12 maggio 2024 ore 20:00
CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO
Gioia e posesia
Concerto del
Trio Daphne
Serata conclusiva della rassegna “Armonie sotto le stelle di Sant’Alfonso”

12 maggio 2024 ore 20:00
CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO
Concerto del
Serata conclusiva della rassegna “Armonie sotto le stelle di Sant’Alfonso”

12 maggio 2024 ore 17:30
MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI
Giuseppe Spedicato: basso tuba
Rocco Nigro: fisarmonica
Giorgio Distante: Tromba
Immergetevi nell’atmosfera incantevole del concerto BRANCALEONE PROJECT! Con Giuseppe Spedicato alla basso tuba, Rocco Nigro alla fisarmonica e Giorgio Distante alla tromba. Vi aspettiamo domenica 12 maggio alle 17.30, non mancate!
Prenota telefonando allo 06/7014796 o scrivendo alla mail dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it.
11 maggio 2024 ore 21:30
GATSBY CAFE’
10 maggio 2024 ore 21:30
GATSBY CAFE’
10 maggio 2024 ore 17:30
MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI
Concerto di
Pronti a lasciarvi trasportare dalle note? Venerdì 10 maggio, alle 17:30, il Museo degli Strumenti Musicali e A.Gi.Mus presentano: ‘BETTER CALL DUO’ con Chieko Hata e Stefano Palamidessi alle chitarre! Un viaggio musicale tra le opere di Dyens, Albeniz, e Fujii.
Prenota telefonando allo 06/7014796 o scrivendo alla mail dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it.
5 maggio 2024 ore 20:00
CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO
Andrea Ceccomori, flauto
Sebastiano Brusco, pianoforte
MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI
5 maggio 2024 ore 11:00
Con Valeria Desideri (traversiere) e Marco Silvi (clavicembalo)
Quale migliore occasione per visitare la mostra sul flauto traverso dal periodo classico a quello romantico! Potrete infatti assistere ad un concerto pensato per accompagnare la mostra tra le sonate del Settecento interpretate da la Maestra Valeria Desideri e il Maestro Marco Silvi. In collaborazione con A.Gi.Mus.
5 maggio 2024 ore 17:00
Nuovo appuntamento del ciclo “Itinerari cameristici al Museo” una rassegna di concerti/racconto pensati nell’ambito di ideata dalla Direttrice del Museo Sonia Martone a cura di Marco Grisanti, in collaborazione con A.Gi.Mus. Ad esibirsi saranno Marcello Manfrin (viola), Marco Grisanti (pianoforte). Musiche di Beethoven, Glinka, Brahms.
Prenota telefonando allo 06/7014796 o scrivendo alla mail dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it.
4 maggio 2024 ore 21:30
GATSBY CAFE’
4 maggio 2024 ore 21:00
CHIESA DI SANTA MARIA IMMACOLATA ALL’ESQUILINO
Concerto di
MUSICA, IMMAGINE, PAROLA, PREGHIERA – In questa nuova tappa del nostro percorso, in cui la bellezza si incarna nell’arte, la violoncellista Carola Puppo e la pianista Lilia Yakushin ci proporranno un suggestivo percorso musicale tra Ottocento e Novecento. L’appuntamento è quindi sabato 4 maggio alle ore 21, nella “nostra” Chiesa di Santa Maria Immacolata all’Esquilino!
28 aprile 2024 ore 20:00
CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO
Quarto appuntamento é dedicato tutto a Chopin,“il poeta del pianoforte”.Per descrivere Chopin con le sue stesse parole: “Bach è un astronomo che ha scoperto le stelle più belle. Beethoven si misura con l’universo. Io cerco solo di esprimere il cuore e l’anima dell’uomo”. Robert Shumman descrisse la musica di Chopin con l’emblematica immagine dei “cannoni sepolti da fiori”.Domenica ascolteremo alcune tra le sue composizioni più celebri.Il primo brano, l’Improvviso Fantasia, fu composto nel 1835: si narra che Chopin, dopo aver ascoltato un Improvviso di Ignaz Moscheles, rimase impressionato da questo tipo di composizione e quando la Baronessa d’Este, sua allieva, gli chiese un’opera da tenere esclusivamente per sé, pensò di comporre un improvviso che scrisse, senza titolo, direttamente sull’album della giovane con la scritta “Composé pour M.me la Baronesse d’Este” e, come data, solo “Venerdì 1835”. L’opera fu pubblicata postuma probabilmente perché l’autore non volle divulgarla trattandosi di una dedica esclusiva.Tra le composizioni più conosciute vi sono poi gli Études, di cui la prima serie è l’op. 10, pubblicata nel 1833 quando Chopin aveva ventitré anni ed era già famoso come compositore e pianista nei salotti di Parigi, dove fece la conoscenza di Franz Liszt. Successivamente, Chopin dedicò l’intera Opera 10 “à mon ami Franz Liszt” (al mio amico Franz Liszt). In particolare, lo Studio op. 10 n. 12 in Do minore, conosciuto anche con i titoli apocrifi La caduta di Varsavia o Rivoluzionario (appellativo datogli proprio da Franz Liszt), si narra che venne scritto da Chopin di getto, nel settembre 1831, mentre il compositore si trovava a Stoccarda nel momento in cui venne a conoscenza del fallimento dell’insurrezione polacca stroncata dalle truppe russe.Ascolteremo poi due Notturni, composizioni che hanno accompagnato Chopin per tutto il periodo della sua vita. Ne scrisse complessivamente venti: il primo Notturno in do minore quando aveva solo 17 anni; i due Notturni op. 62 tre anni prima di morire. Quasi tutti i Notturni furono da lui stesso pubblicati, forse perché a lui più congeniali adattandosi alla sua indole sognante e romantica, sono le sue opere più note e amate. In particolare, i tre Notturni op. 15 rappresentano un momento di svolta nella poetica di Chopin, esprimono un maggior livello di maturità e complessità rispetto alle sue precedenti creazioni: il Notturno op. 15 n. 1, che ascolteremo, si caratterizza per i forti richiami ai canti popolari polacchi; seguirà il Notturno op. 72 n.1 in Mi minore, il primo notturno scritto da Chopin, molto probabilmente quando aveva solo 17 anni nel 1827 quando era da poco entrato come alunno alla Scuola Superiore di Musica presso l’ Università di Varsavia.Lo Scherzo è probabilmente l’opera in cui l’intensità drammatica è spinta al limite estremo, descritto da Liszt come “Sorde collere, ire soffocate, […] un’esasperazione condensata e dominata da una disperazione talvolta ironica, talaltra altezzosa. Queste cupe apostrofi della sua musa sono passate più inosservate e sono state meno comprese delle sue poesie di colorito più tenero”. In particolare, lo Scherzo n. 3 op. 39, fu composto nel monastero di Valldemossa nell’isola di Maiorca, dove il musicista soggiornò, fra la fine del 1838 e l’inizio del 1839 (con la compagna George Sand) nella speranza di trovare un clima mite per la sua fragile salute essendo malato di tisi fin dalla giovinezza. Proprio dalle rovine della Certosa di Valldemosa pare abbia trovato ispirazione per questa composizione, che Chopin dedicò al suo allievo prediletto, Adolphe Gutmann di Heidelberg che si narra sarebbe stato uno dei pochi interpreti dell’epoca in grado di eseguire – grazie alla grandezza delle mani – l’ampio accordo della sesta battuta; allievo stimato da Chopin anche per le sue capacità culinarie (pare sapesse preparare una buonissima cioccolata).Ascolteremo poi il Gran Valzer brillante. Il valzer, danza di origine tedesca, non aveva in Polonia una grande tradizione e Chopin lo considerò sempre un po’ estraneo alla propria cultura. Il Gran Valzer brillante fu scritto quasi certamente nel periodo trascorso a Vienna nel 1831 dove invece il valzer, con le opere di Strauss e padre e Joseph Lannrer, imperversava.Nella vasta produzione chopiniana, riveste poi un ruolo fondamentale la composizione delle Polacche, che ha scritto per tutta la sua vita. La Polonaise op. 53 è una delle composizioni più conosciute ed eseguite, composta nel 1842 e pubblicata l’anno successivo. Le fu attribuito per la prima volta il nome “héroïque”, eroica, dalla scrittrice francese George Sand che si riferiva al carattere ispirato e vigoroso del brano, adatto secondo lei a divenire simbolo della rivoluzione sociale e politica vissuta nel 1848 in Francia e nel resto d’Europa.Il concerto si chiuderà con La Ballata per pianoforte n. 1 in Sol minore, Op. 23, la prima delle sue quattro ballate per pianoforte che rappresenta una delle opere più significative dell’intero Romanticismo musicale. Nell’ottocento la ballata era, oltre che un testo letterario, un brano vocale, al tempo lirico ed epico, solitamente composto su argomento popolare. La ballata come brano esclusivamente strumentale è stata un’ideazione di Chopin: il musicista stesso confessò una volta a Schumann che questa composizione gli era stata suggerita da alcuni poemi di Adam Mickiewicz poeta e scrittore polacco.
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