di MovimentA, rientra nella più ampia cornice di Fuori Orario, palinsesto di eventi culturali a cura di CoopCulture per la stagione estiva 2025 in programma nei molteplici siti in gestione tra Nord, Centro e Sud Italia.
IL CUS Roma – Centro Universitario Sportivo è un’associazione che da più di 50 anni si occupa di promuovere lo sport come strumento di inclusione e di benessere fisico e mentale per gli studenti universitari, e non solo. Tutte le attività promosse dal CUS Roma usano lo sport come mezzo per raggiungere diversi obiettivi: crescita personale, espressività, integrazione, benessere psicofisico.
Negli ultimi dieci anni si è sviluppato all’interno del CUS Roma il settore danza e teatro diretto da Tiziana Persichetti Auteri e nel 2023 la fondazione della CUS Roma dance company, prima compagnia d’Italia di danza e teatro per gli studenti universitari. Il CUS Roma opera nella sede di Piazzale del Verano (zona San Lorenzo) e propone attività sportive con istruttori altamente qualificati.
Tiziana Persichetti: danzatrice, coreografa, insegnante. Si avvicina alla danza a 15 anni con un ottimo bagaglio da ginnasta. Si forma con il Maestro Marco Realino e a 17 anni ha il suo primo contratto come danzatrice solista. Danzatrice e Assistente presso la Compagnia Euroballetto, Direttore artistico presso il CUS Roma (Centro Universitario Sportivo) e Coordinatore didattico del CED Cento Eurodanza. Fonda la Compagnia Tribal Jazz nel 1992 e forma diversi docenti nelle varie discipline. Fonda nel 2015 la ASD Dance in Progresss con Antonella Massimini e nel febbraio 2023 sulle orme della Compagnia Tribal Jazz, fonda la CUS Roma dance company presso il CUS Roma. Docente Tecnico CSEN Roma dal 2014 crea l’Emotional Body Expression, una tecnica di potenziamento espressivo per danzatori e attori.
Prenotazione obbligatoria via WhatsApp al numero +39 3471916703
Solo alcuni post tra i tanti con immagini e filmati apparsi su “X” che testimoniano il grande interesse internazionale e la grande partecipazione popolare alla processione del Corpus Domini dello scorso 22 giugno presieduta dal Santo Padre Leone XIV .
Dal 20 al 26 giugno 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Mostra personale di
“Per il tutto mutar natura è bella” di Giovanni Bonfiglio a cura di Livia Occhigrossi
Nel lavoro pittorico di Giovanni Bonfiglio si avverte il battito costante di una meraviglia antica: quella che nasce dall’osservazione, dalla contemplazione paziente del mondo, dalla curiosità genuina di chi ha passato l’infanzia a smontare vecchie radio per risalire ai segreti della materia. L’artista non si limita a rappresentare: egli interroga, disseziona, riassembla. La sua arte è figlia di un’intelligenza analitica e di una sensibilità estetica coltivata negli anni, nutrita da un’educazione alla tecnica, alla natura e al cosmo.
Fin da giovane, Bonfiglio ha vissuto la realtà come un insieme di misteri affascinanti da decifrare. Che si trattasse di insetti, minerali o costellazioni, il suo sguardo era sempre animato da un desiderio profondo di comprensione, come se ogni elemento dell’universo fosse un tassello di un grande disegno da restituire per immagini. Non stupisce quindi che l’immagine, il linguaggio visivo, sia divenuta il mezzo espressivo privilegiato, capace di sintetizzare ciò che la parola spesso non riesce a dire: il rapporto tra struttura e poesia, tra forma e essenza.
La pittura di Bonfiglio…
…non nasce da un’urgenza decorativa, ma da una ricerca di equilibrio. Un equilibrio che si gioca tra forma, colore e luce, e che mira a suscitare nell’osservatore una reazione intima, un sentimento di pace, di silenziosa approvazione. Non si tratta di imporsi, ma di dialogare. Le sue tele, realizzate con tecnica acrilica su tela o legno, sembrano voler accordare la complessità del mondo alla semplicità dell’esperienza umana.
Lungi dall’essere un gesto improvvisato, l’arte di Giovanni Bonfiglio è un atto disciplinato, fondato su una profonda onestà intellettuale. Ogni opera è il frutto di una riflessione etica ed estetica insieme: un processo di decantazione lenta, in cui l’idea trova forma solo quando ha raggiunto un grado sufficiente di chiarezza e verità. E se da giovane amava copiare fotografie o cartoline per comprendere meglio la realtà, oggi la sua pittura esprime una visione più matura, consapevole, capace di esaltare ciò che per lui è essenziale: la struttura, la luce, l’armonia sottile tra gli elementi.
Nonostante le sue radici liguri…
…e un forte legame con il mare, compagno silenzioso della sua crescita, Bonfiglio ha scelto di non lasciarsi definire dal luogo, ma dall’esperienza. Il suo percorso artistico è stato coerente ma non rigido, segnato da un rispetto profondo per la propria evoluzione personale. E se potesse tornare a parlarsi da giovane, non rinnegherebbe nulla. Anzi, ringrazierebbe quel ragazzo per aver tracciato la rotta.
L’opera di Giovanni Bonfiglio non cerca l’universalità attraverso l’uniformità, ma attraverso la libertà dello sguardo. Ogni osservatore è invitato a trovare la propria lettura, a costruire un significato intimo e personale, come accade con le costellazioni: ciascuna connessa da linee invisibili, tracciate dallo sguardo di chi osserva e sogna.
In fondo, come nella scienza e nella natura, anche nell’arte di Bonfiglio ciò che conta è la tensione verso la comprensione. Una pittura che non offre risposte definitive, ma apre porte. E che ci ricorda, con la delicatezza di chi conosce il mistero della materia, che osservare è il primo passo per amare.
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