Dal 15 al 28 giugno 2024
GIARDINO NICOLA CALIPARI – PIAZZA VITTORIO
Ip programma cinematografico dal 15 al 28/6/24
Dal 15 al 28 giugno 2024
GIARDINO NICOLA CALIPARI – PIAZZA VITTORIO
Ip programma cinematografico dal 15 al 28/6/24
12 giugno 2024 ore 19:00
PALAZZO MERULANA
Anche quest’anno LE CONVERSAZIONI approdano a Palazzo Merulana anche per l’edizione estiva con ben due incontri.
Gli appuntamenti, infatti, si terranno il 12 ed il 19 giugno nelle sale espositive del Museo, vivace e dinamico centro di produzione culturale tra letteratura, cinema e arte, nel cuore della capitale, che accompagna il Festival da diversi anni..
Per questa 19ª edizione de LE CONVERSAZIONI il tema scelto è il tempo/time e Antonio Monda ne discuterà con tutti gli ospiti di questa edizione.
Primo ospite Serena Dandini, conduttrice televisiva, scrittrice e autrice televisiva che sarà a Palazzo Merulana mercoledì 12 giugno alle ore 19.
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Dal 12 giugno al 25 agosto 2024
PALAZZO MERULANA
Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare Saverio Ungheri. Visioni Metapsichiche, a cura di Andrea Romoli Barberini.
Il progetto, promosso e organizzato dal prof. Andrea Romoli Barberini, docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di belle arti di Napoli, dalla Dott.ssa Andreina Ciufo Guidotti, storica dell’arte e autrice della nuova monografia sull’artista, e dal Dott. Andrea Ungheri, figlio dell’artista, ideatore della mostra e Presidente dell’Associazione Culturale “Amici del Polmone Pulsante”, si incentra sulla figura di Saverio Ungheri, artista calabrese, attivo sulla scena capitolina del secondo Novecento, dal 1950 fino alla scomparsa, nel 2013 a Roma. Saverio Ungheri si forma e inserisce in un tessuto culturale connotato, nell’arte, dalle ricerche d’avanguardia che avevano trovato nuovo slancio e vigore dalla fine del Secondo conflitto mondiale.
Il fascino dell’arte astratta, quasi una rivelazione per gli artisti più giovani, che potevano così tentare un allineamento con le più avanzate esperienze d’oltreconfine, si stava progressivamente imponendo, suscitando anche la conversione di molti pittori figurativi e la nascita di gruppi come Forma e Origine.
Pur rimanendo ai margini di tali esperienze, osservandole da un angolo privilegiato, Ungheri se ne lascia talvolta contaminare, ma attraverso un filtro fortemente selettivo, per farsi portatore di una cifra pittorica e scultorea di grande originalità nell’ambito di quello stesso panorama.
La sua produzione principalmente pittorica si affianca alla ricerca nel campo scultoreo, che diverrà cifra connotativa del suo contributo al movimento Astralista e a quello dell’Arte Bionika.
Il progetto prevede un allestimento concepito secondo una scansione cronologica e tematica, che metta in risalto i diversi periodi e gli apporti più significativi e originali della ricerca artistica del Maestro.
Le sezioni della mostra sono così contraddistinte: Formazione e opere giovanili, Pitture di impronta sironiana, Astralismo, Eden/Finestre, Arte Bionika, Artigianal Art (Art-Art).
Saverio Ungheri (Rizziconi/RC, 1926 – Roma, 2013) si diploma prima al Liceo Classico di Cittanova (RC), poi al liceo artistico di Roma, dove si trasferisce negli anni ’50 e dove concentrerà tutta la sua produzione artistica, frequentando per due anni il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti, entrando in contatto con Sante Monachesi e lavorando come disegnatore tecnico e insegnante d’arte in diverse scuole. Si sposa nel 1951 con Teresa Nasso, sua musa ispiratrice e giudice inflessibile delle sue opere. Collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma e comincia a produrre numerosi dipinti, affreschi e decorazioni per diverse committenze. La sua attività espositiva si avvia con i primi anni Cinquanta per protrarsi fino al 2000 con mostre presso spazi pubblici e gallerie private. Il nome di Ungheri è legato a vari movimenti artistici e alla stesura dei rispettivi manifesti: il sopracitato movimento Astralista (Astralismo), da lui cofondato insieme a Sante Monachesi, Claudio Del Sole, Sandro Trotti e Grazioso David, formalizzato con il “Manifesto Astralista” del 14 settembre 1959, cui ne seguiranno altri due; il movimento “Art-Art” (Artigianal Art) il cui manifesto viene pubblicato da “Paese Sera” nel 1968; il “Progetto D’Arte Metapsichica”, la cui visione è esplicitata nel volumetto “Pantenergheia” scritto dallo stesso Ungheri nel 1970 e pubblicato dalla Casa editrice “La parola” nel 1977. Parallelamente al periodo astralista fonda, nel 1961, a coronamento di una ricerca individuale, l’“Arte Bionika”, termine ispirato alla perpetuazione dell’attimo di vita (dal greco Bios), rappresentata attraverso le sue caratteristiche ed uniche Sculture Pulsanti.
Intero euro 12.00
Ridotto (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori tessera Arci, dipendendi Laziao Crea, Scuola romana fumetti e Box Eventi-welfare card) euro 10.00
Ridotto gruppi euro 10.00
Ridotto gruppi euro 8,00 per i gruppi che prenotano entro il 9 febbraio
Ridotto per scuole euro 4.00
Gratuito (Bambini e ragazzi under7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Merulana Pass e Merulana Pass Young, Membri Icom e guide turistiche con patentino)MOSTRA VISITABILE dal mercoledì alla venerdì dalle 12 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)
sabato e domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)
13 giugno 2024 ore 17:00
SALA CONFERENZE DI VILLA ALTIERI – VIALE MANZONI, 47 ROMA
Presentazione del libro
di Carmelo G. Severino
La Biblioteca Istituzionale e l’Archivio Storico partecipano anche quest’anno a Il Maggio dei Libri, che nell’edizione 2024 celebra l’importanza della lettura come strumento di conoscenza e consapevolezza, capace di rendere autenticamente liberi. Il primo appuntamento è la presentazione del volume 𝑅𝑂𝑀𝐴. 𝐸𝑆𝑄𝑈𝐼𝐿𝐼𝑁𝑂 1912-1945 di Carmelo G. Severino, giovedì 13 giugno, alle ore 17,00, presso la Sala Conferenze di Villa Altieri, nell’ambito del tema “𝐿𝑖𝑏(𝑒)𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒: […] 𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖, 𝑎𝑑 𝑎𝑓𝑓𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜, 𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑝𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑒 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒”.
𝐿’𝐸𝑠𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 “𝑞𝑢𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒” 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑜𝑠𝑖 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑙’𝑈𝑛𝑖𝑡𝑎̀, 𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑏𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑃𝑖𝑎, 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑏𝑎𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑔𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑛𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑝𝑎𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑎. […] 𝑁𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑑𝑢𝑒 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑖𝑎𝑙𝑖, 𝑖𝑛𝑒𝑣𝑖𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙’𝐸𝑠𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑛𝑜 ℎ𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ […].
𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎𝑟𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒 𝑖𝑛 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑖𝑑𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ […]” con “𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶ℎ𝑖𝑒𝑠𝑎 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑚𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑙𝑒𝑣𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑒𝑠𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑝𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑜𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑀𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑠𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑜𝑠𝑝𝑒𝑑𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑝𝑎 𝑃𝑖𝑜 𝑋𝐼.
𝑃𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑖𝑛𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒, 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑒𝑟𝑖, 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑏𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒, 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑒𝑑𝑖𝑙𝑖𝑧𝑖𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑒𝑠𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑎𝑙𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑖𝑝𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑛𝑠𝑖𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑣𝑖 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎.”


12 giugno 2024 ore 19:00
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Incontri d’aurore
Presentazione del libro
Il libro è diviso in due parti, la prima è uno studio del rapporto tra natura e architettura che si struttura idealmente intorno al concetto di analogia tra edificio e persona; la seconda, costituisce un avanzamento di questa ricerca e propone l’introduzione di nuove categorie di analisi a partire da quattro termini Figurazione, Intersezione, Instabilità e Relazione che segnano l’architettura elvetica al tempo dell’Antropocene.Dialogano con l’autore:Alberto BolognaMario PisaniCarlo Prati, architetto e Dottore di ricerca all’Università “La Sapienza” di Roma, è professore associato in Composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi “G. d’Annunzio” di Chieti/Pescara. La sua ricerca si concentra sul progetto di architettura interpretato al contempo come pratica operativa, artistica e teorica. È membro del comitato scientifico della collana editoriale «Opera Metrica» per Sagep Editori, redattore di «Abitare la Terra» e socio onorario dell’Associazione culturale «Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano». Tra i libri di cui è autore: Architettura oltre la fine del mondo (LetteraVentidue 2022), Iperoggetto periferia (Bordeaux 2021), Lo spazio del vuoto (LetteraVentidue 2020), Il disegno dell’Autonomia (Libria 2018).
13 giugno 2024 ore 21:00
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Dal 7 al 13 giugno 2024
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32 – 34
La vita dell’essere umano è meravigliosamente immersa in una realtà fluttuante, in cui la percezione del tempo e dello spazio si vive attraverso avvenimenti storici, scoperte scientifiche, artistiche e filosofiche. Tutta la vita è scandita dal trascorrere del tempo e dalla bellezza dell’arte, elemento fondamentale nella nostra vita che regala emozioni.
Se pensiamo al tempo immaginiamo i nostri antenati, e a tutto ciò che l’uomo con la sua intelligenza è riuscito a realizzare fino ad oggi. Nell’arte quando parliamo di tempo pensiamo alle diverse epoche e ai suoi generi artistici sviluppati da artisti come Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Rubens, solo per citarne alcuni fra i più grandi Maestri del passato. Quando entriamo in un museo o in una galleria d’arte, nel guardare i dipinti siamo in grado di classificarli stilisticamente e stabilire se si tratta di una “natura morta”, o paesaggio; gli studiosi ancora oggi, nonostante i numerosi dibattiti aperti nello stabilire le origini del genere “natura morta”, e se risiede in Italia o nel Nord Europa, non sono riusciti a stabilirlo con certezza.
Il titolo di questa mostra “YANA RIKUSHA Natura morta. Tra passato e presente” è un’analisi estetica, iconografica sul tema della natura morta e del suo potere emozionale espresso in tutte le sue composizioni raffinate, armoniose, e cariche di significato narrativo. L’artista, con pennellate dal tocco elegante e quasi impalpabile, crea velature e trasparenze in ogni oggetto riprodotto e inserito in ambientazioni domestiche, il risultato é una composizione di “natura morta” unica, sia per la scelta degli elementi sia per il messaggio narrativo che ogni oggetto contiene. Le sue opere ci fanno pensare alle nature morte realizzate dai grandi maestri come Caravaggio, Pieter Bruegel il Vecchio, e altri. Le sue scelte compositive, con echi seicenteschi, puntano a far conoscere il genere pittorico della “natura morta” rivisitato in chiave contemporanea e realizzato seguendo le indicazioni teoriche del metodo della pittura figurativa fiamminga. Tutta la serie di suoi dipinti sono realizzati “dal vivo”, non mancano riprodotti gli insetti, farfalline, ortaggi, frutta, fiori: tutti elementi che hanno un significato importante per l’artista, ciascuna ha una storia da raccontare a chi osserva e vuole conoscere il pensiero dell’artista. Le sue “nature morte” sono come anime, presenze che in qualche modo dialogano con l’artista e con chi osserva l’opera. Tutte sono ricche di oggetti realizzati con cura e perfezione stilistica come l’opera Apple mood del 2021, Playful shapes del 2023, le composizioni vibrano di lucentezza ed effetti plastici importanti da far saltare all’occhio ogni minimo dettaglio e particolare della composizione. Il suo percorso artistico si è evoluto passando dal surrealismo nelle figure fantastiche e mitologiche al genere della “natura morta” realizzata con la tecnica antica fatta con pastelli a secco su carta, colori ad olio e strati sovrapposti di colore per ottenere trasparenze ed effetti realistici straordinari sulle tele di lino. Le sue opere risultano così perfette, che qualcuno potrebbe addirittura pensare ad un fotorealismo americano, ma non è così perché questo genere di pittura si basa sull’osservazione “dal vivo” della composizione di oggetti di uso domestico che l’artista dispone su tavoli e tovaglie ricamate secondo il proprio gusto, dal sapore romantico come l’opera Fairytale time del 2023 o Memories about Monteverde, 2023. In tutte le sue tele si respira un buon gusto estetico e nelle composizioni si nota una profonda conoscenza delle opere d’arte del passato, pensiamo ad esempio alle grandi composizioni dei pittori fiamminghi come Abraham Brueghel, Jacob van Hulsdonck, Ambrosius Bosschaert.
Nel presentare i dipinti di Yana Rikusha, entriamo nel vivo della sua anima artistica per esplorare il suo universo e condividerlo con un pubblico desideroso di riscoprire l’anima di oggetti, che spesso usiamo senza dargli importanza. Tutte le iconografie realizzate nei dipinti che vedete nel catalogo ci consentono di riconoscere un’arte figurativa importante che conquistò il mercato sin dall’età moderna.
Per l’artista la conoscenza dell’arte del passato è fondamentale, difatti, tutto il suo lavoro si basa sullo studio della pittura figurativa fiamminga. Rikusha, dopo aver vissuto e lavorato in settori bancari e finanziari con relazioni internazionali, si ritrova a riflettere sul senso della vita e decide di cambiare strada e di studiare pittura. Vivendo in Italia frequenta a Roma Matearts, mentre nei suoi soggiorni in Francia studia nell’Atelier Renaissance, Atelier d’artistes, La bottega du peintre, nei soggiorni nella sua terra in Russia studia a Mosca presso l’atelier del pittore N. N Krapivin per sviluppare e affinare competenze artistiche importanti come dipingere scene di genere e saper ottenere effetti realistici e naturalistici, tali da voler toccare con mano gli oggetti o i volti dipinti sulla tela. La nostra artista ha un grande talento riesce a dare l’anima agli oggetti che dipinge, a far vibrare i nostri sensi mentre guardiamo le sue composizioni, ricche di elementi tra bicchieri, posate, brocche, ortaggi, frutta, libri, tutto è orchestrato per regalare armonia e ridare vita agli oggetti, come Fragrant morning, 2022.
Carmelita Brunetti
Dal 6 giugno al 30 luglio 2024
SPAZIO FIELD – PALAZZO BRANCACCIO



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